Farinelli Alex · Nationalrat · 2026-03-03
Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2026-03-03
Wortprotokoll
Intervengo sulla misura relativa ai contributi per la qualità del paesaggio, dove il punto non è mettere in discussione l'importanza di questi strumenti, ma piuttosto capire come le spese debbano essere in qualche modo suddivise tra Cantoni e Confederazione e avere un sistema che non crei incentivi sbagliati. Infatti, quando la Confederazione finanzia la maggior parte del costo, in questo caso parliamo del 90 per cento, il rischio è che il sistema tenda a funzionare a volume, cioè si moltiplicano i progetti, si [PAGE 58] moltiplicano i perimetri di intervento, ma non vi è sempre una priorità chiara di dove sia necessario intervenire.
D'altra parte, la proposta del Consiglio federale di scendere al 50 per cento, comporta un cambiamento decisamente brusco. In diversi Cantoni, soprattutto in quelli con margini finanziari più stretti - che spesso sono anche quelli che hanno un territorio più grande -, ciò può portare a una conseguenza che non vogliamo, cioè ad una sorta di riduzione disomogenea dell'offerta dei programmi riguardanti il paesaggio e quindi una sorta di paesaggio a due velocità nel nostro Paese.
Per questo, la mia minoranza propone un compromesso equilibrato, dove si porta la ripartizione dal 90-10 al 75-25 per Confederazione e Cantoni, avendo tre vantaggi concreti. Il primo vantaggio: si vanno a correggere gli incentivi sbagliati senza strapazzare il sistema, mantenendo un cofinanziamento cantonale del 25 per cento che è tutt'altro che simbolico e obbligherebbe i Cantoni a selezionare meglio i progetti, priorizzando e coordinandoli. Il secondo vantaggio consisterebbe nel rafforzare il principio di responsabilità e vicinanza decisionale, andando a far sì che i contesti locali, che meglio conoscono ciò di cui hanno bisogno, possano scegliere in qualche modo i progetti più meritevoli e non venga calato dall'alto un obbligo o un incentivo agli interventi. Il terzo vantaggio si rifà alla stabilità, riducendo anche il rischio di disparità tra i Cantoni.
In sintesi, non si difende lo status quo perché oggi il sistema è sbilanciato e genera distorsioni, ma non si sostiene nemmeno una riduzione troppo drastica, perché gli effetti collaterali potrebbero essere anche abbastanza importanti. Il compromesso che vi viene proposto è ragionevole e permette da un lato di migliorare la situazione finanziaria della Confederazione e dall'altro lato di avere un sistema che sia più efficiente nel suo funzionamento.