Marchesi Piero · Nationalrat · 2025-03-10
Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-03-10
Wortprotokoll
Il sistema d'asilo, nato per proteggere chi è realmente in pericolo, viene oggi abusato da migranti economici che attraversano diversi Paesi sicuri per arrivare nel nostro e depositare una domanda di asilo, sapendo di non averne il diritto. Non è più una questione umanitaria, ma è un problema di sostenibilità. Si stima che il settore dell'asilo, tra Confederazione, Cantoni e Comuni, costi ai contribuenti circa 11,5 miliardi di franchi l'anno. Gran parte di queste risorse potrebbero essere risparmiate se l'accoglienza fosse limitata a chi ha davvero bisogno di protezione.
La mozione chiede al Consiglio federale di adottare tutte le misure necessarie affinché le persone che entrano in Svizzera da Paesi terzi sicuri siano respinte alla frontiera senza avviare una procedura d'asilo, e che non si entri nel merito delle domande di asilo di persone entrate passando da Paesi terzi sicuri.
L'attuale prassi permette a chiunque di entrare in Svizzera e presentare una domanda di asilo, anche se ha già attraversato numerosi Stati sicuri. Questo sistema tradisce il concetto di protezione internazionale, e trasforma la Svizzera nella meta più ambita per chi cerca migliori condizioni economiche. D'altro canto, l'opportunità di rifiutare alla frontiera i richiedenti che sono già transitati in un Paese terzo sicuro se lo pone ad esempio anche la Germania. Il rinomato giurista costituzionale tedesco, il professor Jan Henrik Klement dell'Università di Friburgo in Brisgovia, sostiene che finché un richiedente l'asilo non si trova ancora sul territorio sovrano tedesco, gli può essere negato l'ingresso da un Paese terzo sicuro, e che questo sia coperto sia dal diritto europeo che da quello tedesco.
Manuel Ostermann, vicecapo del sindacato della Polizia federale tedesca, ha dichiarato al "Bild" che per porre fine alla pressione migratoria sulla Germania e provocare una soluzione europea, la Germania deve respingere tutti i migranti illegali e rifiutare ogni loro richiesta di asilo, giacché le domande sono tutte manifestamente inammissibili perché i migranti sono arrivati da Paesi terzi sicuri.
In Svizzera invece il capo del dipartimento, il consigliere federale Beat Jans, sostiene che non sia necessario intervenire. Gli Stati a noi vicini lo fanno, perché hanno capito che è necessario agire prima che sia troppo tardi. Da noi [PAGE 229] invece si continua a tergiversare. Il Consiglio federale si nasconde dietro cavilli giuridici e interpretazioni restrittive per evitare di prendere misure concrete. Intanto altri Paesi europei applicano politiche più restrittive con controlli sistematici ai confini, senza violare il diritto internazionale, qualificandoci di conseguenza ancora di più come meta ambita dei finti asilanti.
La mozione propone proprio questo. Si ispira dunque a misure già in vigore in altri Paesi e propone elementi più concreti, ricordandovi che la Convenzione di Ginevra tutela chi fugge direttamente da un Paese pericoloso, non chi attraversa Stati sicuri per scelta. L'accordo di Schengen non prevede controlli sistematici alle frontiere interne, ma non vieta alla Svizzera di effettuare controlli doganali e di sicurezza in autonomia. Li fanno i Paesi a noi vicini, a maggior ragione non vedo perché non potrebbe farli anche la Svizzera.
La Segreteria di Stato della migrazione già oggi può non entrare nel merito delle domande di asilo per chi proviene da Paesi terzi sicuri. La mozione chiede dunque di rendere sistematica questa prassi. L'attuale sistema premia di fatto gli abusi e costa miliardi di franchi ai contribuenti svizzeri. È tempo di riprendere il controllo della nostra politica migratoria, difendere le frontiere e garantire che l'asilo resti uno strumento per chi davvero ne ha bisogno. Garantendo protezione alle persone in pericolo si evita di compromettere il sistema e si permette ai cittadini di questo Paese di vivere in sicurezza.
La si smetta di enunciare il problema e di rifiutare di conseguenza tutte le soluzioni che si trovano sul tavolo. Questa è una proposta di soluzione chiara e pragmatica. Il Parlamento deve agire con determinazione per fermare questa deriva insostenibile. I cittadini si aspettano delle risposte chiare e coerenti. Questo è il momento per farlo, accogliendo la mozione.