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Fonio Giorgio · Nationalrat · 2026-04-30

Fonio Giorgio · Nationalrat · Tessin · Die Mitte-Fraktion. Die Mitte. EVP. · 2026-04-30

Wortprotokoll

La domanda centrale nel dibattito sull'iniziativa popolare "per un diritto di cittadinanza moderno" è la seguente: la naturalizzazione rappresenta l'inizio di un'integrazione riuscita oppure costituisce al contrario il suo coronamento? Per il gruppo del Centro, la risposta è chiara: la naturalizzazione deve rappresentare la sua conclusione. L'iniziativa, sotto diversi aspetti, si spinge quindi troppo oltre e per questo motivo vi annuncio che la respingiamo. Permettetemi di esporre i principali argomenti che ci hanno portato a questa decisione.

Innanzitutto, i dati mostrano che la Svizzera si colloca nella media europea per quanto riguarda il tasso di naturalizzazione. Paesi come la Svezia registrano tassi nettamente più elevati senza che ciò corrisponda però a risultati per forza positivi sul piano dell'integrazione. Questo indica che un processo di naturalizzazione più rapido non può essere considerato uno strumento automatico per favorire l'integrazione.

In secondo luogo, l'iniziativa introduce un diritto soggettivo alla naturalizzazione dopo cinque anni di soggiorno regolare in Svizzera. Tuttavia, anche persone coinvolte in procedure d'asilo, ammesse provvisoriamente o titolari di uno statuto di protezione, rientrano in questa definizione. Per il nostro gruppo non è possibile attribuire a tutte queste categorie un diritto alla naturalizzazione dopo un periodo così breve.

In terzo luogo, la Svizzera è uno Stato federale. Riteniamo fondamentale preservare un margine di manovra per i Cantoni e per i Comuni, e quindi proposte con un'eccessiva centralizzazione, che minano il federalismo, non sono per noi assolutamente compatibili.

In quarto luogo, i criteri previsti dall'iniziativa per l'ottenimento della naturalizzazione non sono sufficienti. Per il nostro gruppo restano imprescindibili elementi quali la conoscenza delle condizioni di vita in Svizzera, il rispetto dei valori della Costituzione federale e la capacità di comunicare nella vita quotidiana in una lingua nazionale, sia oralmente che per iscritto.

Detto questo, siamo disponibili a sostenere misure che riducono gli ostacoli amministrativi, in particolare per quanto riguarda l'obbligo di domicilio. Perché se una persona è ben integrata non è accettabile che un semplice trasferimento da un Comune a un altro comporti poi ritardi e allungamenti nel processo di naturalizzazione. Ed è in questo senso che sosteniamo l'iniziativa parlamentare della Commissione delle [PAGE 816] istituzioni politiche del Consiglio nazionale proprio su questo tema.

Permettetemi un brevissimo accenno sulle minoranze I (Weber) e II (Rutz Gregor).

La minoranza I (Weber) prevede di estendere la naturalizzazione agevolata alle persone di seconda generazione. Il popolo svizzero però si è già espresso due volte contro questa proposta. Inoltre, il diritto vigente prevede già facilitazioni, ad esempio conteggiando doppio il periodo vissuto in Svizzera tra gli 8 e i 18 anni. Non riteniamo necessarie quindi ulteriori agevolazioni.

Per quanto riguarda invece la minoranza II (Rutz Gregor), essa non costituisce tanto un controprogetto quanto piuttosto una provocazione. Il tema della doppia cittadinanza merita un dibattito serio, ma la proposta avanzata nel contesto di questa iniziativa popolare risulta problematica sul piano istituzionale.

Per tutte queste ragioni, a nome del gruppo del Centro, vi invito a raccomandare al popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa popolare senza proporre alcun controprogetto.