Lombardi Filippo · Ständerat · 2004-03-08
Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2004-03-08
Wortprotokoll
Ci troviamo di fronte all'eterna contraddizione fra le necessità del servizio pubblico e la redditività di un'azienda pubblica. Il problema è il seguente: qual è la definizione che possiamo dare al servizio pubblico? Ne esistono diverse, una delle più semplici probabilmente è la seguente: il servizio pubblico dà quello che la società desidera ma che il mercato da solo non finanzia. Dunque, è inutile chiederci di conciliare, come spesso si fa, le esigenze del servizio pubblico con la redditività della Posta.
Questa iniziativa popolare è certamente imperfetta e in parte già realizzata o superata, ma perlomeno ci obbliga a porci la domanda: che cosa vogliamo dal servizio pubblico postale - o meglio, non cosa vogliamo noi, ma cosa vuole la gente, cosa vogliono gli svizzeri? Perché noi siamo qui certamente per rappresentare le esigenze dei nostri concittadini. Mi direte che è difficile sapere esattamente cosa vuole la gente, ma se ci poniamo almeno la domanda ci rendiamo facilmente conto che in ogni caso la gente non vuole quello che sta succedendo oggi con la Posta svizzera. Tutti percepiscono il calo qualitativo delle sue prestazioni, soprattutto nelle regioni periferiche già duramente colpite dalla recessione economica e dal disimpegno di altre strutture federali.
Probabilmente l'iniziativa popolare non dà la soluzione ideale ma ha il merito di porre la domanda al centro dell'attenzione politica. Ed è senz'altro peccato che l'occasione non sia stata colta in commissione per seguire la strada indicata dalla proposta Escher, perché la strada giusta per conciliare il servizio pubblico e le necessità aziendali della Posta è proprio quella, cioè che la Confederazione si faccia carico di praticamente rimborsare la Posta per quelle prestazioni di servizio pubblico che il mercato non riesce a finanziare. Queste prestazioni non possono essere supportate in modo indefinito ma vanno definite in modo restrittivo, preciso e vincolante a livello politico. Questo soprattutto per non permettere alla Posta quegli atteggiamenti arroganti di cui poc'anzi ha parlato il collega Béguelin. Questi atteggiamenti arroganti nei confronti della popolazione e spesso dei comuni e dei cantoni nascono da decisioni prese senza la minima volontà di conciliazione e di consultazione.
Dunque, è peccato che la commissione non abbia dato seguito alla proposta Escher. Per questo motivo, per dare almeno un segnale politico nella direzione giusta dal nostro livello, vi chiedo di sostenere la proposta di minoranza e di appoggiare l'iniziativa popolare "Servizi postali per tutti".