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Farinelli Alex · Nationalrat · 2026-04-30

Farinelli Alex · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2026-04-30

Wortprotokoll

Prima di entrare nel merito di questa mozione, dichiaro i miei legami d'interesse. Sono infatti presidente della Società ticinese per l'economia alpestre (Stea), l'associazione ticinese dei produttori di formaggio d'alpe. Parlo quindi con la consapevolezza diretta di una realtà fatta di [PAGE 853] lavoro, sacrificio, tradizione e responsabilità verso il territorio. Una realtà che oggi è sempre più sotto pressione e che merita grande rispetto, grande ascolto e sostegno concreto.

Con la mozione chiedo al Consiglio federale di creare le basi legali necessarie affinché sia data la possibilità di procedere all'abbattimento regolato di lupi o di branchi quando la popolazione raggiunge una soglia prestabilita. Questa soglia dovrà essere definita e intesa con i Cantoni e tenere conto delle particolarità territoriali, ambientali e socioeconomiche delle diverse regioni.

Ringrazio il Consiglio federale per aver proposto di accogliere la mozione e desidero sottolineare che - è un elemento importante - una mozione identica, presentata dal consigliere agli Stati Fabio Regazzi, è stata accettata senza alcuna opposizione.

Oggi vorrei rivolgermi soprattutto a chi vive questa realtà ogni giorno: gli agricoltori di montagna, gli alpigiani, le famiglie che salgono sugli alpi, che curano gli animali, che mantengono aperti i pascoli, i sentieri, e che curano i nostri paesaggi. A loro voglio dire una cosa semplice: vi ascoltiamo, vediamo il vostro lavoro, sappiamo che dietro ogni forma di formaggio, dietro ogni animale portato all'alpe, dietro ogni estate passata in quota, ci sono fatica, competenza, passione e amore per il nostro territorio. Queste persone non chiedono privilegi. Chiedono di poter continuare a lavorare. Chiedono che il loro impegno venga preso sul serio. Chiedono che la politica non arrivi sempre dopo, quando i danni sono già stati fatti, quando gli animali sono già stati predati, quando la paura e lo scoraggiamento hanno già spinto qualcuno a abbandonare. Siamo a un punto di non ritorno. Se non agiamo nei prossimi anni, una parte intera dell'agricoltura di montagna rischia di sparire e, con essa, non perderemo soltanto le aziende agricole. Perderemo anche cultura, paesaggio, biodiversità curata dall'uomo, presidio del territorio, tradizioni che fanno parte della nostra identità e delle nostre regioni alpine.

Il lupo è una specie protetta. Nessuno lo nega. Ma protezione non significa assenza di gestione. Protezione non significa lasciare che la popolazione cresca senza limiti in un territorio densamente abitato e intensamente utilizzato come il nostro. Protezione significa responsabilità verso la specie, ma anche verso le persone che vivono e lavorano in montagna. L'attuale sistema è ancora troppo reattivo. Spesso permette di intervenire solo dopo danni ripetuti, attraverso procedure complesse e tempi troppo lunghi. Per chi è sul terreno questo significa vivere nell'incertezza. Significa investire in misure di protezione che non sempre sono sufficienti o realisticamente realizzabili. Significa sentirsi soli di fronte a un problema che non può più essere scaricato unicamente sulle spalle degli elevatori.

La mia mozione propone quindi un cambio di paradigma: passare da una gestione prevalentemente reattiva a una gestione proattiva, regolata e trasparente. Confederazione e Cantoni devono poter definire soglie chiare, adatte alle realtà regionali. Quando queste soglie sono superate, i Cantoni devono poter intervenire in modo rapido, proporzionato e coordinato con la Confederazione. Questo non significa eliminare il lupo, ma significa gestirlo. Significa cercare un equilibrio sostenibile tra la presenza del predatore e l'agricoltura di montagna. Significa riconoscere che la convivenza non può essere imposta solo a chi ne paga il prezzo più alto, cioè gli elevatori e i loro animali.

Care e cari colleghi, questa mozione è un atto di responsabilità. È un segnale alle regioni di montagna, è un segnale agli agricoltori, agli alpigiani e ai giovani che vorrebbero cominciare o continuare a svolgere questo mestiere difficile ma prezioso. Dobbiamo dire a loro che non sono soli, che il Parlamento li ascolta e che il loro lavoro ha un valore per tutto il Paese.

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