Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2025-05-07
Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-05-07
Wortprotokoll
L'attuale legge federale sulla protezione degli animali (LPAn) sanziona le uccisioni con crudeltà, e in generale i maltrattamenti di animali come pure il loro abbandono. Non è però previsto un divieto di praticare l'eutanasia su animali da compagnia sani. Capita purtroppo che dei proprietari con pochi scrupoli scelgano questo sistema per sbarazzarsi di animali diventati scomodi per un qualche motivo, e questo non dovrebbe più essere possibile. Un divieto in tal senso, con eventuali eccezioni legate a situazioni estreme e particolari, sarebbe inoltre coerente e complementare al divieto di abbandono che è già contemplato dall'articolo 26 capoverso 1 lettera e LPAn.
Ricordiamo che in Svizzera il rispetto per il benessere animale è un principio sancito anche dalla Costituzione. Tuttavia, la nostra legislazione consente ancora, come detto, la soppressione di animali da compagnia sani per motivi che non hanno nulla a che vedere né con la sofferenza né con la salute dell'animale. L'eutanasia dovrebbe essere uno strumento eccezionale riservato esclusivamente a casi di sofferenza incurabile. Non possiamo accettare che un animale perfettamente sano venga messo a morte per ragioni come la perdita di interesse del proprietario, difficoltà logistiche, o motivi economici.
Introdurre un divieto significa riconoscere il valore intrinseco della vita animale. Gli animali da compagnia non sono oggetti da restituire, o da eliminare quando diventano scomodi, bensì esseri senzienti capaci di emozioni, attaccamento e dolore. Promuovere la responsabilità, sapere che non si può semplicemente optare per l'eutanasia, favorirebbe una cultura di maggiore impegno e responsabilità nella detenzione degli animali. Si tratta anche di proteggere la dignità veterinaria: i veterinari non dovrebbero essere costretti, per pressioni economiche o emotive, a praticare eutanasie che contraddicono la loro missione fondamentale, cioè proteggere e curare la vita animale.
Bisogna incoraggiare soluzioni alternative: rifugio, adozione, programmi di sostegno. Prima di considerare l'eutanasia, [PAGE 669] ogni possibilità di offrire all'animale una nuova vita dovrebbe essere esaurita. Alcuni obietteranno che in certi casi l'eutanasia evita sofferenze future, ma come possiamo giustificare la soppressione preventiva di una vita che oggi è sana, presente, e piena? Il rispetto della vita non si misura sulla base di mere previsioni, si misura sulla capacità di proteggere chi dipende da noi.
Concludo quindi con una domanda semplice: se la Svizzera è davvero, come spesso proclamiamo, una nazione che rispetta gli animali come esseri senzienti, possiamo davvero accettare che le loro vite siano interrotte senza una ragione medica? Io ritengo di no, e vi chiedo pertanto di sostenere questa mozione.