Marchesi Piero · Nationalrat · 2023-05-31
Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-05-31
Wortprotokoll
Tutti noi ricordiamo il dibattito che si tenne in occasione della revisione della legge Covid-19, quella che decretava di fatto l'obbligo vaccinale per i cittadini di questo paese. Certo, alcuni di voi osserveranno che non è mai stato decretato un vero e proprio obbligo vaccinale, ma i cittadini senza un certificato Covid-19, non vaccinati o che non avevano contratto il virus nei mesi precedenti, non potevano andare in un bar per bere un caffè, non potevano andare a cena in un ristorante, non avevano la possibilità di visitare un museo. In inverno abbiamo visto persone mangiare sulle terrazze dei ristoranti nella propria pausa lavorativa, al freddo, solo perché avevano la colpa di non essere vaccinati. Per molto tempo persone, che del cinema, del teatro e dei concerti fanno le loro passioni, hanno dovuto rimanere chiusi in casa solo perché avevano il demerito di non essere vaccinati.
Per mesi, nell'opinione pubblica si è creata l'immagine di una società a due categorie, quella dei cittadini virtuosi e onesti che rispettano rigorosamente le regole imposte dai saggi, e quella dei cittadini che, forse per principio o semplicemente per paura, avevano deciso, legittimamente, di non farsi vaccinare. Quest'ultimi sono stati emarginati e considerati come appestati o come persone non degne di essere considerate tali. Peggio ancora: in caso avessero contratto il virus non avrebbero meritato di essere curate.
Per molto tempo, le autorità federali e cantonali ci hanno detto che i cittadini buoni, quelli della prima categoria, proprio per il fatto di essere vaccinati, non avrebbero trasmesso il virus a terzi. Invece i cittadini cattivi, quelli della seconda categoria, sarebbero stati i vettori di trasmissione del virus e dunque si potevano considerare quasi come degli untori.
A fine 2021 alcune case farmaceutiche sviluppatrici del vaccino hanno dichiarato che anche i vaccinati trasmettono il virus, tanto quanto i non vaccinati - l'esatto contrario di quanto sostenevano le diverse autorità per giustificare l'obbligo di certificato Covid.
L'iniziativa in votazione ha il pregio di rilanciare un dibattito fondamentale che gira attorno alla domanda di come e in che misura lo Stato possa condizionare la libertà di scelta del singolo cittadino, direttamente o indirettamente, con leggi e ordinanze. Il testo in votazione è chiaro e semplice. Il Consiglio federale, nel suo messaggio rileva alcuni aspetti positivi della proposta. Poi però espone tutta una serie di criticità e motivazioni contrarie, che solo in piccola parte posso condividere. Il governo ritiene poco chiara la formulazione perché non si riferirebbe in maniera chiara al divieto di obbligo vaccinale, quando di fatto nel messaggio al punto 2.3, "Lancio dell'iniziativa", contraddicendosi afferma chiaramente che l'iniziativa popolare "per la libertà e l'integrità fisica" è sorta nel contesto della pandemia di Covid-19.
Certo, il testo dell'iniziativa è molto ampio. L'iniziativa avrebbe meritato l'elaborazione di un controprogetto mirato a focalizzarsi sul divieto di obbligo vaccinale. Questo avrebbe permesso di aprire un ampio dibattito sul tema, il che sarebbe stato molto utile, sopratutto dopo la pandemia Covid-19. Ma la proposta formulata in commissione dal mio gruppo per proporre, appunto, l'elaborazione di un controprogetto è stata rifiutata. E allora ci ritroveremo verosimilmente a decidere unicamente sul testo dell'iniziativa, che malgrado tutta una serie di criticità, sosterrò per i seguenti motivi:
1.[NB]Il diritto all'autodeterminazione nell'ambito dell'integrità fisica e in particolare la possibilità di decidere se vaccinarsi o meno vanno tutelati.
2.[NB]Bisogna evitare di dare pieni poteri al Consiglio federale e ai vari uffici federali che, pur riconoscendo loro la buona fede nella maggior parte delle decisioni, in certi casi hanno anche dimostrato di aver sbagliato nella gestione delle pandemia.
3.[NB]Siamo in Svizzera, nel paese più libero del mondo. Nel nostro paese, i cittadini devono poter decidere della propria salute senza costrizioni, dirette o indirette, dalle varie autorità.
Vi invito dunque a sostenere la proposta di elaborare un controprogetto perché permetterebbe di eliminare tutte le criticità contenute nel testo dell'iniziativa e permetterebbe di aprire un ampio dibattito su un tema che a mio avviso merita la nostra attenzione.