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Romano Marco · Nationalrat · 2023-03-16

Romano Marco · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2023-03-16

Wortprotokoll

Con l'approvazione dal Consiglio nazionale nel 2018 e dal Consiglio degli Stati nel 2019, della mozione Dobler 17.3067, "Gli specialisti formati a caro prezzo in Svizzera devono poter lavorare nel nostro paese", il Parlamento ha dato un mandato chiaro al Consiglio federale: legiferare affinché sia prevista una deroga ai contingenti per la manodopera proveniente dai cosiddetti Stati terzi, ovvero i paesi al di fuori dell'Unione europea e dell'AELS, quando le persone interessate conseguono un titolo universitario in un settore con penuria di specialisti in Svizzera. Ricordo che la mozione è stata accolta dal Consiglio nazionale con 143 voti contro 41 e 2 astensioni, e dal Consiglio degli Stati con 32 voti contro 6.

Il 19 ottobre 2022, il Consiglio federale ha presentato la pertinente modifica della legge sugli stranieri che prevede una modifica dell'articolo 30 con l'aggiunta di una nuova lettera[NB]m.

Il progetto prevede che chiunque consegua un diploma di master o un dottorato in un settore con penuria di specialisti debba poter restare e lavorare in Svizzera anche se proveniente da uno Stato terzo. Il Consiglio federale si è concentrato sui cittadini degli Stati terzi che si sono formati nelle università e nei politecnici federali in settori con una comprovata penuria di specialisti. La deroga è giustificata da un alto interesse economico e scientifico, e le persone interessate già conoscono la realtà economica e sociale elvetica, andando a occupare posizioni professionali per cui vi è scarsità di manodopera. [PAGE 583]

Il governo stima il numero di persone interessate fra 200 e 300 all'anno, ma altre valutazioni arrivano a un numero più elevato. Di fatto è quasi impossibile definire a priori questo dato, poiché la modifica genererà una maggiore attrattività e nuove dinamiche in settori dove la carenza di personale è cronica.

L'oggetto è stato attribuito alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale. Data la materia della deroga alla legge sugli stranieri, la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale ha chiesto di poter presentare un corapporto.

Nel quadro di questo approfondimento, la citata commissione ha deciso, con 18 voti contro 7, di presentare una proposta di modifica volta ad adeguare il disegno del Consiglio federale per fare in modo che la disposizione non si limiti ai soli diplomi universitari, estendendola anche ai cosiddetti MAS, cioè i master of advanced studies, agli attestati professionali federali, ai diplomi federali e ai diplomi delle scuole specializzate superiori, e di fatto a tutto il livello terziario del sistema formativo elvetico.

Il 16 febbraio scorso il dossier è stato trattato dalla Commissione delle istituzioni politiche. La commissione è entrata in materia senza voti contrari e ha preso atto del corapporto della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura, riprendendo a maggioranza la proposta di modifica della lettera m dell'articolo 30. Il fine è quello di estendere l'eccezione a tutte le persone con un diploma svizzero di qualsiasi livello terziario, quindi anche ai titolari di un attestato professionale federale, di un diploma federale, oppure di un diploma di una scuola specializzata superiore.

Si tratta di riconoscere integralmente il livello terziario, sia A che B, e non solo una parte di esso. Il livello terziario svizzero produce anche specialisti altamente qualificati a livello di formazione professionale superiore, le cui competenze sono esattamente quelle per cui oggi vi è una carenza di manodopera. Si pensi in primis e soprattutto al settore alberghiero. Per la maggioranza della commissione si tratta anche di evitare una distorsione: se solo le università potessero offrire ai futuri studenti provenienti da paesi terzi la prospettiva di un impiego dopo la laurea, i diplomati e le scuole professionali superiori si troverebbero in una posizione di svantaggio.

Questo svantaggio competitivo sarebbe pure particolarmente discutibile alla luce della scarsa regolamentazione dell'accesso ai diplomi MAS.

Nello specifico, per far fronte alla carenza di manodopera, la commissione propone con 18 voti contro 7 non solo di estendere la deroga a tutto il livello terziario e a chi ha ottenuto un postdottorato - la proposta di introdurre questa definizione è stata approvata con 14 voti contro 11 -, ma anche di concedere l'eccezione alle persone che dopo l'ottenimento del diploma universitario svolgono un'attività lavorativa qualificata connessa al titolo universitario - proposta accolta con 15 voti contro 10 -, e quindi non solo come previsto dal Consiglio federale, a chi svolge un'attività lavorativa che riveste un elevato interesse scientifico o economico.

La minoranza II (Marchesi), respinta con 18 voti contro 7, rappresenta la versione del Consiglio federale con la modifica auspicata dalla Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura, cioè non solo i titoli universitari, ma quelli di tutto il settore terziario.

La minoranza I (Marchesi), anche questa respinta con 18 voti contro 7, propone di completare la proposta del Consiglio federale con la sola aggiunta dei postdottorandi. Su questo punto occorrerebbe verificare se di fatto non sia una ridondanza in relazione all'ottenimento di un titolo di studio terziario e al fatto che nel settore della ricerca siano già previste eccezioni nella legge sugli stranieri.

La minoranza III (Glarner), anch'essa respinta con 18 voti contro 7, propone un approccio diverso prevedendo deroghe solo per i diplomi degli stranieri provenienti da Stati terzi nel settore della matematica, dell'informatica, delle scienze naturali e della tecnica, il cosiddetto settore Mint, e nelle professioni mediche. La maggioranza della commissione ritiene che questa proposta sia troppo limitativa e non correlata alle necessità reali dei settori economici che oggi riscontrano problemi significativi a reclutare manodopera.

Nella votazione sul complesso, il progetto modificato dalla commissione è stato approvato con 18 voti contro 7, con la raccomandazione al plenum di sostenerlo.