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Robbiani Meinrado · Nationalrat · Tessin · Fraktion CVP/EVP/glp · 2008-03-19

Wortprotokoll

Il potere politico non può stare alla finestra. Di fronte alle perdite preoccupanti di FFS Cargo [PAGE 419] non può affatto rimanere spettatore passivo. Si impone - ce ne rendiamo conto tutti - un intervento preciso. Si impone poiché la Confederazione come proprietaria risponde in fin dei conti dei destini di quest'azienda. Si impone perché le difficoltà di FFS Cargo si riflettono inevitabilmente sulla politica dei trasporti del nostro Paese e in particolare sul trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia. Si impone anche perché sono toccati alcuni degli obiettivi strategici aggiuntivi imposti alle ferrovie quali in particolare l'attenzione alle regioni.

Perciò è chiamato in causa e in campo il Consiglio federale e per esso evidentemente il dipartimento competente che devono in primo luogo poter finalmente disporre di una fotografia precisa, chiara, di quelle che sono le effettive cause delle odierne difficoltà. Perché in caso contrario qualsiasi politica di risanamento, qualsiasi adeguamento di quella che è la strategia dell'azienda poggerebbe finalmente su delle sabbie mobili e sarebbe certamente votata all'insuccesso.

È però chiamato in causa anche questo Parlamento che deve sapersi assumere le sue responsabilità. Non possiamo sottrarci a una verifica rigorosa di quello che è il quadro legale entro il quale si muove FFS Cargo - è un quadro che noi abbiamo disegnato. Sì, è legittimo chiedere, come fa l'UDC, di mettere in luce responsabilità e responsabili purché, tra parentesi, non si cada nella logica del branco e della preda da aggredire, magari sperando che qua e là si riesca a strappare un qualche brandello di ferrovia da consegnare al privato. Ma ben più importante è chiedersi se non si è gettato allo sbaraglio troppo in fretta FFS Cargo sull'onda di una chiara infatuazione per la liberalizzazione.

Vengo, inevitabilmente, a Bellinzona: Bellinzona è un condensato emblematico di quelle che sono le incongruenze del piano di ristrutturazione disegnato dalle FFS ma, dall'altro, anche un condensato di quelle che sono le potenzialità tuttora disponibili. Incongruenze, perché si vuole smantellare un polo ubicato in un punto strategico a sud delle Alpi, vicino all'uscita del futuro tunnel Alptransit e vicino anche al mercato italiano. Si vuole smembrare e trasferire un'attività che le cifre - in attivo - dicono essere competitiva. Si deve però anche parlare di potenzialità - lo vediamo paradossalmente proprio dal conflitto in atto questi giorni -: c'è un personale che ha un fortissimo senso di appartenenza e anche una solida competenza. Dall'altro, c'è una regione, una popolazione che si mobilita perché si identifica ancora in questa azienda, e questo è un punto di forza.

Capisca quindi, il dipartimento, che allo stallo delle relazioni tra direzione e personale va contrapposto sollecitamente un confronto su un piano più elevato e che va promosso un processo nuovo, di confronto e di verifica, che esamini tutte le alternative possibili sullo stesso piano e non tratti quello elaborato dalle FFS come una "mucca sacra" che non si può toccare. Bisogna che il capo di dipartimento diventi lui stesso garante della correttezza di questo processo, che si recuperi la consapevolezza della forza e dell'importanza strategica di Bellinzona, non come si dice nella risposta all'interpellanza.

Capiscano, da parte loro, le FFS che saranno vincenti non contro il personale e non contro la popolazione, ma assieme a personale e popolazione. Del resto, una direzione lungimirante avrebbe già capito da tanto tempo che può trasformare in una leva di crescita quella che oggi è un conflitto - un conflitto dovuto al fatto che il personale e la popolazione si sono sentiti traditi e dovuto al fatto che c'è un piano di ristrutturazione veramente contraddittorio e persino autolesionista. Il piano è un passo falso, perché è stato suggerito da consulenti esterni senza un'anima, senza una memoria, senza una storia dietro a loro. Questo non è il caso né del personale né della popolazione. Il personale rimane molto attaccato a questa azienda e intende continuare a contribuire alla sua crescita. Il personale attende di poterlo fare ma attende anche, per farlo, un segnale credibile in particolare da lei, signor consigliere federale, per tornare ad operare in un clima di fiducia.

Penso che il superamento del conflitto di Bellinzona è un tassello indispensabile e significativo per una svolta più complessiva di questa vertenza e della politica di risanamento di FFS Cargo, alla quale siamo tutti chiamati a contribuire.

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