Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-03-05
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-03-05
Wortprotokoll
L'iniziativa "Il denaro contante è libertà" vuole ancorare il contante nella Costituzione federale, stabilendo che devono sempre essere disponibili monete e banconote in quantità sufficiente. Ciò che l'iniziativa chiede sembra di fatto un'ovvietà, però non lo è. Al momento il denaro contante è infatti garantito solo a livello di legge e in teoria potrebbe essere abolito con una semplice decisione parlamentare. Allo stesso modo un domani il Parlamento potrebbe decidere di passare all'euro. In quel caso chiaramente qualcuno lancerebbe il referendum, però questo comporterebbe un importante dispendio di soldi e di energie. Inoltre su un referendum decide la maggioranza del popolo, mentre per modificare la Costituzione serve la maggioranza del popolo e dei cantoni. Di conseguenza l'iscrizione del denaro contante nella nostra magna carta è opportuna anche da questo punto di vista.
È importante assicurare un futuro al denaro contante. Il denaro contante non dipende da sistemi elettronici, quindi può essere utilizzato in qualsiasi momento. Inoltre garantisce la privacy dei cittadini. I sistemi di pagamento virtuali per contro mettono i cittadini alla mercé dei guardoni, che possono essere organizzazioni private, gli operatori, oppure lo Stato stesso, il quale potrebbe approfittarne per controllare e ricattare. Non si tratta di fantascienza: in Canada, un Paese democratico, ai tempi della pandemia di COVID il governo bloccò i conti dei camionisti che protestavano contro le misure anti-COVID decise dallo Stato. È evidente che i pagamenti virtuali non funzionano in caso di blackout o di guasto [PAGE 90] tecnico, e che sono vulnerabili agli attacchi informatici. Quest'ultimo tema è diventato di particolare attualità con l'abbandono della neutralità svizzera che espone il Paese a rappresaglie straniere.
Il Consiglio federale riconosce che la proposta è sensata. Infatti propone un controprogetto diretto che, a suo dire, preciserebbe meglio le richieste dell'iniziativa. Questa proposta viene condivisa dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale. A proposito del dibattito commissionale, va segnalato che la maggioranza della CET-N non ha voluto inserire nel controprogetto una disposizione che prevede l'obbligo di accettare il denaro contante come mezzo di pagamento.
Questo sarà però il prossimo punto da affrontare. Iscrivere il denaro contante nella Costituzione può non bastare. Bisogna anche permetterne l'utilizzo. Infatti nel marzo del 2023 il Movimento svizzero per la libertà lanciò una seconda iniziativa dal titolo "Chi vuole pagare in contanti deve poterlo fare" per fare in modo che tutti coloro che offrono merci, servizi o prestazioni, sia pubblici che privati, debbano accettare i pagamenti in contanti. La digitalizzazione forzata oggi in corso per conformarsi a standard internazionali sta discriminando troppi cittadini, senza contare che sui pagamenti digitali si possono ricaricare costi su costi. Serve a poco inserire la difesa del denaro contante nella Costituzione se poi il suo utilizzo viene scoraggiato, ostacolato ed impedito - anche da aziende pubbliche. Ad esempio Autopostale intende proibire il pagamento in contanti di biglietti a partire dal 2035. Questo è inaccettabile, non solo perché discrimina una parte dell'utenza, ma anche perché i trasporti pubblici sono abbondantemente finanziati con i soldi dei contribuenti, anche di quelli che non usano le carte di credito.
Purtroppo la seconda iniziativa popolare citata non ha raggiunto il numero di firme necessarie alla sua riuscita, ed è fallita. Votiamo dunque a sostegno dell'iniziativa oggi in discussione, ma prepariamoci anche a garantire che in futuro il denaro contante rimanga utilizzabile, altrimenti l'operazione pur lodevole rimane monca.