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Cassis Ignazio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2009-05-27

Wortprotokoll

Sono passati ormai quasi dieci anni - era il 24 marzo del 2000 - dalla decisione del Parlamento di adottare l'articolo 55a LAMal. Il Consiglio federale aveva ricevuto la competenza di regolare transitoriamente e per soli tre anni l'accesso degli operatori sanitari al mercato sanitario sociale. Il Consiglio federale ha fatto uso della sua competenza, emanando l'ordinanza del 3 luglio 2002. I cantoni hanno applicato la norma quasi solo ai medici. Dal 2002 in tutta la Svizzera è diventato più difficile aprire uno studio medico. A soffrirne sono soprattutto i giovani medici, bloccati nella loro evoluzione professionale.

Sono trascorsi sette anni e questo Parlamento ha già prolungato due volte questa decisione provvisoria. Ora siamo nuovamente qui a parlarne per prolungarla una terza volta. Perché? Perché nessun'altra soluzione più intelligente è stata trovata. Alla fine di quest'anno, l'articolo 55a LAMal non sarà più in vigore. E se chiudessimo definitivamente questo increscioso capitolo? Perché non torniamo alla situazione precedente il 2002, quando ogni medico poteva automaticamente esercitare la professione a carico della LAMal? Perché il mondo è cambiato; perché gli accordi bilaterali e con essi la libera circolazione delle persone, quindi anche dei medici, oggi sono una realtà. Se tutti i medici dell'Unione europea già attivi in Svizzera o pronti a varcare la frontiera, per lavorare in un mercato sanitario più interessante che nel loro Paese, aprissero uno studio convenzionato LAMal in Svizzera, assisteremmo ad un'esplosione - questa volta sì! - dei costi della salute, stimata a circa mezzo miliardo di franchi. L'incertezza sull'impatto finanziario non ci consente di improvvisare soluzioni temerarie. Perciò, il gruppo liberale-radicale sostiene, ancorché a malincuore, questa nuova proroga, confidando che entro il 31 dicembre 2011 la vostra Commissione della sicurezza sociale e della sanità sappia avanzare proposte più intelligenti per stralciare definitivamente l'articolo 55a.

Tre sono le novità di rilievo nel nuovo testo:

1. I medici di famiglia sono esclusi dalla moratoria. Questa è la risposta politica alla carenza dei medici di famiglia. Dal 1° gennaio 2010 tutti i medici con titolo di perfezionamento in medicina generale, medicina interna, medicina generica e pediatria potranno aprire uno studio medico ovunque lo desiderino sul territorio del cantone scelto.

2. La moratoria si applica al settore ambulatoriale ospedaliero. Ciò permette di trattare in modo equo i medici, indipendentemente dall'ubicazione della loro attività dentro o fuori l'ospedale. Il gruppo liberale-radicale rifiuta tuttavia questa novità, perché estenderebbe la competenza regolatrice dei cantoni.

3. I cantoni possono porre condizioni al rilascio di autorizzazioni. Anche questa norma è osteggiata dal nostro gruppo, per le medesime ragioni.

Lo scorso mese di dicembre, il Consiglio degli Stati ha issato bandiera bianca e ci ha passato la patata bollente. A nome del gruppo liberale-radicale vi invito ad entrare in materia ed a sostenere le due proposte Cassis e Triponez - speriamo che sia l'ultima volta!