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Gianini Simone · Nationalrat · 2026-03-11

Gianini Simone · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2026-03-11

Wortprotokoll

La vostra Commissione delle istituzioni politiche ha esaminato lo scorso 23 gennaio 2026 la mozione Schmid Martin, presentata il 16 giugno 2025 e accolta il 15 settembre 2025 dal Consiglio degli Stati. La mozione incarica il Consiglio federale di presentare un disegno di legge e di modificare le corrispondenti istruzioni affinché gli apprendisti residenti nella zona di confine che assolvono una formazione professionale in Svizzera, inclusi quelli che frequentano una scuola professionale di base, ottengano un permesso G per frontalieri per tutta la durata del loro apprendistato, senza l'onere burocratico, anche per i loro datori di lavoro svizzeri, di doverlo rinnovare di anno in anno.

Attualmente, infatti, agli apprendisti è rilasciato un permesso per frontalieri valido soltanto per un anno. Conformemente alle istruzioni della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e alle spiegazioni relative all'ordinanza sulla libera circolazione delle persone, il permesso è prorogato annualmente fino alla conclusione dell'apprendistato, se le condizioni continuano ad essere adempiute. Per contro, i frontalieri ottengono un permesso G per la durata del contratto di lavoro, in caso di durata inferiore a un anno, oppure per cinque anni in presenza di contratti di durata superiore a un anno o di durata indeterminata.

La spiegazione di questa discrepanza, data dal Consiglio federale, che propone di respingere la mozione, è che la SEM ha dovuto elaborare raccomandazioni e creare codici di ammissione specifici per gli apprendisti, per tenere conto delle peculiarità di questa categoria di lavoratori in formazione, talvolta minorenni, e garantire una prassi uniforme in tutta la Svizzera. Nelle sue istruzioni la SEM ha precisato che le autorità cantonali competenti devono assicurarsi che il richiedente disponga di un contratto di apprendistato in piena regola, frequenti una scuola professionale autorizzata, e renda verosimile di disporre di mezzi finanziari sufficienti per il proprio sostentamento senza dover ricorrere all'aiuto sociale. Come per gli studenti, la durata di validità del permesso è limitata a un anno e prorogata di anno in anno fino al termine dell'apprendistato, fermo restando che le condizioni siano ancora adempiute. Queste istruzioni valgono sia per gli[NB]apprendisti da Stati UE/AELS, che risiedono in Svizzera, sia per quelli che mantengono la loro residenza principale all'estero.

Indipendentemente dalla giurisprudenza del Tribunale federale - vi è una sentenza recente che è subordinata alla legislazione promulgata da questo Parlamento federale -, la maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche condivide il parere del Consiglio degli Stati, secondo cui gli apprendisti titolari di un permesso per frontalieri non debbano più essere obbligati a far rinnovare il proprio permesso ogni anno, ma devono ottenerne uno valido per tutta la durata del loro apprendistato. Se ciò non fosse possibile in base alle vigenti disposizioni della legge federale sugli stranieri o attraverso una modifica dell'ordinanza del Consiglio federale, occorrerà allora istituire un nuovo statuto di diritto degli stranieri per questo gruppo di persone. Abolire l'obbligo di rinnovo annuale dei permessi permetterebbe di sgravare dal punto di vista amministrativo non soltanto le aziende formatrici e gli stessi apprendisti, ma anche le autorità cantonali competenti in materia di migrazione.

La commissione è convinta che sia possibile trovare un disciplinamento in linea con l'Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l'UE, il quale peraltro, lo ha detto bene anche la collega Weber, non sembra regolare lo statuto degli apprendisti. Nulla dovrebbe quindi ostare a quello che non è un inasprimento di doveri, ma una facilitazione nel senso proposto da questa mozione. Uno statuto specifico per i frontalieri che assolvono una formazione professionale si giustifica anche perché gli apprendisti sono in genere più giovani degli studenti e vivono ancora con la propria famiglia. Dato che non sono in possesso di un vero e proprio permesso di soggiorno e non vivono in Svizzera, non hanno di conseguenza diritto alle prestazioni sociali svizzere.

Per questi motivi, con 16 voti contro 9, la commissione propone di accogliere la mozione.