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Pamini Paolo · Nationalrat · 2025-03-19

Pamini Paolo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-03-19

Wortprotokoll

Prendo volentieri la parola al posto della ex collega Martina Bircher, ormai consigliera di Stato nel Cantone Argovia, per presentarvi questa iniziativa parlamentare che propone di introdurre nella legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) una esenzione fiscale per gli assegni familiari e di formazione. La proposta concreta è di introdurre all'articolo 7 capoverso 4 una nuova lettera o, che, come detto, prevedrebbe l'esenzione fiscale ai fini dell'imposta cantonale e comunale sul reddito di quanto un soggetto fiscale riceve a titolo di assegni familiari e di formazione.

Cosa sono gli assegni familiari e di formazione? Come specificato nella legge sugli assegni familiari, gli assegni familiari vengono corrisposti ai genitori di figli dai 0 fino ai 16 anni, e ammontano a 200 franchi al mese; vari Cantoni hanno degli assegni integrativi che si aggiungono a quelli familiari. Quando poi il figlio o la figlia inizia una formazione, a partire dai 16 anni fino alla conclusione della formazione, ma al massimo fino a 25 anni, ecco che subentrano gli assegni di formazione.

La proposta della ex collega Bircher è quella di non assoggettare queste fonti di reddito all'imposta sul reddito. La proposta iniziale tocca soltanto la LAID, ma naturalmente, in un secondo tempo, se dovesse passare l'iniziativa, si potrebbe valutare anche l'introduzione di un disposto di simile tenore nella legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD).

Ricordiamo che da un punto di vista di sistematica fiscale la questione è aperta se questi redditi debbano essere imposti o no. Per completezza, va detto che, secondo la Costituzione e secondo il principio della capacità economica, come oggi è [PAGE 451] il caso, è comprensibile che vengano imposti. Tuttavia, già oggi, sia nella LIFD sia nella LAID, esistono già dei redditi che, malgrado l'ancora costituzionale, sono esenti. Concretamente si tratta del soldo per il servizio militare e per il servizio di protezione civile, ma non solo. Ci sono anche i sussidi di assistenza, siano questi da fonte pubblica o privata, che vengono esentati dall'imposta.

Ecco, concettualmente noi ci innestiamo in questa ultima linea argomentativa. Se anche i sussidi di assistenza sono esenti, non vediamo, in fondo, perché non esentare dall'imposta gli assegni familiari. Questi assegni familiari vengono corrisposti proprio perché i genitori devono fare fronte a spese anche sostenute davanti ai figli. Sappiamo che nella società svizzera le coppie hanno sempre meno figli, e questo sta diventando un problema, un problema di ricambio generazionale, un problema anche di finanziamento delle nostre assicurazioni sociali, quelle finanziate attraverso un sistema di ripartizione.

Pensate che addirittura il soldo che ricevono i pompieri di milizia, per esempio, è fiscalmente esente. Quindi capite che questa proposta non è una cosa nuova. Non è una cosa nuova, al punto che negli ultimi vent'anni ripetutamente è stato proposto qualcosa del genere.

Faccio una carrellata molto rapida: nel 2008, i Cantoni San Gallo e Argovia avevano proposto, con delle iniziative, qualcosa del genere. A livello di atti parlamentari e iniziative, la proposta ha quasi trent'anni di storia. Nel 1997, l'ex consigliera nazionale Aeppli aveva proposto di esentare gli assegni familiari. C'era poi stata un'iniziativa parlamentare nel 2007, e ancora delle iniziative parlamentari nel 2008, e un'ultima ancora nel 2019. Dieci anni fa, le cittadine e i cittadini svizzeri si sono addirittura espressi in un voto popolare su questo tema, ma da allora, in dieci anni, la situazione è ulteriormente cambiata. C'era anche stata un'iniziativa popolare, lanciata nel 2013, l'iniziativa "Sostenere le famiglie! Esentare dalle imposte gli assegni per i figli e gli assegni di formazione", votata l'8 marzo 2015 e rigettata dalla popolazione. Ma a distanza di dieci anni, crediamo che sia più che legittimo affrontare nuovamente la questione.