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Pamini Paolo · Nationalrat · 2025-03-05

Pamini Paolo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-03-05

Wortprotokoll

Il contante è libertà, e tutti gli statalisti e i comunisti nella storia dell'umanità hanno sempre cercato di distruggerlo. Ho qui nella mia mano una banconota da 50 bilioni - fifty trillion dollars - dello Stato dello Zimbabwe, dove il comunista Mugabe ha distrutto la moneta come atto di esproprio del potere d'acquisto delle cittadine e dei cittadini di quel Paese che un tempo era florido.

Il contante è veramente libertà. È il motto del comitato di iniziativa del quale faccio parte anch'io, e ho contribuito a raccogliere firme nella Svizzera italiana. Va detto, anche a beneficio dei materiali giuridici, che quando parliamo di contante intendiamo monete e banconote fisiche. Naturalmente la difesa del contante non va intesa nel senso che se un giorno dovesse esserci contante elettronico, questo si possa sostituire al contante fisico con la scusa che il "elektronisches Bargeld" sarebbe difeso. No, con contante noi intendiamo il contante fisico disintermediato dai sistemi di pagamento elettronico, quello accessibile a tutti, quello che non causa nessun costo di transazione al di là della gestione fisica del contante stesso.

Ora, perché difendere il contante è una cosa giusta e utile? È giusto prima di tutto perché, come detto, tutti gli statalisti, tutte le persone che hanno voluto limitare la libertà individuale, controllare ciò che fanno i cittadini e le cittadine, hanno sempre voluto abolire il contante, e avere dei sistemi che possano tracciare le transazioni. Orbene, il contante fisico è l'unico strumento che permette di non tracciare le transazioni.

Naturalmente la lotta al riciclaggio e così via è già prassi comune da decenni, e non può essere usata come scusa per abolire quello che in realtà è un baluardo della libertà come pagamento anonimo. È l'unico modo di garantire che nessuno osservi come io utilizzo i mezzi che ho legittimamente guadagnato. Chiediamoci solo una cosa: ma cosa avrebbero fatto tutte le dittature comuniste - per non parlare sempre e solo delle dittature di estrema destra, ma delle dittature comuniste, ben più numerose nella storia dell'umanità - se non ci fosse stato il contante, se avessero potuto tracciare qualsiasi pagamento? Durante la seconda guerra mondiale, ma anche in tutti gli episodi che sono seguiti? Quindi non è così strano che in fondo gli statalisti, anche in questo Parlamento, siano scettici a proposito di questa iniziativa.

Ecco, questi sono i motivi morali a difesa del contante, ma ci sono anche dei motivi di utilità e di comodità. Pensiamo alle persone anziane che non vogliono o non riescono a fare il salto nella digitalizzazione. Perché a queste persone deve essere privata la possibilità di pagare, come hanno fatto per tutta un'intera vita? La cosa scandalosa è che sono soprattutto delle aziende sotto monopolio statale o con una concessione che proibiscono il prelievo dei contanti e il pagamento in contante, per esempio gli autopostali. Perché la signora Maria, che vuole andare in fondo alla Val Verzasca, non può pagare la corsa con l'autopostale con una semplice moneta da 5 franchi? Perché deve pagare con il telefonino, che magari non ha neanche, o con una carta di pagamento? Questa è la cosa scandalosa.

Ora, il contante è utile anche per un'altra cosa, perché permette di tesaurizzare il proprio potere d'acquisto in assenza di inflazione. Anzi, quando c'è un regime di tassi d'interesse negativi, è il metodo attraverso il quale si tesaurizza e si aumenta il proprio potere d'acquisto, anziché lasciare le proprie giacenze su dei conti bancari che creano interessi negativi. O addirittura, se prendiamo il caso di Cipro - grazie al cielo non è ancora mai stato il caso, finora, in Svizzera - quando ci sono degli "haircut" - e anche la vicina Italia l'ha vissuto qualche anno fa - dove una percentuale dei conti bancari salta, e gli averi e risparmi delle persone vengono effettivamente persi.

Da ultimo, e con questo concludo, un grandissimo vantaggio di iscrivere questo principio nella Costituzione è che, se un giorno volessimo abbandonare il franco svizzero, speriamo mai, servirà la doppia maggioranza di popolo e cantoni. E permettetemi di osservare che, in effetti, una base legale, cioè scritta in una legge, non è sufficiente perché necessiterebbe solo di un referendum semplice con la maggioranza del popolo.

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