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Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2024-09-25

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2024-09-25

Wortprotokoll

Il pagamento dei premi di cassa malati è un problema per un numero sempre maggiore di cittadini. Ormai da anni i premi aumentano di continuo. Nei prossimi giorni verranno annunciati quelli per il 2025, ed è facile prevedere che la popolazione si troverà confrontata con l'ennesimo salasso. Secondo l'ultima comunicazione di Santésuisse, nei primi sei mesi dell'anno corrente, i costi sanitari nei settori coperti dall'assicurazione di base LAMal sarebbero aumentati in media del 5,2 per cento. Ricordo che nel 1996, quando venne introdotta la LAMal, il premio medio era di 128 franchi al mese, e adesso siamo ben sopra ai 400 franchi - è una differenza abissale.

A contribuire agli aumenti di premi ci sono svariati fattori di cui spesso si sente parlare in quest'aula. Il tema dei costi della salute è infatti oggetto di discorso politico da molti anni. È stato al centro di svariate iniziative e votazioni popolari. L'ultima, lo sappiamo, si è tenuta lo scorso 9 giugno, quando i cittadini si sono espressi su due iniziative popolari, quella per premi meno onerosi e quella per un freno ai costi. Entrambe, com'è noto, sono state respinte.

Di recente il Consiglio federale ha approvato la proposta contenuta in due atti parlamentari di aumentare la franchigia minima, che è ferma da 20 anni, di 300 franchi.

L'esperienza dimostra quanto sia difficile trovare delle soluzioni all'impennata dei premi di cassa malati che siano in grado di raccogliere delle maggioranze parlamentari, ed eventualmente popolari. Da un lato il settore sanitario è estremamente lobbizzato, e quindi la maggior parte delle proposte cade sotto il fuoco incrociato dei portatori di interesse. In questo Parlamento non mancano i parlamentari federali che sono membri o presidenti di consigli di amministrazione di casse malati o di associazioni mantello degli assicuratori - tra l'altro in tale veste guadagnano anche più di quello che guadagnano come deputati. Questo discorso si può ampliare anche alle lobby mediche, farmaceutiche, ma anche dei pazienti, ecc.

Dall'altro lato il sistema di formazione dei premi di cassa malati è così complesso, macchinoso e, direi, anche fumoso che qualsiasi correttivo con aspirazioni di perfezione formale è destinato al fallimento. Toccare la costruzione attuale è come mettere mano ad un castello di carte: si sposta qualcosa e crolla tutto.

Da qui deriva la convinzione che serve un'impostazione diversa, un'impostazione meno teorica e alla fine più pratica se si vuole trovare una soluzione. Quindi serve una soluzione che sia concettualmente semplice, che sia comprensibile, che sia di facile applicazione, appunto come quella che il presente postulato chiede di approfondire. Essa consiste semplicemente nell'introdurre un contributo federale per abbassare i premi di cassa malati a tutti. È vero che ne [PAGE 1833] beneficerebbero anche i redditi alti, però sono sempre questi redditi che con le loro imposte finanziano i sussidi per la riduzione del premio di assicurazione malattia.

Il meccanismo ipotizzato nel postulato è chiaro e lineare, perché alla fine non si arriva a delle soluzioni condivise continuando ad introdurre sempre nuovi fattori, correzioni e variabili in un sistema che è già sovraccarico. Il finanziamento del modello proposto può avvenire risparmiando su altre voci di spesa, perché l'assicurazione malattia è indubbiamente una priorità per i cittadini.

Quindi chiedo di accogliere questo postulato che in quanto tale chiede un rapporto affinché la soluzione proposta possa perlomeno essere approfondita ed esaminata.