Pedrina Fabio · Nationalrat · 2007-03-21
Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2007-03-21
Wortprotokoll
Il principio dello sviluppo sostenibile l'abbiamo fatto nostro nella nuova Costituzione federale con l'articolo 73. È, però, un concetto con il quale a livello politico si rischia vieppiù di sciacquarsi la bocca e questo, nel dibattito di oggi su energia e clima, è tutt'altro che irrilevante. Il rapporto Brundtland del 1987 ci dice che lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che riesce a soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza ridurre per le generazioni future le possibilità di far fronte ai propri bisogni. Tener conto di questo tipo di bisogno è una scelta etica, quindi politica prima che economica o ecologica. Si tratta perciò di reindirizzare lo sviluppo entro il triangolo magico tra equità sociale, efficienza economica e compatibilità ambientale. In questo ambito il meno che si possa dire è che i prezzi di mercato di troppi beni, ma in particolare delle risorse naturali - in particolare dell'energia - non rispecchiano oggi il vero valore in termini di uso e consumo sostenibili, in termini di rigenerazione e fruibilità futura.
Ora, riconoscere queste disfunzioni del mercato e della sua decantata mano invisibile è un atto di responsabilità collettiva, e la politica deve dare soluzioni atte a risolvere queste disfunzioni. Mi rifaccio all'eminente specialista in materia, a Lester Brown, fondatore del Worldwatch Institute, che afferma: "Il comunismo è crollato perché i suoi prezzi non dicevano la verità economica .... Il capitalismo rischia di crollare perché i suoi prezzi non dicono la verità ecologica."
L'energia è di certo un fattore strategico per lo sviluppo economico, ma lo è anche per lo sviluppo ambientale, quindi per la qualità di vita nostra e di tutti sul pianeta. Le catastrofi naturali, con le quali siamo vieppiù confrontati, credo che siano un primo specchio climatico del nostro uso non accorto di risorse limitate, fra cui l'energia è di certo fra i fattori cardine, specchio di prezzi di mercato truccati e falsi in termini di sostenibilità. È davanti agli occhi di tutti che le catastrofi sempre più frequenti ed imperiose comportano costi economici, sociali ed ambientali enormi. Dobbiamo allora svegliarci ed agire!
Fin qui non ho fatto altro che rileggere stralci di miei interventi fatti in questa sala oltre cinque anni fa su questo tema. Lo dico per evidenziare come in questi anni la politica ha fatto troppo poco. Decisioni importanti sulla limitazione del CO2 e sulla promozione delle energie rinnovabili ne abbiamo prese solo in questi giorni, con anni di ritardo rispetto al dovuto ed oltretutto con insufficiente incisività.
Questo dato di fatto, confermato dai rapporti tecnici appena giunti sui nostri tavoli, è la conseguenza della politica dilatoria e di gioco al ribasso, la cui responsabilità ricade su quell'ampia maggioranza di liberali e democristiani, sedotti dalle lobbies dell'energia atomica e del petrolio, che per anni hanno sistematicamente sabotato tutti i tentativi, portati avanti in prima fila dai socialisti, per giungere ad una seria promozione del risparmio energetico delle energie rinnovabili. Costoro continuano demagogicamente a propagandare la teoria dell'ammanco elettrico, la cosiddetta "Stromlücke", che si può avverare solo se si continua a frenare ad arte lo sviluppo delle energie alternative per favorire un'energia atomica che rimarrà pericolosa e per il cui combustibile estratto all'estero si produrrà ben presto più CO2 rispetto al gas.
Und zum Schluss auch ein paar Worte auf Deutsch: Das Kyoto-Ziel, 2010 minus 10 Prozent CO2 gegenüber 1990, weist unmissverständlich seine Untauglichkeit auf. Notwendig ist weit mehr Reduktion und weit mehr Tempo, weil sich das Tempo des Klimawandels erhöht hat. Die Alpengletscher gelten heute als Mahnzeichen. Diese Wasser- und zugleich Erholungsreservoirs für die Schweiz und für ganz Europa schmelzen im Schnellzugstempo. Die Alpen zählen weltweit zu den Gebieten, die auf Klimaerwärmung am empfindlichsten reagieren. Ein Stück Schweiz droht so ad acta gelegt zu werden.
Im Verkehrsbereich können wir z. B. konkret wohl reagieren und die Anzahl der Transitlastwagen durch die Schweiz mit einer Alpentransitbörse bis 2009 auf 650 000 verringern. Würde das umgesetzt, würde die Schweiz zumindest im Bereich des Güterverkehrs die Ziele von Kyoto erfüllen.
Also, Alpenschutz ist Klimaschutz, bzw. Klimaschutz ist Alpenschutz - das müssen wir ernst nehmen und endlich entsprechend handeln: heute, morgen, nicht erst überübermorgen.