Robbiani Meinrado · Nationalrat · 2007-09-18
Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2007-09-18
Wortprotokoll
L'etichetta è certamente allettante: alzi la mano chi non desidera pagare dei premi più bassi nell'assicurazione malattia! Però, ci rendiamo immediatamente conto che sotto un'etichetta accattivante vi è una merce che tale non è, scopriamo una merce direi quasi taroccata. Sì, quasi taroccata, perché la promessa della riduzione dei premi altro non è che il risultato di un taglio netto al carattere sociale dell'assicurazione malattia. Dietro questa iniziativa si nasconde perciò una concezione estremamente riduttiva dell'assicurazione malattia di base, una concezione che trasferisce una parte dell'assicurazione dall'area sociale, oggi prevalente in misura netta, all'area del mercato e della concorrenza, cioè all'assicurazione complementare. È una concezione che elimina anche una parte dell'assicurazione di base, si pensi in particolare - è già stato richiamato - alle prestazioni in caso di maternità e soprattutto a quelle di carattere preventivo. Quindi, questa iniziativa in fondo non è altro che una trappola, perché dietro l'illusione di premi più bassi troviamo una pericolosa riduzione delle prestazioni coperte dall'assicurazione stessa.
Però, non è solo il contenuto dell'iniziativa a urtare e risultare inaccettabile. A mio avviso è parimenti errato ritenere che nella situazione odierna i problemi, soprattutto quelli di costo [PAGE 1227] della sanità, possano essere risolti con o soprattutto traggano beneficio da una modifica della Costituzione.
Penso che su questo terreno scivolano anche il Consiglio degli Stati e la minoranza della commissione. Perché? Perché un dibattito costituzionale risulterebbe certamente improduttivo e persino controproducente, perché accenderebbe la miccia di una contrapposizione ancora più accanita tra i due schieramenti: tra chi da una parte aspira a iniettare nel sistema più concorrenza e più mercato, e chi dall'altra parte propende maggiormente per accrescere lo strumento della pianificazione. Certamente queste posizioni già oggi si confrontano, però il confronto è comunque incanalato all'interno della ricerca concreta di soluzioni che influenzino e tengano sotto controllo l'aumento dei costi della salute, più che sul terreno delle contrapposizioni di principio e del confronto sui massimi sistemi.
Dando seguito alle proposte del Consiglio degli Stati e della minoranza della commissione, dove peraltro ognuno troverebbe motivi di dissenso - si veda in particolare quello già accennato sul monismo -, avvieremmo un dibattito infinito, che non farebbe altro che contrapporre, dividere e soprattutto confondere le idee, soprattutto alla popolazione, senza contribuire per nulla a far avanzare nel concreto le misure ed i meccanismi di contenimento dei costi.
Per queste ragioni, da parte mia, vi invito a dire di no all'iniziativa. È uno specchietto per le allodole, e noi non siamo allodole e non vogliamo per nulla esserlo. Ma dico di no anche alle proposte del controprogetto che condurrebbero più che altro a scontri chiari, improduttivi, lasciando sul terreno certamente anche delle scorie pericolose che finirebbero per rendere più difficile la ricerca di misure che consentano di avanzare nel contenimento dei costi della salute.