Fonio Giorgio · Nationalrat · 2024-06-10
Fonio Giorgio · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2024-06-10
Wortprotokoll
Grazie all'iniziativa parlamentare Barrile, abbiamo oggi la concreta possibilità di sanare una discriminazione ingiustificata subita dai cittadini svizzeri rispetto a quelli stranieri in materia di ricongiungimenti familiari.
L'iniziativa è stata presentata il 21 giugno 2019. L'esame preliminare dell'iniziativa ha ottenuto un primo sostegno da parte della Commissione delle istituzioni politiche il 13 agosto 2020, con 13 voti contro 11. Questo primo sostegno è stato dato con l'obiettivo di risolvere, attraverso una modifica di legge, la vergognosa disparità di trattamento con la quale sono confrontati i cittadini svizzeri e che ha visto trovare conferma anche grazie alla giurisprudenza del Tribunale federale. In un primo momento l'omologa commissione degli Stati ha per contro rigettato la decisione della Commissione delle istituzioni politiche della nostra Camera, la quale il 18 febbraio 2021 ha riconfermato il proprio sostegno all'iniziativa parlamentare Barrile con 14 voti contro 9. Il Consiglio nazionale si è quindi potuto esprimere l'8 giugno 2021, e con 137 voti favorevoli, 54 contrari e 1 astensione, ha dato luce verde. In seguito a questo sostegno la Commissione delle istituzioni politiche degli Stati ha rivisto la sua decisione del 25 giugno 2021 e ha dato il nulla osta alla stesura del progetto da parte della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale.
Perché la maggioranza ritiene che si debba entrare in materia e adottare il disegno di legge? La situazione attuale non è ritenuta sostenibile, e proverò a spiegarlo con un breve esempio, con il diritto attualmente in vigore, di un cittadino svizzero sposato con una donna tailandese. La moglie tailandese che non ha un precedente permesso di soggiorno di lunga durata in uno Stato membro dell'UE o dell'AELS ha diritto a un permesso di soggiorno alla sua proroga, se vive nella stessa economia domestica del cittadino svizzero.
Se non vive con il cittadino svizzero, il ricongiungimento familiare non è possibile. Lo stesso vale per i figli di età inferiore di 18 anni. Tuttavia, se la moglie tailandese è in possesso di un permesso di soggiorno di lunga durata in uno Stato dell'UE o dell'AELS, lo stesso vale per i figli di età inferiore di 21 anni, la famiglia deve disporre di un alloggio adeguato, per analogia agli accordi sulla libera circolazione delle persone. Per i genitori della moglie tailandese e i suoi figli minorenni o maggiorenni, se il mantenimento è garantito, il ricongiungimento familiare è possibile, sempre che i genitori siano in possesso di un precedente permesso di soggiorno nell'area UE o AELS.
Per contro, la moglie tailandese di un cittadino dell'Unione europea o proveniente dall'AELS, se soddisfa le condizioni della libera circolazione delle persone, ha diritto a un permesso di soggiorno a condizione che la famiglia disponga di un alloggio adeguato. Lo stesso vale per i figli minori o maggiori di 21 anni, il cui mantenimento è garantito. I genitori della moglie hanno diritto a un permesso di soggiorno se dispongono di un alloggio adeguato e il loro mantenimento è garantito.
Con la nuova legge, applicando l'iniziativa Barrile, a questo punto lo svizzero sposato con la stessa donna, il requisito di un'economia domestica congiunta e i limiti di tempo per la richiesta di ricongiungimento familiare sono derogati, e la moglie ha diritto a un permesso di soggiorno se dispone di un alloggio adeguato. Lo stesso vale per i figli di età inferiore a 21 anni. I genitori della moglie hanno diritto a un permesso di soggiorno se dispongono di un alloggio adeguato e se il loro mantenimento è garantito. Lo stesso vale per i figli con età inferiore a 21 anni.
Un elemento importante da segnalare è che il ricongiungimento familiare dei figli e del coniuge deve essere richiesto entro cinque anni. Se i figli hanno più di 12 anni la domanda deve essere presentata entro 12 mesi. Questo non vale per i cittadini provenienti dall'Unione uropea o dall'area AELS.
Il progetto di legge è stato messo in consultazione; hanno risposto positivamente 19 cantoni e 5 partiti, di cui 2 con alcune sfumature. L'Unione sindacale svizzera si è espressa a favore, così come l'Unione delle città svizzere. Per contro il progetto di legge è stato contestato dall'Unione democratica di centro e da una minoranza commissionale che ritiene di non voler abolire questa discriminazione in quanto la modifica violerebbe l'articolo 121a della Costituzione federale.
È importante indicare che l'Ufficio federale di giustizia ha effettuato una perizia sulla costituzionalità richiesta dalla commissione ed è giunta alla conclusione che quest'ultima è data.
La commissione vi chiede con 17 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astensione di entrare in materia e abolire questa discriminazione assolutamente ingiustificata.