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Abate Fabio · Nationalrat · 2008-05-26

Abate Fabio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2008-05-26

Wortprotokoll

I relatori hanno illustrato in modo esaustivo le parti essenziali del consuntivo 2007. Le cifre sono confortanti. Infatti, per la prima volta dal 1989, per due anni consecutivi registriamo un risultato positivo. La situazione economica favorevole ha giocato un ruolo determinante, la crescita del prodotto interno lordo del 4,5 per cento è una testimonianza di una situazione dinamica che ha dato i suoi frutti. Non dobbiamo evidentemente dimenticare il contributo della politica, la quale è riuscita con decisioni importanti a contenere le uscite. Potremmo affermare di vivere un momento significativo ma, com'è evidente a chiunque, non certo duraturo.

Il lavoro svolto dalla vostra commissione si trova spesso in conflitto con le risultanze del lavoro delle commissioni legislative. Infatti, nella sua funzione di commissione di vigilanza, la Commissione delle finanze spesso rende attenti alle particolarità di carattere finanziario quando si è confrontati con l'esame di un messaggio con una considerevole conseguenza finanziaria, così come recita l'articolo 49 della legge sul Parlamento.

Tuttavia, non sembra che i rapporti allestiti dalla vostra Commissione delle finanze ottengano particolare attenzione. In questi anni abbiamo assistito ad un'evoluzione delle uscite conseguenti a decisioni molto importanti, che rispecchiano l'assunzione di responsabilità della Confederazione nell'adozione di soluzioni vitali per alcuni settori della nostra società. L'esame dei messaggi è spesso stato accompagnato dall'invito a vegliare affinché le decisioni di merito non siano conseguenti ad un esercizio autonomo, privo della necessaria ed auspicabile considerazione delle componenti di carattere finanziario.

Quindi, quando esaminiamo il consuntivo non possiamo fare a meno di accertare che lo Stato registra quasi 54 miliardi di franchi di uscite ordinarie e 7 miliardi di uscite straordinarie. Questo poiché gli impegni ancorati essenzialmente nelle norme di legge decise da questo Parlamento vincolano la Confederazione e le impongono di assumersi le dovute responsabilità che accertiamo oggi nella loro configurazione numerica. Dunque, se vogliamo contenere le spese e continuare l'esercizio del risanamento delle finanze federali non possiamo fare a meno di intervenire con un riesame dei compiti di questo Stato - e questo è il momento opportuno per intraprendere il lavoro.

Abbiamo già dimostrato con due esercizi difficili e purtroppo anche dolorosi la capacità di assumerci le nostre responsabilità, conseguendo un consenso su manovre di risparmio che tutt'oggi giocano un ruolo determinante sul risultato del consuntivo 2007. Ma non possiamo pretendere che questo Parlamento consumi le proprie energie nell'adozione di programmi di risparmio straordinario, freno all'indebitamento, estensione del freno all'indebitamento, nel rifiuto di tagli lineari e quant'altro, senza che ottenga una risposta conseguente dal Consiglio federale, chiamato a proporre le necessarie riforme di carattere strutturale.

Attendiamo dunque dal Consiglio federale i risultati dell'esercizio sulla verifica dei compiti, il quale dovrebbe porre un limite alla loro crescita.

Non posso tuttavia evitare di manifestare la mia delusione dinnanzi alla sua decisione di non riorganizzare le strutture dipartimentali. Siamo poi così convinti che una riforma dei dipartimenti sia così inutile? Non sarebbe in verità un contributo all'efficienza? Quante volte la Commissione delle finanze ha speso ore per capire i meccanismi di spesa che in alcuni settori - come ad esempio l'aiuto allo sviluppo - coinvolgono più di un dipartimento, con palesi problemi di gestione delle risorse e controllo dell'effettivo conseguimento degli obiettivi. Concentrarsi unicamente sulla verifica dei compiti, i cui obiettivi dovrebbero essere raggiunti nel 2015 o nel 2020, è a mio modo di vedere insufficiente.