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Lombardi Filippo · Ständerat · 2006-10-03

Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2006-10-03

Wortprotokoll

Nel settembre 2002 fu particolarmente grossa per me, come per altri, la delusione quando il popolo respinse la legge sul mercato dell'energia. Ci sembrava che fosse stato perso un treno importante per l'avvenire di questo Paese. Oggi possiamo ammettere che forse la perdita non è stata così grave, nella misura in cui la legge che oggi siamo chiamati a discutere sicuramente è migliorata rispetto a quella che fu respinta dal popolo quattro anni or sono. Abbiamo anche avuto fortuna, nella misura in cui la pressione dell'Unione europea sul nostro Paese è diminuita o veramente si è riportata nel tempo per la soluzione dei problemi che siamo chiamati a negoziare proprio con questa Unione europea.

Però, il treno che abbiamo oggi davanti a noi è l'ultimo. Non dobbiamo più perderlo, altrimenti il nostro Paese entrerà effettivamente in grosse difficoltà. Per non perderlo dobbiamo seguire le proposte equilibrate che la nostra commissione ha elaborato, migliorando ulteriormente ciò che dal Consiglio federale e dal Consiglio nazionale aveva ricevuto: in primo luogo riunendo di nuovo in un solo oggetto da sottoporre al voto del Parlamento ed eventualmente del popolo ciò che il Consiglio nazionale aveva diviso su tre oggetti, e in secondo luogo consentendo la possibilità di un secondo referendum sugli obiettivi di apertura del mercato dopo cinque anni. Questo elemento è importante per guadagnare la fiducia dei cittadini, che qualche volta non capiscono le nostre elucubrazioni da politici. Si tratta di una sorta di "confidence building measure", come si sarebbe detto ai tempi della guerra fredda.

A mio avviso, sono importanti soprattutto tre miglioramenti, che la proposta odierna ci propone rispetto a quella del 2002: in primo luogo, una società nazionale di rete più chiaramente e precisamente definita, secondo la versione uscita dalla nostra commissione mi pare un elemento estremamente importante per la sicurezza strategica e l'autocontrollo, che questo Paese vuole mantenere sul proprio approvvigionamento elettrico. In secondo luogo - a mio avviso non è stato detto sufficientemente -, è molto importante il rafforzamento delle competenze, delle possibilità dell'autorità di regolazione di questo campo, di questa Elcom, la commissione nazionale dell'elettricità, che riceve maggiori poteri rispetto a quelli che avrebbe avuto nel modello del 2002. Queste due condizioni sono gli elementi indispensabili per garantire che l'apertura del mercato non discrimini [PAGE 829] nessun produttore e non vada a scapito dei consumatori ma permetta loro davvero di scegliere il produttore e il tipo di produzione, che a loro meglio convengono.

La terza miglioria di questa legge mi pare che sia la fissazione di obiettivi chiari, concreti, raggiungibili per la promozione delle energie rinnovabili e la stabilizzazione dei consumi di energia entro il 2030. Ne parleremo evidentemente nel dettaglio durante le nostre deliberazioni, ma è importante sottolineare subito il fatto che questi obiettivi da un lato sono estremamente ambiziosi e dall'altro lato sono concretamente raggiungibili. La differenza sta tutta negli elementi e negli strumenti che ci daremo sia dal punto di vista della gestione razionale dei mezzi finanziari messi a disposizione per raggiungere questi obiettivi, sia dal punto di vista della volontà politica che dobbiamo sviluppare.

Si può dire, a giusto titolo, che - et nous pouvons le dire en français - c'est toujours un problème de fixer des objectifs dans une loi. Que se passe-t-il si ces objectifs ne sont pas atteints? Faut-il dénoncer le Conseil fédéral ou l'industrie électrique pour violation de la loi? Evidemment, le problème s'est déjà posé avec d'autres lois: nous avons ainsi fait l'exercice avec la loi sur le transfert du trafic et nous savons que l'objectif fixé pour 2009 par le Parlement ne sera pas atteint; nous avons aussi fait l'exercice avec la loi sur le CO2 et nous avons la forte impression que l'objectif ne pourra pas être atteint dans les délais prévus par la loi.

Maintenant, dans le domaine de l'énergie électrique, si nous voulons fixer des objectifs précis et chiffrés dans la loi - ce que j'approuve -, nous avons la responsabilité de faire tout ce qui est en notre pouvoir pour que l'on puisse concrètement les atteindre. Dans ce domaine, nous sommes condamnés à ce que les mesures que nous allons prendre soient efficaces.

Das heisst, wenn wir im Energiegesetz Ziele festlegen, sind wir zur Wirtschaftlichkeit verdammt: Wir müssen diese Ziele tatsächlich erreichen. Das Ziel, bis 2030 den Energieverbrauch im Vergleich zu den heutigen Werten zu stabilisieren, ist schon extrem ehrgeizig, wenn man bedenkt, dass dieser Verbrauch bis jetzt jährlich um 1 bis 2 Prozent wächst, ohne dass wir dies kontrollieren können. Es ist aber technisch möglich, dieses Ziel zu erreichen. Das heisst aber, dass wir im Gesamtenergiebudget weniger fossile Energie benützen, dafür aber mehr Elektrizität. Wir können zwar beispielsweise im Gebäudebereich erheblich Heizöl sparen, wenn wir die Ölheizungen durch Wärmepumpen ersetzen - da sparen wir zwei Drittel der Energie, wir werden also das Ziel der Senkung des Energieverbrauchs vielleicht erreichen. Dafür brauchen wir aber mehr Elektrizität, und diese fehlt uns. Wir haben es schon gehört, es gibt innert einiger Jahre eine mögliche Versorgungslücke. Wir müssen uns bewusst sein, dass dieses Gesetz diese Frage nicht klärt. Sie bleibt offen, und wir werden sie demnächst wieder in Betracht ziehen müssen.

Wenn wir uns also das Ziel setzen, bis 2030 rund 5400 Gigawattstunden pro Jahr mehr an erneuerbaren Energien zu produzieren, mit knapp 270 Millionen Franken, die zur Verfügung stehen - das sind die Zahlen, die der Kommissionspräsident in Erinnerung gerufen hat -, heisst dies, dass wir bei dieser Zielsetzung ungefähr 5 Rappen pro Kilowattstunde für die Förderung der erneuerbaren Energien zur Verfügung haben. Das ist nicht viel; wir müssen also diese Mittel extrem wirtschaftlich einsetzen. In diesem Sinne habe ich gesagt, dass wir zur Wirtschaftlichkeit verdammt sind.

Mehr darüber werden wir hören, wenn wir in die Detailberatung einsteigen. Ich bitte Sie mit dieser Bemerkung, den Anträgen unserer Kommission zuzustimmen, d. h., auf die Vorlage einzutreten und sie im Detail zu bereinigen.