Gysin Greta · Nationalrat · 2026-03-11
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2026-03-11
Wortprotokoll
Permettetemi una considerazione iniziale. Il dibattito sulla migrazione e sull'asilo è diventato sempre più duro e spesso disumanizzante. Lo abbiamo sentito ancora oggi durante la sessione straordinaria. Se guardiamo i dati, la realtà è molto diversa da quella che viene raccontata qua dentro e dalla narrazione politica dominante. Gli arrivi nel settore dell'asilo sono oggi bassi rispetto al passato, e la criminalità è in forte diminuzione. Non siamo in una situazione di emergenza. Eppure il tema continua a essere politicamente esacerbato, coltivato e sfruttato.
Trasformare il tema in una campagna politica permanente, sulle spalle delle persone più vulnerabili, non ci porta un centimetro più vicini alle soluzioni e alle sfide che oggettivamente in questo ambito esistono. Perché il sistema dell'asilo è un sistema complesso che non va affrontato con gli slogan, ma, ad esempio, facendo affidamento su chi questo sistema lo conosce davvero, perché ci lavora ogni giorno, nelle autorità, nei Cantoni, nei Comuni, nelle organizzazioni attive sul territorio.
Genau das hat Ihre Staatspolitische Kommission getan, als sie die Motion Stark geprüft hat. Wir haben in den Anhörungen diejenigen angehört, die täglich in diesem Bereich arbeiten: Vertreterinnen und Vertreter der Kantone, die KKJPD, die SODK sowie Vertreterinnen und Vertreter von Städten und Gemeinden. Das sind genau jene Akteure, die das Asylsystem tagtäglich konkret umsetzen. Zudem haben wir Stellungnahmen von Organisationen aus dem Asylbereich wie auch von wirtschaftlichen Akteuren erhalten, etwa von Hotellerie Suisse. Das Fazit aus den Anhörungen und Stellungnahmen war klar: Diese Motion ist kontraproduktiv, und zwar aus mehreren Gründen.
1.[NB]Non ci sono indicazioni che le prestazioni sociali svizzere costituiscano un fattore determinante nelle decisioni di fuga o nelle rotte migratorie. Le persone fuggono da guerre, persecuzioni e instabilità politica, non perché hanno fatto un confronto dettagliato tra i livelli di assistenza sociale nei diversi Paesi europei.
2.[NB]Questo è il punto più importante: l'integrazione. La mozione propone di raddoppiare il periodo di attesa per poter presentare un caso di rigore. Questo significa, nella pratica, prolungare di molti anni una fase di incertezza giuridica con diritti limitati e senza una prospettiva reale di stabilizzazione del proprio statuto. Ma molte persone con ammissione provvisoria restano in Svizzera a lungo, semplicemente perché non possono tornare nei loro Paesi d'origine, perché la situazione sul piano della sicurezza non lo permette e perché la loro vita là sarebbe in pericolo. L'integrazione per questo è decisiva. È decisiva perché ha effetti diretti sull'accesso nel mondo del lavoro, sulla formazione, sulla stabilità sociale e psicologica. Raddoppiare il periodo di attesa significa prolungare una situazione di precarietà che è un ostacolo all'integrazione. Questa mozione è quindi in contraddizione con gli obiettivi dell'Agenda Integrazione Svizzera.
3.[NB]Die Härtefallregelung ist weder ein einfacher Weg noch eine Abkürzung. Sie ist ein anspruchsvolles Instrument mit klar[NB]definierten Kriterien: gute Integration, Sprachkenntnisse, wirtschaftliche Selbstständigkeit und keine relevanten strafrechtlichen Verurteilungen. Mit anderen Worten: Nur Personen, die ihre Integration aktiv unter Beweis gestellt haben, können davon profitieren. Gerade deshalb wirkt die Möglichkeit, nach fünf Jahren ein Härtefallgesuch einzureichen, als konkreter Integrationsanreiz. Wenn aber diese Perspektive deutlich nach hinten verschoben wird, verliert dieser Anreiz einen grossen Teil seiner Wirkung.
4.[NB]Diverse persone sentite in commissione hanno sostenuto che stabilità e prevedibilità del sistema sono elementi fondamentali per poter lavorare in modo efficace sul terreno. Continuare a modificare il quadro normativo sulla base di una narrazione emergenziale non supportata dai fatti non aiuta né le autorità comunali né quelle cantonali.
Mit anderen Worten, zusammenfassend: Die Motion geht von einer falschen Diagnose aus und fordert eine Massnahme, die vor allem eines bewirken dürfte: Sie würde die Integration von Menschen erschweren, die faktisch seit langer Zeit in unserem Land leben. Das gilt auch für die abgeänderte Form der Motion. Diese begrenzt zwar den Schaden, fordert aber weiterhin eine falsche Massnahme.
Aus all diesen Gründen bitte ich Sie im Namen der Minderheit der Kommission, die Motion Stark auch in ihrer abgeänderten Form abzulehnen.