Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · 2006-05-09
Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2006-05-09
Wortprotokoll
Signora cancelliera, sarò un po' arrabbiata e mi scuso già, ma credo che la sua intervista di un anno fa sulla "NZZ am Sonntag" ci ha veramente profondamente irritato e anche ferito - quando dico "ci" intendo noi rappresentanti delle minoranze linguistiche. Questo sia perché ritengo molto importante il suo ruolo per la promozione del plurilinguismo nell'amministrazione e dunque per una maggior presenza di romandi e italofoni nella nostra amministrazione - romandi e italofoni che sono palesemente sottorappresentati -, sia perché da anni, almeno da quando ci sono qui io, ma sicuramente anche prima, soprattutto noi italofoni ci battiamo per questo tema senza trovare ascolto. O perlomeno troviamo ascolto, ma poi, nella realtà, non cambia nulla, anzi, i risultati stanno pure peggiorando. Ritengo le dichiarazioni a questo giornale offensive e sicuramente inopportune. Solo qualche esempio: lei ha detto - o così hanno scritto - che a qualifiche uguali il candidato ideale era sovente uno svizzero tedesco, che un ginevrino o un luganese si adattavano più difficilmente e che non avevano la pazienza per far carriera, per farsi conoscere; si sa che essere conosciuti, la notorietà è un criterio importante. Ecco, io non voglio calcare la mano e insistere e non voglio infierire, lascio a voi il giudizio su queste esternazioni.
Signora cancelliera, io adesso oso ancora sperare che sia stato uno scivolone da parte sua, un disguido tra lei e il giornalista, cose che sicuramente possono succedere. Però, adesso veniamo ai fatti: la risposta del Consiglio federale non ci soddisfa assolutamente! È un insieme di rassicuranti frasi generiche, è un festival di buone intenzioni, che purtroppo non hanno nulla a che vedere con la dura realtà denunciata dalla deputazione ticinese ma anche da Helvetia Latina in altri atti parlamenterai che citerò dopo. È vero che ci sono le istruzioni del Consiglio federale per la presenza delle minoranze linguistiche, per il plurilinguismo nell'amministrazione. Sono però delle istruzioni che rimangono sulla carta e che sono continuamente, regolarmente disattese già a partire dalla messa a concorso.
Secondo il mio atto parlamentare, la mozione che ho fatto l'anno scorso a marzo e che il Consiglio federale ha poi accolto, di 10 messe a concorso per 10 posti - o 20 posti, non mi ricordo più - solo uno era conforme alle istruzioni. Questo perché per i quadri è necessario che la persona conosca attivamente una seconda e passivamente una terza lingua nazionale. Ebbene, già il concorso, com'era scritto - oltre a non essere conforme a questa istruzione -, escludeva sistematicamente le persone di lingua italiana. Non parliamo poi degli stage. Perfino per quanto riguarda gli stage per i giovani la situazione non è migliore: ultimamente, ho guardato per [PAGE 582] caso, ce n'era uno su una cinquantina che andava bene - adesso non so più esattamente quanti c'erano. Poi c'è da dire qualcosa anche riguardo ai colloqui, noi lo sappiamo da chi si candida: tanti dei nostri giovani non arrivano neanche ai colloqui, ma se poi ci arrivano, visto che non sono né di lingua francese, che è la più grande minoranza linguistica, né di lingua tedesca, non entrano da nessuna parte, si dice loro che sono sovraqualificati.
Anche le statistiche dicono comunque una cosa importante e cioè che nei quadri gli italofoni sono sottorappresentati. Questo lo vediamo anche a occhio: avevamo cinque direttori di grandi uffici, adesso ce ne solo uno; avevamo il vicecancelliere ecc. Fortunatamente abbiamo qui la signora Wallimann-Bornatico, però la situazione reale la vediamo a occhio nudo. Come facciamo a far diventare capi dei giovani se non riescono ad entrare nell'amministrazione, come facciamo ad averli qui nell'amministrazione? Ecco, adesso io dico solo una cosa: nel suo parere sulla mia mozione di marzo il Consiglio federale ha promesso che si sarebbe dato da fare. A nome della minoranza italofona ma anche della minoranza romanda io voglio vedere i fatti. Basta con le istruzioni e le parole, noi vogliamo vedere i fatti! (Acclamazioni)