Lexipedia

Chiesa Marco · Ständerat · 2026-03-18

Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2026-03-18

Wortprotokoll

Vorrei esprimermi sulla mozione Juillard in particolare, perché a mio modo di vedere nasce da un principio molto semplice, quello della responsabilità. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a manifestazioni che nulla avevano più a che fare con l'esercizio pacifico dei diritti democratici - penso in particolare agli episodi di Berna dell'11 ottobre, ma non solo. In diverse città svizzere abbiamo visto violenza, vandalismo, intimidazioni contro la popolazione civile, attacchi alla polizia e distruzione di beni pubblici e privati. Chi paga il conto di tutto questo? Lo pagano i cittadini, quindi i contribuenti. Perché quando una manifestazione degenera, servono centinaia di agenti, dispositivi di sicurezza straordinari, interventi di emergenza e ripristino dell'ordine pubblico. Tutto questo ha un costo molto elevato. Qui sta il punto politico: è giusto che la collettività paghi le violenze dei gruppi estremisti? È giusto che i cittadini finanzino la sicurezza di eventi organizzati senza responsabilità o di eventi addirittura deliberatamente provocatori? Francamente credo di no.

La libertà di manifestare è un diritto fondamentale, ma la libertà comporta anche dei doveri. Chi organizza la manifestazione ha la responsabilità di garantirne anche il carattere pacifico, di rispettare le prescrizioni e di collaborare con le autorità. Se questo non avviene, se le manifestazioni diventano un terreno di scontro per gruppi violenti, allora è giusto che gli organizzatori si assumano almeno una parte delle conseguenze finanziarie. Non si tratta di limitare la libertà di manifestare, si tratta di difendere lo Stato di diritto. Perché oggi assistiamo troppo spesso a manifestazioni nelle quali piccoli gruppi radicali sequestrano la piazza, trasformano cortei in guerriglia urbana e poi scompaiono, lasciando dietro di sé danni e costi. Chi paga? Sempre lo Stato, sempre i cittadini. Questo non è accettabile.

La mozione Juillard chiede semplicemente una cosa: una base legale federale che permette ai Cantoni e ai Comuni di far valere il principio di causalità. Chi crea un problema deve contribuire a coprire i costi causati. Il Consiglio federale sostiene che la competenza è cantonale. È vero, ma proprio perché le normative cantonali oggi sono così frammentate, disomogenee e facilmente contestabili, è necessario un quadro federale che dia sicurezza giuridica e rafforzi l'azione di un'autorità. Non si tratta di centralizzare la polizia. Si tratta di dare ai Cantoni uno strumento giuridico chiaro per difendere l'ordine pubblico.

Lasciatemelo dire con chiarezza: lo Stato non può diventare il finanziatore involontario della violenza di strada. Chi manifesta pacificamente non ha nulla da temere. Chi invece utilizza le manifestazioni come pretesto per spaccare vetrine, aggredire la polizia o terrorizzare la popolazione deve sapere che non solo sarà perseguito penalmente, ma che le conseguenze avranno anche un costo. La libertà non è anarchia, la democrazia non è vandalismo, e la tolleranza dello Stato non deve trasformarsi in debolezza.

Per questo motivo vi invito a sostenere la mozione Juillard per una semplice ragione di giustizia. Chi crea il problema deve assumersi la responsabilità di pagarne il prezzo, non i contribuenti svizzeri.