Gysin Greta · Nationalrat · 2023-12-19
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2023-12-19
Wortprotokoll
Con la sua mozione la Commissione delle istituzioni politiche mira ad agevolare l'attività lavorativa di persone con statuto di protezione S, semplificando la prassi amministrativa relativa all'assunzione. Per le persone con statuto di protezione S esiste oggi un obbligo di autorizzazione quando intendono cominciare un'attività lavorativa dipendente, indipendente o quando intendono cambiare posto di lavoro.
La maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche ritiene importante semplificare questa prassi per agevolare l'entrata nel mercato del lavoro, sostituendo questo obbligo di autorizzazione con una semplice notifica.
La semplificazione della procedura andrebbe certamente a beneficio delle persone direttamente coinvolte. Si abolirebbe un ostacolo all'entrata nel mondo del lavoro facilitando l'indipendenza economica e migliorando l'integrazione. In un momento di mancanza di personale, come quello attuale, che mette a dura prova più di un'azienda e più di un settore economico, una migliore integrazione nel mercato del lavoro dei rifugiati con statuto S - quindi quelli provenienti dall'Ucraina - andrebbe però a vantaggio anche dell'intera economia e quindi in definitiva di tutta la comunità. Non si può poi sottacere il fatto che l'indipendenza economica, che risulterebbe da un'attività lucrativa, ridurrebbe il carico sulle assicurazioni sociali - anche questo è un effetto secondario positivo e desiderabile. Una semplificazione delle procedure, oltre a ridurre l'onere burocratico, permetterebbe poi la parità di trattamento tra persone con statuto S e quelle con un'ammissione [PAGE 2467] provvisoria, per le quali dal 2019 non esiste più l'obbligo di autorizzazione, sostituito da un semplice obbligo di notifica.
Considerata la situazione odierna non possiamo purtroppo partire dal presupposto che la situazione in Ucraina si risolverà in tempi brevi. Fare quanto possibile per integrare le persone che si sono rifugiate da noi, il più presto possibile, nel mondo del lavoro e nella nostra società è dunque un atto di responsabilità, un atto dovuto, un atto di buonsenso.
Nell'interesse delle persone direttamente coinvolte, ma anche a beneficio dell'economia e di tutta la società, sarebbe un segnale forte, anche a sostegno degli obiettivi del Consiglio federale, che auspica che entro la fine del 2024 il 40 per cento delle e degli ucraini presenti rifugiati in Svizzera conseguano un'attività lucrativa.
Con queste considerazioni vi invito a nome della maggioranza commissionale a sostenere la mozione.