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Messaggio sul finanziamento della partecipazione della Svizzera ai programmi dell'UE di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione negli anni 2003-2006

01.068

Messaggio sul finanziamento della partecipazione della Svizzera ai programmi dell’UE di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione negli anni 2003-2006

del 31 ottobre 2001

Onorevoli presidenti e consiglieri,

Con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, un decreto federale sul finanziamento della partecipazione della Svizzera ai programmi dell’UE di ricer- ca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione negli anni 2003-2006.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l’espressione della nostra alta considera- zione.

31 ottobre 2001 In nome del Consiglio federale svizzero: Il presidente della Confederazione, Moritz Leuenberger La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

2001-1699 977

Compendio

L’accordo settoriale di cooperazione scientifica e tecnologica fa parte dei sette ac- cordi settoriali prioritari approvati dal Parlamento nel 1999 e votati dal popolo nel

2000. L’accordo garantisce la piena partecipazione al programma quadro di ricer-

ca e sviluppo (PQRS) dell’Unione europea (UE) e apre alla Svizzera l’accesso alla principale piattaforma scientifica e tecnologica europea, permettendo al nostro Paese di rinsaldare la propria posizione sul piano internazionale. In qualità di Stato associato al programma quadro, la Svizzera potrà dunque partecipare atti- vamente agli sviluppi dello Spazio europeo della ricerca. L’accordo settoriale, che resterà in vigore fino al termine del 5° programma quadro, cioè fino alla fine del 2002, prevede che la collaborazione con la Svizzera prosegua con il programma quadro successivo, anche se dovrà essere prorogata formalmente. In realtà, la pro- roga dell’accordo non dovrebbe presentare particolari difficoltà. Con il presente messaggio vi chiediamo di approvare il credito d’impegno di 879 milioni di franchi necessario al rinnovo dell’accordo fino alla fine del 2006 e desti- nato a garantire la piena partecipazione al 6° programma quadro di ricerca e svi- luppo dell’UE, EURATOM compresa, nonché il finanziamento delle misure collate- rali. Il contributo, circa 210 milioni di franchi annui da versare alla Commissione europea, permetterà alla Svizzera di essere integrata in tutti i progetti e in tutte le iniziative di portata internazionale del programma quadro. La Svizzera sarà com- pletamente associata ad azioni cui generalmente partecipava solo in margine o non partecipava affatto. In particolare, i nostri ricercatori, i nostri istituti e le nostre aziende saranno pienamente integrati nei progetti destinati a sostenere: – la partecipazione delle aziende, in particolare le PMI, al PQRS; – la mobilità dei ricercatori (borse di studio Marie Curie) sul continente eu- ropeo; – le infrastrutture di ricerca nazionale che hanno una dimensione internazio- nale; – le attività di ricerca relative a politiche settoriali (trasporti, energia, am- biente, sanità pubblica, ecc.) di interesse comune alla Svizzera ed all’UE; – le attività di ricerca che collegano Paesi al di fuori dell’UE e dello SEE. Associati solo ad un partner dell’UE (come minimo), i nostri scienziati potranno di- rigere progetti in veste di coordinatori e accedere ai risultati di altri progetti e altre azioni del programma quadro. Il varco sul piano della politica della ricerca in Europa, concretizzatosi con l’im- pegno effettivo degli Stati membri in favore dello Spazio europeo della ricerca

dall’inizio del 2000, rafforza l’importanza della piena partecipazione della Svizzera al programma quadro. In realtà, le varie iniziative che la Commissione europea ha lanciato da quel momento sono destinate a integrare in modo migliore le differenti politiche nazionali di ricerca coinvolgendo gli istituti nazionali e internazionali at- tivi nell’ambito della promozione della ricerca. Anche quando tali iniziative oltre-

passano l’ambito degli Stati membri dell’UE, solo gli Stati membri e quelli asso- ciati possono in effetti influenzare realmente le decisioni prese dall’Unione e hanno la garanzia di poter infine partecipare senza restrizioni ai progetti che ne risultano. Tra queste iniziative, bisogna mettere in evidenza la volontà di focalizzare l’appoggio per mezzo dei nuovi grandi strumenti di collaborazione, decentralizzan- do la gestione dei progetti del programma quadro. Le nuove reti di eccellenza (o centri di eccellenza virtuale), i progetti integrati di grandi dimensioni e i program- mi nazionali portati avanti congiuntamente gettano le basi di una cooperazione rin- saldata in Europa che non possiamo permetterci di trascurare. Se vogliamo mante- nere e rafforzare la posizione invidiabile della nostra piazza scientifica e tecnologi- ca a livello internazionale, abbiamo ottime ragioni non solo per collegare stretta- mente i nostri centri di competenza alle reti e ai progetti sostenuti con questi nuovi strumenti di collaborazione, ma anche per partecipare alla pianificazione delle loro strutture. Gli istituti internazionali interessati, consultati in merito al 5° programma quadro e sullo Spazio europeo della ricerca, sostengono la piena partecipazione al pro- gramma quadro di ricerca dell’UE malgrado alcune rigidità amministrative nella sua gestione. Questo tipo di partecipazione che ci conferisce lo statuto di Stato as- sociato appare in realtà come l’unica soluzione realizzabile per evitare che la Sviz- zera si ritrovi marginalizzata in Europa. Il rischio è ancora maggiore dopo il lan- cio, da parte della Commissione europea, dello Spazio europeo della ricerca che definisce una reale politica europea nel settore della ricerca. Il credito d’impegno di 879 milioni di franchi che il presente messaggio chiede al fine di partecipare in modo integrale al 6° programma quadro nel periodo dal 2003 al 2006 comporta, da una parte, il contributo svizzero stimato sugli 835 milioni di franchi al massimo versato all’UE e, dall’altra, un pacchetto di 44 milioni di fran- chi destinato al finanziamento di misure collaterali necessarie per ottenere una buona «redditività dell’investimento». Per la Svizzera, i vantaggi di natura scientifica, tecnologica ed economica della partecipazione al programma quadro e la possibilità di inserirsi nelle migliori reti

europee di cooperazione sono considerati come un obiettivo ancor più importante di una «redditività dell’investimento» di tipo esclusivamente finanziario. Per rag- giungere questi obiettivi, dobbiamo essere molto attivi sul piano strategico al fine di approfittare pienamente dell’apertura dei numerosi comitati e gruppi di esperti che lavorano per la Commissione europea. In particolare dovremo preparare, sostenere e seguire per quanto possibile i nostri delegati ed esperti presenti nei comitati. Sul piano operativo dell’informazione e dell’appoggio destinati ad incoraggiare mag- giormente i ricercatori e le imprese svizzere interessate a partecipare a progetti di ricerca dell’UE, sono state prese misure al fine di aumentare l’efficacia delle pre- stazioni offerte dalla rete svizzera di informazione, mentre la preparazione dei pro- getti di ricerca potrà beneficiare di un contributo finanziario.

Messaggio

1 Parte generale

1.1 Contesto

1.1.1 Introduzione

Data l’importanza delle conoscenze scientifiche per la società e l’economia e vista la mondializzazione sempre più marcata, il successo della Svizzera deve fondarsi ne- cessariamente su una politica coerente sul piano nazionale e internazionale. L’atti- vità scientifica elvetica si rivolge da sempre all’estero e, a parte il programma qua- dro di ricerca e sviluppo (PQRS) dell’Unione europea (UE), da tempo la Svizzera fa parte come membro a pieno diritto di tutte le organizzazioni e tutti i programmi in- ternazionali importanti per il nostro Paese. Rinsaldare la collaborazione scientifica a livello internazionale presenta indubbi vantaggi e in futuro l’interesse della Svizzera continuerà ad essere rivolto principalmente verso l’Europa. I recenti sviluppi legati allo Spazio europeo della ricerca costituiscono una sfida ca- pitale per la Svizzera. L’entrata in vigore dell’accordo settoriale di cooperazione scientifica e tecnica con l’Unione europea permette al nostro Paese l’accesso a una piena partecipazione al programma quadro1. Lo statuto di Stato associato, inoltre, permette alla Svizzera di prendere parte attivamente agli sviluppi dello Spazio euro- peo della ricerca. Come ricordiamo, questo accordo fa parte dei sette accordi setto- riali con l’UE2. Si tratta ora di garantire il finanziamento della partecipazione al 6° programma quadro dell’UE per il periodo dal 2003 al 2006.

1.1.2 Lo Spazio europeo della ricerca: una sfida

importante per l’Europa e per la Svizzera Le decisioni politiche prese in questi ultimi anni mostrano chiaramente come sia aumentata l’ambizione dell’UE nella politica della formazione e della ricerca. In particolare sono da menzionare tre iniziative di ampia portata con le quali stabilire una politica coerente a lungo termine nei settori in questione: – in primo luogo, lo Spazio europeo della formazione che ha ricevuto un im- pulso decisivo con la Dichiarazione di Bologna, adottata e applicata dalla Svizzera al momento attuale;

1 Nel presente messaggio, i termini «programma quadro» e «PQRS» sono utilizzati indiffe- rentemente per agevolare la leggibilità del testo. Dal punto di vista giuridico, l’accordo «ricerca» Svizzera-UE verte in realtà sulla partecipazione a due programmi quadro: il PQRS della Comunità europea per le attività di ricerca, di sviluppo tecnologico e di di- mostrazione ed il PQRS della Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM) per le attività di ricerca e d’insegnamento.

2 Accordi settoriali del 21 giugno 1999 tra la Svizzera e la Comunità europea

(FF 1999 5438 e segg.).

– in secondo luogo, lo Spazio europeo della ricerca che ha ottenuto un appog- gio politico importante da parte degli Stati membri dell’UE3 e che compren- de la maggior parte dell’Euorpa, al quale la Svizzera deve essere pienamente integrata; – in terzo luogo, il nuovo PQRS che ha ripreso le iniziative e gli strumenti raccomandati dallo Spazio europeo della ricerca. Per questa ragione, per in- tegrarsi meglio nello Spazio europeo della ricerca, è necessario partecipare in maniera integrale alle azioni del nuovo PQRS. Lo scopo dello Spazio europeo della ricerca è smantellare gli ostacoli che si oppon- gono alla libera circolazione dei ricercatori, delle conoscenze e delle tecnologie in Europa4. A partire da un’analisi dei vantaggi e degli svantaggi costatati, questo pro- getto catalizzatore in particolare intende integrare meglio e strutturare i sistemi di ri- cerca spesso eterogenei degli Stati membri. È da notare che lo Spazio europeo della ricerca, contrariamente al PQRS, non è uno strumento ben preciso che permette di attuare azioni di sostegno alla ricerca. Esso costituisce piuttosto un quadro concet- tuale che propone misure destinate a essere applicate da istituti nazionali o interna- zionali grazie a programmi e azioni già esistenti, tra cui il PQRS. In tale contesto, il nuovo orientamento del PQRS (cfr. n. 1.3 e la descrizione del 6° PQRS allegata) rappresenta di fatto lo strumento di promozione dell’UE al fine di realizzare lo Spa- zio europeo della ricerca. Le priorità dello Spazio europeo della ricerca, che sono state riprese nel 6° PQRS, sono le seguenti: – la reciproca apertura dei programmi nazionali, che permette all’UE un ap- poggio flessibile a programmi nazionali portati avanti unitamente o coordi- nati tra loro in base ad accordi preliminari tra determinati Stati europei; – il sostegno a strumenti di grandi dimensioni, in particolare a reti di eccellen- za e progetti integrati, forme di sostegno più strutturanti e più durature, a mezza strada tra il sostegno a progetti come praticato nel 5° PQRS (1998- 2002) e il finanziamento istituzionale di carattere permanente; – il consolidamento di azioni già esistenti per aumentarne l’impatto, in parti- colare il sostegno coordinato di infrastrutture a carattere internazionale e il miglioramento della mobilità degli scienziati;

– il consolidamento del coordinamento e della cooperazione tra i vari organi internazionali (programma quadro dell’UE, FES (Fondazione europea della scienza), COST, EUREKA, ASE, CERN, ecc.).

3 In particolare in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo europei tenutosi a Lisbo- na (marzo 2000) e alla riunione del Consiglio dei ministri dell’UE di Feira (giugno 2000). 4 Cfr. in particolare la comunicazione del 18 gennaio 2000 (COM (2000) 6) che getta le basi dello Spazio europeo della ricerca mentre nelle «indicazioni per le misure dell’Unio- ne nel settore della ricerca » (COM (2000) 612 finale) del 4 ottobre 2000 la Commissione europea propone alcune priorità e una nuova struttura che verranno riprese nel 6° PQRS.

1.1.3 La piena partecipazione al 6° PQRS: un passo

importante per la Svizzera La volontà del nostro Paese di partecipare a pieno diritto allo Spazio europeo della ri- cerca è stato confermato con i decreti federali votati l’uno dopo l’altro durante gli anni Novanta per garantire il finanziamento della piena partecipazione al PQRS5. Gli obiet- tivi di questa partecipazione si iscrivono in una strategia a lungo termine del Consiglio federale (cfr. in particolare i messaggi precedenti6). Le Camere federali si sono sempre pronunciate in maniera chiara a favore della piena partecipazione della Svizzera al PQRS. Inoltre, approvando i sette accordi settoriali con l’UE nel maggio 2000, il po- polo svizzero si è pronunciato direttamente a favore di una partecipazione integrale. Il progetto di Spazio europeo della ricerca ha aggiunto una nuova dimensione al PQRS trasformandolo in uno strumento destinato ad aumentare la coesione e la coe- renza delle strategie di ricerca nazionali ed internazionali dei vari Stati europei. Conseguentemente, gli obiettivi che perseguiamo con la piena partecipazione sono arricchiti di questa nuova dimensione che li rende ancor più centrali per la riuscita della nostra politica scientifica e tecnologica. Non insisteremo mai in maniera suffi- ciente sull’importanza della piena partecipazione che, al momento attuale, costitui- sce un passo indispensabile per essere riconosciuti come partner a pieno diritto nello Spazio europeo della ricerca. Inoltre ci permetterà di migliorare l’impatto della no- stra politica scientifica nelle sue implicazioni a livello nazionale e internazionale. In particolare, sarà possibile assicurare una maggiore coerenza tra gli strumenti e ar- gomenti di ricerca del PQRS e quelli dei nostri programmi e delle nostre attività per promuovere la ricerca orientata sul piano nazionale. Gli obiettivi della piena partecipazione al 6° PQRS (2002-2006) combaciano con gli obiettivi globali della politica scientifica e tecnologica della Svizzera, come sono descritti nel messaggio sul promovimento della formazione, della ricerca e della tec- nologia negli anni 2000-20037. Possono essere riassunti come segue: – rinsaldare l’integrazione della ricerca svizzera a livello europeo ed interna- zionale; – ampliare la sfera dei partecipanti svizzeri (includervi gli scienziati attivi ne- gli istituti pubblici e le aziende svizzere) alle reti e ai progetti migliori del 6° PQRS;

– permettere agli scienziati attivi in Svizzera di inserirsi in tutte le reti e tutti i progetti del 6° PQRS a pari diritti con gli omologhi europei; – favorire l’eccellenza in materia di ricerca e di sviluppo tecnologico rinsal- dando i centri di competenza già esistenti; – valorizzare e sfruttare i risultati di progetti di ricerca in Svizzera aumentando la partecipazione delle aziende svizzere, in particolare delle PMI, ai progetti

5 DF del 18 dicembre 1992 (FF 1993 I 28), DF del 14 dicembre 1994 (FF 1995 I 8) e DF del 31 agosto 1999 (FF 1999 VI 5424). 6 Messaggio concernente il finanziamento della partecipazione della Svizzera ai programmi di ricerca e di formazione delle Comunità europee 1993-1996 (FF 1992 III 1197), mes- saggio complementare concernente i programmi scientifici dell’UE 1996-2000 (FF 1994 III 1297) e messaggio sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003 (FF 1999 243). 7 FF 1999 243

di ricerca e sviluppo tecnologico ed alle attività di trasferimento di tecnolo- gia del PQRS; – intensificare la collaborazione scientifica tra le scuole universitarie, i centri di ricerca e le aziende svizzere a livello europeo. Di fronte alle novità introdotte con il progetto di Spazio europeo della ricerca, i vantaggi della piena partecipazione (già descritti nel messaggio sugli accordi setto- riali8) sono aggiornati come segue per il 6° PQRS:

1. Partecipare pienamente allo Spazio europeo della ricerca evitando che gli

ambienti scientifici e tecnologici svizzeri restino marginalizzati a livello in- ternazionale. In qualità di Stato associato al PQRS, la Svizzera avrà accesso alla principale piattaforma europea per consolidare i propri punti forti e ri- durre quelli deboli sullo scacchiere internazionale. Da una parte, la presenza di osservatori ed esperti svizzeri nei vari comitati e gruppi di esperti del PQRS ci permetterà di influenzare gli argomenti di ricerca e la strategia del 6° PQRS. Dall’altra, ci faciliterà notevolmente l’accesso alle iniziative dello Spazio europeo della ricerca al di fuori del PQRS e ai progetti di collabora- zione di portata internazionale. È da notare in particolare che l’effetto molti- plicatore esercitato dalle nuove forme di collaborazione (cfr. «grandi stru- menti» del 6° PQRS al n. 1.3.4) dovrebbe superare di gran lunga i mezzi fi- nanziari del PQRS. (La dotazione finanziaria del 6° PQRS rappresenta il 5 per cento delle spese pubbliche degli Stati membri dell’UE per la ricerca).

2. Partecipare alla politica europea sulla mobilità degli scienziati e su un uso

adeguato delle infrastrutture. Al fine di «strutturare» meglio lo Spazio euro- peo della ricerca, il 6° PQRS prevede di aumentare considerevolmente l’appoggio alla mobilità degli scienziati e il sostegno alle infrastrutture. Ma la Svizzera avrà accesso a questi progetti solo con la piena partecipazione. Le azioni per intensificare la mobilità degli scienziati ci permetteranno di approfondire la formazione dei nostri scienziati all’estero e di beneficiare maggiormente dell’apporto di scienziati stranieri che seguono una formazio- ne in Svizzera. Le azioni di sostegno alle infrastrutture su scala europea ci permetteranno di mettere a disposizione installazioni quali l’Istituto Paul Scherrer (IPS), ottenendo un cofinanziamento per progetti di ricerca che ne derivano. 3. Permettere a istituti svizzeri di partecipare a pieno diritto a progetti di ricer- ca quali partner unici del Centro comune di ricerca della Commissione eu- ropea9. Circa il 6 per cento del budget globale del 6° PQRS è riservato agli istituti del Centro comune di ricerca per progetti che sostengono diretta- mente la politica della Commissione europea. Questi istituti sono molto inte- ressati a cooperare in progetti bilaterali, cioè con un solo partner di uno Stato membro dell’UE o associato al PQRS.

8 FF 1999 5092 9 Gli istituti del Centro comune di ricerca (CCR) sono responsabili di ricerche nei settori seguenti: nuovi materiali, sicurezza dei sistemi informatici, ambiente, applicazioni spa- ziali, sanità e protezione del consumatore, studi di previsione per la tecnologia e per i settori relativi alle installazioni di fissione nucleare. Poiché la maggiore installazione del CCR si trova a Ispra (I), la collaborazione diretta con gli istituti ticinesi dovrebbe au- mentare sensibilmente.

4. Sostenere lo strato industriale ed economico nazionale e con esso gli impie-

ghi. La Svizzera deve sfruttare ogni possibilità di cooperazione con i propri vicini europei nel settore della ricerca, in cui è all’avanguardia, se non vuole essere superata dai suoi concorrenti. I cicli in cui si sviluppano nuovi pro- dotti e servizi, per approntare nuove tecnologie ed introdurre novità sul mer- cato sono sempre più brevi, ma richiedono investimenti sempre più cospicui. Il PQRS è il primo per dimensioni degli strumenti europei che incoraggiano e sostengono la collaborazione tra le aziende, le scuole universitarie e i cen- tri di ricerca. La piena partecipazione renderà la Svizzera pari agli Stati membri dell’UE anche per quel che riguarda l’accesso ai risultati di progetti nell’ambito del PQRS ed il loro sfruttamento.

5. Permettere a partecipanti svizzeri di avviare una collaborazione e di diri-

gere progetti in qualità di coordinatori. Potendo assumere il ruolo di coor- dinatori di progetti sul piano scientifico e amministrativo, gli scienziati sviz- zeri potranno infine gestire progetti senza alcuna restrizione. Questa possi- bilità è particolarmente interessante nei settori in cui i ricercatori svizzeri sono gli artefici di idee principali o innovazioni, in cui la Svizzera ha una posizione forte sul piano internazionale e nelle tecnologie il cui potenziale di sviluppo scientifico ed economico è molto elevato. 6. Intensificare la collaborazione nei settori prioritari per le politiche setto- riali. Svariati argomenti del PQRS rivestono un’importanza centrale per le politiche settoriali dell’UE e della Svizzera, quali i trasporti, l’energia, l’am- biente e la salute, oppure per lo sviluppo di nuovi standard. Le collaborazio- ni «trasversali» e le sinergie, che potranno essere concluse molto più facil- mente, sono inevitabili al fine di risolvere problematiche spesso complesse, pluridisciplinari e pluridimensionali (che possono riguardare il livello regio- nale, nazionale, europeo o mondiale). 7. Rafforzare la coesione e la solidarietà con le politiche scientifiche e tecno- logiche dell’UE sul piano internazionale. La piena partecipazione apre alla Svizzera nuove possibilità di collaborazione nei progetti che associano Paesi non membri dell’UE o dello SEE. Contribuendo a risolvere problemi spesso specifici di alcune categorie di Paesi (in particolare, Paesi dell’Europa cen- trale e orientale, Paesi del bacino mediterraneo, Paesi in transizione e in via di sviluppo), la Svizzera potrà beneficiare anche di effetti positivi dal punto di vista scientifico ed economico. Inoltre, i contributi finanziari versati a Bruxelles coprono anche la partecipazione a tematiche scientifiche per le quali l’interesse della Svizzera è meno sviluppato. Tali fattori di coesione e solidarietà eserciteranno un effetto positivo sull’immagine della Svizzera all’estero.

1.1.4 Rinnovo dell’accordo settoriale con l’UE

sulla ricerca L’attuale accordo settoriale di cooperazione scientifica e tecnologica tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera verte esclusivamente sulla piena partecipazio- ne della Svizzera al 5° PQRS (1998-2002). Contrariamente agli altri accordi, scade dunque alla fine del 2002. L’articolo 9 di questo accordo stipula comunque che

«quando le Comunità adottano i nuovi programmi quadro pluriennali di ricerca e sviluppo tecnologico, l’accordo può essere rinnovato o rinegoziato alle condizioni stabilite di comune intesa». Quando sarà garantito il finanziamento per la partecipazione al 6° PQRS, il Consi- glio federale potrà preparare e firmare il nuovo accordo stabilito con la Commissio- ne europea in virtù dell’articolo 16 capoverso 3 lettera a della legge sulla ricerca. Affinché la Svizzera possa partecipare in maniera completa al 6° PQRS (2002- 2006), i passi necessari per concludere il nuovo accordo saranno intrapresi non ap- pena possibile, dopo l’approvazione del credito d’impegno previsto dal presente messaggio. L’accordo potrà comunque essere concluso solo dopo che il Consiglio e il Parlamento europei avranno approvato il 6° PQRS, probabilmente nella seconda metà del 2002. Le disposizioni del nuovo accordo saranno adeguate agli elementi del 6° PQRS, ma quelle principali previste nell’accordo attuale, in particolare quelle che determinano i diritti e i doveri della Svizzera, dovrebbero restare immutate.

1.1.5 Nuovo decreto federale concernente un credito

per garantire la partecipazione al 6° PQRS Per garantire il finanziamento della piena partecipazione della Svizzera al 6° PQRS (2002-2006) tra il 2003 ed il 2006, le Camere federali dovranno approvare un nuovo decreto per un credito di 835 milioni di franchi nel 2002 (cfr. n. 2.1.1). Inoltre, è necessario un credito d’impegno di 44 milioni di franchi (cfr. n. 2.1.2), pa- ri cioè a circa il 5 per cento del contributo svizzero al finanziamento per la piena partecipazione, per finanziare le misure collaterali nel periodo dal 2003 al 2006.

1.2 Esperienze della partecipazione svizzera ai progetti

di ricerca dell’UE Le statistiche annue e la valutazione della partecipazione (cfr. n. 1.2.1) della Svizze- ra (analisi costi/benefici) secondo i risultati di un’analisi elaborata da esperti esterni (cfr. n. 1.2.2) mostrano come l’interesse per progetti di ricerca europei in Svizzera e i risultati ottenuti dai ricercatori svizzeri siano aumentati notevolmente. Inoltre, a titolo di esempio, alcune esperienze concrete di partecipanti svizzeri a progetti PQRS in vari campi scientifici sono riassunte nell’allegato al presente messaggio.

1.2.1 Sviluppo della partecipazione al PQRS dal 1992

L’evoluzione della partecipazione svizzera dal 1992 al 2001 mostra un suo sostan- ziale aumento malgrado gli inconvenienti della partecipazione «progetto dopo pro- getto» (cfr. i due grafici seguenti che comprendono il contributo annuo della Svizze- ra al programma EURATOM sulla fusione). Le oscillazioni da un anno all’altro se- guono il ritmo degli inviti a presentare proposte del PQRS. Durante questo periodo, il livello dei versamenti annui è stato moltiplicato per il fattore 10 (senza la parte EURATOM) mentre il pacchetto finanziario totale del PQRS su scala europea è solo raddoppiato.

Fino al 1992, il pacchetto riservato dalla Confederazione alla partecipazione a pro- getti del PQRS non ha oltrepassato i 10 milioni di franchi annui (escluso il contri- buto alla fusione). Solo con la volontà di partecipare a pieno titolo al programma, espressa nel 1993, i mezzi finanziari hanno permesso di aumentare in maniera deci- siva la partecipazione al PQRS10. Questa volontà manifestata dalla Svizzera le ha permesso anche di accedere alla maggior parte dei programmi e delle azioni specifi- che del 3°, 4° e 5° programma quadro. L’ammontare globale dei crediti accordati dalla Confederazione durante gli anni dal 1991 al 1995 per il 3° PQRS arrivava a 135 milioni di franchi per 523 partecipazioni. Per il 4° PQRS , tra il 1995 ed il 1999, a 372 milioni di franchi, ripartiti su 1295 partecipazioni. Nell’agosto 2001, i crediti accordati per il 5° PQRS, circa a metà strada, prevedono 250 milioni di fran- chi11 per 725 partecipazioni.

Nuove partecipazioni svizzere sostenute dalla Confederazione 1992-2001

5° PQRS 400 4° PQRS

Partecipazioini 350 3° PQRS 250 465 360 404 430 150 67 276 100 219 50 89 113 0 13 22 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001* *) stima

10 DF del 18 dicembre 1992 (FF 1993 28) concernente il finanziamento della partecipazione svizzera ai programmi di ricerca e formazione delle Comunità europee 1993-1996. 11 I mezzi finanziari menzionati in questo paragrafo non includono il contributo versato per la partecipazione al programma EURATOM sulla fusione termonucleare.

Contributo finanziario della Confederazione ai partecipanti svizzeri 1992-2001

140 5° PQRS 4° PQRS 3° PQRS

Milioni di fr. 10.8 80 102 62.7 26.2 66 86.1 87.1 81.3 49.4 20 33 35.6 33.6 20.8 28 13.4 0 5.4 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001* *) stima

1.2.2 Effetti sulla Svizzera quale polo scientifico

e industriale Nel 2001 è stata effettuata una nuova analisi esterna della partecipazione svizzera al PQRS (cfr. il rapporto di valutazione per maggiori particolari12), che verte essen- zialmente sui risultati ottenuti dai partecipanti al 4° PQRS (1994-1998) i cui progetti sono stati conclusi tutti al più tardi entro il 2001. Un’analisi precedente (1997), che verteva sui risultati della partecipazione svizzera al 3° PQRS (1990-1994), permette confronti interessanti. Ad esempio, a paragone con il 3° PQRS, la partecipazione al 4° PQRS è stata moltiplicata per 2,5 e il relati- vo budget per 3 (dunque il volume medio dei progetti del 4° PQRS è aumentato). Tra il 3° ed il 4° PQRS, la partecipazione delle scuole universitarie (soprattutto scuole politecniche federali e università), che comunque resta in testa, è diminuita dal 64 per cento al 53 per cento a vantaggio degli istituti di ricerca non universitari (che passano dal 22% al 23%), delle PMI (dal 4% al 13%) e delle grandi industrie (dal 10% al 12%). Si constata dunque soprattutto un aumento del tasso di partecipa- zione delle PMI. Infine, questa ripartizione tra i vari partecipanti resta nel complesso la stessa per il 5° PQRS (1998-2002), circa a metà strada, e per il 4° PQRS (1994- 1998).

12 «Evaluation der schweizerischen Beteiligung an den FTE-Rahmenprogrammen der Eu- ropäische Union, Schlussbericht» (Stima della partecipazione svizzera ai programmi quadro RST dell’UE, rapporto finale), Interface Institut für Politikstudien e Fraunhofer Institut Systemtechnik und Innovationsforschung, sett. 2001.

I punti essenziali di questa analisi sono riassunti qui di seguito:

Vantaggi scientifici ed economici della partecipazione I principali vantaggi che i partecipanti svizzeri traggono dai propri progetti sono di natura scientifica e tecnica, conformemente alla natura delle attività promosse dal PQRS. Questi vantaggi vanno in primo luogo alle scuole universitarie e agli istituti di ricerca non universitari, ed infine, anche se in misura minore, alle aziende. I van- taggi che gli scienziati nominano per primi sono, in ordine di importanza decre- scente, «nuovi metodi di soluzione di problemi», «informazioni sulla situazione delle loro ricerche», «il successo delle loro idee, dei loro metodi o delle loro tecno- logie su un piano internazionale» e «l’aumento delle prestazioni scientifiche». I vantaggi di natura economica sono meno estesi dei precedenti e riguardano soprat- tutto le aziende (le grandi imprese e le PMI). Le aziende menzionano in primo luogo il fatto di rinsaldare la propria «posizione tecnologica» e la propria «competitività». A metà strada tra i vantaggi scientifici e quelli economici, troviamo il «consolida- mento delle reti di cooperazione esistenti» e «la creazione di nuove reti di coopera- zione», ambedue di uguale importanza per tutti i partecipanti. Riassumendo, per la Svizzera, rafforzare la competitività dell’industria europea rac- comandata dall’UE è un obiettivo raggiunto in primo luogo consolidando la propria base scientifica e tecnologica e sostenendo le reti di collaborazione. Il rapporto costi/benefici della partecipazione al 4° PQRS risulta nel complesso po- sitivo poiché il 65 per cento dei partecipanti ritiene che i vantaggi sono stati più im- portanti dei costi, mentre solo il 9 per cento sostiene il contrario.

Partecipazione alle reti scientifiche e tecnologiche europee In generale, i partecipanti svizzeri al 4° PQRS sono inseriti molto bene nell’ambito europeo e sono ben disposti a intensificare maggiormente i propri contatti. In più, negli ambiti in cui cooperano, il 57 per cento di loro considera di essere in una posi- zione di punta sul piano internazionale, il 35 per cento in una posizione «media» e solo l’8 per cento in una posizione iniziale (new comers). Quasi il 90 per cento dei partecipanti svizzeri ha altre esperienze con strumenti na- zionali o internazionali che sostengono progetti di cooperazione nella ricerca, quali il PQRS, il FNRS, la CTI, COST ed EUREKA, menzionati in ordine di frequenza decrescente. La cooperazione per mezzo dell’uno o dell’altro strumento è aumentata del 20 per cento rispetto all’analisi sul 3° PQRS del 1997. Tuttavia questo tasso è meno elevato per le PMI (60%) che d’altra parte fruiscono più delle scuole univer- sitarie dei nuovi contatti stabiliti grazie a tali progetti.

Maggior numero di partecipanti al PQRS Se paragoniamo le cifre sulla partecipazione svizzera al 4° PQRS con quelle del 3°, possiamo notare come il numero dei partecipanti sia aumentato del fattore 2,5. Tut- tavia, malgrado l’apertura del PQRS a numerosi nuovi partecipanti, si constata come i mezzi si concentrino ancora su un numero ristretto di loro, anche se questo feno- meno si è affievolito nel 4° PQRS (50% dei mezzi finanziari sono stati ripartiti sul 19% dei partecipanti, mentre nel 3° PQRS il 50% dei mezzi era suddiviso solo sul 13% dei partecipanti). Dal punto di vista contenutistico, la partecipazione svizzera si concentra sul settore delle tecnologie dell’informazione che comprende il 30 per cento dei partecipanti e utilizza il 46 per cento dei fondi. Tuttavia, la concentrazione

su questo settore è stata ancora più elevata nel 3° PQRS. Se teniamo conto dei ri- sultati intermedi del 5° PQRS, possiamo notare come continui a diminuire. Facendo un paragone tra i fondi concessi dall’UE nei progetti del programma qua- dro e i fondi accordati dalla Confederazione ai partecipanti svizzeri in questi proget- ti, si constata come il livello di partecipazione degli Svizzeri sia più avanzato nei settori della tecnologia dell’informazione, delle scienze della vita, dell’ambiente e dell’energia nucleare. In compenso, la partecipazione nei settori delle scienze sociali e dell’energia rinnovabile è relativamente scarsa. Poiché la partecipazione svizzera in questi due ultimi settori offre possibilità di sviluppo, sono stati analizzati durante un’indagine complementare le cui conclusioni possono essere riassunte come segue: Negli ambienti che si occupano di scienze sociali, il PQRS ha la fama di essere uno strumento concepito per promuovere le scienze tecniche e naturali e per favorire ap- plicazioni industriali. Di conseguenza, gli specialisti di scienze sociali tanto in Sviz- zera quanto in Europa vi si interessano ben poco. Gli esperti rilevano tre elementi specifici degli ambienti elvetici che spiegano perché il livello di partecipazione degli Svizzeri sia sensibilmente più debole della media europea: la grande frammentazio- ne delle competenze in questo ambito in Svizzera, il numero esiguo degli scienziati disponibili e i costi moderati delle ricerche in scienze sociali. Questi fattori conver- gono rendendo le procedure amministrative relativamente lente del PQRS ancora meno interessanti per i ricercatori nelle scienze sociali in Svizzera. Nel settore delle energie rinnovabili, gli esperti ritengono che il programma specifi- co europeo sull’energia rinnovabile dipenda troppo da parametri politici sui quali la Svizzera ha evidentemente un’influenza più che limitata. Inoltre, i ricercatori in que- sto settore non possono concepire le loro ricerche che integrate su scala internazio- nale. In questo caso, l’organizzazione del settore energetico sul piano mondiale, in- centrata sull’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) offre, nonostante i mezzi fi- nanziari più limitati, possibilità più flessibili del PQRS di partecipare a progetti e azioni di cooperazione internazionale. D’altra parte, poiché l’UE è membro del-

l’AIE, agli scienziati svizzeri è possibile accedere ai risultati di progetti del PQRS.

Conclusioni La maggior parte dei problemi osservati nell’analisi derivano, da una parte, dalla la- cunosa integrazione della Svizzera sul piano europeo nel 4° PQRS (1994-1998): mancanza di coordinatori di progetti svizzeri, di presenze svizzere nei comitati e nelle istanze che gestiscono il PQRS, di integrazione della Svizzera nei programmi di formazione dell’UE, ecc.; d’altra parte, sono collegati a quelle debolezze del pro- gramma quadro che il 6° PQRS intende migliorare, in particolar modo decentra- lizzando e semplificando le procedure amministrative e migliorando l’integrazione delle scienze umane e sociali. La partecipazione integrale al PQRS è dunque altamente raccomandata e gli enti svizzeri interessati alla politica scientifica sono vivamente incoraggiati a organizzar- si per partecipare attivamente agli sviluppi in corso su scala europea assicurandosi al più presto un posto nei comitati, nei gruppi e nelle reti strategiche che modellano il paesaggio europeo della ricerca (cfr. n. 1.5.1 e 1.5.2).

1.3 Caratteristiche del 6° PQRS

1.3.1 Obiettivi del 6° PQRS

Gli obiettivi del 6° PQRS, come quelli del programma precedente, sono conformi agli obiettivi generali assegnati nel Trattato dell’UE il quale prevede di rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell’industria europea, di favorire lo sviluppo della sua competitività e di promuovere azioni di ricerca che permettano di sostenere le politiche settoriali dell’UE e di migliorare la qualità di vita. Gli ambiti tematici prio- ritari del 6° PQRS sono definiti sulla base di criteri di «valore aggiunto europeo» o di «sussidiarietà» già formulati per i precedenti e riassunti come segue: – raccogliere una «massa critica» di risorse finanziarie e umane per ricerche che superano le possibilità di un solo Paese; – incoraggiare ricerche i cui risultati pratici saranno visibili solo a lungo ter- mine a complemento delle ricerche in ambito privato generalmente rivolte al breve termine; – incoraggiare il raggruppamento di competenze complementari per far fronte a problemi interdisciplinari e rispondere a precisi obiettivi socioeconomici; – sostenere le politiche comunitarie in particolare nei settori imprenditoriale, della società dell’informazione, agricolo, ambientale, energetico, dei tra- sporti, della salute dei consumatori, dell’impiego, educativo, ecc.; – favorire le ricerche di tipo transnazionale, proporzionalmente alla vastità con la quale si presentano (ad es. in ambito ambientale, epidemiologico).

1.3.2 Un’organizzazione che riflette i principi dello Spazio

europeo della ricerca L’organizzazione d’insieme del 6° PQRS riflette i grandi principi su cui si fonda lo Spazio europeo della ricerca. La proposta della Commissione sul 6° PQRS13 indica in modo esplicito che «la ragion d’essere di questo 6° PQRS è contribuire a assicu- rare la realizzazione dello Spazio europeo della ricerca». Inoltre si precisa come la relazione dell’impegno di ricerca dell’Unione europea e di quelli nazionali di ricerca debba, per mezzo dell’attuazione del PQRS (2002-2006), evolvere verso una coope- razione reale di interesse generale tra l’UE e gli Stati membri nonché altri organi di cooperazione scientifica europea. Questo impegno deve portare a una maggiore in- tegrazione e un migliore coordinamento delle dimensioni regionale, nazionale e in- ternazionale della ricerca e dell’innovazione. Poiché il 6° PQRS per gli anni dal 2002 al 2006 costituisce il principale pilastro dell’UE per applicare la politica dello Spazio europeo della ricerca, si constata una rottura nei confronti dei programmi precedenti. Questa volontà di cambiare si basa sulle conclusioni convergenti di analisi sul 4° e sul 5° PQRS e sul parere di esperti. Tra i punti che devono essere migliorati figurano il persistere di problemi ammini- strativi dovuti a una gestione troppo centralizzata, la mancanza di coordinamento con le politiche degli Stati membri e l’eccessiva dispersione degli argomenti della

13 Proposta della Commissione del 21 febbraio 2001 sul 6° PQRS, (COM (2001) 94 finale).

ricerca. Le modifiche proposte vertono sulla struttura, sugli strumenti di collabora- zione e sulla gestione del PQRS, mentre le priorità scientifiche, da parte loro, do- vrebbero essere più precise. Il successo di alcune azioni previste nel 6° PQRS dipenderà anche da misure racco- mandate dallo Spazio europeo della ricerca, ma legate ad altre politiche dell’UE e a quelle degli Stati membri o associati. In particolare, le proposte per migliorare la mobilità dei ricercatori e la carriera scientifica delle donne in Europa dipendono dalle risposte che verranno date a questioni derivate dalle differenze tra i sistemi fi- scali, i sistemi di assicurazione sociale e i sistemi di formazione superiore in Europa (Dichiarazione di Bologna). Allo stesso modo, l’attrattiva dei progetti europei di ri- cerca e sviluppo tecnologico per le piccole e medie imprese (PMI) dipenderà note- volmente dal raggiungimento di un accordo su un brevetto europeo che sia sicuro, semplice e poco costoso.

1.3.3 La struttura e il contenuto del 6° PQRS

La struttura del 6° PQRS poggia su tre grandi blocchi d’azioni (secondo lo schema riportato qui di seguito che riflette la proposta della Commissione europea del 30 maggio 2001 - senza la parte EURATOM; «articolo 169» si riferisce all’attuazione congiunta dei programmi nazionali). I progetti proposti nei contenuti del primo blocco sarebbero sostenuti prioritariamente dai tre grandi strumenti di collaborazio- ne destinati a mettere in pratica lo Spazio europeo della ricerca. Questi tre grandi strumenti sono presentati al numero 1.3.4. I tre grandi blocchi d’azioni corrispondono ai tre programmi specifici qui di seguito (vedi anche in allegato il contenuto più dettagliato e il budget proposto per il 6° PQRS): – integrare e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca (blocchi 1 e 3); – strutturare lo Spazio europeo della ricerca (blocco 2); – attività del Centro comune di ricerca (al di fuori dell’EURATOM). Il contenuto dei due primi programmi, i più importanti, è riassunto ai punti 1 e 2 qui di seguito mentre le attività EURATOM sono riportati al punto 3, che offre uno sguardo d’insieme sui due programmi che vertono sull’EURATOM.

1. Integrare e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca

Con un budget proposto di 13,220 miliardi di euro (di cui 715 milioni riservati al CCR), questo «programma faro» concentrerà il 75 per cento dei mezzi finanziari del 6° PQRS (ivi compreso EURATOM). Si prevede di concedere almeno il 15 per cento dei mezzi ad alcune PMI mentre 600 milioni di euro sono riservati alla colla- borazione internazionale (con la Russia e gli Stati della CSI, con gli Stati mediterra- nei non associati e con i Paesi in via di sviluppo). La parte «integrare la ricerca» di questo programma (12 770 miliardi d’euro) defi- nisce sette grandi argomenti scientifici sostenuti prioritariamente da tre nuovi grandi strumenti d’intervento (rete d’eccellenza, progetti integrati e programmi nazionali attuati congiuntamente, cfr. n. 1.3.4).

Questi settori scientifici prioritari riuniscono 10 425 miliardi d’euro, cioè circa il 60 per cento del budget (una descrizione più particolareggiata figura in allegato); si tratta dei settori seguenti: – genomica e biotecnologia per la salute; – tecnologie per la società dell’informazione; – nanotecnologie, materiali intelligenti, nuovi procedimenti di produzione; – aeronautica e spazio; – sicurezza dei generi alimentari e rischi per la salute; – sviluppo sostenibile e mutamento climatico planetario; – cittadini e governi nella società europea del sapere.

Struttura schematica degli obiettivi e strumenti della proposta sul 6° programma-quadro

%ORF´,QWpJUHUODUHFKHUFKH´ PLR *pQRPLTXHHWELRWHFKQRORJLHSRXUODVDQWp PLR 6UHWpDOLPHQWDLUH PLR 'pYHORSSHPHQWGXUDEOHHWFKDQJHPHQWJOREDO PLR

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Questa parte del programma comprende anche l’obiettivo «anticipare i fabbisogni scientifici e tecnologici dell’Unione», che prevede 2345 milioni d’euro (di cui 715 riservati al CCR) per finanziare ricerche in relazione a politiche settoriali comunita- rie. Questo ambito permetterà di finanziare progetti nei settori che non fatto parte dei sette prioritari e prevede il sostegno nei campi e nelle azioni seguenti: – settori che permettono di rispondere alle esigenze scientifiche e tecnologiche delle politiche dell’UE, che comprendono anche ricerche di punta su settori a rischio o esigenze che non possono essere previste in anticipo (come l’ESB e la ricerca sui prioni); – azioni specifiche per le PMI;

– azioni specifiche per garantire la collaborazione con i tre grandi gruppi di Paesi che si situano al di fuori dell’UE e degli Stati europei in via di adesio- ne: i Paesi terzi dell’area mediterranea, la Russia e i Paesi della CSI e infine i Paesi in via di sviluppo. La parte «rafforzare lo Spazio europeo della ricerca» non ha equivalenti nel 5° PQRS e prevede 450 milioni d’euro per l’attuazione di strumenti di cooperazione specifica dello Spazio europeo della ricerca per sostenere: – l’attuazione coordinata e l’apertura reciproca di programmi nazionali in base all’articolo 169 del Trattato dell’UE secondo meccanismi a «geometria va- riabile»; – la cooperazione scientifica europea condotta da istituti e con strumenti di cooperazione internazionale già esistenti (EUREKA, COST, FES, ESA, CERN, EMBL, ecc.); – le politiche di ricerca e d’innovazione in Europa grazie a studi mirati (ad es. sulla mobilità dei ricercatori) e lo sviluppo di indici comuni (progetto di benchmarking) per qualificare i centri di ricerca e d’innovazione.

2. Strutturare lo Spazio europeo della ricerca

Con un budget proposto di 3050 miliardi d’euro, questo programma intende affron- tare le debolezze strutturali migliorando l’integrazione della ricerca e dell’innova- zione, in particolare: – sostenendo le PMI e il processo di innovazione su scala europea con stru- menti appropriati; – favorendo la mobilità dei ricercatori; – sostenendo in maniera coordinata infrastrutture di ricerca di portata interna- zionale; – rafforzando un dialogo tra la società e la scienza che includa le questioni eti- che, in particolare quelle legate al «principio di precauzione» e alla nozione di rischio. Questo programma non prevede priorità tematiche. È da notare che tra i quattro tipi di azione programmati, il budget per incoraggiare la mobilità dei ricercatori e quello per sostenere le infrastrutture di ricerca sono alquanto aumentati in confronto al 5° PQRS. Il dialogo scienza-società riceve per la prima volta un sostegno specifico.

3. Ricerca indipendente nel settore nucleare

I due programmi EURATOM comprendono l’insieme delle attività di ricerca, di sviluppo tecnologico, di cooperazione internazionale, di diffusione, di valorizzazio- ne e di formazione nei settori seguenti: – trattamento e deposito dei rifiuti; – fusione termonucleare controllata; – altre attività EURATOM nell’ambito della fissione nucleare, che vertono sulla sicurezza dei reattori e del deposito dei rifiuti, in particolare nella ra- dioprotezione; – attività EURATOM del Centro comune di ricerca.

Il budget previsto per EURATOM ammonta a 1230 milioni d’euro, 330 dei quali sono riservati al Centro comune di ricerca (CCR), mentre 700 milioni d’euro sono destinati alle attività sulla fusione14 e 200 milioni a quelle sulla fissione. Ricordiamo che la Svizzera beneficia dal 1979 di un accordo bilaterale con l’UE nel settore della fusione, settore nel quale le ricerche sono altamente integrate su scala internazio- nale.

1.3.4 Nuovi strumenti di collaborazione del 6° PQRS

La necessità di seguire un’impostazione diversa da quella dei PQRS precedenti, uf- ficialmente sostenuta a livello europeo sin dalle prime decisioni politiche sullo Spa- zio europeo della ricerca, agli inizi del 2000, ha condotto la Commissione europea a proporre tre nuovi strumenti di collaborazione di ampie dimensioni la cui gestione sarà in linea di massima decentralizzata. Questi strumenti servono a sostenere le reti d’eccellenza, i progetti integrati e la partecipazione della Commissione europea a programmi nazionali attuati congiuntamente. Tuttavia il successo del 6° PQRS di- penderà dalla buona intesa della Commissione europea con i Paesi e le istituzioni interessati all’attuazione e alla gestione di questi nuovi strumenti (Paesi membri dell’UE, in via di adesione e associati, istituti, programmi e organizzazioni europee e nazionali incaricate di appoggiare la ricerca). I tre nuovi grandi strumenti presen- tati qui di seguito sono sostenuti dai Paesi e dagli istituti interessati a patto che gli strumenti di sostegno tradizionali (in vigore nel 5° PQRS) continuino a essere utiliz- zati purché siano appropriati. Poiché il 6° PQRS a priori soddisfa queste condizioni, l’introduzione di questi nuovi grandi strumenti di collaborazione dovrebbe dar pro- va alquanto rapidamente di pertinenza e utilità.

Sostegno di reti d’eccellenza Per rafforzare l’eccellenza scientifica e tecnologica europea, l’UE intende garantire un’integrazione migliore delle potenzialità di ricerca in tutta la regione europea. Il 6° PQRS deve permettere di creare reti di ricercatori, ognuna delle quali avrà come obiettivo il progresso delle conoscenze in un settore determinato, riunendovi una massa critica di competenze. Le reti saranno organizzate intorno a un nucleo di par- tecipanti cui potranno unirsi altri. Le attività di ricerca saranno orientate in funzione di obiettivi a lungo termine e non di risultati precisi definiti in precedenza. Queste reti costituiranno inoltre la base di future collaborazioni in progetti integrati.

Appoggio a progetti integrati Per rafforzare la competitività europea o contribuire a risolvere importanti problemi della società, l’UE intende mobilitare una massa critica di risorse e competenze nell’ambito della ricerca e dello sviluppo tecnologico presenti in Europa. Le dimen- sioni di un progetto integrato potranno variare in funzione della massa critica neces- saria per ottenere i risultati su cui si contava. Il budget di un progetto integrato

14 Questa somma corrisponde a una diminuzione di circa il 20% in confronto al 5° PQRS, poiché la CE intende decentralizzare ulteriormente il finanziamento delle attività in que- sto settore. Sul totale, 200 milioni d’euro sono riservati alla partecipazione europea al progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), i restanti 500 mi- lioni sono destinati alle altre attività.

oscillerà tra vari milioni e varie decine di milioni di euro. Ogni progetto integrato avrà obiettivi definiti chiaramente, per ottenere risultati scientifici e tecnologici mi- surabili. Sostegno a programmi nazionali attuati congiuntamente Il 6° PQRS cerca di trarre vantaggio dai programmi di ricerca degli Stati membri e associati nei settori in cui i loro interessi comuni coincidono con le priorità globali dell’UE. Inoltre intende accrescere l’impatto dell’impegno nazionale sulle questioni che riguardano vari Stati. Definendo programmi di lavoro concordati, il coordina- mento dell’assegnazione dei budget, il riorientamento di alcune azioni per rafforzare la complementarità e riaffermando l’invito a presentare proposte in maniera con- giunta, è possibile migliorare le prestazioni globali. I Paesi mantengono la responsabilità di associarsi o meno ad azioni di cooperazione. La gestione è assunta da autorità pubbliche o da agenzie che sostengono la ricerca su scala nazionale o europea come ad esempio il FSE (European Science Foundation, ESF) nel settore della ricerca fondamentale grazie alle azioni di promozione della collaborazione «EUROCORES». I programmi attuati in maniera congiunta presup- pongono la partecipazione di almeno tre Stati membri, o di due Stati membri e di uno Stato associato; i Paesi che chiedono di partecipare a questa cooperazione, pos- sono farlo anche con meccanismi adeguati alle loro possibilità. Da parte sua, l’UE partecipa, in linea di principio, alla definizione delle priorità e al controllo dei lavo- ri, ma non alla gestione ordinaria. Il contributo finanziario dell’UE copre in parte l’appoggio alle attività di ricerca, compreso lo sfruttamento delle strutture in comu- ne e il sostegno alla partecipazione dei ricercatori o degli istituti di altri Stati membri ed associati. Per l’attuazione di questi strumenti, per la prima volta si propone un sostegno finan- ziario a «geometria variabile» per ricerche condotte in un numero limitato di Paesi europei. Questa possibilità si basa sull’articolo 169 del Trattato dell’UE, ma finora non se ne era mai fatto uso. L’articolo 169 stabilisce che «la Comunità può prevede- re, in accordo con gli Stati membri interessati, una partecipazione a programmi di ri- cerca e di sviluppo intrapresi da vari Stati membri, ivi compresa la partecipazione

agli strumenti creati per l’attuazione di questi programmi». Bisogna notare che gli Stati associati al PQRS godono anch’essi di questa possibilità in virtù della parità di diritti e di obblighi che caratterizza il loro accordo.

1.4 Posizione della Svizzera in merito al 6° PQRS

La Svizzera ha espresso il proprio parere sullo Spazio europeo della ricerca e sul 6° PQRS (nel giugno 2000 e nel gennaio 2001). 37 importanti argomenti di ricerca per i ricercatori svizzeri sono stati trasmessi alle direzioni e agli esperti coinvolti della Commissione europea, con un parere sul piano strategico. Nella proposta del 6° PQRS sono stati ritenuti alcuni elementi caldeggiati dalla Svizzera, che non figuravano nelle prime informazioni della Commissione. Ne men- zioniamo i seguenti (anche se si tratta in generale di elementi sui quali un numero sufficiente di Stati membri dello SEE o dell’UE erano dello stesso parere della Sviz- zera):

– il finanziamento di base delle infrastrutture non deve essere a carico dell’UE; – strumenti di collaborazione tradizionali (progetti con spese in comune, azio- ni concertate, reti tematiche, ecc.) non devono sparire a vantaggio esclusivo dei «grandi strumenti»; – dei 37 argomenti di ricerca forniti dalla Svizzera alla CE, vari figurano come prioritari nel 6° PQRS, quali la nanotecnologia o argomenti sulle tecnologie dell’informazione. Altri contenuti raccomandati dalla Svizzera nelle scienze umane e sociali, i trasporti, lo sviluppo duraturo o l’alimentazione sono stati consolidati nel 6° PQRS; – la partecipazione internazionale (al di fuori dell’Europa occidentale) deve essere mantenuta almeno al livello del 5° PQRS. Diversi elementi mostrano come la proposta del 6° PQRS vada nel senso degli inte- ressi e delle priorità svizzere: – gli organi nazionali in questione15, che sono stati invitati a esprimersi du- rante la fase preliminare di riflessione sulle grandi linee strategiche dello Spazio europeo della ricerca e del nuovo programma, sostengono la visione più integrata raccomandata dallo Spazio europeo della ricerca; – alcuni strumenti prioritari in Svizzera (in particolare i poli nazionali di ricer- ca) sono stati ripresi su scala europea dalla Commissione europea (reti d’ec- cellenza); – la politica nazionale intesa ad approfondire la collaborazione tra le scuole universitarie e le imprese è molto raccomandata nel 6° PQRS. Da una parte, il 15 per cento dei fondi sono riservati per le PMI che partecipano a progetti del programma «Integrare e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca», il più importante. Dall’altra, le PMI sono appoggiate da misure specifiche che completano le misure nazionali; – infine, ricercatori svizzeri molto famosi che avevano espresso in passato dubbi, sono ormai convinti della necessità di partecipare pienamente al PQRS. Concludendo, si può affermare che il PQRS corrisponde alle esigenze della politica scientifica svizzera e che diventa sempre più uno strumento indispensabile della po- litica europea. Il PQRS è stato migliorato progressivamente assumendo una legitti- mità scientifica e tecnologica.

1.5 Implicazioni strategiche e operative per la Svizzera

1.5.1 Partecipazione al 6° PQRS

Un dispositivo appropriato è messo in atto affinché il nostro Paese possa beneficiare al massimo delle nuove iniziative dello Spazio europeo della ricerca e del 6° PQRS colmando dunque il ritardo nei confronti dei principali concorrenti europei. In parti-

15 Economiesuisse, Swissmem, CSST, FNS, CASS, CUS, CRUS, il Consiglio dei PF e le autorità federali interessate.

colare i nuovi strumenti del PQRS chiedono che la Svizzera assuma un atteggia- mento proattivo al fine di render noti i propri centri di competenza e preparare i pro- pri istituti a partecipare a grandi progetti integrati. È anche necessario proseguire l’apertura sul piano internazionale di alcuni strumenti di sostegno della ricerca na- zionale (quali i programmi nazionali o i poli di ricerca diretti dal FNRS o ancora gli strumenti della CTI) in vista della loro applicazione congiunta o del loro coordina- mento con i programmi equivalenti in alcuni Paesi europei. In particolare la collabo- razione tra i Dipartimenti dell’interno (ASR/UFES) e dell’economia (UFFT) sarà sviluppata con l’obiettivo di accelerare l’integrazione di istituti di ricerca e imprese svizzere nel PQRS. A priori le possibilità che gli argomenti e gli strumenti di ricerca del PQRS e quelli dei programmi e delle attività nazionali di cui sopra si rivelino complementari è molto elevata grazie alla vasta gamma tematica del programma quadro. L’esperienza fatta in Svizzera e quella degli Stati membri dell’UE mostra come il livello di partecipazione al PQRS e la «redditività dell’investimento» dipen- dano in larga parte dall’impegno permesso a livello nazionale. Il successo della par- tecipazione al programma quadro si verifica prima di tutto nei settori in cui esistono centri di competenza su scala nazionale. L’importanza di questo atteggiamento proattivo è sottolineata dal fatto che in genere gli Stati associati non sono coinvolti nelle nuove iniziative sin dall’inizio, né sono rappresentati al Consiglio e al Parlamento europei, i due organi che, per mezzo di una procedura di codecisione, adottano il PQRS e altre decisioni importanti per la politica della ricerca. Lo sviluppo dello Spazio europeo della ricerca mostra anche come il 6° PQRS sia legato a politiche comunitarie che possono assumere un ruolo preponderante per il successo di alcune azioni (cfr. n. 1.3.2). Una caratteristica di queste politiche è che riguardano la mobilità dei ricercatori, la formazione superiore, le assicurazioni so- ciali, la fiscalità, l’innovazione o la proprietà intellettuale. L’atteggiamento proattivo della Svizzera non si limita dunque al settore della ricerca. Sin dagli inizi del 6° PQRS, nei primi mesi del 2003, tutte le attività finanziate dal

programma saranno completamente aperte agli Svizzeri e i diritti dei partecipanti svizzeri a livello progettuale saranno equivalenti a quelli dei loro omologhi europei. Parallelamente, l’accesso ai vari comitati e gruppi di esperti del 6° PQRS, in conco- mitanza con lo Spazio europeo della ricerca, permetterà alla Svizzera, in veste di Stato associato, di svolgere un ruolo importante sul piano strategico.

1.5.2 Garantire il successo della partecipazione

della Svizzera sul piano strategico Nel sistema di partecipazione «progetto per progetto» cui hanno avuto accesso gli Svizzeri per molti anni, l’inserimento della Svizzera ha avuto luogo al livello dei ri- cercatori: le esperienze accumulate in questo modo sono molto importanti, ma limi- tate al piano operativo (cfr. n. 1.2). Grazie alla piena partecipazione, la Svizzera si inserisce in reti di orientamento più strategico. La Svizzera ha il diritto di essere rappresentata in tutti i comitati di gestione dei pro- grammi e nel CREST e rappresentanti svizzeri parteciperanno a svariati gruppi di

esperti incaricati di consigliare la Commissione europea sul PQRS e sullo Spazio europeo della ricerca16. La Svizzera deve imparare rapidamente a utilizzare questi strumenti per difendere i propri interessi, per essere attiva nei settori in cui è all’avanguardia e per migliorare le soluzioni negli altri settori (best practices). Per far ciò, gli organi coinvolti a livello nazionale devono definire una politica concer- tata affinché la posizione della Svizzera sia coerente nei comitati e i nostri migliori esperti siano consultati dalla Commissione europea. Il 6° PQRS è un programma complesso con un vasto spettro di argomenti scientifici e tecnici. Per sfruttare a no- stro vantaggio le numerose sinergie possibili con attività nazionali e con altre inter- nazionali, è necessario prendere misure atte a garantire un coordinamento efficace ed efficiente degli interessi degli organi nazionali interessati. Si tratta di dibattere questioni come le priorità nazionali che la Svizzera intende perseguire con la parte- cipazione al 6° PQRS, che tengano conto dei programmi e delle iniziative nazionali esistenti e della partecipazione ad altre iniziative internazionali. Sull’esempio di Paesi membri o associati come la Svizzera, gli organi nazionali in questione saranno coinvolti a livello strategico e politico tramite le strutture nazio- nali esistenti (ad es. comitati con fini strategici17). Inoltre, saranno coinvolti a livelli più specializzati tramite gruppi di coordinamento e sostegno costituiti in funzione degli argomenti, degli strumenti di collaborazione o di altre misure di una certa im- portanza del 6° PQRS. L’insieme di queste attività legate alla piena partecipazione richiedono risorse con- siderevoli, da una parte per preparare, partecipare e seguire i lavori nei numerosi comitati, gruppi di esperti del PQRS e dello Spazio europeo della ricerca, e, dal- l’altra, per coordinare e sostenere gli organi, i delegati e gli esperti nazionali. Un servizio specializzato in ricerca europea, annesso all’Ufficio federale dell’educa- zione e della scienza, deve assumersi queste nuove mansioni. A questo scopo risulta utile l’esempio di Paesi membri o associati, il cui potere eco- nomico è simile a quello della Svizzera e la cui partecipazione al PQRS può essere definita fruttuosa18. Infatti mostra chiaramente come il successo della partecipazione

al PQRS dipenda dell’impegno, ad ogni livello, degli ambienti politici, scientifici ed economici implicati. Questi operatori in genere sono le scuole universitarie, le indu- strie e i loro rappresentanti, i ministeri interessati e le agenzie nazionali che appog- giano la ricerca. Il coordinamento strategico, che funziona molto bene su scala na- zionale in questi Paesi, al livello più alto si basa sulle strutture nazionali esistenti che sono state adeguate perché il PQRS e lo Spazio europeo della ricerca facciano parte dei dossier prioritari. Inoltre, gruppi di sostegno legati a determinati settori scientifici del PQRS e a grandi strumenti dello Spazio europeo della ricerca servono da veri veicoli di trasmissione bidirezionale tra i delegati e gli esperti nazionali nei comitati europei e negli organi interessati a livello nazionale. Nei loro ministeri que- sti Paesi dispongono di un’unità specializzata in questioni del PQRS e dello Spazio europeo della ricerca, la quale assume la responsabilità delle mansioni amministrati- ve e di comunicazione necessarie al funzionamento di queste misure di coordina- mento.

16 Il CREST (Comitato della ricerca scientifica e tecnica) è il principale comitato strategico in cui sono rappresentati gli Stati membri ed associati. EURAB (European Research Ad- visory Body) è il comitato di esperti più incentrato sulla strategia. 17 In particolare il «Comitato strategico ASR-UFFT» ed il «Comitato di orientamento FRT». 18 In particolare i Paesi Bassi, la Svezia, la Finlandia, la Norvegia e l’Austria.

1.5.3 Garantire il successo delle misure collaterali

Le probabilità di successo della partecipazione svizzera al 6° PQRS devono essere aumentate con misure collaterali adeguate. Le misure collaterali intendono risponde- re direttamente ai fabbisogni degli eventuali partecipanti ad azioni del 6° PQRS e si situano dunque a un livello operativo complementare rispetto al livello strategico di cui sopra, al numero 1.5.2. Una stretta collaborazione tra questi due livelli è stata stabilita per garantire l’efficacia e l’efficienza delle misure previste. La gamma di prestazioni di cui hanno bisogno gli eventuali partecipanti svizzeri de- ve essere ampliata per raggiungere gli obiettivi della piena partecipazione. A tale scopo, le tre azioni complementari riassunte qui di seguito sono concepite per ri- spondere ai fabbisogni degli utenti. La prima è già messa in atto dal 2001, le altre due sono state sottoposte a prove con successo e saranno attuate rapidamente. In queste azioni sono previste misure precise per incoraggiare in maniera più specifica le imprese svizzere, in particolare le PMI, a partecipare al 6° PQRS. Nei settori con una chiara componente tecnologica e nelle questioni di trasferimento verso l’econo- mia, l’UFES coinvolgerà l’UFFT ed esperti del CTI per stimolare prioritariamente i partecipanti svizzeri che provengono dalle PMI e dalle scuole universitarie profes- sionali. In questo settore, gli esperti saranno integrati nei comitati e nei gruppi di la- voro del PQRS e potranno in particolare beneficiare di fondi previsti dalle misure collaterali per adempiere il loro compito a livello europeo.

Rinsaldare le reti di informazione esistenti Nel corso degli ultimi anni, la rete svizzera d’informazione sulla cooperazione scientifica europea è stata costantemente perfezionata. Dal 1992, anno in cui la rete ha ricevuto la sua forma attuale, è stato possibile accumulare esperienze preziose nell’informazione e nella consulenza ai ricercatori. Questa rete di informazione comprende punti di contatto nazionali19, degli Euro-Guichets regionali situati nelle università e nei politecnici, con un’antenna a Bruxelles (SwissCore) dal 1996. Nel 2001, i punti di contatto nazionali sono stati raggruppati in un ufficio indipenden- te20, formando un servizio esterno alla Confederazione, autonomo, flessibile e di dimensioni sufficienti. Completamente al servizio del cliente, questo ufficio dovreb- be ottenere i risultati seguenti: – aumentare la qualità e l’efficacia delle prestazioni offerte dalla rete di infor- mazioni, ampliando la gamma di prestazioni (ad es. formazione degli utenti); – sfruttare le sinergie tra i vari programmi e le numerose azioni del PQRS; – disporre di risorse specializzate negli ambiti specifici delle PMI e di altri enti che dispongono di poco tempo e risorse per i compiti amministrativi del PQRS; – specializzarsi nelle questioni giuridiche e riguardanti la proprietà intellet- tuale che interessano soprattutto le PMI.

19 Per ogni programma specifico (o vasto ambito, quale l’energia) esiste un punto di con- tatto nazionale del PQRS. 20 Euresearch è un’unità operativa autonoma attiva su mandato dell’UFES, che fa parte formalmente della Rete svizzera di innovazione (RSI).

Finanziamento delle spese di preparazione di progetti e di coordinatori svizzeri Intendiamo sostenere i costi di preparazione di progetti poiché svolgono un ruolo complementare importante rispetto alle prestazioni immateriali della rete di informa- zione, come dimostrato da esperienze fatte in Svizzera e in Paesi economicamente simili al nostro. In particolare vogliamo: – premi per le PMI, poiché possono rappresentare uno stimolo importante, specialmente quando si tratta di convincere le PMI e di abbassare la barriera psicologica per nuovi partecipanti; – fondi supplementari per i coordinatori di progetti (sul piano amministrativo), poiché è importante che gli Svizzeri acquisiscano esperienza con questo nuovo ruolo che necessita di un impegno supplementare da parte loro. Que- sta esperienza dovrebbe anche essere utile in previsione dei nuovi strumenti di collaborazione. A dipendenza delle azioni e dei tipi di sostegno realizzati nel 6° PQRS, queste forme di appoggio aggiuntive potranno essere adattate alla realtà. Costituiranno anche og- getto di analisi destinate a valutarne l’impatto, in base alle quali verranno adeguate, se necessario.

Finanziamento degli esperti e di esperti esterni Intendiamo sostenere esperti svizzeri negli organi della Commissione europea com- petenti di ricerca scientifica e tecnologica. La qualità dei contatti svolge un ruolo primordiale per inserirsi nelle reti europee, ma la Svizzera non potrà beneficiare di rappresentanti attivi nell’amministrazione della Commissione europea. In tale situa- zione, le esperienze già fatte dalla Svizzera e dagli Stati associati, in particolare dalla Norvegia, mostrano l’importanza della presenza di esperti distaccati in unità della Commissione europea competente per i dossier relativi alla ricerca. È dunque consi- gliabile sostenere la missione di esperti distaccati nella Commissione europea e in centri di ricerca che ne dipendono come il Centro comune di ricerca o le strutture federate nel quadro del programma EURATOM. Per l’identica ragione, esperti sviz- zeri devono essere incitati a partecipare a missioni puntuali in gruppi di esperti al fi- ne di consigliare la Commissione europea, di valutare progetti, ecc.

1.5.4 Appoggio limitato ai partecipanti svizzeri

a programmi di ricerca dell’UE al di fuori del PQRS Alcuni programmi di ricerca dell’UE, interessanti per la Svizzera, non fanno parte del PQRS. Spesso sono programmi paralleli e complementari21, legati a politiche settoriali, avviati da direzioni generali che non fanno parte della ricerca. Poiché sono esterni al budget del PQRS, la Commissione europea non finanzia i partecipanti svizzeri a tali programmi di ricerca (e a volte di dimostrazione) e questa responsabi- lità deve essere disciplinata a livello nazionale. In maniera generale, la decisione in merito al finanziamento deve essere determinata dai dipartimenti federali e da altre autorità interessate in Svizzera; non possono essere finanziati da crediti per misure

21 Esempi passati e presenti: le reti TEN (nei settori delle comunicazioni e dei trasporti), SAVE ed ALTENER (energia rinnovabile), INFO 2000 (multimediale), TIDE (persone portatrici di handicap).

collaterali chiesti con il presente messaggio. I gruppi di coordinamento e di appog- gio che riuniscono le strutture del settore del PQRS (cfr. n. 1.5.2) devono occuparsi anch’essi del problema e proporre soluzioni per il finanziamento di ricerche al di fuori del quadro del PQRS. Tuttavia, a certe condizioni, il credito di queste misure collaterali può contribuire a finanziare domande per progetti che, anche se al momento sono al di fuori del PQRS, in futuro si prevede che ne faranno parte o per progetti che rappresentano una valorizzazione dei risultati di ricerche, o una diffusione di risultati di attività so- stenute precedentemente nel PQRS.

2 Conseguenze

2.1 Conseguenze finanziarie

2.1.1 Contributo finanziario della Svizzera

Il credito chiesto deve garantire il finanziamento della partecipazione integrale al 6° PQRS dal 2003 al 2006 (il credito per il finanziamento delle misure collaterali è commentato al n. 2.1.2). Il calcolo del contributo che la Svizzera deve versare è de- scritto nell’accordo di cooperazione scientifica e tecnologica concluso con l’UE. Il costo di base della partecipazione al 6° PQRS si ottiene moltiplicando i fattori se- guenti: – 17,5 miliardi d’euro, cioè la somma prevista nella proposta della CE (del 30 maggio 2001) per il 6° PQRS (2002-2006) e che comprende EURATOM, ma in cui solo gli anni dal 2003 al 2006 sono attivi dal punto di vista del- l’impegno finanziario; – PILCH/UE15 = 0,031 = 3,1 per cento, cioè la parte relativa del prodotto interno lordo (PIL) della Svizzera rispetto al PIL dei 15 Stati membri dell’UE (ecce- zion fatta per la parte corrispondente al contributo della Svizzera al pro- gramma EURATOM sulla fusione in cui il PIL della Svizzera è ancora ag- giunto al denominatore). Questo calcolo si basa sui valori del PIL pubblicati dall’OCSE a luglio 2001, a prezzi correnti; – 1,49, cioè il tasso di cambio euro/franco svizzero. Corrisponde al tasso stan- dard fissato dal Dipartimento federale delle finanze. Dal calcolo risulta una somma di 808,3 milioni di franchi che dipende notevolmente dalle fluttuazioni del PILCH/UE15 e dal tasso di cambio euro/franco svizzero. Per que- ste ragioni, è previsto un doppio meccanismo al fine di tener conto di queste fluttua- zioni nella richiesta di credito esposta nel decreto federale proposto nel presente messaggio: – in primo luogo, un’assicurazione sul corso del cambio euro/franco svizzero permette di premunirsi contro le fluttuazioni di corso durante il periodo dal

2003 al 2006. A tal fine, un tasso di cambio fisso (del 1,49) è stato deciso di

comune accordo con il Dipartimento federale delle finanze. Quest’ultimo ga- rantisce il corso del cambio in base al tasso fissato nei confronti del Dipar- timento federale dell’interno;

– in secondo luogo, è prevista una riserva di 26,5 milioni di franchi per af- frontare un eventuale superamento causato dalle fluttuazioni del PILCH/UE15 durante il periodo preso in considerazione. La somma corrisponde alla diffe- renza tra un ipotetico PILCH/UE15 del 3,2 per cento ed il PILCH/UE15 del 3,1 per cento adottato per il calcolo in questione. L’ammontare è sommato al totale di base di 808,3 milioni, come calcolato: il credito di impegno richie- sto si eleva dunque a 835 milioni di franchi. Se, malgrado questi meccanismi, il credito di 835 milioni non dovesse bastare per adempiere ai nostri obblighi finanziari, dovrà essere chiesto un credito d’impegno supplementare. I contributi annui della Svizzera sono calcolati moltiplicando la somma del credito d’impegno di 835 milioni di franchi con la frazione annua corrispondente al credito d’impegno, come prevista dalla Commissione europea per il 6° PQRS. Questa frazione annua ammonta al 23,05 per cento nel 2003, 24,60 per cento nel 2004, 25,78 per cento nel 2005 ed al 26,58 per cento nel 2006. Le tabelle riportate in basso offrono uno sguardo d’insieme degli impegni e dei ver- samenti necessari per sostenere la piena partecipazione al 6° PQRS dal 2003 al 2006. È da notare come la tabella dei pagamenti comprenda anche i crediti diretta- mente versati ai partecipanti svizzeri al 5° PQRS, il cui progetto è stato avviato pri- ma dell’inizio della piena partecipazione, e si basa sull’ipotesi che le modalità finan- ziarie previste dall’accordo settoriale di cooperazione scientifica e tecnologica entri- no in vigore il 1° gennaio 2001. Il passaggio dalla partecipazione «progetto per pro- getto» alla piena partecipazione causa effettivamente costi supplementari, più elevati nel primo anno di passaggio, rapidamente in diminuzione in seguito. Inoltre, durante l’anno del passaggio, in linea di massima il 2002, la Svizzera dovrà prevedere fondi per sostenere partecipanti svizzeri secondo la modalità «progetto per progetto» in base al credito d’impegno previsto allo scopo22. Ciò è dovuto all’inevitabile ritardo tra il momento in cui i contratti relativi ai progetti sono firmati dalla Commissione europea e il momento in cui l’amministrazione federale può concludere i contratti con i partecipanti svizzeri. Infine, nel caso poco probabile in cui l’entrata in vigore dell’accordo di cooperazio-

ne scientifica con l’UE dovesse essere rinviata a dopo il 1° gennaio 2003, la parteci- pazione «progetto per progetto» resterebbe in vigore fino all’entrata in vigore dell’accordo e delle misure finanziarie. In questo caso, il credito verrebbe utilizzato per finanziare direttamente i partecipanti svizzeri.

Impegni previsti per il 6° PQRS (2003-2006) Tabella 1

Impegni in milioni di franchi 2003 2004 2005 2006 Totale

Contributi della Svizzera all’UE previsti 192,5 205,4 215,2 221,9 835 dal DF del presente messaggio Misure collaterali 11 11 11 11 44

Totale 203,5 216,4 226,2 232,9 879

22 FF 1999 7644

Pagamenti previsti per il 6° PQRS (2003-2006) Tabella 2 e per la fine del 5° PQRS (1999-2002)

Pagamenti in milioni di franchi 2003 2004 2005 2006

Progetti del 5° PQRS sostenuti dalla Confedera- 83 30 8 3 zione (UFES) Contributi della Svizzera all’UE 192,5 205,4 215,2 221.9 Misure collaterali 11 11 11 11

Totale 286,5 246.4 234,2 235,9

Il piano finanziario dovrà essere rettificato per tener conto delle spese reali che di- pendono da somme attribuite dalla Confederazione ai partecipanti svizzeri a progetti del 5° PQRS. Queste spese, nel modo in cui sono state stimate a luglio 2001, figura- no nella tabella di cui sopra. Inoltre, il grafico sui contributi finanziari riportato al numero 1.2.1 permette di se- guire l’evoluzione dei pagamenti della Confederazione per il PQRS nel periodo dal

1992 al 2001.

2.1.2 Misure collaterali

Il credito chiesto per finanziare le misure collaterali (cfr. n. 1.5.3), pari a circa il 5 per cento dei contributi svizzeri a Bruxelles, cioè 11 milioni di franchi annui, inten- de garantire la migliore redditività scientifica e industriale dalla partecipazione sviz- zera al 6° PQRS. Questo credito era già stato annunciato nel messaggio del 25 no- vembre 1998 sul promovimento della formazione, della ricerca e della tecnologia negli anni 2000-2003 (FF 1999 I 243) e nel messaggio del 23 giugno 1999 concer- nente l’approvazione degli accordi settoriali tra la Svizzera e la CE (FF 1999 5092). Scopo principale delle misure collaterali è ampliare la cerchia dei partecipanti sviz- zeri e aumentare le probabilità di successo dei ricercatori e delle imprese svizzere che sottoporranno progetti al momento degli inviti a presentare proposte del 6° PQRS. In maniera concreta, queste misure collaterali permettono di sostenere il fi- nanziamento: – della rete svizzera di informazione che comprende un centro d’informazione e coordinamento a Berna (Euresearch), collegamenti regionali nelle univer- sità e nei politecnici (Euro-Guichets) e un’antenna a Bruxelles (SwissCore) (circa il 40% dei fondi previsti); – per la preparazione di progetti, in particolare a favore delle PMI e dei coor- dinatori svizzeri (ca. il 10% dei fondi); – di progetti per programmi di ricerca dell’UE che non fanno parte del PQRS (ca. il 30% dei fondi); – di esperti distaccati nei servizi della Commissione europea o in relazione con il programma EURATOM e di esperti svizzeri (tra i quali gli esperti della CTI) in missione nei comitati, gruppi di esperti e altri organi incaricati

di dossier sulla ricerca e l’innovazione della Commissione europea (ca. il 5%); – di compiti di coordinamento strategico e di informazione delle autorità e del vasto pubblico e di strumenti informatici e di comunicazione e dimostrazio- ne, di valutazione e di altre misure necessarie (ca. il 5% dei fondi); – dei contributi che la Svizzera fornisce direttamente per poter partecipare ai settori tecnologici e ai progetti internazionali legati al programma quadro (ad es., JIA, JET Implementing Agreement) (ca. il 10% dei fondi).

2.1.3 Stima della redditività dell’investimento finanziario

I benefici e i vantaggi concreti più importanti che i partecipanti svizzeri ottengono dai progetti sono di ordine scientifico, tecnologico ed economico (sono riassunti al n. 1.2.2, che presenta i risultati di un’analisi effettuata nel 2001). Con la piena partecipazione, la redditività finanziaria sarà comunque un indice quantitativo importante per misurare il successo della Svizzera. Se si paragona il credito totale assunto dalla Confederazione per il 4° PQRS, cioè 420 milioni di fran- chi, con la somma teorica di 680 milioni di franchi (il 3,3% di 13,1 miliardi di euro) che la Svizzera avrebbe dovuto versare all’UE se il nostro Paese fosse già stato as- sociato al 4° PQRS, la redditività dell’investimento teorico si situa attorno al 62 per cento del totale del 4° PQRS mentre si situava attorno al 47 per cento per il 3° PQRS. Le prime proiezioni per il 5° PQRS indicano una redditività pari o legger- mente superiore a quella del 4° PQRS. È da notare che questa redditività resta teori- ca, poiché partendo dalla modalità di partecipazione «progetto per progetto», non è stato versato alcun contributo a Bruxelles (a parte per quel che riguarda il program- ma sulla fusione nucleare). Un’attuazione efficiente ed efficace delle misure collaterali e di coordinamento della piena partecipazione sul piano operativo e strategico presentate al numero 1.5 do- vrebbe permettere alla Svizzera di ottenere una redditività dell’investimento reale elevata, in tutti i casi ben superiore all’80 per cento, sull’esempio di quanto successo in Paesi paragonabili alla Svizzera dal punto di vista economico.

2.2 Conseguenze sulla situazione del personale

L’Ufficio federale dell’educazione e della scienza (UFES) deve dare un nuovo indi- rizzo alla sezione che si occupa del PQRS, per orientarla verso attività di coordina- mento nazionale e di appoggio alla piena partecipazione (cfr. n. 1.5.2). Per assumere le nuove mansioni permanenti che ne derivano, il personale attualmente impiegato alla Confederazione è in linea di massima sufficiente.

2.3 Conseguenze nel settore informatico

Il sistema informatico utilizzato dall’amministrazione federale per la gestione dei progetti e per il finanziamento delle domande sarà adeguato progressivamente per tener conto dei mutamenti apportati dalla piena partecipazione. Il modulo sulla ge- stione dei progetti e sulle statistiche sarà potenziato mentre quello sul finanziamento dovrà essere garantito almeno fino al 2006.

2.4 Conseguenze per l’economia

Gli effetti della piena partecipazione per le imprese svizzere sono riportati chiara- mente nella valutazione (cfr. n. 1.2.2). Le imprese menzionano in primo luogo il consolidamento della propria posizione tecnologica e della propria competitività. In secondo piano, il potenziamento delle reti di cooperazione già esistenti e la creazio- ne di nuove. Questi effetti esercitano un impatto positivo sulla situazione dell’im- piego in Svizzera per mezzo di collaborazioni stabilite a breve termine ma anche, a più lungo termine, con il consolidamento della competitività delle imprese svizzere dal punto di vista tecnologico ed economico.

3 Programma di legislatura

Il progetto non figura nel rapporto sul programma di legislatura 2000-2004 poiché in principio non era previsto di integrare il credito per la partecipazione al PQRS nel messaggio integrato sulla formazione, la ricerca e la tecnologia (2004-2007). Ma per garantire il finanziamento della partecipazione al 6° PQRS, abbiamo bisogno di fon- di sin dal 2003, cioè un anno prima di quanto previsto dal messaggio integrato.

4 Concordanze con il diritto europeo

Le misure previste in Svizzera per la realizzazione dell’accordo settoriale di coope- razione scientifica e tecnologica sono in sintonia con il diritto europeo.

5 Basi giuridiche

La base legale per l’utilizzazione del credito è fornita dall’articolo 167 della Costi- tuzione federale e dall’articolo 6 capoverso 1 lettere c e d della legge del 7 ottobre

1983 sulla ricerca (RS 420.1).

Elenco delle abbreviazioni

AIE Agenzia internazionale per l’energia CCR Centro comune di ricerca dell’UE CE Commissione europea CERN Organizzazione europea per la ricerca nucleare COST Cooperazione europea nel settore della ricerca scientifica e tecnica CREST Comitato della ricerca scientifica e tecnica CTI Commissione per la tecnologia e l’innovazione SEE Spazio economico europeo EFDA European Fusion Development Activities EMBL Laboratorio europeo di biologia molecolare ERA Spazio di ricerca europeo ESA Agenzia spaziale europea FES Fondazione europea della scienza EURATOM Programma di ricerca europeo sull’energia atomica EUREKA Cooperazione europea della ricerca in materia di alta tecnologia EUROCORES Collaborative Research Programmes of ESF FNS Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica ASR Aggruppamento per la scienza e la ricerca UFES Ufficio federale dell’educazione e della scienza UFFT Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia PIL Prodotto interno lordo PQRS Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico dell’UE PMI Piccole e medie imprese SwissCore Swiss Contact Office for Research and Higher Education UE Unione europea

Allegato 1

Esempi di partecipazione svizzera a programmi di ricerca dell’UE

1. Per permettere l’integrazione di nuovi materiali compositi nella struttura

primaria di grosse aeromobili, è necessario sviluppare tecniche che permet- tono di saldare tra loro diversi tipi di materiale in maniera adeguata. Il pro- getto BOJCAS cerca nuovi metodi di design, basati sull’analisi, utilizzando le capacità dei calcolatori, notevolmente potenziati in quest’ultimo decennio. Questi processi di costruzione inediti condurranno a un’ottimizzazione delle componenti, garantendo una riduzione di peso del 20 per cento circa. Il pro- getto BOJCAS deve inoltre fornire nuovi dati sulla resistenza dei materiali e il comportamento degli elementi dopo aver subito danni. Un altro scopo è preservare o migliorare gli standard di sicurezza attuali quando si utilizzano nuovi materiali. La ditta SMR S.A. a Bienne sviluppa il software B2000 uti- lizzato nei centri di ricerca che partecipano al progetto BOJCAS. 2. La ricerca nel settore dello xenotrapianto, l’uso cioè di tessuto animale vi- vente nel trattamento umano, solleva nuove questioni e presenta rischi sinora sconosciuti. La possibile trasmissione di agenti patogeni animali all’uomo costituisce il problema più grave. Le lacune del diritto rendono prudente l’industria, che intravede nello xenotrapianto un potenziale commerciale notevole ma anche rischi elevati per gli investimenti. Esiste dunque un inte- resse maggiore a condurre ricerche interdisciplinari sugli aspetti legali, so- ciali, etici ed economici dello xenotrapianto. Poiché le frontiere nazionali non costituiscono un ostacolo per gli agenti patogeni, un progetto di ricerca europeo dovrebbe mostrare se una regolamentazione coordinata almeno a li- vello europeo si riveli sensata e possibile. L’Institut du droit de la santé dell’Università di Neuchâtel ha fornito il contributo svizzero all’analisi. Il suo rapporto finale, inoltre, può servire quale filo conduttore ai dibattiti in corso per le persone interessate e quelle chiamate a prendere le decisioni. 3. Se finora si aveva solo il dubbio che il consumo della carne di animali col- piti dalla malattia della mucca pazza (ESB) fosse all’origine della nuova va- riante della malattia di Creutzfeldt-Jakob, ora se ne ha quasi la certezza. Al- cune ricerche condotte nel quadro dei programmi di ricerca europei hanno contribuito a formulare tale conclusione. A questo riguardo, l’Istituto di biologia molecolare e di biofisica del Politecnico federale di Zurigo è ri-

uscito per la prima volta a descrivere la struttura tridimensionale della pro- teina del prione responsabile dell’infezione. L’Istituto di neuropatologia dell’ospedale universitario di Zurigo partecipa a otto progetti che hanno contribuito a chiarire in gran parte il modo in cui si trasmettono le malattie da prioni mostrando prime possibilità di diagnosi e terapia tempestive. 4. Le fonti audiovisive (foto, film e registrazioni sonore) assumono una grande importanza nella ricerca storica del ventesimo secolo, ma l’accesso a docu- menti di questo tipo, che spesso rischiano di sparire, si è finora rivelato ar- duo. È perciò necessario sviluppare procedure in grado di trasformare a costi ridotti grandi quantità di dati audiovisivi in archivi a lunga conservazione. Il

progetto ECHO (European Chronicles Online) verte sull’elaborazione di una biblioteca numerica di film accessibile per mezzo di Internet. L’asso- ciazione Memoriav, di Berna, è un fornitore di contenuti del progetto. Le or- ganizzazioni svizzere attive nell’archiviazione audiovisiva si sono unite a es- sa. La ditta Eurospider Information Technology AG, una società spin-off del Politecnico federale di Zurigo, fa parte dei partner industriali che sviluppano la tecnologia. 5. Con Internet, i dati numerici possono essere copiati o inviati in pochi milli- secondi senza che la qualità ne risenta, ma anche utilizzati senza autorizza- zione. Quello del copyright dei dati multimediali è dunque un problema at- tuale. È anche risaputo che un autore può proteggere i propri dati utilizzando contrassegni invisibili e silenziosi chiamati filigrane numeriche che permet- tono, in caso di trasmissione non autorizzata, di ritrovare l’autore dei dati. Il progetto Certimark sviluppa, collauda e mette a confronto varie procedure con filigrane digitali, cercando di arrivare a filigrane elettroniche ricono- sciute a livello internazionale e a procedure standardizzate che mostrano in che misura queste filigrane resistono alla contraffazione. Al progetto parte- cipano: la ditta zurighese Digital Copyrights Technologies DCT AG, il Cen- tre Universitaire d’Informatique dell’Università di Ginevra e il Laboratoire de traitement des signaux del Politecnico federale di Losanna.

6. Negli ultimi cento anni, la concentrazione d’ozono negli strati inferiori

dell’atmosfera terrestre è quantomeno raddoppiata a causa dell’inquina- mento dell’aria. Mentre gli effetti tossici dell’ozono sugli organismi sono stati analizzati in varie occasioni, quelli su interi ecosistemi sono ancora ai primi passi. Il progetto Biostress verte su questo problema importante per la molteplicità biologica e per la produzione agricola. In varie sedi europee, studia ecosistemi simulati con il calcolatore e associazioni vegetali reali in condizioni climatiche diverse. Un’analisi sul luogo sarà condotta dall’Istitu- to federale di ricerca in agroecologia e in agricoltura di Liebefeld, nei pres- si di Berna.

7. Gli incidenti provocati da gas esplosivi o tossici sono spesso dovuti a

un’esplosione tardiva per accumulazione di metano o di anidride carbonica invisibile e inodore. L’industria utilizza da tempo rivelatori di gas, ma i co- sti elevati e la scarsa affidabilità degli apparecchi ne impediscono l’uso su larga scala per fini domestici, agricoli o in edifici pubblici. Il progetto SAGAS, che sviluppa una nuova generazione di rivelatori per numerose ap- plicazioni di sicurezza a costi minimi e alta affidabilità, intende contribuire a far calare il numero di incidenti gravi provocati dal gas in tutta Europa. La ditta Steinel S.A., Einsiedeln è incaricata di sviluppare processi di produzio- ne a costi contenuti per la nuova generazione di rivelatori.

8. Le nuvole assumono un ruolo centrale nel sistema climatico della terra. Si

ritiene che un innalzamento della temperatura globale provocherà un au- mento della quantità di nuvole che, a loro volta, influenzeranno la quantità di irradiamento accentuando eventualmente l’effetto serra. Basandosi su sa- telliti e infrastrutture al suolo già esistenti, il progetto CLOUDMAP ha svi- luppato procedimenti di misura assistiti per ottenere dati più completi sulle nuvole, che potranno essere utilizzati da meteorologi e climatologi sia per previsioni meteorologiche, sia per analisi più affidabili dei mutamenti cli-

matici antropici. Nell’ambito del progetto successivo CLOUDMAP2, i pro- cedimenti saranno perfezionati per ottenere dati tridimensionali su scala glo- bale. L’interlocutore svizzero in questi due progetti è l’Istituto di geodesia e di fotogrammetria del Politecnico di Zurigo. NB: Per ulteriori informazioni, il lettore è pregato di rivolgersi all’UFES che ha un CD-ROM con più di 1000 compendi di progetti o di consultare il seguente sito In- ternet: http://www.admin.ch/bbw/abstr.html

Allegato 2

6° Programma quadro di ricerca (2002-2006) secondo la proposta della Commissione europea del 21 febbraio 2001 Obiettivi scientifici, tecnologie e parametri generali delle azioni

1 Integrare la ricerca europea

1.1 Aree tematiche prioritarie di ricerca

Le azioni svolte in questa parte del programma quadro mirano a riunire una massa critica di mezzi e sostenere una forte integrazione delle capacità di ricerca in Euro- pa in settori in cui se ne avverte maggiormente l’esigenza, data la loro importanza per la competitività industriale europea o la vasta portata politica e sociale delle questioni in oggetto. Sono state individuate sette aree tematiche prioritarie.

1.1.1 Genomica e biotecnologia per la salute

Obiettivo Con le azioni svolte in quest’area s’intende aiutare l’Europa a valorizzare, me- diante attività integrate di ricerca, i risultati delle scoperte realizzate nella decodi- ficazione dei genomi degli organismi viventi, soprattutto a vantaggio della sanità pubblica e dei cittadini e per rafforzare la competitività dell’industria biotecnologi- ca europea.

Azioni previste – Conoscenze fondamentali e strumenti di base nel campo della genomica fun- zionale. – Applicazione delle conoscenze e delle tecnologie della genomica nella bio- tecnologia della salute. – Applicazione delle conoscenze e delle tecnologie in genomica e medicina. Si ricorrerà a una strategia più ampia per la lotta contro le tre malattie infettive le- gate alla povertà (AIDS, malaria e tubercolosi) che sono oggetto di un’azione di lotta prioritaria a livello dell’Unione e sul piano internazionale.

1.1.2 Tecnologie per la società dell’informazione

Obiettivo L’obiettivo delle azioni svolte in quest’area, in linea con le conclusioni del Vertice europeo di Lisbona e gli obiettivi dell’iniziativa e-Europe, è incentivare, in Europa, lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni alla base della costruzione della società dell’informazione, per rafforzare la competitività dell’industria europea e

offrire ai cittadini europei di tutte le regioni dell’Unione la possibilità di beneficia- re al massimo dello sviluppo della società della conoscenza.

Azioni previste Le azioni intraprese riguarderanno le priorità tecnologiche seguenti: – Ricerche di carattere integrativo in aree tecnologiche di interesse prioritario per i cittadini e le imprese. – Infrastrutture di comunicazione e di trattamento dell’informazione. – Componenti e microsistemi. – Gestione dell’informazione e interfacce.

1.1.3 Nanotecnologie, materiali intelligenti, nuovi processi

di produzione Obiettivo L’obiettivo delle azioni svolte in questo settore è aiutare l’Europa a dotarsi di una massa critica di capacità necessaria per sviluppare e valorizzare, all’insegna del- l’eco-efficienza, le tecnologie di punta alla base dei prodotti, servizi e processi di fabbricazione dei prossimi anni, basati principalmente sulla conoscenza e l’intelli- genza.

Azioni previste – Nanotecnologie. – Materiali intelligenti. – Nuovi processi di produzione.

1.1.4 Aeronautica e spazio

Obiettivo L’obiettivo delle azioni svolte in quest’area è duplice: consolidare, integrando le sue attività di ricerca, la posizione dell’industria europea nel settore aerospaziale di fronte a una concorrenza sempre più agguerrita a livello mondiale; contribuire a valorizzare il potenziale di ricerca europeo in questo settore per una maggior sicu- rezza e una migliore tutela dell’ambiente.

Azioni previste L’azione della Comunità in questo settore, svolta in stretto coordinamento con l’ASE nel settore spaziale, si concentrerà su: – il progetto Galileo nel campo della navigazione satellitare; – la piattaforma GMES per il monitoraggio dell’ambiente e la sicurezza.

1.1.5 Sicurezza alimentare e rischi per la salute

Obiettivo L’obiettivo delle azioni svolte in questo campo è contribuire a stabilire delle basi scientifiche e tecnologiche integrate necessarie per lo sviluppo di un sistema di produzione e distribuzione di alimenti sicuri e sani e per la gestione dei rischi legati all’alimentazione (ricorrendo in particolare agli strumenti della biotecnologia) e dei rischi per la salute legati alle alterazioni dell’ambiente.

Azioni previste – metodi di analisi e individuazione dei contaminanti chimici e di microorga- nismi patogeni (virus, batteri, parassiti e nuovi agenti come i prioni); – impatto dell’alimentazione animale sulla salute umana; – procedure di «rintracciabilità», in particolare degli organismi geneticamente modificati; – metodi di produzione più sicuri e di alimenti più sani; – epidemiologia delle malattie legate all’alimentazione; – impatto dell’alimentazione, in particolare dei prodotti contenenti organismi geneticamente modificati, sulla salute; – rischi ambientali per la salute.

1.1.6 Sviluppo sostenibile e cambiamento globale 23

Obiettivo L’obiettivo delle azioni svolte in quest’area è rafforzare le capacità scientifiche e tecnologiche necessarie affinché l’Europa possa realizzare uno sviluppo sostenibile e contribuire significativamente alle attività svolte a livello internazionale per capi- re e gestire il cambiamento globale e preservare l’equilibrio degli ecosistemi.

Azioni previste – tecnologie per lo sviluppo sostenibile (energie rinnovabili, risparmio ener- getico, efficienza energetica); – cambiamento globale (impatto sul clima, ciclo dell’acqua, biodiversità, si- stemi globali di osservazione del cambiamento climatico).

1.1.7 Cittadini e governi nella società europea della conoscenza

Obiettivo L’obiettivo delle azioni svolte in quest’area è mobilitare in uno sforzo coerente le capacità di ricerca europee, con la loro ricchezza e diversità, nel campo delle scienze economiche, politiche, sociali e umane per comprendere e gestire le pro-

23 Gli obiettivi prioritari in materia di ricerca nucleare sono presentati nell’allegato «Obiet- tivi scientifici e tecnologici» della proposta relativa al programma quadro Euratom.

blematiche legate allo sviluppo della società della conoscenza e di nuovi tipi di rapporti tra i cittadini e le istituzioni.

Azioni previste – società della conoscenza; – cittadinanza, democrazia e nuove forme di governo.

1.2 Anticipazione delle esigenze scientifiche e tecnologiche

dell’Unione Le attività svolte a questo titolo mirano a: – rispondere alle esigenze scientifiche e tecnologiche delle politiche della Comunità e dell’Unione, nell’insieme dei settori corrispondenti a queste po- litiche; – rispondere in maniera flessibile e rapida a nuove esigenze scientifiche e tec- nologiche particolari e a sviluppi importanti imprevedibili, nonché a deter- minati bisogni specifici che emergono alle frontiere della conoscenza.

1.2.1 Attività svolte in base a inviti a presentare proposte

Ricerche necessarie per l’elaborazione, l’attuazione e il controllo dell’applicazione delle politiche della Comunità e dell’Unione, per esempio: – politica agricola comune; – programma d’azione per l’ambiente; – nel campo della società dell’informazione e della e-Europe, dell’impresa, della politica sociale e occupazionale, dell’istruzione e della formazione; – nei settori della salute e dello sviluppo regionale. Attività specifiche di ricerca per le PMI: – azioni di ricerca collettiva; – azioni di ricerca cooperativa. Attività specifiche di cooperazione internazionale: – i Paesi terzi mediterranei; – la Russia e i Paesi della CSI; – i Paesi in via di sviluppo.

1.2.2 Attività del Centro comune di ricerca 24

Conformemente alla sua missione di sostegno scientifico e tecnico alle politiche dell’Unione, il CCR concentrerà le sue attività su temi prioritari per la definizione e l’attuazione delle politiche settoriali. Le azioni svolte presenteranno una forte di- mensione europea e si baseranno su un insieme di competenze particolari. Il CCR svolgerà queste attività in stretto coordinamento e in rete con gli ambienti scientifici, gli organismi nazionali di ricerca e le imprese in Europa. Le attività del CCR avranno come comune denominatore la sicurezza dei cittadini sotto i suoi vari aspetti: salute, ambiente, sicurezza nucleare, sicurezza del pubblico, lotta antifrode: – alimentazione, prodotti chimici e sanità; – ambiente e sviluppo sostenibile; – prospettiva scientifica e tecnologica; – materiali e misure25 di riferimento; – sicurezza pubblica e lotta antifrode.

2 Strutturare lo Spazio europeo della ricerca

2.1 Ricerca e innovazione

Obiettivo L’obiettivo di queste azioni è incentivare, nella Comunità e nell’insieme delle sue regioni, l’innovazione tecnologica, la valorizzazione dei risultati della ricerca, il trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie, nonché l’istituzione di imprese tecnologiche.

Azioni previste In queste attività si tratterà di azioni di sostegno generale all’innovazione, a com- plemento delle attività nazionali e regionali e in collegamento con queste, al fine di rafforzare la coerenza degli sforzi in questo ambito: – il collegamento in rete degli operatori del sistema europeo dell’innovazione; – azioni di incentivazione delle cooperazioni transregionali in materia di inno- vazione;

24 Le attività del CCR nel campo della ricerca nucleare sono descritte nell’allegato «Obietti- vi scientifici e tecnologici» della proposta relativa al programma quadro Euratom. Il CCR svolgerà inoltre attività nel quadro delle azioni di strutturazione dello Spazio europeo della ricerca e potrà partecipare all’insieme delle attività di ricerca del programma quadro svolte in base a inviti a presentare proposte, nelle aree tematiche prioritarie e nell’ambito della sezione «Anticipazione delle esigenze scientifiche e tecnologiche dell’Unione». In collegamento con queste attività, svolgerà una quantità limitata di ricerca di carattere esplorativo. 25 Le attività nel settore della metrologia in campo nucleare sono descritte nell’allegato «Obiettivi scientifici e tecnologici» della proposta relativa al programma quadro Eura- tom.

– avvio o consolidamento di servizi di informazione (trasferimento tecnologi- co, tutela della proprietà intellettuale, accesso al capitale di rischio); – o essere utili per i ricercatori, gli imprenditori, in particolare le PMI, e gli investitori nelle loro decisioni.

2.2 Risorse umane e mobilità

Obiettivo Le attività svolte in questo ambito mirano a sostenere lo sviluppo, nell’insieme delle regioni comunitarie, di risorse umane abbondanti e di livello mondiale. Si tratterà di incentivare la mobilità transnazionale ai fini della formazione, dello sviluppo delle competenze o del trasferimento delle conoscenze, in particolare tra settori di- versi; di sostenere l’eccellenza scientifica e di contribuire a rafforzare l’interesse che l’Europa suscita nei ricercatori dei paesi terzi. Nel perseguire questi obiettivi, si cercherà, adottando opportune misure, di trarre il massimo beneficio dal poten- ziale rappresentato da questo punto di vista da tutti i componenti della popolazione, in particolare le donne.

Azioni previste Svolte nell’insieme dei settori scientifici e tecnologici, queste attività assumeranno la forma di: – sostegni globali a università, centri di ricerca, imprese e reti, per l’acco- glienza di ricercatori; – borse individuali concesse a ricercatori europei; – meccanismi per il rientro nei paesi e regioni di origine; – partecipazione finanziaria a programmi nazionali o regionali di sostegno alla mobilità dei ricercatori, aperti a ricercatori di altri Paesi europei; – sostegno alle équipe europee di ricerca situate al più alto livello dell’eccel- lenza.

2.3 Infrastrutture di ricerca

Obiettivo Le attività svolte a questo titolo sono destinate a contribuire alla creazione di un tessuto di infrastrutture di ricerca di altissimo livello in Europa e a incentivare il loro uso ottimale su scala europea.

Azioni previste Queste attività saranno attuate nell’insieme dei settori scientifici e tecnologici: – accesso transnazionale alle infrastrutture di ricerca; – attuazione di iniziative integrate mediante infrastrutture o consorzi di infra- strutture di portata europea;

– realizzazione di studi di fattibilità e di lavori preparatori in vista della crea- zione di infrastrutture; – ottimizzazione delle infrastrutture europee mediante un sostegno limitato allo sviluppo di infrastrutture nuove.

2.4 Scienza/società

Obiettivo L’obiettivo delle azioni svolte in questo ambito è incoraggiare lo sviluppo, in Euro- pa, di rapporti armoniosi tra scienza e società e l’apertura nei confronti dell’in- novazione grazie all’istituzione di nuovi rapporti e di un dialogo consapevole tra ricercatori, industriali, responsabili politici e cittadini.

Azioni previste – una società più vicina alla ricerca; – un uso responsabile del progresso scientifico e tecnologico; – un dialogo più stretto tra scienza e società.

3 Rafforzare le basi dello Spazio europeo della ricerca

Obiettivo Le azioni svolte in quest’ambito mirano a rafforzare il coordinamento e a sostenere lo sviluppo coerente delle politiche e delle attività di ricerca e di incentivazione dell’innovazione in Europa.

Azioni previste Svolte nell’insieme delle aree scientifiche e tecnologiche, queste attività assumeran- no la forma descritta qui di seguito: Per rafforzare il coordinamento delle attività di ricerca svolte in Europa sul piano nazionale e a livello europeo, azioni di sostegno finanziario per: – l’apertura reciproca dei programmi nazionali; – il collegamento in rete di attività di ricerca realizzate a livello nazionale e regionale; – attività di cooperazione scientifica e tecnologica svolte nell’ambito di altri quadri di cooperazione europea, ad esempio le attività della Fondazione eu- ropea della scienza; – collaborazioni e iniziative comuni di organismi specializzati di cooperazione scientifica europea come il CERN, l’EMBL, l’ESO o l’ASE26.

26 CERN: Organizzazione europea per la ricerca nucleare; EMBL: Laboratorio europeo di biologia molecolare; ESO: Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell’emi- sfero australe; ASE: Agenzia spaziale europea.

Allegato 3

6° Programma quadro di ricerca (2002–2006) Importo globale massimo, quote e ripartizione indicativa (Secondo la proposta della Commissione europea del 31 maggio 2001, COM [2001] 279)

L’importo globale massimo e le quote delle varie azioni menzionate all’articolo 164 del trattato della Commissione europea sono i seguenti: Milioni di Euro

Prima azione27 13 570 Seconda azione28 600 Terza azione29 300 Quarta azione30 1 800 Importo globale massimo* 16 270

*Ripartizione indicativa: Milioni di Euro

1. Integrare la ricerca 31 32 12 770

– Genomica e biotecnologie per la salute 2 000 – Tecnologie della società dell’informazione 3 600 – Nanotecnologie, materiali intelligenti, nuovi processi di produzione 1 300 – Aeronautica e spazio 1 000 – Sicurezza alimentare e rischi per la salute 600 – Sviluppo sostenibile e cambiamento globale 1 700 – Cittadini e governi nella società europea della conoscenza 225

27 Azioni previste al titolo «Integrare la ricerca», ad eccezione delle attività internazionali; azioni in materia di infrastrutture di ricerca e sul tema Scienza/società svolte al titolo «Strutturare lo Spazio europeo della ricerca»; così come le azioni svolte al titolo «Raffor- zare le basi dello Spazio europeo della ricerca». 28 Azioni di cooperazione internazionale svolte nell’ambito «Integrare la ricerca», nei campi principali e a titolo dell’anticipazione delle esigenze scientifiche e tecnologiche dell’Unione europea. 29 Azioni specifiche sul tema «Ricerca e innovazione» svolte al titolo «Strutturare lo Spazio europeo della ricerca» in aggiunta alle azioni svolte in materia di innovazione messe in opera nel quadro delle azioni svolte al titolo «Integrare la ricerca». 30 Azioni in materia delle risorse umane e del sostegno alla mobilità svolte al titolo «Struttu- rare lo Spazio europeo della ricerca». 31 L’obiettivo è assegnare alle PMI almeno il 15% del totale delle risorse finanziarie dedi- cate a questo capitolo.

32 Di cui 600 milioni di euro per le attività di cooperazione internazionale.

Milioni di Euro

– Anticipazione delle esigenze scientifiche e tecnologiche dell’Unione33 2 345

2. Strutturare lo Spazio europeo della ricerca 3 050

– Ricerca e innovazione 300 – Risorse umane 1 800 – Infrastrutture di ricerca 900 – Scienza e società 50

3. Rafforzare le basi dello Spazio europeo della ricerca 450

– Sostegno destinato al coordinamento delle attività 400 – Sostegno destinato allo sviluppo coerente delle politiche 50

Subtotale 16 270 Euratom Fusione termonucleare controllata 700 Fissione termonucleare – Trattamento e stoccaggio di residui 200 – Attività del CCR 330

Totale Euratom 1 230

Totale 17 500

33 Di cui 715 milioni di euro per le attività del CCR.

Messaggio sul finanziamento della partecipazione della Svizzera ai programmi dell'UE di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione negli anni 2003-2006 | Lexipedia | Lexipedia