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Robbiani Meinrado · Nationalrat · 2005-12-14

Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2005-12-14

Wortprotokoll

Evidentemente molto è stato detto questa mattina su questo tema. Mi limiterò perciò a considerazioni particolarmente lapidarie per dire innanzitutto che il modo improvvisato e contraddittorio con il quale il Consiglio federale ha comunicato la sua posizione su Swisscom ci ricorda purtroppo un'operetta di periferia, alla quale il Paese avrebbe certamente molto volentieri evitato di assistere. A questo deplorevole spettacolo e al danno che ne deriva per tutto il Paese abbiamo, come Parlamento, la responsabilità di riuscire almeno a contrapporre qualcosa, a fare un passo innanzi nella riflessione e nel dibattito attorno al tema del servizio pubblico nelle telecomunicazioni. Si tratta di un dibattito che diversamente da quanto mostra di fare il Consiglio federale dovrebbe almeno tenere presente due aspetti:

In primo luogo, siamo innanzitutto in una cosiddetta società dell'informazione o della comunicazione. Sono elementi che concorrono in misura decisiva a determinare l'attrattività e anche la competitività del nostro territorio. Ora, il Consiglio federale dovrebbe riuscire a spiegarci perché la Confederazione non abbia interesse a preservare un'influenza diretta in questo settore strategico - e non ne avverta nemmeno la responsabilità -, in particolare attraverso il controllo sull'azienda di telecomunicazione pubblica. Il Consiglio federale dovrebbe anche spiegarci quale interesse abbia questo Paese a consegnare Swisscom a forze stranierie.

In secondo luogo, la scelta del Consiglio federale appare parimenti immotivata, perché se si scioglie la relazione, il rapporto, il collegamento tra la Confederazione da una parte e Swisscom dall'altra si getta visibilmente nella pattumiera un patrimonio immateriale inestimabile. È un patrimonio che viene alimentato da una popolazione che continua a identificarsi in questa azienda, da una popolazione che oggi però, purtroppo, è smarrita di fronte alle scelte del Consiglio federale. È un patrimonio che viene anche alimentato dal fatto che questa azienda dispone di un personale molto motivato e fiero di operare per un'azienda di servizio pubblico, un personale, però, che è sempre più preoccupato e smarrito proprio di fronte all'improvvisazione del Consiglio federale. Ora, questi, il governo, dovrebbe spiegarci perché questi punti di forza, questi atout - identificazione della popolazione e fierezza del personale -, che conferiscono un evidente vantaggio competitivo a Swisscom, dovrebbero essere smantellati. Il Consiglio federale dovrebbe anche spiegarci perché riduce o finisce per ridurre la sua valutazione su Swisscom prevalentemente al suo valore azionario dimenticando l'impareggiabile patrimonio di servizio pubblico che è il vero valore di quest'azienda.

Se mi distanzio, se ci distanziamo dal Consiglio federale, a mio avviso non si può però dimenticare di rilevare come Swisscom stessa abbia mostrato e continui a mostrare segni di ambiguità. L'azienda non brilla sempre per la sua capacità di curare l'innesto sul territorio tenendo presente in particolare i bisogni delle regioni periferiche. Non brilla nemmeno per la sua capacità di cogliere pienamente il valore dell'apporto del suo personale. Il management, che non è certamente mal retribuito, fatica a capire che quale servizio pubblico dovrebbe tendere a costruire un modello originale di azienda e non appiattirsi unicamente sul mercato privato.

Quindi, termino dicendo che il dibattito odierno dev'essere un'occasione privilegiata innanzitutto per riaffermare l'adesione nostra a un servizio pubblico forte anche nelle telecomunicazioni, per sottolineare poi che il Paese ha interesse a preservare un'azienda a controllo pubblico anche nelle telecomunicazioni, per sollecitare anche Swisscom a interpretare ancora maggiormente il suo ruolo di servizio pubblico e, infine, per chiedere al Consiglio federale che abbandoni la sua improvvisazione per scegliere una linea di effettivo rigore, tanto più necessario quando si affronta un tema decisivo come quello del servizio pubblico nelle telecomunicazioni.