Lombardi Filippo · Ständerat · 2000-06-15
Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2000-06-15
Wortprotokoll
Il 21 maggio 2000 non abbiamo solo accettato gli accordi bilaterali con l'Unione europea. Abbiamo - credo io - colmato un fossato che sulla questione europea divideva dolorosamente la Svizzera fin dal 1992. Il superamento di quello che molti chiamano "Röstigraben" dev'essere salutato con particolare soddisfazione. Deve essere motivo di orgoglio per il Consiglio federale, il Parlamento, le forze politiche, economiche e sindacali di questo paese essere riusciti a ritrovare un consenso nazionale su questa questione. Che esista ancora quello che alcuni hanno chiamato un "Polentagraben" per quanto riguarda il mio cantone, è un problema che ci preoccupa ma che speriamo troverà soluzione nell'applicazione delle misure di accompagnamento nel corso dei prossimi anni.
È opportuno adesso mantenere nel nostro paese questo livello di consenso che abbiamo potuto raggiungere sulla questione europea. In questo senso non è sicuramente opportuno chiedere immediatamente ai nostri concittadini di pronunciarsi su un altro passo importante come sarebbe quello di una adesione all'Unione europea. È dunque inopportuna l'iniziativa popolare "Sì all'Europa!" che ci troviamo a discutere, anche se non può esserne fatta colpa ai promotori per il timing al quale siamo confrontati e al quale sono stati confrontati a loro volta.
Altrettanto inopportuno sarebbe che il nostro Parlamento raccomandasse al popolo l'accettazione di questa iniziativa, e in questo senso non ci è piaciuta la provocazione che è venuta dalla Commissione degli affari esteri del Consiglio nazionale. Tuttavia non siamo qui per esprimere dei risentimenti personali, bensì per cercare - appunto nell'interesse del nostro paese - di mantenere e salvaguardare questo consenso. Lo sforzo che dunque è stato fatto dal Consiglio nazionale di raggiungere una posizione di compromesso attorno ad un controprogetto che possa permettere di evitare una votazione popolare che spaccherebbe ancora una volta il nostro paese, merita di essere salutato. Il testo emerso dal dibattito al Consiglio nazionale può ancora non essere di intera soddisfazione del Consiglio degli Stati; io stesso avrei forse da suggerire qualche emendamento personale, e so che parecchi colleghi ne hanno. Per poter migliorare però questo testo, per poter cercare in tutti i modi di mantenere questo consenso nazionale, è indispensabile entrare in materia su questo controprogetto. Poi potremo discutere, potremo cercare ancora ulteriori elementi di compromesso. Potremo cercare in ogni modo di mandare un messaggio positivo al paese.
In questo senso esprimo la mia adesione al messaggio che respinge l'iniziativa popolare "Sì all'Europa!", ma vi chiedo nel contempo di entrare in materia su un controprogetto del quale potremo ancora discutere i dettagli, ma che presenta il vantaggio di salvaguardare il consenso nazionale.