Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2023-05-31
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2023-05-31
Wortprotokoll
La pandemia da Covid ha dimostrato le derive a cui può portare il diritto d'urgenza, con limitazioni preoccupanti, esagerate e alla fine anche inutili della libertà personale dei cittadini come pure della libertà di commercio. Ad esempio, in Ticino, nel mio cantone, per alcuni mesi alle persone con più di 65 anni è stato addirittura proibito di andare nei grandi magazzini per fare la spesa. A chi volesse entrarci veniva chiesta la carta d'identità. I clienti sopra il limite di età venivano allontanati dagli addetti alla sicurezza, assunti appositamente a questo scopo; in alcuni casi le persone venivano allontanate anche in malo modo. Ai cittadini è stato di fatto impedito o comunque sconsigliato di uscire di casa, se non per motivi professionali. Anche una semplice passeggiata all'aperto veniva stigmatizzata come un atto irresponsabile mentre invece sappiamo che ad esempio ai frontalieri non è mai stato precluso l'accesso alla Svizzera, e questo certo non perché altrimenti sarebbe mancato il personale sanitario, visto che i permessi G attivi per queste professioni sono circa 4000 su 80[NB]000; si tratta quindi di una percentuale ridotta.
Lo Stato ha chiuso molte attività economiche, comprese quelle che si sarebbero comunque potute svolgere in sicurezza, indossando la mascherina e osservando le distanze indicate.
In Svizzera, i vaccini si sono fatti attendere a lungo, e la campagna vaccinale è partita in ritardo e a rilento per mancanza di dosi. All'arrivo dei vaccini hanno poi fatto seguito i vari certificati Covid, che hanno diviso la società e hanno generato discriminazione e odio nei confronti dei non vaccinati o di chi non aveva eseguito tutti i richiami. Secondo alcuni, questi ultimi avrebbero dovuto restare chiusi in casa come sorci. I media hanno appoggiato ogni singola scelta compiuta dalle autorità con spirito critico pari a zero. Lo Stato di diritto è stato mandato in soffitta con inquietante facilità e ben poche resistenze. A voler essere cinici, a posteriori si potrebbe considerare l'accaduto anche come un esperimento sociale, come una prova tecnica di autoritarismo dall'esito preoccupante, perché questo esperimento di autoritarismo potrebbe poi essere ripetuto in futuro, ad esempio in caso di penuria energetica.
In tempo di pandemia, diritti fondamentali dei cittadini sono quindi stati accantonati. Questo non poteva rimanere senza qualche reazione dal basso.
Oggi dobbiamo determinarci sull'iniziativa popolare "per la libertà e l'integrità fisica". L'iniziativa è concepita in modo maldestro, con il testo che si spinge ben oltre il tema della vaccinazione; questi difetti sono innegabili. Tuttavia, il Consiglio federale e la maggioranza commissionale non solo bocciano l'iniziativa ma non propongono neppure un controprogetto indiretto. Questo a mio avviso equivale a sottrarsi ad ogni riflessione sul regime che è stato instaurato durante la pandemia, a rifiutare l'autocritica, ad affermare che tutto è andato bene e che di conseguenza un domani si potrebbe anche ripetere con le stesse modalità.
Ma davvero noi volgiamo benedire quanto è successo? Anche se sappiamo che parecchie misure sono state introdotte su pressione estera, diretta o indiretta? Anche se abbiamo scoperto che il vaccino anti-covid non impedisce il contagio e che quindi l'isolamento dei non vaccinati alla fine non era giustificato nemmeno dal profilo sanitario? Questa sorta di assoluzione plenaria, a mio parere, non è corretta. Credo che sia un segnale preoccupante per il futuro delle libertà dei cittadini e fa specie che succede nel nostro paese di antica tradizione democratica.
Invito quindi a sostenere la minoranza I (Schwander) che chiede il rinvio in commissione per l'allestimento di un controprogetto indiretto.