Sadis Laura · Nationalrat · 2006-09-18
Sadis Laura · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2006-09-18
Wortprotokoll
Prima di chiedervi di aderire alla proposta di rinnovo del credito quadro di 750 000 franchi per gli anni 2007-2011 a favore della fondazione "Un futuro per i nomadi svizzeri" penso sia indicato gettare uno sguardo retrospettivo: non solo io ma penso anche molti di voi rammenteranno lo sconcerto che provammo quando fu reso noto che centinaia di bambini - oltre 600 per la precisione - furono allontanati dai loro genitori nell'ambito del programma esistenziale "Kinder der Landstrasse" tra il 1927 e il 1973. A seguito di un rapporto del 1983 sulla situazione dei nomadi in Svizzera, nel quale si evidenziavano una serie di problemi, che spaziavano dalla carenza di aree di sosta e di transito alle difficoltà nell'ottenimento di un'autorizzazione all'esercizio di un'attività commerciale, alla scolarità dei giovani, sino alla mancanza di riconoscimento della cultura dei costumi dei nomadi, il Parlamento decise allora l'istituzione della fondazione.
La fondazione ha lo scopo di favorire i contatti tra i nomadi e l'autorità e di fornire consulenza giuridica alla popolazione nomade contribuendo a migliorarne le condizioni di vita. Nomadi, ai quali è riconosciuto lo statuto di minoranza culturale svizzera. Trattasi di 30 000 a 35 000 persone di cui 2500 a 3000 sono itineranti o semi-itineranti. Obiettivo principale della fondazione è la promozione della collaborazione intercantonale e intercomunale per quanto concerne la disponibilità di aeree di sosta e di transito, l'accesso all'attività professionale, la scolarità obbligatoria e post-obbligatoria, la migliore comprensione della cultura e dei costumi dei nomadi.
Per assolvere il suo mandato, la fondazione intrattiene contatti con l'organizzazione mantello dei nomadi svizzeri; quest'ultima è sostenuta finanziariamente dalla Confederazione.
Dalla creazione della fondazione, avvenuta nel 1997, la posizione dei nomadi in Svizzera è parzialmente migliorata. L'esercizio di una professione è stato facilitato grazie all'estensione della validità delle autorizzazioni cantonali per il commercio ambulante all'intero territorio nazionale. La ratifica, nel 1998, della Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d'Europa da parte della Svizzera, connessa al riconoscimento ufficiale dei nomadi quali minoranza nazionale, ha rafforzato l'impegno nella salvaguardia della cultura nomade. Un problema che rimane però chiaramente irrisolto è quello delle aree di sosta e di transito. Le disposizioni di legge in materia di pianificazione del territorio non sembrano costituire un ostacolo, manca piuttosto la volontà politica.
Attualmente esistono 12 aree di sosta e 44 aree di transito. Negli ultimi anni, il loro numero, invece di aumentare, è addirittura diminuito. Il fabbisogno dei nomadi svizzeri richiederebbe 30 aree di sosta e 30 aree di transito supplementari. Il fabbisogno di aree per i nomadi stranieri richiederebbe invece la disponibilità di 10 grandi aree di transito supplementari. La carenza di aree di transito per le carovane di nomadi stranieri si traduce non di rado in occupazioni illegali di terreni non adeguatamente attrezzati e in conseguenti danneggiamenti e forti disagi. Ciò conduce a comprensibili reazioni negative dei proprietari, della popolazione e dei comuni interessati. Sono reazioni, che si ripercuotono purtroppo negativamente anche sui nomadi svizzeri, reazioni che non di rado, purtroppo, sono state estremamente violente e pericolose con conseguenti procedimenti penali e civili.
Io pregherei i miei colleghi, anche se sto parlando in italiano, anche se la signora vicepresidente non interviene, di essere un po' meno chiassosi - vi ringrazio.
In ottobre il Consiglio federale dovrebbe pubblicare l'atteso rapporto sulla situazione dei nomadi in Svizzera. A oltre vent'anni dalla costatazione di carenze di aree atte ad accogliere la popolazione nomade, ci si attendono proposte finalmente concrete riguardo ad esempio alla destinazione di terreni dismessi dall'esercito.
Con queste considerazioni vi invito ad accogliere il credito quadro, così come richiesto dal governo e dalla maggioranza della commissione.