Robbiani Meinrado · Nationalrat · 2004-03-17
Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2004-03-17
Wortprotokoll
L'attuale sistema di copertura del salario in caso di malattia soffre essenzialmente di due gravi debolezze: la prima è una lacuna di fondo, nella misura in cui nel nostro ordinamento non esiste ancora un'assicurazione obbligatoria contro la perdita di salario in caso di malattia. Ci si attiene unicamente al Codice delle obbligazioni che prevede il versamento da parte del datore di lavoro di una sostituzione del salario proporzionale alla durata del rapporto di lavoro.
Ora, tutti sappiamo che la malattia, per colpire, non sta certo a guardare la durata del rapporto di lavoro. Quindi, colpisce anche chi è da poco alle dipendenze di un'azienda e che perciò ha una prestazione ridotta. Ma soprattutto in un contesto di mercato del lavoro come quello odierno, dove c'è una maggiore mobilità, un maggior cambiamento di professione e di azienda e dove si susseguono periodi di lavoro e periodi di inattività, evidentemente, chi accumula minore durata di rapporto di lavoro è fortemente penalizzato in caso di malattia. La soluzione dovrebbe evidentemente essere quella di arrivare finalmente ad avere un'assicurazione obbligatoria. Del resto, è quello che chiedevo con un'iniziativa parlamentare, che poi ho dovuto ritirare, costatando che oggi non ci sono ancora sufficienti maggioranze; mi sono, quindi, messo a sostegno di questo postulato.
Dicevo che ci sono due gravi lacune e debolezze: la seconda è legata alla condotta, all'atteggiamento, al comportamento delle compagnie di assicurazione; è legata un po' alla loro linea, alla loro politica che hanno adottato soprattutto a partire dagli anni 1990. Questi assicuratori hanno abbandonato sempre di più il campo della LAMal per immettersi in quello della legge sul contratto d'assicurazione. Così si è passati dal diritto sociale al diritto privato, si è passati dalla socialità al puro mercato. Gli scompensi e le distorsioni sono innumerevoli; la collega che mi ha preceduto ne ha già elencati parecchi ma ce ne sono molti di più. Del resto li abbiamo elencati in commissione.
Ne ricorderò solo uno che è gravissimo: c'è oggi una selezione dei rischi esponenziale. Ci sono assicuratori che ormai si rifiutano di contrarre delle assicurazioni con le ditte appartenenti ai settori definiti più a rischio - penso in particolare ai settori legati all'edilizia. Quanto avviene oggi è urtante. Si usano tutti gli spazi lasciati liberi dal diritto privato per fare qualsiasi cosa in contrasto con quello che è l'indirizzo, con quello che è la natura e la finalità sociale di questo campo assicurativo. Lo stesso Consiglio federale riconosce le debolezze dell'attuale situazione, però non ha ancora adottato una linea di soluzione.
Quindi, oggi siamo di fronte ad un postulato adottato dalla commissione che a mio avviso nel contesto attuale è forse la linea più promettente, più efficace e più produttiva. Esso va nel senso di fare un'analisi approfondita di quelle che sono le lacune, le carenze, le incoerenze, le distorsioni dell'attuale sistema, per cercare poi di elaborare delle correzioni e degli adattamenti dell'attuale situazione.
L'iniziativa del canton Giura è certamente espressione di questo disagio profondo che c'è oggi in questo settore e va guardata con interesse e direi anche con adesione e con simpatia. Ha forse una carenza: è quella di operare unicamente all'interno della LAMal, e oggi ci rendiamo conto che purtroppo in questo settore si usa sempre meno la LAMal e sempre di più la legge sul contratto di assicurazione. Quindi, una risposta - a meno di passare ad un'assicurazione obbligatoria che oggi purtroppo non raggiungerebbe la maggioranza in questo Parlamento - dovrà passare anche attraverso un adattamento della legge sul contratto d'assicurazione, legge che è stata adottata all'inizio del secolo scorso, quando non c'erano ancora le assicurazioni sociali; quindi una legge che non ha assimilato lo spirito delle assicurazioni sociali, una legge che oggi purtroppo è utilizzata anche nel campo sociale.
Quindi, è indispensabile agire nella direzione auspicata dal postulato ed io auspico che l'amministrazione ed il Consiglio federale agiscano con tempestività e rigore, facendo un'analisi seria degli attuali scompensi per identificare quali siano le piste di uscita dalle distorsioni attuali. I lavoratori ma soprattutto anche le aziende chiedono una risposta e questo Parlamento ha la responsabilità di dare una risposta.