Robbiani Meinrado · Nationalrat · 2006-06-07
Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2006-06-07
Wortprotokoll
Strana logica, quella del Consiglio federale. Per poi non parlare di chi si oppone all'entrata [PAGE 751] in materia la cui logica non solo è strana ma visibilmente nulla. Strana logica, quella del Consiglio federale, perché prende atto che mancano circa 50 000 posti nelle strutture di accoglienza per bambini in età prescolastica. Strana logica, anche perché il Consiglio federale si rende conto che per meglio conciliare vita familiare e lavoro, per sostenere il reddito delle famiglie - che sono più minacciate di altre fasce della popolazione da rischio di disagio e di povertà - è necessario, indispensabile e decisivo un rapidissimo recupero. Questo recupero è anche decisivo per valorizzare appieno quello che è il patrimonio professionale delle donne, questo a beneficio dell'intera economia. Strana logica, quella del Consiglio federale, anche perché esso costata che la prima fase di questo programma d'impulso avrebbe certamente potuto essere anche più efficace se si fosse amalgamato più rapidamente e più ampiamente con un analogo impegno da parte degli attori più periferici - comuni, cantoni, imprese.
Quindi, quando tutto sembra essere predisposto a una linea di conferma di quanto deciso e fatto in passato, cosa fa il Consiglio federale? Non trova di meglio che mettere il piede sul freno. Questo in aperto contrasto sia con i bisogni accertati, sia con gli obiettivi che ci si è prefissi, sia con i risultati intermedi già conseguiti e anche con l'esigenza di essere da traino verso gli altri attori coinvolti in questo programma d'impulso. E come se in una fase di decollo di un aereo proprio nel bel mezzo di questa fase si decidesse di frenare. Questa, evidentemente, non è una scelta né razionale né abile né sensata da parte di chi ha la responsabilità della guida della nostra politica familiare, perché nel farlo, nel frenare, il Consiglio federale non solo sottrae risorse a questo programma d'impulso ma soprattutto impedisce di dare una piena attuazione, una piena efficacia e funzionalità a questo stesso programma. Impedisce soprattutto di ovviare anche a quelli che sono i punti un po' deboli e lacunosi, che sono emersi nella fase iniziale del programma stesso. Si pensi al fatto di tenere meglio conto per esempio delle zone rurali oppure di favorire l'istaurazione di un tessuto connettivo, associativo, di organismi di consulenza e di sostegno che consentano, appunto, di incentivare l'attuazione di iniziative in questo campo.
Quindi, alla strana logica del Consiglio federale dobbiamo riuscire a contrapporre una scelta che consenta di dare piena attuazione a questo programma, a questa linea di impulso a favore delle strutture di accoglienza per bambini. Quella della maggioranza è certamente l'opzione più razionale e adeguata al complemento e al completamento di quella di pari entità che era stata adottata nella prima fase del programma. Concludo: sarebbe oltremodo errato lanciare un segnale di freno, di decurtamento in un periodo nel quale la politica familiare ha bisogno di essere sostenuta e valorizzata e non certo sminuita, in un periodo nel quale la conciliazione tra lavoro e famiglia è certamente uno dei nodi cruciali della politica familiare stessa.
Quindi, sosteniamo con convinzione l'entrata in materia e con altrettanta convinzione la proposta della maggioranza.