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Pamini Paolo · Nationalrat · 2025-06-11

Pamini Paolo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2025-06-11

Wortprotokoll

Prendiamo un altro esempio di servizio pubblico, la giustizia. Se voi aveste dei tribunali dove una giuria composta da 20 giudici giudicasse ogni singolo caso avreste sicuramente un problema di inefficienza. Le decisioni verrebbero sicuramente prese con grandi approfondimenti, ma sicuramente non sarebbe il modo migliore di organizzare la giustizia. Perché faccio questo esempio? Per far capire che anche un eccesso di servizio pubblico può causare delle inefficienze - e non soltanto una carenza di servizio pubblico.

Con la votazione sull'iniziativa "No Billag" ci siamo già posti la questione del servizio pubblico nell'ambito radiotelevisivo, e il popolo ha preso la decisione. Oggi stiamo semplicemente decidendo quale debba essere l'estensione del servizio pubblico. L'esempio citato su una ipotetica giustizia dove ogni caso viene giudicato da ben 20 giudici fa capire che forse oggigiorno la SSR è sovradimensionata. Ha a disposizione 650 milioni di franchi, prelevati col prelievo forzoso, contro la volontà di chi viene tassato. Si tratta dunque di un'imposta illegale - poi ci ritorno. Non ditemi che 650 milioni di franchi all'anno siano insufficienti per produrre perlomeno un servizio di informazione. La domanda è naturalmente se per esempio l'intrattenimento, e anche le serie sportive oggi facciano parte di un servizio pubblico, dato che oggi viviamo in un mondo dove questi servizi vengono largamente offerti dal mercato attraverso servizi a pagamento di "pay-per-view".

Il canone radiotelevisivo è un'imposta illegale, ricordiamolo. Nel 2015 questo Parlamento decise la revisione della legge federale sulla radiotelevisione, introducendo per la prima volta un'imposta a tutti gli effetti sulle aziende, sulle imprese e sulle economie domestiche. Lo fece senza nessuna base costituzionale, cosa gravissima per la Confederazione, perché viola il principio di sussidiarietà e di enumerazione. Guardate caso, nella votazione sul referendum contro la revisione di questa legge essa passò di misura, per meno di 3000 voti di differenza, mentre la maggioranza dei cantoni era contraria. Pertanto, l'attuale canone è illegale. Però, non avendo una Corte costituzionale non possiamo cassarlo. Se fosse stato posto correttamente in votazione, con l'esigenza della doppia maggioranza, con una modifica della Costituzione, oggi questo canone non ci sarebbe.

Ora, che cosa potrebbe fare la SSR, se passasse questa iniziativa moderata? Potrebbe smetterla di occuparsi di intrattenimento a spese dei contribuenti, lasciando scegliere a chiunque che cosa vuole consumare. E potrebbe focalizzarsi sull'informazione, magari coinvolgendo anche altri media privati. Potrei immaginare che la SSR seguisse l'esempio delle ferrovie dove lo Stato si occupa dei binari su cui circolano dei treni privati. La SSR potrebbe mettere a disposizione l'infrastruttura tecnica ma anche permettere a giornalisti privati di varie testate di offrire i loro servizi, a quel punto, sì, offrendo un'informazione pluralista che permetta al telespettatore di essere confrontato con vari punti di vista. Perché questo è il problema! Chiediamoci perché ben un quarto delle firme a sostegno dell'iniziativa popolare federale "200 franchi bastano!" arrivino dal Ticino, che, come è stato giustamente detto, è una delle regioni che riceve proporzionalmente più soldi dal canone. Nella letteratura economica in questi casi si parla di "Dutch Disease", termine coniato quando i Paesi Bassi scoprirono improvvisamente giacimenti di gas che li resero particolarmente ricchi: ci si aspettava un boom della crescita economica, ma successe proprio il contrario, perché con questa scoperta si scatenò una guerra clientelare e si arrivò a un cambio della struttura economica.

Il Ticino soffre proprio di questa malattia: il sovradimensionamento di SSR fa sì che il clientelismo politico venga alimentato proprio dalla grossa azienda di Stato. Non è un caso che i partiti storici sostengano a grandissima maggioranza questo leviatano e questa incredibile struttura.

La distorsione del processo politico è palese. Si parla di lotta alle "fake news", ma mi preme menzionare solo due casi molto concreti: il primo sono i dibattiti in tema di Covid ai quali io stesso partecipai, e durante i quali furono avanzate delle affermazioni unilaterali, benché quanto chi vi parla dicesse cose documentate. Oppure, un altro esempio concreto tocca la RSR e il tema dell'abolizione del valore locativo: ecco che l'azienda romanda si guardò bene dall'intervistare le persone che favorivano l'abolizione del valore locativo, e nei suoi servizi andò a intervistare soltanto il consigliere agli Stati Carlo Sommaruga, manifestamente di parte, dando subito voce all'Associazione degli inquilini.

Per tutti questi motivi vi invito a sostenere l'iniziativa popolare federale "200 franchi bastano!".

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