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Robbiani Meinrado · Nationalrat · 2005-06-14

Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2005-06-14

Wortprotokoll

Questa iniziativa ha il pregio di sollevare soprattutto tre interrogativi: ci sollecita e ci chiede di rispondere quale agricoltura vogliamo dal profilo del suo orientamento di fondo, quale agricoltura vogliamo dal profilo del suo indirizzo economico - in senso stretto - e quale agricoltura vogliamo dal profilo della sua organizzazione e gestione.

1. Per quanto riguarda il suo orientamento di fondo: l'ingegneria genetica trova evidentemente nell'agricoltura uno sbocco privilegiato e un terreno fertile per la sua applicazione. Però, si rischia di perdere di vista una costatazione, cioè che la tecnologia, come ogni tecnologia, è strumento e non fine. Il suo impiego va quindi valutato in funzione degli scopi che vengono perseguiti, in questo caso in funzione di un'alimentazione sana e della sua capacità di effettivamente agevolare il raggiungimento di questo scopo. Se interpretata e vista da questa angolatura, la riflessione sull'ingegneria genetica non dovrebbe cadere da un lato in una posizione di rifiuto assoluto, quasi aprioristico, ma dall'altro lato nemmeno in una posizione di accettazione passiva, acritica. Ciò che invece è opportuno, anzi necessario, è un atteggiamento di discernimento; un discernimento che dovrà essere tanto più articolato e rigoroso proprio perché qui andiamo al cuore della materia vivente e perché sono in gioco l'alimentazione e la sicurezza della popolazione.

2. Per quanto riguarda il profilo di indirizzo economico dell'agricoltura: la tecnologia genetica è, per la nostra agricoltura, un nodo certamente significativo. Con la riduzione dei contributi pubblici all'agricoltura, con la caduta progressiva delle barriere che hanno finora sostenuto e anche protetto la nostra agricoltura, essa, oggi, è costretta a posizionarsi in maniera rinnovata sul mercato di fronte alla concorrenza esterna. Se noi guardiamo alle caratteristiche, alla dimensione della nostra agricoltura, ci rendiamo conto che la sua capacità competitiva dipenderà dalla capacità di posizionarsi su alti livelli di qualità e di rispondenza alle attese dei consumatori. Quello che altri settori dell'economia ricercano, cioè il collocarsi in nicchie di mercato, vale anche per l'agricoltura, che riuscirà ad essere tanto più vincente quanto più cercherà di tenersi al di fuori degli strumentalismi di natura biotecnologica.

3. Per quanto riguarda il profilo organizzativo e gestionale dell'agricoltura, non può, neanche qui, mancare una riflessione sulle implicazioni che le biotecnologie esercitano nel campo dell'organizzazione e della gestione dell'agricoltura stessa. Basterebbe, in fondo, leggere il messaggio del Consiglio federale per rendersi conto che oggi anche gli organismi geneticamente modificati autorizzati vengono da grandi imprese multinazionali. Si tratta di grandi poteri che stanno assumendo un ruolo decisivo nella configurazione agricola su scala mondiale. Quindi, c'è il rischio effettivo di consegnare anche la nostra agricoltura non tanto alla ricerca ma a chi in parte controlla la ricerca e soprattutto l'impiego dei suoi risultati. Quindi, c'è il rischio che la nostra agricoltura venga asservita a grandi poteri multinazionali, che hanno soprattutto obiettivi di profitto e di controllo del mercato più che di sicurezza alimentare in quanto tale.

Concludo dicendo che un periodo di riflessione e di verifica mi sembra, perciò, tutt'altro che superfluo. Dev'essere un periodo che non esclude la ricerca, ma che deve consentire di collocare questa stessa ricerca in un quadro di valutazione più ampio, più sicuro e più solido delle sue ricadute. Del resto, l'utilità di questo periodo di valutazione e di riflessione nasce anche dalla costatazione che facciamo ogni giorno e cioè che la rapidità di avanzamento dei processi e dei progressi della tecnologia è superiore alla nostra capacità di elaborare un giudizio etico, sociale ed economico sui suoi effetti e sulle sue implicazioni. È per questo che la prudenza ed il discernimento devono imporsi.

Quindi, anche da parte mia, sosterrò l'iniziativa e la proposta della maggioranza.