Messaggio concernente il finanziamento dei provvedimenti di politica economica e commerciale nell'ambito della cooperazione allo sviluppo
08.028
Messaggio concernente il finanziamento dei provvedimenti di politica economica e commerciale nell’ambito della cooperazione allo sviluppo
del 7 marzo 2008
Onorevoli presidenti e consiglieri,
con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, un disegno di decreto federale concernente il finanziamento dei provvedimenti di politica economica e commerciale nell’ambito della cooperazione allo sviluppo.
Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l’espressione della nostra alta conside- razione.
7 marzo 2008 In nome del Consiglio federale svizzero: Il presidente della Confederazione, Pascal Couchepin La cancelliera della Confederazione, Corina Casanova
2007-1967 2535
Compendio
Il presente messaggio propone lo stanziamento di un settimo credito collettivo di 800 milioni di franchi, destinato a finanziare i provvedimenti di politica economica e commerciale nell’ambito della cooperazione allo sviluppo per il periodo 2008–
2012. I provvedimenti di politica economica e commerciale a favore dei Paesi in
sviluppo si iscrivono nella politica di cooperazione allo sviluppo della Svizzera. La loro base legale è costituita dall’articolo 54 della Costituzione federale e dalla legge federale del 19 marzo 1976 sulla cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umani- tario internazionali (RS 974.0). I provvedimenti sono attuati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) del Dipartimento federale dell’economia (DFE). La richiesta di credito viene presentata parallelamente a quella concernente la conti- nuazione della cooperazione tecnica e dell’aiuto finanziario in favore dei Paesi in sviluppo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE): in questo modo è possibile avere una visione complessiva sui più importanti provvedimenti adottati nel settore della cooperazione allo sviluppo. Il principale obiettivo di questi provvedimenti di politica economica e commerciale consiste nel sostenere l’integrazione durevole dei Paesi in sviluppo nell’economia mondiale e di favorirne la crescita economica. In tal modo, si intende contribuire alla riduzione permanente della povertà in questi Paesi. La priorità è data al mi- glioramento delle condizioni quadro economiche, alla promozione della competitivi- tà e alla diversificazione del commercio, nonché alla mobilitazione degli investimen- ti indigeni ed esteri. I provvedimenti di politica economica e commerciale contribuiscono in misura importante alla realizzazione degli obiettivi di politica dello sviluppo e di politica estera del Consiglio federale. Essi fanno anche parte della strategia economica esterna della Svizzera. L’elaborazione a livello internazionale di dispositivi norma- tivi e di standard economici, l’agevolazione degli scambi economici e la tutela degli interessi svizzeri nel dialogo globale sulle politiche economiche e finanziarie che viene condotto in seno alle istituzioni finanziarie internazionali (Banca mondiale ecc.), sono esempi di importanti obiettivi di politica dello sviluppo e comprendono sinergie e interazioni con obiettivi della politica economica esterna. Inoltre, il DFE dispone, in seno al dipartimento o alla SECO, di competenze specifiche in materia di politica economica e commerciale, le quali possono essere utilizzate con profitto per la cooperazione allo sviluppo. Il presente messaggio si fonda sul quadro di referenze, sulle nuove sfide e sulla
strategia della Svizzera in materia di cooperazione allo sviluppo, così come sono esposti nei primi tre capitoli del messaggio, presentato parallelamente, concernente i provvedimenti del DFAE. La strategia della Svizzera è orientata su tre assi strate- gici: gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, a promozione della sicurezza e una globalizzazione che sia a favore dello sviluppo. La cooperazione economica allo sviluppo si concentra sulla «globalizzazione a favore dello sviluppo». In quest’ambito, il Consiglio federale intende attuare prov- vedimenti di politica economica e commerciale che vadano a beneficio soprattutto
dei Paesi in sviluppo poveri più avanzati, che si sono impegnati in un processo di riforme serio ed efficace. Il messaggio descrive i due ambiti di attività specifici al DFE:
1. sostegno all’integrazione dei Paesi partner nell’economia mondiale, in mo-
do da promuoverne lo sviluppo, e rafforzamento di una crescita sostenibile; 2. partecipazione alla definizione della politica delle istituzioni finanziarie in- ternazionali e delle organizzazioni dell’ONU legate al commercio. Per questi due settori di compiti sono stati definiti degli obiettivi e stabiliti indicato- ri che permetteranno di verificare in che misura gli obiettivi sono stati raggiunti. Si sono tenuti in considerazione i seguenti settori d’intervento tematici: i) condizioni quadro macroeconomiche e finanziarie, ii) infrastrutture economiche, iii) promozio- ne del commercio, iv) sviluppo del settore privato per rafforzare gli investimenti interni ed esteri. Oltre alla mobilitazione di risorse private supplementari, verrà posto l’accento sul settore trasversale «energia, clima e ambiente». Le sfide in quest’ambito diventeranno sempre più un fattore in grado di limitare la crescita economica dei Paesi partner. Numerose problematiche assumono una dimensione internazionale, ciò che spiega la stretta collaborazione con un certo numero di organizzazioni specializzate (Ban- ca mondiale, IFC, UNCTAD, ILO, UNIDO ecc.) nel quadro di programmi globali. Per quanto riguarda i Paesi prioritari beneficiari dei provvedimenti bilaterali adottati dalla Svizzera, il messaggio precedente ne indicava sedici. Nell’ambito di una concentrazione ancora più marcata, tale numero verrà ridotto a sette. Si tratta di Paesi in sviluppo che rientrano nella categoria «a reddito medio e basso» (ossia con un reddito annuo pro capite compreso fra gli 826 e i 3255 dollari), i quali, pur vivendo una rapida crescita economica che li avvicina alla soglia dei mercati mon- diali, continuano ad essere confrontati a gravi problemi legati alla povertà e allo sviluppo. L’esperienza mostra che lo sviluppo di questi Paesi rimane fragile e che la globalizzazione li pone davanti a sfide specifiche della politica dello sviluppo nei settori dell’economia, del commercio, delle finanze e dell’ambiente. Inoltre, lo sviluppo di questi Paesi riveste un particolare significato per altri Stati della regione. L’entità del presente credito quadro si basa sulle direttive del budget e della pianifi- cazione finanziaria. Le spese per il personale impiegato in Svizzera e per il persona- le svizzero distaccato presso le banche multilaterali di sviluppo sono limitate a un
massimo del 2 per cento dell’importo complessivo del credito. L’allegato presenta un rapporto sull’impiego dei fondi del precedente credito qua- dro (il sesto).
Compendio 2536 Abbreviazioni 2539
1 Situazione iniziale e condizioni quadro 2542
2 Contenuto del decreto finanziario: il campo d’attività della SECO 2008–
2012 2543
2.1 Orientamento strategico e sostegno 2543
2.2 Campo d’attività 1: sostegno all’integrazione e alla crescita sostenibile 2544
2.2.1 Contenuto 2544
2.2.2 Approccio 2548
2.2.3 Principi operativi 2548
2.2.4 Tematiche e strumenti 2550
2.2.5 Temi trasversali 2559
2.3 Campo d’attività 2: la Svizzera, rappresentata in istituzioni finanziarie
internazionali e multilaterali, contribuisce a forgiarne la politica 2560
2.4 Disposizioni transitorie 2565
3 Ripercussioni 2565
3.1 Ripercussioni finanziarie 2565
3.2 Ripercussioni sull’effettivo del personale 2567
3.3 Ripercussioni sull’economia 2567
3.4 Conseguenze per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni 2568
4 Rapporto con il programma di legislatura e con il piano finanziario 2568
5 Aspetti giuridici 2568
5.1 Rapporto con il diritto europeo 2568
5.2 Freno alla spesa 2568
Allegati
1. Fondamenti legali 2569
2. Politica dello sviluppo e strategia economica esterna 2570
3. Retrospettiva 2003–2007 2571
4. Pagamenti della SECO nel 2006 (sesto credito quadro) secondo Paesi
e settori tematici e secondo ONG, istituzioni svizzere di formazione e istituzioni internazionali di finanziamento 2594
5. Paesi prioritari 2008–2012 2600
6. Monitoraggio e sistema di valutazione 2602
7. Filiera internazionale 2604
Decreto federale concernente la continuazione del finanziamento delle misure di politica economica e commerciale a titolo della cooperazione allo sviluppo (Disegno) 2605
Abbreviazioni
ACWL Advisory Centre on WTO Law Centro consultivo per la legislazione dell’OMC AfDB African Development Bank Banca africana di sviluppo AfDF African Development Fund Fondo africano di sviluppo AITIC Agency for International Trade Agenzia di cooperazione Information and Cooperation e d’informazione per il commercio internazionale APD Aide Publique au Développement Aiuto pubblico allo sviluppo AsDB The Asian Development Bank Banca asiatica di sviluppo AsDF The Asian Development Fund Fondo asiatico di sviluppo ASRE Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni CDM Clean Development Mechanisms Meccanismi di sviluppo pulito CICSI Comitato interdipartimentale per lo sviluppo e la cooperazione internazionali COMCO Commissione della concorrenza CPC Cleaner Production Centers Centri di tecnologie ambientali DAC The Development Assistance Comitato di Assistenza allo Committee Sviluppo EBRD European Bank for Reconstruction and Banca europea per la Development ricostruzione e lo sviluppo (BERS) FIAS Foreign Investment Advisory Servizio di consulenza per gli Services investimenti all’estero FIRST Financial Sector Reform Iniziativa per il rafforzamento and Strengthening Initiative e la riforma del settore finanziario FSAP Financial Sector Assessment Programma di valutazione Programme del settore finanziario FSO Fund for Special Operations of IDB Fondo per le operazioni speciali della BIS HIPC Highly Indebted Poor Countries Iniziativa del FMI e della Banca mondiale per sgravare l’onere del servizio del debito dei Paesi poveri fortemente indebitati IBRD International Bank for Banca internazionale per la Reconstruction and Development ricostruzione e lo sviluppo (BIRS) ICAC International Cotton Advisory Comitato consultivo Committee internazionale del cotone
ICO International Coffee Organization Organizzazione internazionale del caffè ICSID International Center for Settlement of Centro internazionale per la Investment Disputes composizione delle contro- versie relative agli investimenti IDA International Development Associazione internazionale Association per lo sviluppo IDB Interamerican Development Bank Banca interamericana di sviluppo (BIS) IDFC Infrastructure Development Finance Corporation IFC International Finance Corporation Società finanziaria internazionale ILO International Labour Organization Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) IPI Istituto della proprietà intellettuale ISO International Standards Organization Organizzazione internazionale per la standardizzazione ITC International Trade Center Centro per il commercio internazionale ITTO International Tropical Timber Organizzazione internazionale Organisation dei legni tropicali IWF International Monetary Fund Fondo monetario inter- nazionale (FMI) LDC Least Developed Countries Paesi meno sviluppati (PMS) LPMR Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca MDG Millennium Development Goals Obiettivi di sviluppo del Millennio MDRI Multilateral Debt Relief Initiative Iniziativa multilaterale di riduzione del debito MIGA Multilateral Investment Guarantee Agenzia multilaterale Agency di garanzia degli investimenti MOPAN Multilateral Organisations Performance Assessment Network NGO Nongovernmental Organisation Organizzazione non governativa (ONG) OECD Organisation for Economic Organizzazione per la Cooperation and Development cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) PEFA Public Expenditure and Financial Accountability PIDG Private Infrastructure Donor Group PPIAF Public Private Infrastructure Advisory Facility
PPP Public-Private Partnerships Partnership tra il settore privato e pubblico SAP SAP-Finanzadministration Amministrazione finanze SAP SECO Segreteria di Stato dell’economia Sifem Swiss Investment Fund Fondo d’investimento svizzero for Emerging Markets per i mercati emergenti SIPPO Swiss Import Promotion Program Programma svizzero per il promovimento delle importazioni dei Paesi in sviluppo o in transizione SOFI Swiss Organisation for Facilitating Organizzazione svizzera Investments per il promovimento degli investimenti dei Paesi in sviluppo o in transizione STAR Strategy Assessment and Review SWAps Sector-Wide Approaches Programma settoriale UNCTAD United Nations Conference Conferenza delle Nazioni on Trade and Development Unite per il commercio e lo sviluppo UNIDO United Nations Industrial Organizzazione delle Nazioni Development Organisation Unite per lo sviluppo industriale WE Leistungsbereich Wirtschaftliche Centro di prestazioni Zusammenarbeit und Entwicklung im Cooperazione economica SECO allo sviluppo della SECO WTO World Trade Organisation Organizzazione mondiale del commercio (OMC)
Messaggio
1 Situazione iniziale e condizioni quadro
I provvedimenti di politica economica e commerciale a favore dei Paesi in sviluppo si iscrivono nella politica della Svizzera di cooperazione allo sviluppo. Il fondamen- to giuridico di questi provvedimenti si trova nell’articolo 54 della Costituzione federale e nella legge federale del 19 marzo 1976 sulla cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali (RS 974.0). Secondo l’ordinanza del 12 dicembre 1977 (RS 974.01), l’esecuzione della legge è affidata alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri e alla Segrete- ria di Stato per l’economia (SECO) del Dipartimento federale dell’economia pubbli- ca. Quest’ultima è in particolare responsabile dell’attuazione dei provvedimenti di politica economica e commerciale. I cambiamenti sul piano nazionale e internazionale influiscono sulle condizioni quadro e sulle sfide in vista di un’efficace cooperazione allo sviluppo. Il Consiglio federale descrive queste sfide nei capitoli introduttivi del messaggio del DFAE sulla continuazione della cooperazione tecnica e l’aiuto finanziario a favore dei Paesi in sviluppo. Su queste basi, il Consiglio federale definisce la sua strategia per il conse- guimento degli obiettivi di politica di sviluppo. Tale strategia funge da fondamento per i settori di attività specifici dei due uffici federali, ossia la DSC e la SECO. I fondamenti in proposito si trovano nell’ordinanza del 1977 e non pregiudicano decisioni in merito alla riforma dell’Amministrazione federale REF 05/07. Con riferimento alle linee direttive secondo cui la Svizzera contribuisce a uno svi- luppo globale giusto e sostenibile, la cooperazione allo sviluppo sarà orientata su tre assi strategici: (i) la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio – ridu- zione della povertà; (ii) la promozione della sicurezza umana e la riduzione dei rischi in materia di sicurezza e (iii) una globalizzazione a favore dello sviluppo. Su queste basi, possono essere individuati sei settori di cooperazione: 1) sostegno alle strategie di riduzione della povertà dei Paesi partner, 2) sostegno a determinate regioni in conflitto e riduzione dei rischi legati alla sicurezza, 3) contributo a una globalizzazione a favore dello sviluppo, 4) partecipazione finanziaria alle organizza- zioni multilaterali di sviluppo e collaborazione attiva negli organi di direzione e
vigilanza, 5) cooperazione con gli enti di aiuto umanitario, gli istituti di ricerca e i partner pubblici-privati di sviluppo in Svizzera, nonché 6) coordinamento della politica di sviluppo dell’Amministrazione federale. Le misure di politica economica e commerciale della SECO si integrano in questo orientamento strategico. La SECO promuove in particolare una globalizzazione economica a favore dello sviluppo, con un mandato chiaramente definito di sostegno all’integrazione dei Paesi partner nell’economia mondiale e di promozione del loro sviluppo economico in modo durevole (settore di cooperazione 3). La SECO è inoltre incaricata, insieme alla DSC, di elaborare la politica delle banche multilatera- li di sviluppo; essa si occupa del coordinamento e si presenta come ufficio compe- tente nei confronti di queste istituzioni (settore di cooperazione 4). I settori di attività concreti della SECO sono esposti nei numeri seguenti.
2 Contenuto del decreto finanziario:
il campo d’attività della SECO 2008–2012
2.1 Orientamento strategico e sostegno
La SECO concentra il suo orientamento operativo sul terzo punto strategico della cooperazione svizzera allo sviluppo, ossia il contributo della Confederazione a favore di una globalizzazione che promuova lo sviluppo. Le misure di politica economica e commerciale sono orientate al sostegno di un coinvolgimento sostenibi- le dei Paesi in sviluppo nell’economia mondiale e alla promozione della loro crescita economica, con l’obiettivo di ridurre la povertà. Questo orientamento è anche parte integrante della terza dimensione della strategia di politica economica estera della Confederazione (2005), il rafforzamento dello sviluppo economico e il coinvolgi- mento dei Paesi in sviluppo nell’economia mondiale (cfr. allegato 2). Concretamente, con le sue misure la SECO copre i due mandati di prestazioni se- guenti. Campo d’attività 1 La SECO sostiene il coinvolgimento dei Paesi partner nell’economia mondiale e il rafforzamento di una crescita sostenibile, allo scopo di ridurre i rischi della globaliz- zazione nei Paesi in sviluppo e la povertà, e creare i presupposti per l’apertura eco- nomica, sociale e culturale delle persone. Campo d’attività 2 La SECO organizza la politica delle istituzioni internazionali di finanziamento, ossia la Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo, (in collaborazione con la DSC) e delle organizzazioni economiche delle Nazioni Unite, affinché contribuiscano in modo efficace ed efficiente alla cooperazione e allo sviluppo internazionali.
L’applicazione di questi mandati di prestazioni si fonda sulla centralità delle compe- tenze e dei compiti economici della SECO, il centro di competenza della Confedera- zione per i principali problemi di politica economica. Essa dispone delle necessarie competenze di politica economica e commerciale per svolgere questi mandati, sfruttando le sinergie e le conoscenze, per esempio in riferimento alla politica della piazza economica e del mercato del lavoro, al rafforzamento della competitività, nell’ambito dell’OMC e dell’OCSE, e in settori specifici di politica climatica, am- bientale ed energetica. Al contempo, nell’affrontare questioni di politica economica estera è possibile includere le richieste dei Paesi in sviluppo, così da contribuire a una maggiore coerenza tra politica di sviluppo, politica economica estera e politica estera.
2.2 Campo d’attività 1:
sostegno all’integrazione e alla crescita sostenibile
2.2.1 Contenuto
Campo d’attività 1 La SECO sostiene il coinvolgimento dei Paesi partner nell’economia mondiale e il rafforzamento di una crescita sostenibile, allo scopo di ridurre i rischi della globalizzazione nei Paesi in sviluppo e la povertà, e creare i presupposti per l’apertura economica, sociale e culturale delle persone.
Contesto generale La globalizzazione è fonte di opportunità e rischi. Ci sono vincitori e perdenti. Molti Paesi in sviluppo possono beneficiare dell’integrazione economica, altri fanno invece fatica ad accedere al contesto economico mondiale. Le sfide che i Paesi in sviluppo devono affrontare nel quadro dell’integrazione nei mercati mondiali e della promozione di una crescita sostenibile sono soprattutto le seguenti: – condizioni quadro economiche carenti e un adeguamento insufficiente dell’economia locale agli standard e alle abitudini internazionali impedi- scono l’accesso ai mercati internazionali; – la forte dipendenza da singoli prodotti di esportazione comporta una mag- giore esposizione alla fluttuazione dei prezzi; – fragilità della crescita economica a causa di una politica economica inco- stante e/o di un'eccessiva dipendenza da determinati mercati di smercio, mercati finanziari internazionali o prodotti di esportazione; – elevata vulnerabilità delle classi più povere e di vasti gruppi di imprenditori in caso di contraccolpi e di appiattimento congiunturale; – forte divario tra ricchi e poveri, isole di povertà, mancanza di posti di lavoro; – accesso ineguale a servizi pubblici, risorse, competenze e sistemi di assi- stenza; – una produzione inefficace con elevato spreco di risorse e grave pregiudizio per l’ambiente conduce a uno sfruttamento delle risorse e dell’ambiente che procura nuove sofferenze alle classi più povere; – unilateralità dei vantaggi ottenuti dalla globalizzazione in seno alle società e tra Stati limitrofi. In molti casi, queste sfide impediscono ai Paesi in sviluppo di beneficiare degli impulsi della globalizzazione e di raggiungere una crescita economica sostenibile. Ciò è di particolare importanza quando si tratta di Paesi che costituiscono poli eco- nomici regionali, dalla cui prosperità e apertura dipende direttamente lo sviluppo di molti Stati limitrofi meno sviluppati.
Tematiche La SECO adempie il suo mandato adottando misure in quattro settori d’intervento. La tabella 1 offre una panoramica di questi settori e dell’orientamento operativo corrispondente. Tabella 1 Focalizzazione del tema
Settori d’intervento Modo operativo
Condizioni quadro macro- – Rafforzamento dell’infrastruttura dei mercati economiche ed economico- finanziari e integrazione sostenibile nel sistema finanziarie finanziario globale – Finanze stabili e sostenibili quale base per uno sviluppo economico equilibrato Infrastruttura economica – Organizzazione di un’infrastruttura di base efficiente e affidabile per uno sviluppo economico sostenibile – Creazione di condizioni quadro per uno sviluppo sostenibile dell’infrastruttura Promozione del commercio – Condizioni quadro che favoriscano il commercio – Competitività internazionale – Miglioramento dell’accesso ai mercati Sviluppo del settore privato – Miglioramento del clima degli investimenti per rafforzare gli investimenti – Aumento delle possibilità d'accesso al finanzia- interni ed esteri mento per le imprese e dell'efficacia del settore finanziario – Conduzione aziendale sostenibile
Secondo il tema da affrontare, in questi settori d’intervento è prevista la colla- borazione con diversi partner, tra cui la Banca mondiale, l’IFC, la BERS, l’UNCTAD, l’OMC, l’UNIDO, il CCI, l’OIL e l’OCSE. In Svizzera si collabora inoltre a contatto con il Programma promozionale delle importazioni (SIPPO) e il Fondo d’investimento svizzero per i mercati emergenti (Sifem). I settori d’intervento sono descritti dettagliatamente nel numero 2.2.2.
Paesi partner Le misure di politica economica e commerciale agevolano l’integrazione dei Paesi in sviluppo nell’economia mondiale. Molti problemi e questioni da affrontare in questo ambito hanno una dimensione internazionale. Si tratta di provvedimenti che preve- dono un sostegno allo sviluppo e alla diffusione di ordinamenti internazionali, standard e migliori pratiche. Queste misure vengono spesso applicate nel quadro di programmi globali di organizzazioni specializzate (Banca mondiale, IFC, UNCTAD, OIL, UNIDO ecc.) o di programmi comuni con altri donatori (programmi multibila- terali) e rientrano tra i compiti principali della SECO, che stanzia una parte dei suoi mezzi per finanziare programmi a favore dei Paesi in sviluppo più poveri.
La SECO concentra le sue attività bilaterali su un numero ridotto di Paesi in svilup- po confrontati con i particolari problemi dell’integrazione economica nei mercati mondiali e della crescita sostenibile (cfr. tabella 2). Tabella 2 Paesi prioritari della SECO nel quadriennio 2008–2012
Africa Egitto Ghana Sudafrica Asia Indonesia Vietnam America latina Colombia Perù
Si tratta di Paesi che al momento stanno vivendo una rapida crescita economica e si trovano sulla soglia dell’integrazione nei mercati mondiali, ma che continuano a essere confrontati a gravi problemi legati alla povertà. L’esperienza acquisita negli ultimi anni dimostra che il loro sviluppo è reso fragile dalla povertà persistente, dalle disparità sociali e da ostacoli nei settori dell’economia, del commercio, delle finanze e dell’ambiente. È in questo ambito che la SECO intravede possibilità d’intervento. Altri Stati della regione possono beneficiare dello sviluppo di questi Paesi, che fungono così da poli di sviluppo. Anche la strategia di politica economica estera del Consiglio federale comprende questi stessi Paesi. In tal modo, è possibile sfruttare le sinergie con gli altri compiti chiave della SECO. La scelta di questi Paesi prioritari viene spiegata in dettaglio nell’allegato 5.
Criteri di selezione dei Paesi prioritari della SECO – Paesi in sviluppo a reddito medio (Stati a partire dalla categoria OCSE/ DAC «Paesi a reddito medio-basso», ossia con reddito tra 826 e 3255 dolla- ri americani, o Stati che sono sul punto di entrare a far parte di questa cate- goria) con importanti per lo sviluppo della loro regione – Esigenze del Paese partner e possibilità di successo delle misure di colla- borazione allo sviluppo economico – Interesse reciproco alla cooperazione allo sviluppo economico – Competenze/valore aggiunto della Svizzera nel settore in questione – Volontà di procedere a riforme e attestazione dei risultati sul piano nazio- nale e nei settori selezionati
I Paesi più poveri continueranno a ricevere aiuti per il tramite di programmi globali delle organizzazioni specializzate e di programmi multibilaterali, nonché di misure autonome, come nel settore del commercio (preferenze tariffali). La SECO prevede inoltre di intensificare l’influenza dei Paesi prioritari sulle loro regioni, favorendo così l’accesso degli Stati limitrofi meno sviluppati a questi poli di sviluppo.
Motivi per la collaborazione con Paesi in sviluppo poveri ma più avanzati («Lower Middle Income Countries» MICs) «Il 47 per cento della popolazione mondiale e il 41 per cento delle persone che vivono con meno di due dollari al giorno appartengono ai MIC. Molti di questi Paesi si contraddistinguono per una crescita economica instabile, che spesso comporta elevati costi economici e sociali che ne annullano lo sviluppo. Questi Stati sono inoltre più sensibili a problemi ambientali e a catastrofi naturali ricor- renti che ingigantiscono gli ostacoli che si frappongono al progresso. Parecchi motivi giustificano l’importanza degli aiuti internazionali a questi Pae- si. In primo luogo, il loro progresso contribuisce a creare stabilità e alla crescita dell’economia mondiale. In secondo luogo, una politica più attiva di coopera- zione internazionale con i MIC aiuterebbe a ridurre drasticamente la povertà nel mondo. In terzo luogo, il sostegno deve impedire che nei MIC si avvii uno svi- luppo a ritroso in ambito sociale ed economico. In quarto luogo, gli aiuti pos- sono stabilizzare poli di sviluppo in diverse regioni dei Paesi in sviluppo e, in quinto luogo, agevolare la fornitura di beni pubblici globali, come il manteni- mento della pace, la stabilità finanziaria e la sostenibilità ambientale». Fonte: Conferenza internazionale sulla cooperazione allo sviluppo con Paesi a reddito medio, El Salvador, 3 e 4 ottobre 2007
In totale, circa la metà dei mezzi bilaterali sarà destinato a programmi a favore di tutti i Paesi in sviluppo. Si tratta segnatamente di misure che la SECO, previo accor- do con la DSC, adotta nei Paesi prioritari della DSC in modo complementare ai provvedimenti di quest’ultima con particolare attenzione alle fasce più povere. Il resto verrà impiegato per misure nei Paesi prioritari.
Obiettivi e indicatori Il contributo della SECO al raggiungimento degli obiettivi di crescita economica sostenibile e di integrazione nell’economia mondiale dei Paesi prioritari sarà valu- tato sulla base degli indicatori seguenti. – Crescita economica sostenibile basata su una maggiore diversificazione dell’economia – Indicatori: tasso di crescita del PIL reale (rispetto ai tassi di crescita mondiali e regionali); indice di competitività del Paese (metodo FEM) – Aumento degli scambi regionali – Indicatori: proporzione delle esportazioni e delle importazioni di beni e servizi in % del PIL – Riduzione delle disparità – Indicatori: indice di Gini – Rafforzamento della governance – Indicatori: indicatori sulla governance dell’Istituto della Banca mon- diale
– Miglioramento delle condizioni ambientali – Indicatori: emissioni di biossido di carbonio per abitante e consumo di clorofluorocarburi che riducono lo strato di ozono (in tonnellate di ODP).
Questi indicatori sono influenzati da altri fattori oltre alle misure di cooperazione economica e commerciale adottate dalla SECO. L’impatto dei provvedimenti della SECO sul piano nazionale sarà valutato sulla base dei risultati di ciascun progetto e programma. Il miglioramento del contesto economico, per esempio, consente di incrementare il rendimento delle imprese individuali (in termini di cifra d’affari o di numero d’impieghi), ciò che contribuisce alla crescita dell’economia nazionale. Per valutare con la massima attendibilità il suo contributo, la SECO esige che tutti i progetti e i programmi dispongano di un quadro di risultati chiaramente strutturato e di un sistema di monitoraggio e di valutazione che dimostri in quale misura gli obiettivi sono stati raggiunti (vedi allegato 6 per maggiori dettagli).
2.2.2 Approccio
I campi d’attività individua le attività di grande importanza sia per la cooperazione allo sviluppo sia per la Svizzera e nei quali la SECO ha conseguito buoni risultati. Oltre a chiedersi se la SECO stia facendo la cosa giusta, occorre domandarsi se lo stia facendo nel modo giusto. La dimensione del «come» viene affrontata nei detta- gli nelle spiegazioni sulle singole tematiche (cfr. n. 4.2.4 e allegato 3). Di seguito, tratteremo l’approccio e i principi operativi. La SECO può sfruttare le esperienze operative del credito quadro corrente, che manterranno la loro importanza. L’applicazione delle direttive del messaggio del 20 novembre 2002 sull’impiego dei fondi va considerata riuscita. I risultati dimo- strano l’efficacia e l’importanza delle misure. La SECO è riconosciuta quale centro di competenza per la cooperazione allo sviluppo economico in Svizzera e all’estero. L’allegato 3 offre una panoramica approfondita di oneri e conti.
2.2.3 Principi operativi
I rapporti operativi tra Agenzie di sviluppo e Paesi partner sono cambiati nel corso degli anni, e oggi si basano su una collaborazione tra partner con esigenze legittime e posti su un piede di parità. Alle misure di sostegno legate a determinate condizioni (conditionality) concorrono i progetti di riforma locali (ownership) appoggiati da partner esterni come la SECO. La ricerca di soluzioni da parte di un’unica organiz- zazione allo sviluppo lascia il posto a una partecipazione coordinata di più attori e all’introduzione di procedure, pratiche (best practice) e standard ottimali che vengo- no adottati dai Paesi in questione. Nell’affrontare il suo impegno, la SECO considera le impostazioni e i principi operativi seguenti. – Effetto leva e sussidiarietà dell’aiuto allo sviluppo con un approccio d’inter- vento selettivo – La SECO partecipa a un’espansione economica sostenibile dei Paesi a reddito medio concentrandosi sulle debolezze del mercato e dell’intervento statale (market and government failures) che condizionano la
crescita dei mercati o che costituiscono fattori potenzialmente destabiliz- zanti. La SECO interviene in modo sussidiario e complementare all’azione dello Stato o alle iniziative private. Non si sostituisce a esse, al contrario le stimola e produce un effetto leva. – Mobilitazione delle risorse e della competenza del settore privato – Lo svi- luppo economico dei Paesi emergenti dipende in primo luogo dai contributi del settore privato, che si tratti di risorse finanziarie o di competenze tecni- che. La SECO cerca gli effetti modello, incoraggia i partenariati pubblico- privati sulla base di una ripartizione adeguata dei rischi e mobilita le compe- tenze del settore privato. La SECO incoraggia anche la cooperazione tra il settore privato e le istituzioni multilaterali nella riflessione sulle condizioni quadro economiche e finanziarie e promuove il match-making con imprese svizzere. – Intervento selettivo basato sul potenziale di sviluppo economico – La SECO contribuisce allo sviluppo economico sulla base delle sue qualità e dei suoi punti di forza, in modo da assicurare un impatto per quanto possibile elevato e la sostenibilità delle misure di sviluppo. Gli strumenti della SECO sono adoperati in maniera selettiva nei vari Paesi, dopo aver identificato i settori nei quali un intervento della SECO è richiesto e consente di ottenere un forte valore aggiunto. – Dialogo politico mirato – Le condizioni quadro e le politiche a livello di Pa- esi partner sono determinanti per consentire uno sviluppo economico ampio e sostenibile di questi Stati. La SECO cerca di condurre, a complemento del- le misure messe in atto e in collaborazione con altri partner, un dialogo poli- tico mirato sulle riforme con i Paesi partner. – Adozione dei principi della Dichiarazione di Parigi – La Dichiarazione di Parigi ha consolidato l’esperienza della comunità internazionale identifi- cando principi importanti per incrementare l’efficacia dell’aiuto. L’impegno della Svizzera in relazione ai principi della Dichiarazione di Parigi sarà mo- dulato secondo il contesto dei Paesi. In quelli emergenti, il governo è gene- ralmente un partner forte con una visione strategica chiara delle priorità in materia di sviluppo economico. L’adattamento del processo di riforma, il coordinamento delle organizzazioni partner e l’utilizzo dei sistemi esistenti
in questi Paesi saranno significativi perla messa in atto selettiva degli stru- menti della SECO. La SECO s’adopera inoltre a trarre i debiti insegnamenti in merito agli strumenti utilizzati e a riferire sull’utilizzo delle risorse, nonché a rafforzare una gestione orientata a risultati e agli esiti delle valutazioni. A tal scopo viene sviluppata una maggiore indipendenza della funzione di valutazione per mezzo di un reporting a un comitato composto del direttore della SECO e di personalità sterne all’amministra- zione. Inoltre, grazie alla sua politica di comunicazione attiva, la SECO continuerà a informare in modo trasparente il pubblico svizzero sul suo operato e sui risultati ottenuti.
2.2.4 Tematiche e strumenti
La SECO concentra il suo orientamento operativo su quattro settori d’intervento: condizioni quadro macroeconomiche, finanziamento dell’infrastruttura, promozione del commercio e promozione del settore privato. Secondo le esigenze, le misure in questi settori vengono adottate nei Paesi partner singolarmente, in sequenza o in modo combinato. L’utilizzo di strumenti viene definito nei programmi nazionali in considerazione delle priorità di sviluppo dei Paesi, come pure coordinando e ripar- tendo i compiti con altri finanziatori. Gli obiettivi e le linee d’azione sono rappresen- tati nella tabella seguente.
Condizioni quadro macroeconomiche
Settore d’intervento Modo operativo Linee d’azione
Condizioni quadro macro- – Rafforzamento dell’infra- – Rafforzamento dell’infra- economiche e finanziarie struttura finanziaria e inte- struttura finanziaria e grazione sostenibile dei mantenimento di un quadro Paesi partner nell’economia monetario stabile finanziaria globale – Rafforzamento istituzionale – Finanze pubbliche stabili per la stabilità di bilancio a che favoriscano uno lungo termine, in particolare sviluppo economico equo con la gestione dell’indebita- mento pubblico, misure di sdebitamento (bilaterali e multilaterali) e il rafforza- mento delle amministrazioni fiscali – Rafforzamento istituzionale del settore pubblico, segna- tamente della gestione delle finanze pubbliche, e sostegno alla formulazione di politiche di crescita
Le condizioni quadro macroeconomiche sono un elemento centrale della governance economica e contribuiscono in modo decisivo a una crescita economica perenne e a un’integrazione sostenibile nell’economia globale. Un’inflazione controllata, finanze pubbliche sotto controllo, un indebitamento esterno e interno sostenibile e un settore finanziario sano sono obiettivi imprescindibili di ogni politica economica e finan- ziaria. Nel quadro del nuovo approccio, una maggiore integrazione dei Paesi nei flussi di capitali internazionali è fonte di sfide supplementari. Allo stesso modo, la riforma dell’amministrazione pubblica, la gestione oculata delle finanze pubbliche, le riforme fiscali, l’applicazione di standard internazionali in materia di mercati finanziari o di informazione economica e statistica, lo sviluppo di settori che neces- sitano di una regolamentazione propria (banche, assicurazioni, fondi pensione, mercati di capitali) sono temi per i quali la Svizzera può offrire un sostegno tecnico e istituzionale di qualità. In relazione al campo d’attività «globalizzazione a favore dello sviluppo» e forte degli insegnamenti tratti dal sesto credito quadro, la SECO si ripropone di (i) soste- nere un’integrazione sostenibile dei Paesi partner nell’economia finanziaria globale, promovendo così la stabilità finanziaria internazionale riconosciuta come un bene pubblico globale (Global Public Good) e di (ii) appoggiare questi Paesi nei loro
sforzi tesi a mantenere finanze pubbliche sane sostenendo l’intervento statale volto ad attenuare i rischi e i costi transitori che possono essere provocati dalle politiche d’integrazione e di apertura. Per raggiungere tali obiettivi, la SECO articolerà i suoi programmi d’assistenza finanziaria e tecnica su tre linee d’azione: a) rafforzamento dell’infrastruttura finanziaria (quadro regolamentare, super- visione; istituti di formazione, sistemi di pagamento) e mantenimento di un quadro monetario stabile; b) rafforzamento istituzionale per la stabilità di bilancio a lungo termine, in particolare per mezzo della gestione dell’indebitamento pubblico, di misure di sdebitamento (bilaterali e multilaterali) e del rafforzamento delle ammini- strazioni fiscali; c) appoggio tecnico e istituzionale alle riforme del settore pubblico, in partico- lare della gestione delle finanze pubbliche (efficacia della spesa, riforma del- la fiscalità), e sostegno alla formulazione di politiche di crescita. Rafforzamento dell’infrastruttura finanziaria dei Paesi partner: la SECO continuerà a rivestire un ruolo fondamentale nella riforma dei regimi finanziari di regolamenta- zione e di supervisione, soprattutto in seguito agli esami di conformità agli standard internazionali (programma FSAP – Financial Sector Assessment Program), e a sostenere le condizioni quadro per lo sviluppo dei mercati bancari e dei capitali. Saranno avviati programmi bilaterali, segnatamente nel settore della formazione dei quadri dell’industria bancaria e finanziaria e delle agenzie di regolazione. La SECO parteciperà inoltre a iniziative con più finanziatori a livello nazionale nel quadro di programmi settoriali (SWAps, Sector-Wide Approaches). I programmi globali come FIRST (Financial Sector Reform and Strengthening Initiative) rappresenteranno un elemento centrale di questa linea d’azione. Nell’ottica di rafforzare la ripartizione delle conoscenze elvetiche nei programmi di cooperazione in questo settore, si può prevedere il rafforzamento della collaborazione con partner svizzeri. Una parte delle risorse sarà destinata al mantenimento di un quadro monetario e finanziario stabile e al rafforzamento istituzionale delle banche centrali. Il lavoro di coordinamento con i programmi della Banca nazionale svizzera sarà proseguito. Il
tema del buon governo sarà integrato nel programma del settore finanziario, segna- tamente in relazione al sostegno alla lotta contro il riciclaggio di capitali, in collabo- razione con i partner nazionali e internazionali coinvolti. Rafforzamento istituzionale per la stabilità di bilancio a lungo termine: la SECO avvierà programmi d’assistenza tecnica per incrementare le capacità di gestione del debito pubblico in cooperazione con istituzioni specializzate come la Banca mon- diale, il Fondo monetario internazionale o l’UNCTAD, e sosterrà i sistemi statistici di registrazione dei controlli e delle analisi dei flussi di capitali. Le operazioni di ristrutturazione dei debiti pubblici o di sdebitamento coordinate in seno al Club di Parigi saranno seguite da vicino, e sono previsti interventi previa consultazione diretta con i servizi interessati della SECO e dell'ASRE. La SECO coordinerà anche la partecipazione svizzera alle iniziative multilaterali di sdebitamento (Iniziative HIPC e MDRI, soluzione di casi arretrati, programmi di riacquisto di debiti com- merciali della Banca mondiale).
Un’importanza particolare sarà annessa al rafforzamento delle amministrazioni fiscali, al fine di contribuire a politiche fiscali trasparenti, eque e durevoli, e in vista di vulnerabilità e rischi esogeni. Questa dimensione del sostegno macroeconomico offre forti sinergie con altri assi d’intervento, in primo luogo la solidità del sistema finanziario. Per quanto concerne le riforme del settore pubblico, il sostegno della SECO prende- rà forma di pari passo con le riforme delle amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di promuovere il buon governo e politiche pubbliche che vi contribui- scano. Il miglioramento della trasparenza finanziaria, l’efficacia della spesa pub- blica, il sostegno alle politiche di mobilitazione delle risorse interne e la gestione dei rischi fiscali (nel senso di contingent liabilities) a medio e lungo termine sono priori- tari. Saranno proseguiti e approfonditi programmi di rafforzamento istituzionale volti a conseguire la stabilità di bilancio a lungo termine, segnatamente in collaborazione con istituzioni finanziari multilaterali (Banca mondiale, banche regionali di svi- luppo, Fondo monetario internazionale), istituti e iniziative di standardizzazione (soprattutto in materia di contabilità pubblica o di diagnosi delle finanze pubbliche), ma anche con centri di competenza in Svizzera (università, scuole universitarie professionali).1 Viste l’importanza dei processi di decentralizzazione nei Paesi prioritari e la lunga esperienza della Svizzera in relazione alla sussidiarietà delle politiche finanziarie pubbliche, sarà possibile avviare cooperazioni con gli istituti incaricati dei programmi di decentramento di bilancio e con istituti regionali o locali, allo scopo di sviluppare sinergie con altri programmi della SECO, in particolare nel settore delle infrastrutture. Appoggio tecnico: la cooperazione nel settore delle condizioni quadro macroecono- miche potrà assumere la forma di un’assistenza tecnica e di un trasferimento di competenze oppure, secondo le circostanze, di un appoggio programmatico finanzia- rio mirato a un settore (per esempio quello finanziario). Le competenze per la messa in opera dei programmi saranno attribuite secondo il principio dell’economia dei mezzi che vige nel settore degli appalti pubblici, ma sarà fornito uno sforzo partico- lare per mobilitare risorse in Svizzera.
Finanziamento dell’infrastruttura
Settore d’intervento Modo operativo Linee d’azione
Infrastruttura economica – Organizzazione di un’infra- – Messa a disposizione di struttura di base efficiente e tecnologia ambientale e affidabile per uno sviluppo competenza economico sostenibile – Rafforzamento delle capa- – Creazione di condizioni cità finanziarie delle imprese quadro per uno sviluppo di servizi, mobilitazione di sostenibile dell’infra- mezzi finanziari struttura – Miglioramento delle condi- zioni quadro per l’organiz- zazione e la gestione di un’infrastruttura efficiente e sostenibile
1 I successi finora ottenuti dalla SECO con il programma globale PEFA (Public
Expenditure and Financial Accountability) serviranno da esempio a questo scopo.
L’OCSE stima a più di 1800 miliardi di dollari gli investimenti necessari in infra- strutture nel mondo. Queste infrastrutture rivestono un ruolo fondamentale nella creazione e lo sviluppo di attività economiche e commerciali, e costituiscono un fattore di produzione indispensabile per le attività economiche, la crescita, la compe- titività e l’integrazione nell’economia regionale e mondiale. Esse incidono profon- damente sul potenziale di sviluppo, i rischi d’investimento, i danni all’ambiente e le disparità nazionali. La SECO si concentrerà sui settori energia, acqua, trasporti e ambiente. Visto l’aggravarsi dei problemi legati al clima, urgono misure per l’aumento dell’effi- cienza energetica e la promozione di energie rinnovabili. La SECO focalizzerà i suoi interventi onde ottenere un elevato effetto dimostrativo e moltiplicatore. I progetti della SECO andranno applicati in particolare nei centri di crescita con un grande potenziale di aumento dell’efficienza e di diversificazione delle attività economiche, così da influire positivamente su tutta l’economia nazio- nale. Oltre ai problemi d'accesso all’infrastruttura base, in molti Paesi in sviluppo sorgono problemi concernenti la capacità finanziaria (di rinnovare e ampliare le infrastruttu- re), l’efficienza tecnica, la qualità dei servizi, la conduzione aziendale, l’accesso ai mezzi finanziari e le condizioni quadro. Viste le esigenze, le esperienze e le compe- tenze della SECO, quest'ultima interverrà secondo gli assi d’intervento seguenti: a) messa a disposizione di tecnologia ambientale e competenza b) rafforzamento delle capacità finanziarie delle imprese di servizi, mobilita- zione di mezzi finanziari c) miglioramento delle condizioni quadro per l’organizzazione e la gestione di un’infrastruttura efficiente e sostenibile. Messa a disposizione di tecnologia ambientale e competenza: molti Paesi in svilup- po dispongono di competenza e beni standard per la realizzazione di infrastrutture. È invece limitato l’accesso ad altri processi, tecnologie e metodi per uno sfruttamento delle risorse efficiente e rispettoso dell’ambiente, così come invece avviene nei Paesi industrializzati. La SECO contribuirà in primo luogo alla consulenza e al finanziamento di tecnologie e processi ambientali moderni e adeguati con un elevato
livello di efficienza e affidabilità ed emissioni ridotte, che i Paesi in sviluppo deside- rano ottenere dai Paesi industrializzati, per esempio dalla Svizzera. In tal modo, si intende sostenere i Paesi partner nei loro sforzi a favore del mantenimento di stan- dard nazionali e internazionali e della gestione dei rischi ambientali. In qualche Paese sono ancora disponibili linee di finanziamento miste. La loro richiesta è però calata e non verranno pertanto rinnovate. Per le nuove attività, sono previsti contributi di finanziamento non rimborsabili e non vincolati che richiedono contributi propri dei destinatari. Rafforzamento delle capacità finanziarie delle imprese di servizi, mobilitazione di mezzi finanziari: a causa di condizioni quadro dettate dalla politica e della mancanza di competenze tecniche ed economico-aziendali, spesso le imprese attive nel settore delle infrastrutture non sono in grado di sviluppare una forza di finanziamento sufficiente a fornire servizi di qualità accettabile e a effettuare gli investimenti necessari per il rinnovamento e l’ampliamento dell’infrastruttura. La SECO sostiene perciò l’introduzione di incentivi di economia privata nelle imprese di servizi come partenariati pubblico-privati (Public-Private Partnerships, PPP) o commercializza-
zioni (demanio pubblico, organizzazioni di diritto privato). In questo modo, si forni- scono competenze di economia privata e si incrementano le prestazioni finanziarie e l’affidabilità dell’impresa, affinché quest’ultima disponga dei mezzi finanziari necessari, e il servizio pubblico possa essere migliorato con l’adozione di misure mirate volte a ridurre la povertà. I contributi di finanziamento e le misure ad hoc della SECO consentono o facilitano la realizzazione di progetti PPP e di commercializzazione. Per standardizzare l’azione dei finanziatori, oltre ai progetti bilaterali e ai cofinanziamenti, vengono sostenute anche agevolazioni multilaterali. Miglioramento delle condizioni quadro per l'approntamento e la gestione di un’infrastruttura efficiente e sostenibile: per uno sviluppo dell’infrastruttura soste- nibile e rispettoso delle risorse, servono riforme e adeguamenti delle politiche setto- riali, basi giuridiche, una chiara regolamentazione, una politica tariffaria e delle sovvenzioni equilibrata, e istituzioni capaci. Le condizioni quadro devono consentire alle imprese statali, di diritto privato e private attive nel settore delle infrastrutture di offrire i loro servizi in modo efficiente e orientato alla clientela. Per una migliore sorveglianza, occorre rafforzare anche le capacità degli Stati destinatari in vista dell’applicazione e del raggiungimento di standard ambientali internazionali nel settore delle infrastrutture. La SECO si concentra in particolare sul sostegno delle riforme in stretto rapporto con progetti infrastrutturali concreti. Il dialogo politico della SECO nei settori di nicchia tiene in considerazione il dialogo di altri finanziatori, segnatamente le istitu- zioni finanziarie multilaterali.
Promozione del commercio
Settore d’intervento Modo operativo Linee d’azione
Promozione del commercio – Condizioni quadro che – Rafforzamento degli enti favoriscano il commercio governativi in relazione alle – Competitività internazionale trattative internazionali, alle strategie commerciali inter- – Miglioramento dell’accesso nazionali e ad altre leggi e ai mercati regolamentazioni importanti per il commercio, norme di lavoro, standard ambientali e materie prime incluse – Sviluppo di incentivi, impiego di strumenti per la diversificazione delle espor- tazioni e organizzazione di agevolazioni commerciali (trade facilitation) – Strutture istituzionali per la promozione delle relazioni commerciali tra i Paesi partner e la Svizzera – Dialogo politico sulla logica del commercio e questioni concernenti il commercio – Materie prime
Dall’inizio del più recente Ciclo di Doha dell’OMC nel 2001, la SECO ha intensi- ficato i provvedimenti nel settore del commercio e li ha adeguati alle esigenze dei Paesi partner. È così stato possibile creare una competenza di base riconosciuta a livello internazionale. La Svizzera è da anni tra i maggiori finanziatori in questo settore. Il commercio internazionale di merci, materie prime e servizi è un importan- te motore di sviluppo che può contribuire in modo decisivo alla riduzione della povertà. Condizioni quadro chiare e stabili sia a livello internazionale sia a livello nazionale sono la premessa fondamentale per un commercio internazionale efficace. Il quadro di riferimento è rappresentato dal regolamento multilaterale dell’OMC che vale come standard anche a livello nazionale. Parallelamente, le imprese devono essere in grado di produrre secondo le norme, gli standard e le etichette internazio- nali. Ciò contribuisce alla competitività e consente alle imprese e ai produttori di soddisfare le esigenze dei consumatori internazionali. Gli interventi della SECO nel settore del commercio mirano ad aiutare i Paesi partner a sfruttare pienamente il potenziale e a combattere la povertà. Le opportunità che si schiudono con la divisione internazionale del lavoro e che aprono nuove possibilità di esportazioni vanno sfruttate in modo finalizzato. La SECO aspira a rafforzare le capacità che ai livelli politico, istituzionale e imprendi- toriale tornano utili al commercio in considerazione delle tre dimensioni della soste- nibilità, e concentra il suo lavoro su tre settori d’intervento che includono elementi centrali delle catene di valorizzazione internazionali: a) condizioni quadro che favoriscano il commercio b) competitività internazionale; c) miglioramento dell’accesso ai mercati. Condizioni quadro che favoriscano il commercio: nel quadro delle misure della SECO rilevanti per il commercio, dall’inizio del Ciclo di Doha dell’OMC nel 2001 sono stati predisposti diversi servizi centrali per i Paesi in sviluppo più poveri. Queste iniziative permettono di sfruttare le competenze di base della SECO e del partenariato multilaterale con l’UNCTAD, l’UNIDO e il CCI a complemento delle attività della DSC in questi Paesi. Il rafforzamento delle competenze di politica economica (con riferimento all’OMC,
agli accordi di libero scambio e agli accordi regionali) nei Paesi partner e la consu- lenza nell’applicazione degli obblighi e delle esigenze che ne derivano sono di primaria importanza sul piano politico. Al contempo, le condizioni quadro nei Paesi partner devono agevolare il commercio, in un modo che tenga conto anche dei problemi di coerenza sollevati a livello pratico dall’operazione. Un aspetto centrale concerne la standardizzazione e la certificazione, questione originata dalle severe condizioni internazionali nell’ambito della sicurezza dei prodotti, della tutela della salute e dei consumatori, nonché del rispetto di criteri minimi ecologici e sociali. La SECO interviene da un lato nel settore istituzionale e nel quadro dell’elaborazione, della gestione e della verifica di norme, standard ed etichette, dall’altro nel campo dell’introduzione di certificati di conformità e di qualità. Altri importanti settori della consulenza politica per i quali la SECO può ricorrere alle esperienze acquisite riguardano il rafforzamento della protezione della proprietà intellettuale e della politica di concorrenza, e in futuro anche il settore dei servizi.
Competitività internazionale: in vista di una comunicazione internazionale più efficace con e tra le PMI, la SECO collabora da anni con il Centro del commercio internazionale (CCI) di Ginevra. Grazie a questo solido partenariato è stato possibile lanciare diversi progetti a struttura modulare per il consolidamento delle organizza- zioni che promuovono le esportazioni e delle camere di commercio. Questo lavoro verrà proseguito nei prossimi anni affidandosi in misura crescente a sistemi di acqui- sto e vendita gestiti elettronicamente. Nei Paesi in sviluppo, l’aumento della domanda di prodotti conformi alle regole ecologiche e sociali può essere sfruttata per favorire queste condizioni di produzio- ne. Così facendo, si incrementa la competitività e il benessere sociale con un occhio di riguardo per il valore aggiunto ecologico. Gli interventi della SECO si basano su strumenti già sperimentati sul mercato, rilevanti sia per i Paesi in sviluppo più poveri sia per quelli che già hanno avviato il progresso. La SECO collabora con l’UNIDO, con istituti svizzeri come l’EMPA, con scuole universitarie professionali e con fornitori di servizi locali, i cosiddetti Cleaner Production Center (CPC) che consentono un trasferimento mirato delle tecnologie. L’operato dovrà inoltre integrare maggiormente criteri sociali. In generale, si promuovono con ancor maggiore insistenza una gestione dell’energia rispettosa dell’ambiente e l’eliminazione di emissioni nocive. Tra gli obiettivi, figurano un impiego dell’energia efficace e rispettoso delle risorse nel settore indu- striale, l’elaborazione e l’applicazione di standard ed etichette facoltativi per le energie rinnovabili (in particolare carburanti biologici), il sostegno ai Paesi in svi- luppo nell’elaborazione di politiche climatiche proprie e l’utilizzo di meccanismi flessibili (Clean Development Mechanisms, CDM) del Protocollo di Kyoto. La partecipazione della SECO al Carbon Assist Program della Banca mondiale comple- ta questo orientamento in relazione all’organizzazione di autorità nazionali per l’approvazione di progetti CDM. Miglioramento dell’accesso ai mercati: questi interventi sono integrati con misure perfezionate nel settore degli acquisti, tra cui la garanzia di agevolazioni tariffarie per le merci provenienti da Paesi in sviluppo e le prestazioni del Programma promo-
zionale delle importazioni (SIPPO, Swiss Import Promotion Program). Entrambi i programmi considerano gli interessi dei Paesi in sviluppo e la domanda dei mercati svizzero ed europeo. Nel settore delle materie prime agricole, la Svizzera gioca, in quanto centro com- merciale di rilevanza globale (cotone, caffè, cacao ecc.) e sede di importanti aziende dell’industria alimentare, un ruolo fondamentale, che si estende ben oltre i confini nazionali. La SECO ne approfitta per promuovere le sue attività: a complemento della rappresentanza della Svizzera nelle organizzazioni multilaterali del commercio di materie prime che si occupano sempre più di questioni concernenti la sosteni- bilità, la SECO coopera con la Banca mondiale nei Paesi partner allo sviluppo di meccanismi dell’economia di mercato per contenere le ripercussioni negative della fluttuazione dei prezzi sui produttori di materie prime. Oltre al dialogo politico a livello statale, la SECO sostiene in singoli settori l’organizzazione e l’istituzionalizzazione di diversi fori d’interesse per la promo- zione di criteri di sostenibilità per il mercato di massa. La SECO ricorre alle sue esperienze nella promozione delle etichette per il commercio equo, in considera- zione dei maggiori sforzi internazionali volti all’armonizzazione.
Nel campo delle convenzioni ambientali globali, nei Paesi partner la SECO si adope- ra non solo nel settore del clima, ma anche per l’applicazione della convenzione sulla biodiversità: in collaborazione con l’UNCTAD, la Svizzera sostiene propositi concreti nel campo dell’Access & Benefit Sharing (ABS). Sviluppo del settore privato e promozione degli investimenti
Settore d’intervento Modo operativo Linee d’azione
Sviluppo del settore privato – Miglioramento del clima – Dialogo politico sul clima per rafforzare gli investimenti degli investimenti degli investimenti interni ed esteri internazionali – Rafforzamento dell’accesso – Rafforzamento del quadro al finanziamento per le istituzionale per il settore imprese e dell’efficacia del privato, con particolare settore finanziario accento sugli ostacoli legali – Imprenditorialità e regolamentari sostenibile – Finanziamento di imprese a medio termine – Sviluppo di prodotti finan- ziari e di meccanismi inno- vativi – Sviluppo di competenze di gestione per le PMI, le asso- ciazioni professionali e i mediatori finanziari
Il settore privato riveste un ruolo fondamentale nei meccanismi di crescita sostenibi- le, visto che gli investimenti privati rappresentano in media due terzi del prodotto interno lordo. Lo sviluppo delle attività economiche private dipende dunque in gran parte dagli investimenti interni ed esteri. Le imprese private, per lo più piccole e medie, creano posti di lavoro, assurgono a cinghia di trasmissione di nuove tecnolo- gie, contribuiscono ad ampliare la base fiscale e hanno un ruolo chiave nell’integrazione progressiva di queste economie a livello regionale e mondiale. Questi investimenti, tuttavia, sono possibili solo se le politiche economiche e il quadro istituzionale dei Paesi interessati sono favorevoli. In concreto, tre campi d’azione condizionano lo sviluppo del settore privato in questa categoria di Paesi, segnatamente a livello decentrato (municipi, regioni ecc.): a) miglioramento del clima degli affari investiment climate); b) rafforzamento dell'accesso al finanziamento per le imprese e dell’efficacia del settore finanziario; c) sviluppo di una imprenditorialità durevole. Miglioramento del clima degli affari: L’insieme delle leggi, delle regole e delle procedure amministrative definisce il quadro delle operazioni per le imprese e le relazioni tra il settore privato e quello pubblico. Questo insieme di regole stimola od ostacola il commercio, influenza i costi di produzione e di transazione per le impre- se, gioca un ruolo chiave nelle prospettive di crescita delle imprese e nel loro poten- ziale d’integrazione nell’economia mondiale. La SECO intende intervenire sugli ostacoli principali che condizionano lo sviluppo degli investimenti e delle compa- gnie private, così da migliorare il clima d’investimento per le imprese in generale. Queste operazioni, condotte in collaborazione con istituzioni multilaterali e regionali
con le quali la SECO ha instaurato un solido rapporto di lavoro nel corso degli ultimi anni (Società finanziaria internazionale, FIAS), si concentreranno sugli ostacoli giuridici e regolamentari che rendono difficili l’accesso e l’uscita dal mercato per le imprese (in particolare le PMI). Gli ostacoli per i quali si prevedono sostegni tecnici e rafforzamenti delle capacità concernono in particolare la riforma delle procedure di registrazione e di certificazione, delle regole d’ispezione e il quadro normativo dei prodotti finanziari. La SECO mira inoltre a rafforzare il suo sostegno nei settori chiave per lo sviluppo delle PMI, come il regime dei diritti di proprietà, di applica- zione dei contratti e l’amministrazione del regime fiscale. Queste misure di assisten- za tecnica faranno da sponda a un dialogo politico costante con le autorità dei Paesi beneficiari (soprattutto a livello decentrato) e le associazioni professionali interessa- te, in modo da assicurare il trasferimento delle conoscenze sulla base delle migliori pratiche internazionali, in stretta collaborazione con i finanziatori. Rafforzamento dell'accesso al finanziamento per le imprese e dell’efficacia del settore finanziario: Per molte imprese dei Paesi a medio reddito, l’accesso al finan- ziamento a lungo termine rappresenta sempre l’ostacolo principale al loro sviluppo. L'accesso ai mercati finanziari locali e internazionali è limitato, riservato soltanto a qualche grande impresa dei centri urbani; l'interesse degli intermediari finanziari va ai prestiti al consumo. La SECO intende continuare a intervenire con strumenti di finanziamento e di assistenza tecnica sussidiari al mercato, in modo da creare un effetto leva sui flussi privati. La SECO proseguirà il suo impegno nelle operazioni di prestito di partecipazione. Questi mezzi saranno messi a disposizione dal Sifem (Swiss Investment Fund for Emerging Markets), che nel 2008 fungerà da società finanziaria di sviluppo e potrà dunque aumentare e diversificare il suo portafoglio, segnatamente con prese di partecipazione indirette in fondi di capitale di rischio e con prestiti e linee di credito a mediatori finanziari (banca di microfinanza, istituti di leasing, banche commerciali locali). La mobilitazione di flussi privati in Svizzera e nei Paesi partner costituirà
l’ossatura dell’operato del Sifem nell’ambito di queste operazioni d’investimento, che rappresentano un modello di sviluppo nel quale la SECO ha un ruolo capitale: ogni franco investito in un fondo di capitale di rischio genera in media 12 franchi nell’economia locale dei Paesi partner. La SECO porrà inoltre l’accento sullo sviluppo di prodotti finanziari innovatori e sul rafforzamento dell’infrastruttura del settore finanziario commerciale, al fine di ampliare l’accesso ai servizi finanziari per le imprese e le economie domestiche e solidificare l’efficacia della mediazione finanziaria. Il buon funzionamento del settore finanziario è la pietra angolare della crescita sostenibile per il settore privato. La SECO intende contribuire allo sviluppo dei prodotti finanziari interessanti sia a livello di strumenti di prestito sia a livello di servizi bancari più tradizionali (rispar- mio, trasferimenti bancari) e di assicurazioni, ponendo l’accento sull’innovazione, inclusi i prodotti di leasing, prestito ipotecario e di linee di credito per PMI, di «linee di credito verdi» che incoraggiano l’investimento in tecnologie rispettose dell’ambiente, di servizi finanziari che utilizzano la telefonia mobile, servizi legati alle rimesse (remittances) e prodotti assicurativi. A livello sistemico dell’architettura del settore finanziario commerciale, la SECO accorderà un posto preponderante alla questione dell’informazione finanziaria per i mediatori finanziari, sostenendo lo sviluppo di «credit bureaux» e l’impiego di standard contabili e finanziari adeguati. Queste operazioni saranno rese possibili da un partenariato forte sviluppato con le
agenzie multilaterali (Società finanziaria internazionale) e attori privati in Svizzera e all’estero. Sviluppo di un'imprenditorialità durevole: Il rafforzamento del ruolo del settore privato, oltre che dai quadri istituzionale e giuridico, passa anche dall’incremento delle capacità per le PMI, i mediatori finanziari o i fornitori di servizi alle imprese in settori molto specifici, come le norme contabili, gli standard di gestione dell’impre- sa, la gestione delle norme sociali e ambientali e la gestione dell’impresa. Uno dei settori nel quale la SECO continuerà a giocare un ruolo fondamentale è quello della gestione dell’impresa, sia mediante investimenti sia con programmi separati di rafforzamento delle capacità. A questo scopo, la SECO può contare su un’alleanza efficace con la Società finanziaria internazionale, sul lavoro del Global Corporate Governance Forum di cui la SECO è uno dei membri fondatori. La SECO intende altresì intensificare la sua azione nel settore della gestione dei rischi finanziari e ambientali a livello dei mediatori finanziari e delle imprese, tenendo ben presenti le questioni concernenti la sostenibilità.
2.2.5 Temi trasversali
La considerazione di alcuni temi trasversali è indispensabile per raggiungere gli obiettivi di crescita economica sostenibile e di integrazione dei Paesi nell’economia mondiale. La SECO si concentra su due temi principali, di particolare importanza per i Paesi in sviluppo e ai quali può portare un valore aggiunto reale. – Clima, energia e ambiente: la gestione rispettosa dell’ambiente delle risorse è uno dei principi base della sostenibilità e in futuro deve quindi essere presa maggiormente in considerazione. La prorompente crescita economica degli ultimi anni è andata a scapito dell’ambiente in quanto a spreco di risorse e inquinamento. Le condizioni ambientali in continuo peggioramento limitano la qualità della vita e di sito, e diventano sempre più un fattore frenante della crescita economica stessa. Le esternalità ecologiche devono di conseguenza trovare maggiore spazio nelle decisioni economiche. Ciò è ragionevole an- che dal punto di vista economico, visto che il mercato, soprattutto quello in- ternazionale, richiede sempre più uno sforzo in tal senso. I mutamenti clima- tici causati dalle attività dell’uomo, in particolare, esigono misure urgenti. Se nei Paesi in sviluppo più poveri le misure di adeguamento alle condizioni ambientali hanno la precedenza, i Paesi in sviluppo più avanzati devono in- vece attivarsi con misure volte a mitigare i danni (impiego di tecnologie mo- derne incluso). Una più elevata efficienza energetica ha la massima priorità, soprattutto per i Paesi in sviluppo con tassi di crescita alti e settori economici onerosi dal punto di vista energetico. Urgono interventi anche nei settori ac- qua e acque luride, inquinamento dell’aria, consumo di risorse e standard di produzione. Il catalogo dei provvedimenti da adottare nel settore economico è voluminoso e prevede tra l’altro il rafforzamento delle politiche settoriali e delle istituzioni, l’introduzione di tecnologie moderne e di tecnologie am- bientali specifiche, una pianificazione ottimizzata e procedure migliorate, controlli della sostenibilità ambientale per i progetti d’investimento e miglio- ri standard dei prodotti e di produzione. Questo tema ha carattere trasversale e con efficaci strumenti di mercato, stimoli, regolamentazioni, una scelta di tecnologie adeguata e la dovuta informazione può trovare applicazione su
vasta scala. Vista l’urgenza, le misure devono essere adottate tempestiva- mente a livello internazionale e nazionale come a livello di singole ditte, sfruttando i modelli già esistenti e adeguandoli o sviluppandoli secondo le situazioni. In tutti questi settori d’intervento, la SECO può contare su cono- scenze ed esperienze specifiche, che vengono messe in pratica sul campo e potenziate nella cooperazione con partner svizzeri e internazionali. – La conduzione economica, la conduzione aziendale e la lotta alla corru- zione: il buon funzionamento dei mercati è influenzato da regole formali e informali che gestiscono le interazioni tra il settore pubblico, quello privato e la società civile. Queste regole sono determinanti per far sì che tutta la so- cietà possa beneficiare della crescita economica. In un contesto di globaliz- zazione intensa la conformità di queste regole a standard e buone pratiche ri- conosciute a livello internazionale è del resto essenziale per l’integrazione dei Paesi nell’economia mondiale, in particolare favorendo la crescita degli investimenti privati. Tali regole concernono le condizioni quadro risultanti dall’azione dello Stato (contesto per gli affari, regime fiscale, tariffe e regole commerciali), ma anche le modalità di funzionamento delle imprese (traspa- renza, funzionamento dei consigli d’amministrazione ecc.). Con questi stru- menti, la SECO si impegna affinché il suo operato contribuisca alla condu- zione economica, segnatamente allo sviluppo di regole, di istituzioni e di imprese fondate sui principi di trasparenza, di responsabilità (accountability) e di prevedibilità, conformemente agli standard internazionali e alle buone pratiche esistenti. L’applicazione di questi principi permette pure di ridurre le possibilità di corruzione. A questo scopo, la SECO mobiliterà le compe- tenze esistenti sui mercati internazionali e in Svizzera per mettere a disposi- zione dei Paesi in sviluppo ed emergenti le migliori competenze possibili. Questi temi vengono integrati trasversalmente in tutte le misure della SECO.
2.3 Campo d’attività 2:
la Svizzera, rappresentata in istituzioni finanziarie internazionali e multilaterali, contribuisce a forgiarne la politica
Campo d’attività 2 La SECO organizza la politica delle istituzioni internazionali di finanziamento, ossia la Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo, (in collaborazione con la DSC) e delle organizzazioni economiche delle Nazioni Unite, affinché contri- buiscano in modo efficace ed efficiente alla cooperazione e allo sviluppo inter- nazionali.
Contesto generale L’importanza delle istituzioni multilaterali per le questioni di politica dello sviluppo, economiche e di politica finanziaria è in costante aumento. Esse si occupano dell’elaborazione di accordi internazionali e assumono un ruolo chiave nella gestio- ne dei processi di globalizzazione, nell’integrazione dei Paesi in sviluppo nell’eco-
nomia mondiale, nella lotta alla povertà e nell’impiego di risorse naturali. Il Consi- glio federale riconosce il ruolo di primo piano che queste istituzioni rivestono nell’affrontare le sfide globali. Di conseguenza, ne ha espressamente riconosciuta l’importanza, in particolare delle istituzioni di Bretton Woods, con la loro portata mondiale e le loro considerevoli capacità. Le istituzioni multilaterali sono un com- plemento fondamentale al sostegno bilaterale dei Paesi donatori per i seguenti moti- vi. – Le istituzioni multilaterali sono centri di competenza nei quali convergono esperienze globali e risultati di ricerche, dei quali tutti i Paesi in sviluppo e le organizzazioni per lo sviluppo possono trarre profitto. In vista di un sistema globale di governo, esse assumono il ruolo di pionieri nella definizione di di- rettive, procedure e standard comuni e nella diffusione di incentivi inno- vativi, per esempio in relazione al buon governo, all’orientamento all’effi- cacia o ad altre buone pratiche (best practice). – Viste le loro dimensioni e la loro competenza, le istituzioni multilaterali pos- sono far valere il loro peso nel dialogo politico e garantiscono in tal modo il sostegno alle riforme strutturali necessarie. Esse sono predestinate a favorire l’integrazione regionale e la cooperazione globale. Poiché tra i loro partner figurano tutti i Paesi in sviluppo di una regione o del mondo, i membri sono in grado di mettere a fuoco un orientamento operativo bilaterale e al con- tempo rispettare il principio dell’universalità. – Le istituzioni multilaterali sono avvantaggiate dalle loro dimensioni, che le permettono di affrontare al meglio le sfide globali. Le loro risorse finanziarie consentono di sostenere importanti programmi di adeguamento delle struttu- re e progetti infrastrutturali di ampia portata. – L’origine diversificata dei membri di queste istituzioni e il fatto che la loro conduzione sia affidata a tutti i Paesi membri ne sostengono la legittimità, segnatamente nelle banche regionali di sviluppo, nelle quali i Paesi del con- tinente in questione possiedono la maggioranza. Parallelamente, la parteci- pazione diretta alle procedure decisionali consente di esercitare una maggio- re influenza. Nel corso degli ultimi anni, le istituzioni multilaterali hanno aggiornato l’orienta-
mento strategico e gli incentivi operativi per conservare il ruolo di partner interes- santi per i Paesi in sviluppo più poveri e per quelli più avanzati anche a fronte di condizioni quadro in continua evoluzione, e per rispettare standard elevati (cfr. ricostituzione dei fondi di sviluppo o Middle-Income Strategy della Banca mon- diale). In futuro, l’elaborazione di regole internazionali e le successive fasi di liberalizza- zione esigono un maggiore coinvolgimento dei Paesi in sviluppo, affinché i risultati siano il più possibile sostenibili e rilevanti per lo sviluppo. Ciò si palesa nelle di- scussioni sul nuovo orientamento strategico nei confronti di diverse istituzioni finanziarie internazionali, nelle trattative internazionali come il Ciclo di Doha dell’OMC o negli accordi sul clima. In questo senso, la Banca mondiale e singole organizzazioni specializzate dell’ONU (p.es. UNCTAD, UNIDO, CCI) assumeranno un ruolo di rilievo, per esempio nel settore Aid for Trade o nell’elaborazione e nel finanziamento di misure a favore del clima.
La cooperazione della Svizzera con queste istituzioni è molteplice. In primo luogo, ne è membro e/o comproprietaria. In siffatta funzione, fa parte degli organi di con- duzione di queste istituzioni, ha potere decisionale in merito a orientamento strategi- co, programmi importanti, progetti e organizzazione e all’incremento di fondi (IDA, AfDf ecc.). L’esercizio di questa funzione è parte integrante del campo d’attività. Al contempo, la Svizzera contribuisce in maniera mirata anche in settori nei quali sostiene l’attività di determinate istituzioni, che possono fungere da veri e propri centri d’esecuzione di programmi concreti (p.es. CCI, UNIDO ecc.) e, in alcuni casi, da amministratori di cosiddetti fondi multibilaterali (p.es. la Banca mondiale per l’iniziativa FIRST, PPIAF ecc.). La Svizzera, infine, può contribuire al finanziamen- to di progetti concreti. La cooperazione con le istituzioni multilaterali è quindi molteplice e complementare ai programmi bilaterali.
Istituzioni La SECO annette grande importanza all’appartenenza al Gruppo della Banca mon- diale, alla Banca africana di sviluppo, alla Banca asiatica di sviluppo e alla Banca interamericana di sviluppo. Oltre alla BIRS e all’IDA, il Gruppo della Banca mon- diale comprende l’IFC, che si occupa degli investimenti in imprese e progetti privati, la MIGA, agenzia che offre assicurazioni per investimenti privati, e l’International Centre for Settlement of Investment Disputes (ICSID). La cooperazione ottimale di queste istituzioni storiche è un compito prioritario. La partecipazione alle sedute semestrali del Comitato di sviluppo della Banca mondiale, alle quali presenziano i ministri delle finanze o dell’economia di quasi tutti gli Stati, e alle Assemblee an- nuali di queste istituzioni offre alla Svizzera l’opportunità di prendere parte al dialo- go politico ai massimi livelli.
Tabella 3 Le istituzioni finanziarie internazionali
Istituzione/capitale (2006) Istituzione/capitale svizzero e Crediti e sovvenzioni ai Paesi quote di fondo in sviluppo (totale; impegni 2006 in USD)
BIRS: 189,72 mia. USD Gruppo della Banca mon- BIRS: 14,1 mia. (60 %) IFC: 2,37 mia. USD diale (BIRS, IDA, IFC, IDA: 9,5 mia. (40 %) MIGA: 1,89 mia. USD MIGA, ICSID) IFC: 6,7 mia. Quota di capitale BIRS: (settore privato) 1,69 %, (IDA: 2,1 %) AfDB: 32,90 mia. USD Banca africana di AfDB: 1,6 mia. (40 %) sviluppo AfDF: 2,4 mia. (60 %) Quota di capitale: 1,46 % (AfDF: 2,3 %) AsDB: 53,17 mia. USD Banca asiatica di AsBD: 6,1 mia. (77 %) sviluppo AsDF: 1,8 mia. (23 %) Quota di capitale: 0,59 % (AsDF: 1,2 %)
Istituzione/capitale (2006) Istituzione/capitale svizzero e Crediti e sovvenzioni ai Paesi quote di fondo in sviluppo (totale; impegni 2006 in USD)
IADB: 100,95 mia. USD Banca interamericana di BIS: 5,7 mia. (90 %) sviluppo FSO: 0,6 mia (10 %) Quota di capitale: 0,47 % (FSO: 0,7 %)
Altre organizzazioni internazionale e multilaterali nel campo della politica economi- ca e commerciale hanno compiti fondamentali. L’OMC, l’UNCTAD, l’UNIDO, l’OIL, il CCI, l’AITIC e l’ACWL si impegnano a diversi livelli per un sistema commerciale mondiale stabile, l’applicazione di standard ambientali e sociali e il coinvolgimento dei Paesi in sviluppo nell’economia globale. A queste si aggiungono diverse organizzazioni internazionali di prodotto (p.es. l’ITTO per il legno tropicale, l’ICO per il caffè, l’ICAC per il cotone ecc.). Con queste istituzioni la SECO vanta una cooperazione pluriennale ed è rappresentata negli organi dirigenziali.
Priorità della cooperazione Nel dialogo con queste istituzioni, la Svizzera esercita il suo diritto di partecipazione e garantisce, in funzione dei temi trattati, che venga adeguatamente tenuto conto di considerazioni di politica di sviluppo e di questioni di politica estera e di politica economica estera. La Svizzera partecipa attivamente alle ricostituzioni regolari di fondi e collabora con altri Stati membri che perseguono gli stessi obiettivi al fine di incrementare la propria influenza e di introdurre adeguamenti strategici e politici. La sua presenza negli organi decisionali, in particolare il suo seggio permanente nel consiglio d’amministrazione della Banca mondiale, riveste una considerevole impor- tanza in proposito. Grazie agli intensi rapporti di lavoro con unità operative selezio- nate, gestisce l’orientamento strategico e operativo di queste organizzazioni, parteci- pa a programmi e progetti comuni, contribuisce a introdurre impulsi bilaterali nelle organizzazioni partner e a renderli accessibili a un numero maggiore di Paesi in sviluppo. Al contempo, nelle sue attività la Svizzera beneficia della competenza specialistica e dell’esperienza globale di queste istituzioni. In consultazione con altri uffici federali, la SECO definisce punti chiave tematici per il dialogo istituzionale e operativo con le istituzioni finanziarie multilaterali e per le trattative concernenti la ricostituzione dei fondi. Essa sostiene le organizzazioni dell’ONU responsabili delle questioni commerciali e le organizzazioni internazionali di prodotto nella loro funzione specifica, sfruttando la competenza dei suoi speciali- sti e la prossimità della sede dell’ONU a Ginevra, alla quale si fa capo per temi legati al commercio, al sociale e all’ambiente. La promozione della coerenza delle politiche nelle istituzioni economiche multilate- rali (segnatamente OCSE, OMC, OIL e Banca mondiale) è un’altra priorità. La SECO, in veste di ufficio preposto per le relazioni con le istituzioni finanziarie multilaterali e le organizzazioni dell’ONU attive nel settore commerciale, rappresen- ta anche le esigenze di altri uffici federali nei confronti di queste istituzioni e sostie- ne il dialogo tra la società civile e le istituzioni multilaterali. I mezzi finanziari vengono messi a disposizione per le ricostituzioni dei crediti della
Banca mondiale (IDA) e delle istituzioni finanziarie regionali. Di regola, le trattative per la ricostituzione si tengono ogni tre anni e consentono ai Paesi donatori di effet-
tuare l’inventario delle prestazioni dei fondi e di adeguare le priorità strategiche e operative per gli anni a venire. Gli aumenti di capitale non sono discussi in questa sede e vengono richiesti con crediti quadro separati. Al tempo stesso, sono necessari mezzi per il finanziamento di iniziative di riduzione del debito (HIPC, MDRI) integrate nelle trattative di ricostituzione. La SECO fa uso della sua competenza e mette a frutto la sua esperienza in materia di sdebitamento. Queste iniziative servono a cancellare completamente i debiti multilaterali che i Paesi più poveri hanno con le istituzioni, purché siano soddisfatte determinate condizioni base. Affinché la cancel- lazione del debito non indebolisca la capacità finanziaria delle istituzioni in questio- ne, i Paesi donatori hanno deciso di coprire gli importi scoperti con contributi sup- plementari. Nel periodo coperto dal credito quadro, avranno luogo svariate ricostituzioni di fondi , ossia IDA 15 e 16, FAD 11, AsDF 10 e 11 nonché il finan- ziamento della MDRI. La partecipazione svizzera a queste ricostituzioni e alle iniziative multilaterali di riduzione del debito è finanziata con il credito d’impegno e il bilancio richiesti dalla DSC (cfr. il messaggio sulla continuazione della coopera- zione tecnica e dell’aiuto finanziario a favore dei Paesi in sviluppo). Le organizzazioni dell’ONU operanti nel settore commerciale sono finanziate con contributi ordinari o programmi specifici. Le attività della SECO a sostegno del dialogo istituzionale, i cofinanziamenti, i fondi fiduciari di consulenti e il distacca- mento di personale (secondments) sono inclusi nel presente messaggio.
Obiettivi e indicatori Nel quadro di questo settore di attività, la Svizzera persegue gli obiettivi seguenti. – Le istituzioni multilaterali assegnano la massima priorità ai temi centrali del- la riduzione della povertà e alla globalizzazione economica (commercio, cre- scita sostenibile, esternalità inclusi) e, oltre ai vantaggi, tengono conto anche delle ripercussioni negative. – Indicatore: priorità di questi temi nelle decisioni e nelle strategie delle banche; raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo. – Il Gruppo della Banca mondiale, le banche regionali di sviluppo e le sottoor- ganizzazioni economiche dell’ONU rafforzano le loro procedure orientate ai risultati. L’efficacia del loro lavoro è maggiormente valutabile e comunica- bile all’opinione pubblica. – Indicatore: risultati in base al raggiungimento degli obiettivi. – Le istituzioni si concentrano con grande efficacia sui vantaggi comparativi e sui settori di loro competenza, e sviluppano una netta divisione internaziona- le del lavoro, contraddistinta da servizi complementari e coordinamento ot- timale, segnatamente tra il Gruppo della Banca mondiale, le banche regiona- li di sviluppo, le organizzazioni speciali dell’ONU e i finanziatori bilaterali. – Indicatore: valutazioni (p.es. MOPAN); riscontri agli uffici di coordi- namento. – Le diverse istituzioni sviluppano e ampliano continuamente il loro strumen- tario, adattandolo alle esigenze dei singoli Paesi in sviluppo, senza deflettere dagli standard minimi previsti. – Indicatore: valutazione nel quadro della Dichiarazione di Parigi.
– La Svizzera partecipa al finanziamento dei fondi di sviluppo e di altre inizia- tive multilaterali in collaborazione con altri finanziatori e per un obiettivo concreto, legato alla globalizzazione economica. La Svizzera deve mantene- re la sua posizione tra i donatori medi e rafforzare la sua influenza in seno agli organi dirigenziali. – Indicatore: partecipazione agli oneri; rappresentanza della Svizzera ne- gli organi dirigenziali delle istituzioni finanziarie internazionali. – In qualità di istituzioni regionali o globali per lo sviluppo, le istituzioni mul- tilaterali soddisfano requisiti elevati nel quadro della conduzione aziendale. In questo ambito, rientrano anche un adeguato coinvolgimento di tutti i Paesi nelle procedure decisionali, un sistema trasparente per l’elezione dei pre- sidenti, la lotta sistematica alla corruzione, la trasparenza e l’apertura nei confronti dell’opinione pubblica. – Indicatore: composizione organi dirigenziali; reputazione internazio- nale. – La SECO incoraggia i partenariati strategici con le istituzioni al fine di per- fezionare le sinergie con i propri strumenti e operazioni, e di partecipare in modo mirato al dialogo internazionale. – Indicatore: numero di partenariati.
In seno alle istituzioni finanziarie multilaterali, gli obiettivi vengono definiti dall’insieme dei Paesi membri. Con la qualità dei loro interventi e alleanze efficaci, singoli membri possono tuttavia influenzare sensibilmente i programmi e rendere responsabili le istituzioni per i risultati raggiunti.
2.4 Disposizioni transitorie
Il settore Cooperazione economica e sviluppo della SECO ha dato prova della sua capacità di adattamento alle nuove condizioni quadro internazionali e nazionali. Il presente messaggio mette in evidenza l’adattamento della cooperazione economica allo sviluppo della SECO nel quadro della ripartizione dei compiti a livello naziona- le e internazionale. Verrà tenuta fede a tutti gli impegni nei confronti dei partner, da un lato per fare sì che le attività in corso conseguano gli obiettivi prefissi, d’altro lato per non pregiudicare la reputazione della SECO. Inoltre, le attività non ancora concluse sono il risultato di esperienze e insegnamenti pluriennali, che andranno sfruttati anche in futuro. Parallelamente, saranno intensificati i programmi nei Paesi prioritari. È quindi necessaria una fase transitoria. Gli obiettivi esposti nei nume- ri 2.2 e 2.3 devono essere valutati in tale contesto. Il Consiglio federale informerà in merito nei rapporti di politica economica estera.
3 Ripercussioni
3.1 Ripercussioni finanziarie
Conformemente alla pianificazione finanziaria della Confederazione che prevede un obiettivo di APD pari allo 0,4 per cento, con il presente messaggio volto ad attuare il mandato esposto sopra proponiamo un credito quadro di 800 milioni di franchi per il
periodo dal 2008 al 2012 (quattro anni). Questo volume di crediti corrisponde alla media degli impegni assunti nell’ambito del sesto credito quadro ed è fondato sul piano di finanziamento più il 15 per cento per gli impegni pluriennali. Utilizzo del vigente credito quadro: I mezzi verranno verosimilmente stanziati del tutto entro l’autunno 2008. Il residuo del sesto credito quadro non ancora impiegato al momento dell’entrata in vigore del settimo credito quadro verrà annullato.
Settori d’attività Su base bilaterale Paesi prioritari Su base multilaterale
Misure globali, regionali e Paesi prioritari DSC
1. La SECO sostiene il 400 mio. di franchi 400 mio. di franchi
coinvolgimento dei (50 % delle misure) (50 % delle misure) Paesi partner nell’eco- nomia mondiale per favorirne lo sviluppo rafforzando una crescita sostenibile.
2. La SECO organizza la Il finanziamento
politica delle istituzioni deriva dal credito internazionali di finan- d’impegno e dai mezzi ziamento (in collabo- di bilancio della DSC. razione con la DSC) e delle organizzazioni economiche delle Nazioni Unite
Questi importi sono fissati come obiettivo. Occorre tener conto in proposito che si tratta di un periodo di transizione. La distribuzione dei mezzi deve di conseguenza essere relativizzata: se necessario si procederà ad adeguamenti nell’allocazione dei mezzi, dei quali si darà conto nel nostro rapporto sulla politica economica esterna e nel prossimo messaggio.
Per i mezzi stanziati per il settore d’attività 1 è prevista la seguente ripartizione per settori tematici:
Ripartizione indicativa dei mezzi per settori tematici
mio. di franchi
Condizioni quadro macroeconomiche 160 Finanziamento delle infrastrutture 140 Promozione del commercio 200 Politica commerciale, efficienza del commercio e promozione dell’esportazione, materie prime e accesso al mercato in Svizzera Promozione del settore privato 270 Altre misure e attuazione 30
Totale 800
Il seguito delle risorse finanziarie stanziate con il credito quadro avverrà per mezzo del sistema SAP, che è stato reso conforme alle norme della contabilità pubblica. Questo sistema è complementare ai sistemi di monitoraggio integrati nei progetti e programmi, che permettono di seguire nei particolari l’utilizzo conforme delle risorse finanziarie e il conseguimento dei risultati previsti. L’insieme delle norme riguardanti la gestione dei progetti è inoltre integrata nel sistema qualità certificato secondo la norma ISO 9001 da un’organizzazione indipendente. Inoltre, è stata attuata una politica di gestione dei rischi di sviluppo, fiduciario, di reputazione e finanziario conformemente alle linee direttive della Confederazione, che permette di prendere meglio in considerazione i rischi legati all’aiuto allo sviluppo, in parti- colare quelli legati alla gestione finanziaria.
3.2 Ripercussioni sull’effettivo del personale
L'orientamento proposto nel presente messaggio tiene conto delle mutate condizioni quadro e degli interessi della Svizzera. Detta strategia prevede segnatamente l’istituzione di nuovi partenariati e la ricerca di una maggiore efficacia e di una migliore coerenza tra i singoli settori della politica dello sviluppo. L’adempimento di questi compiti presuppone lo sviluppo di forme di cooperazione sempre più impegnative e un grande sforzo sul piano qualitativo per quanto riguarda il conce- pimento, l’attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle azioni intraprese. Anche il mantenimento di un sistema di qualità certificato secondo la norma ISO 9001 e la messa in atto di un sistema di valutazione potenziato sono tutti elementi che compor- tano un incremento della mole di lavoro. Per questo motivo si prevede che al mas- simo il 2 per cento dell’importo complessivo del credito quadro venga utilizzato per costi di personale e per mettere a disposizione personale svizzero nelle banche multilaterali di sviluppo.
3.3 Ripercussioni sull’economia
Le ripercussioni della cooperazione allo sviluppo sull’economia svizzera vengono valutate dal 1981 a intervalli regolari, l’ultima volta nell’autunno del 2007.2 Tutti gli studi condotti finora sono giunti a conclusioni simili. Va di principio tenuto conto che i fondi impiegati nella cooperazione devono anzitutto andare a vantaggio degli Stati che li ricevono e delle loro società. Nonostante il carattere libero da vincoli del sostegno svizzero allo sviluppo, queste uscite hanno però considerevoli conseguenze anche sull’economia svizzera. Gli stipendi pagati in Svizzera nel quadro della coo- perazione allo sviluppo come pure i beni e servizi richiesti generano un aumento del prodotto interno lordo. Ogni franco speso per l’aiuto pubblico allo sviluppo (bilate- rale e multilaterale) contribuisce nella misura di 1.40–1.60 franchi alla crescita del prodotto interno lordo. Secondo alcune valutazioni, questo valore aggiunto crea da 20 000 a 29 000 posti di lavoro in Svizzera. Vanno inoltre ricordati gli effetti posi- tivi indiretti che l’aiuto economico alla cooperazione allo sviluppo esercita sull’economia svizzera.
2 IUED/Uni Neuchâtel «Etude sur les effets de l’APD sur l’économie suisse:
chiffres 2006, 2008
3.4 Conseguenze per la Confederazione, i Cantoni
e i Comuni L’esecuzione del decreto federale proposto spetta esclusivamente alla Confedera- zione e non grava né sui Cantoni né sui Comuni.
4 Rapporto con il programma di legislatura e con il
piano finanziario Il credito quadro è annunciato nel programma di legislatura 2007–2011, approvato dal Consiglio federale il 23 gennaio 2008.
5 Aspetti giuridici
Il decreto che vi sottoponiamo per approvazione poggia sull’articolo 9 capoverso 1 della legge federale del 19 marzo 1976 sulla cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali (RS 974.0). Detta norma dispone che i fondi per la coope- razione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali devono essere stanziati in forma di crediti quadro pluriennali. Conformemente all’articolo 25 capoverso 2 della legge del 13 dicembre 2002 sul- l’Assembla federale (RS 171.10), il decreto finanziario di stanziamento va emanato sotto forma di decreto semplice e pertanto non sottostà al referendum facoltativo.
5.1 Rapporto con il diritto europeo
L’esecuzione del decreto federale concernente la continuazione del finanziamento delle misure di politica economica e commerciale a titolo della cooperazione inter- nazionale non solleva problematiche che interessino in qualche modo il diritto europeo.
5.2 Freno alla spesa
L’articolo 159 capoverso 3 lettera b della Costituzione federale dispone che i crediti d’impegno implicanti nuove spese uniche di oltre 20 milioni di franchi richiedono il consenso della maggioranza di tutti i membri di ciascuna Camera.
Allegato 1
Fondamenti legali
Leggi che fanno esplicito riferimento alla legge federale del 19 marzo 1976 sulla cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali (RS 974.0): – legge federale del 4 ottobre 1991 concernente la partecipazione della Sviz- zera alle istituzioni di Bretton Woods (RS 979.1) – legge federale del 19 dicembre 2003 su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell’uomo (RS 193.9) – legge federale del 24 marzo 2006 sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est (RS 974.1)
Ordinanze: – ordinanza del 12 dicembre 1977 su la cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali (RS 974.01) – ordinanza dell’11 maggio 1988 concernente il Corpo svizzero di aiuto uma- nitario (RS 172.211.31) – ordinanza del 6 maggio 1992 concernente la cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est (RS 974.11) – ordinanza del 24 ottobre 2001 sull’aiuto in caso di catastrofe all’estero (RS 974.03)
Allegato 2
Politica dello sviluppo e strategia economica esterna
I tre principali assi di cooperazione Le tre dimensioni della strategia allo sviluppo (rapporto sulla economica esterna del Consiglio politica estera 2006) federale (2005)
Agenda degli Agenda sulla Globaliz- Integrazione dei Accesso ai Politica del Obiettivi del sicurezza zazione Paesi in sviluppo mercati esteri e mercato Millennio per lo nell’economia regolamentazio interno
Paesi poveri a ne svizzero sviluppo mondiale buona governance internazionale
Paesi poveri in
Paesi poveri a • Paesi a debole o medio conflitto e Stati a debole governance reddito “con buoni debole governance
sviluppo delle risultati di governance capacità umane e e riforme”, istituzionali • prevenzione delle “Paesi polo” crisi e superamento
sviluppo rurale, dei conflitti • sviluppo economico e settore privato, commercio commercio
governance, • coordinamento e democrazia regolamentazione delle istituzioni internazionali
DSC: cooperazione con i Paesi SECO/WE: cooperazione con i Paesi in SECO in sviluppo più poveri sviluppo più avanzati
DFAE DFE
Allegato 3
Retrospettiva 2003–2007
Il sesto credito quadro di 970 milioni di franchi per il finanziamento di provvedi- menti di politica economica e commerciale a titolo della cooperazione allo sviluppo è entrato in vigore il 1° luglio 2003 e consente, come previsto, di coprire fino all’autunno 2008 gli impegni assunti. Con questi mezzi intendevamo consolidare i successi fin qui conseguiti e raggiungere nuovi progressi nella lotta contro la pover- tà, segnatamente tramite la mobilitazione delle risorse dell’economia privata. La concentrazione su quindici Paesi prioritari e una regione prioritaria nonché su quattro campi d’intervento ha determinato le finalità concrete e l’orientamento delle misure. La selezione dei Paesi prioritari è stata periodicamente verificata alla luce delle proprie esperienze nell’attuazione dei progetti e in funzione dei risultati otte- nuti, dei bisogni dei singoli Paesi partner nonché di considerazioni di fondo sull’efficacia e l’efficienza. Di conseguenza, il numero dei Paesi prioritari è stato ridotto nel corso della durata del credito quadro agli attuali dodici. Il messaggio del 2003 indicava le principali sfide e le esperienze precedenti nei quattro campi d’intervento della SECO – rafforzamento delle condizioni quadro, promovimento degli investimenti, cooperazione nel campo del commercio e svilup- po delle infrastrutture. Le indicazioni concrete riguardo agli obiettivi per ciascuno di tali campi erano per contro stabilite nel quadro delle singole proposte di progetto e programma. Nel seguito viene proposta una breve rassegna dell’impiego dei mezzi approvati con il sesto credito quadro. Successivamente verranno illustrate dettagliatamente le esperienze fatte con i singoli strumenti.
Concentrazione dei mezzi sui Paesi prioritari Nei circa cinque anni trascorsi dall’entrata in vigore del sesto credito quadro sono stati impegnati complessivamente 826 milioni di franchi ossia l’85 per cento dei mezzi per più di 300 programmi in corso o conclusi e versati 609 milioni3. Di con- seguenza, il quadro degli impegni del corrente credito quadro si esaurirà presumi- bilmente entro il secondo semestre del 2008. Complessivamente, circa l’80 per cento di tutti i mezzi è stato destinato al finanzia- mento delle misure nei singoli Paesi e in singole regioni in sviluppo; il 20 per cento è stato impiegato per programmi globali. Il 75 per cento dei mezzi bilaterali è andato direttamente a beneficio dei Paesi prioritari. I progetti e programmi regionali aveva- no lo scopo di incentivare in maniera efficiente potenziali transfrontalieri non sfrut- tati al fine di generare un effetto moltiplicatore. Anche questo approccio transnazio- nale è andato in larga misura a vantaggio, oltre che degli altri Paesi coinvolti, dei Paesi prioritari. Di conseguenza, gran parte dei mezzi è stata impiegata nei Paesi in sviluppo definiti prioritari nel messaggio.
3 Stato 31 dicembre 2007. La differenza tra gli impegni e i versamenti risulta dal profilo individuale dei pagamenti delle diverse misure, che può estendersi da alcuni mesi a
10 anni.
Le risorse finanziarie disponibili sono state impiegate in gran parte per misure dirette in Ghana (82 mio), Tanzania (74 mio), Mozambico (66 mio) Burkina Faso (49 mio), Nicaragua (46 mio) e Vietnam (44 mio), Paesi in cui sono stati attuati ampi programmi per Paese. Si tratta d’altronde di Paesi che vantano risultati superio- ri alla media e che dispongono di una buona capacità d’assorbimento. Dei mezzi impiegati a titolo bilaterale nei Paesi in sviluppo, il 92 per cento è stato utilizzato direttamente in Paesi a basso reddito (Low Income Countries 65 % e Lower Middle-Income Countries 27 %) e l’8 per cento in Paesi a reddito medio (Upper Middle-Income Countries). Riguardo alla ripartizione geografica dei mezzi, risulta in testa l’Africa con il 47 per cento, seguita dall’America con il 17 per cento e dall’Asia con il 12 per cento. Rispetto al quinto credito quadro, sono quindi stati destinati più mezzi all’America centrale e meridionale e all’Africa e un po’ meno all’Asia (vedi grafico 1). L'allegato 4 mostra i dettagli i versamenti effettuati nel 2006.
Grafico 1 Ripartizione geografica
Attività globali Africa 20% 47%
Europa (dell'Est) 4%
Asia /Oceania 12% America (del Sud e centrale) 17%
Circa un quinto di tutti i mezzi è stato destinato al sostegno di attività globali. Gli importi più elevati sono andati a mandati di istituzioni e meccanismi nazionali e internazionali che assumono compiti tematici specifici. Si è trattato anzitutto delle seguenti attività: – incoraggiamento di investimenti svizzeri ed esteri nei Paesi in sviluppo (SOFI e Sifem); – promozione delle importazioni da Paesi in sviluppo in Svizzera (SIPPO); – partecipazione alle misure internazionali per lo sdebitamento (PPFI); – finanziamento di parti selezionate di programmi del Centro per il commercio internazionale (ITC) e l’organizzazione internazionale dei legni tropicali (ITTO).
Le organizzazioni incaricate dispongono, in qualità di centri di competenza specia- lizzati, di preziose esperienze a livello globale che possono applicare a livello locale mediante mandati concreti. Dal punto di vista economico e istituzionale è più utile sfruttare queste esistenti capacità esterne e sostenerle nell’organizzazione che dupli- carle in seno all’Amministrazione. È stato così possibile conseguire effetti di com- plementarietà e di sinergia, aumentare l’effetto leva, rafforzare la cooperazione e irrobustire la solidarietà internazionale. Anche i collaboratori della SECO hanno tratto vantaggio dallo scambio diretto con esperti del settore. Grazie a questi stretti partenariati sviluppati nel corso di molti anni, la SECO intrattiene rapporti privile- giati con tali organizzazioni e può così partecipare all’elaborazione dei loro pro- grammi. Ciò risulta tra l’altro anche dal fatto che tali organizzazioni sono attive in larga misura anche in Paesi prioritari della SECO.
Ripartizione dei mezzi in base ai settori d’intervento Il messaggio del 2003 non prevedeva indicazioni sull’uso dei mezzi in relazione ai singoli strumenti. L’allocazione dei mezzi è avvenuta sulla base della pianificazione annuale e di fattori specifici relativi ai Paesi, ai progetti e agli strumenti.
Grafico 2 Impegni secondo settori d’intervento4
Sovvenzioni e c rediti misti per infrastrutture 8.0%
Promozione agli investiment i rimborsabili Promozione del e non rimborsabili c ommerc io e materie 32.6% prime 22.7%
Aiuti al bilanc io e sdebitamento 36.7%
Le differenze tra i singoli settori sono da ricondurre in particolare a fattori specifici legati agli strumenti. Ad esempio, singoli progetti del sostegno macroeconomico (per esempio aiuto al bilancio e misure di risanamento del debito) presentavano maggiori volumi e più rapidi ritmi di pagamento dei progetti della promozione del commercio. I primi entrano in linea di conto quando, dopo intensi preparativi della comunità donatrice, i Paesi partner disponibili alle riforme ottengono mezzi budge-
4 Quota per crediti d’attuazione (3.8 %) non considerata.
tari vincolati a determinate condizioni; i secondi colgono piuttosto opportunità selezionate lungo la catena di creazione del valore aggiunto. In virtù dell’appli- cazione del moderno modello delle partnership tra il settore privato e pubblico (PPP), il finanziamento d’infrastrutture, ad esempio nei settori dell’approvvigio- namento idrico e dell’energia, ha richiesto un’ampia reimpostazione che ha compor- tato un differimento dell’impiego dei mezzi. La cauta messa a punto di questo mo- dello tiene conto altresì del dettame di anteporre l’elevata qualità a un impiego rapido dei mezzi.
Conferma dell’efficacia Con i mezzi del sesto credito quadro, la SECO ha sostenuto Paesi in sviluppo nell’affrontare le sfide della globalizzazione e nel porre le potenzialità delle forze di mercato al servizio della riduzione della povertà. Il servizio di valutazione interno all’Ufficio che verifica i singoli progetti e giudica i punti forti e i punti deboli dei provvedimenti, ha valutato positivamente i tre quarti dei progetti esaminati. La SECO si situa dunque nella media delle altre organizzazioni di aiuto allo sviluppo. L’alta qualità del lavoro della SECO è stata confermata da diverse valutazioni ester- ne e risulta anche dalle reazioni dei partner. Poiché le ragioni di eventuali carenze e insuccessi sono molteplici, si può presupporre che essi siano dovuti a cause specifi- che al progetto e non da inadeguatezze sistemiche. Diverse misure specifiche di miglioramento, come l’attuazione di misure d’accompagnamento istituzionali nel caso dei progetti d’infrastrutture, sono state avviate immediatamente e integrate nell’orientamento strategico degli strumenti e nell’elaborazione di nuovi progetti. È risultato parimente che nonostante l’elevato tasso di successo esiste ancora un mar- gine per un ulteriore miglioramento. In avvenire, le eventuali debolezze dovranno essere individuate ancora più precocemente e minimizzate mediante provvedimenti correttivi. Nel corso della durata del sesto credito quadro, il management della SECO ha co- stantemente rafforzato i meccanismi di controllo, gestione e apprendimento allo scopo di migliorare la verifica e il conseguimento di risultati. L’attuazione dei prin- cipi strategici ed operativi è stata costantemente verificata e migliorata. A tal fine è stato possibile ricorrere da una parte al sistema interno di monitoraggio e valutazio- ne, sviluppato progressivamente nel corso degli anni. Tramite un riesame strategico (Strategy Assessment and Review, STAR) è stato possibile seguire sistematicamente l’attuazione della Strategia 2006 della SECO e identificare i necessari adeguamenti operativi. Lo STAR ha così fornito un importante contributo a una gestione mag- giormente orientata in funzione dei risultati. Dall’altra parte, diverse valutazioni esterne hanno consentito di trarre importanti insegnamenti e ottenere utili informa- zioni sugli effetti di singole attività e strumenti, aumentando la trasparenza e consen-
tendo l’elaborazione di moduli d’apprendimento per l’ottimizzazione e l’ulteriore sviluppo degli strumenti. Il rinnovo della certificazione ISO 9001 ha confermato l’alta qualità del sistema di gestione della SECO.
Considerazione di aspetti qualitativi e trasversali Riduzione della povertà: una valutazione esterna ha confermato che la SECO ha orientato le sue operazioni in funzione della riduzione della povertà (cfr. la Strategia
2006 e l’Agenda 2010), ponendo al centro le strategie di riduzione della povertà
elaborate dai Paesi partner. Le misure concrete si basavano sia su politiche e strate- gie proprie a livello dei singoli strumenti e settori sia su condizioni concertate a
livello internazionale. L’attuazione di queste strategie e direttive è un processo continuo che sarà perseguito anche in futuro. Dialogo politico, condizioni quadro e istituzioni: tutti i grandi programmi e progetti comprendono componenti orientati in funzione del rafforzamento delle condizioni quadro e delle capacità istituzionali dei Paesi partner. Nel dialogo politico con i governi si è puntato, in considerazione delle esigenze locali e dei requisiti di un’economia sempre più integrata, a una maggiore efficacia e sostenibilità dei progetti. Laddove le istituzioni di finanziamento multilaterali assumono in virtù dei loro vantaggi un ruolo preminente nel dialogo politico, la Svizzera ha potuto eserci- tare in singoli Paesi la presidenza (congiunta) del dialogo politico nell’ambito di iniziative di donatori. Il ruolo centrale assunto dalla SECO a nome del Gruppo di supporto del budget nel dialogo tra la tutta la comunità dei donatori e il Governo del Mozambico illustra eloquentemente quanto detto sopra. Le esigenze del dialogo politico evidenziano la grande importanza di fattori come la competenza tecnica, l’esperienza e la presenza locale di collaboratori che vanno ben al di là della messa a disposizione di risorse finanziarie. Buon governo: la cooperazione allo sviluppo è particolarmente efficace quando sono adempiuti i principi fondamentali del buon governo. I Paesi prioritari della SECO presentano a questo proposito un buon bilancio. Nel corso del sesto credito quadro la SECO si è tra l’altro impegnata molto attivamente nella concezione e nell’intro- duzione di uno strumento analitico per il promovimento di sistemi di governance economica incentrati sui sistemi pubblici di gestione finanziaria (PEFA). È stato così svolto un lavoro basilare a partire dal quale la comunità dei donatori ha potuto sviluppare i propri programmi. Anche la SECO ha applicato sistematicamente a livello di progetti i corrispondenti provvedimenti di buon governo, ad esempio mediante l’integrazione di clausole contro la corruzione nei contratti con i fornitori, i consulenti e i governi. Inoltre, in tutti i progetti è stata scrupolosamente esaminata la conformità alle regole nel sensibile ambito della scelta dei consulenti e dei fornitori. Sostenibilità economica, sociale ed ecologica: la sostenibilità economica, sociale ed
ecologica costituisce un importante criterio standard per la valutazione di progetti e programmi. Inoltre sono stati attuati progetti specifici il cui obiettivo principale era la promozione della sostenibilità sociale ed ecologica. In tal senso, ad esempio, i progetti d’infrastrutture per la depurazione delle acque e l’efficienza energetica, lo sviluppo di Cleaner Production Centers, la messa a disposizione di «crediti verdi» o la cooperazione con l’OIL nell’ambito degli standard di lavoro perseguivano l’applicazione di standard ambientali e sociali progressisti nei Paesi selezionati. Ciò ha contribuito altresì a un miglioramento del loro accesso ai mercati internazionali e quindi alla sostenibilità economica. Anche l’obiettivo trasversale della parità di diritti fra uomo e donna (gender) è stato per quanto possibile preso in considera- zione. Dichiarazione di Parigi: la Svizzera sostiene gli obiettivi della Dichiarazione di Parigi concernenti l’armonizzazione e l’allineamento in vista della riduzione dei costi di transazione e l’aumento dell’efficacia della cooperazione allo sviluppo. Essa stabilisce condizioni assai ambiziose che esigono dalla SECO e da altri donatori costanti sforzi. Un High-Level Joint Statement SECO-DSC e un piano concreto d’implementazione confermano l’adesione ai principi di armonizzazione. Poiché buona parte delle misure è attuato nei Paesi partner nel quadro del contesto specifico del Paese, sono chiamati a sviluppare adeguate risposte in particolare gli Uffici di cooperazione e le Ambasciate. Nelle centrali è stato tra l’altro istituito un gruppo di
lavoro congiunto DSC-SECO che ha elaborato le basi per ulteriori istruzioni di condotta per tutti i collaboratori e per un monitoraggio trasparente. La riduzione del numero di Paesi prioritari ha permesso di ridurre complessivamente l’onere di coor- dinamento ai sensi della Dichiarazione di Parigi. In misura crescente le analisi, le valutazioni, le missioni e singoli programmi per Paese (vedi Tanzania) sono stati pianificati e svolti di concerto con altri donatori. Siccome il sostegno macroecono- mico è in fin dei conti orientato in funzione dello sviluppo e dell’utilizzazione dei sistemi finanziari pubblici dei Paesi partner, è stato possibile compiere esperienze importanti anche a livello di utilizzazione dei sistemi amministrativi dei Paesi par- tner, uno degli intenti centrali della Dichiarazione di Parigi. Altri sforzi sono stati compiuti nell’ambito del finanziamento d’înfrastrutture al fine di rafforzare i sistemi dei Paesi partner nel settore delle commesse, affinché gli appalti di fornitura di beni e servizi corrispondano a standard internazionali. Coordinamento e cooperazione: uno studio sulla decentralizzazione ha confermato l’utilità dell’invio di un maggior numero di collaboratori della SECO negli Uffici di coordinamento e nelle Ambasciate. Assieme alla definizione congiunta di program- mi per Paese e accordi sulle prestazioni con questi uffici esterni, il decentramento si è dimostrato una misura provvidenziale per assicurare l’efficacia operativa. La collaborazione interna all’Ufficio è stata intensificata ai fini di un migliore sfrutta- mento delle sinergie tra i diversi campi di prestazioni della SECO e ha portato al rafforzamento del coordinamento strategico e della cooperazione tecnica. Esempi in tal senso sono l’integrazione di accordi di libero scambio AELS con progetti di sviluppo mirati nell’ambito della politica economica e commerciale nonché la colla- borazione nel quadro del ciclo di negoziati sul commercio mondiale. Conformemen- te al principio della complementarietà e della coerenza interdipartimentale è stato assicurato anche il coordinamento con altri servizi federali (AFF, UFAM, DFAE, UFM).
Riassunto I mezzi accordati con il sesto credito collettivo sono stati impiegati ai sensi delle linee guida geografiche, strumentali e operative esposte nel messaggio. La SECO ha potuto conseguire con risorse limitate buoni risultati di elevata efficacia. Essa si è posizionata egregiamente in temi centrali e presso partner importanti. Gli strumenti impiegati sono stati costantemente adeguati alle nuove esperienze ed esigenze sia nei Paesi più poveri sia in quelli più progrediti. Una rafforzata gestione della qualità ha determinato altri miglioramenti nella qualità, nell’efficienza e nell’efficacia delle attività attuali e creato una maggiore trasparenza. In tal modo la SECO tiene conto anche dell’esigenza di un maggiore obbligo di rendiconto. Gli elevati tassi di succes- so e il buon bilancio delle prestazioni confermano l’approccio della SECO, che costituisce una solida base anche per l’orientamento futuro.
Retrospettiva dettagliata per strumento: esperienze specifiche e adattamenti Nel settore incaricato dell’attuazione operativa e del controlling della SECO lavo- rano 68 collaboratori (stato 2007), divisi in sette settori. Le esperienze specifiche nei singoli settori possono essere riassunte in dettaglio come segue.
1. Sostegno macroeconomico
L’aiuto al bilancio, i provvedimenti di sdebitamento e l’assistenza tecnica – indiriz- zati a settori specifici dell’amministrazione finanziaria pubblica e al rafforzamento del settore finanziario – costituiscono i principali strumenti del sostegno macroeco- nomico a Paesi impegnati sulla via delle riforme nei loro sforzi di creazione delle condizioni per una crescita durevole. Anche se la dinamica accelerata della globaliz- zazione ha offerto maggiori opportunità ai Paesi in sviluppo, sono tuttavia indispen- sabili condizioni quadro macroeconomiche affidabili per poterle cogliere. Il soste- gno macroeconomico da parte della SECO puntava quindi durante il corrente credito quadro a portare al centro del dialogo con i Paesi in sviluppo gli aspetti essenziali per una crescita durevole. Un apparato statale efficiente ed efficace, una sana poli- tica monetaria, l’amministrazione affidabile del bilancio pubblico, una gestione responsabile del debito, un settore finanziario efficiente nonché il proseguimento di ulteriori riforme strutturali centrali sono assurti a importanti punti di riferimento nel dialogo politico con i Paesi partner e rappresentavano i settori principali in base ai quali venivano misurati i progressi dello sviluppo. Nel dialogo sono state altresì integrate le questioni d’ordine superiore, quali riguardo al buon governo («good governance») o alla lotta contro la corruzione. L’aiuto al bilancio ha dato buoni frutti come strumento per i Paesi più poveri dispo- sti all’attuazione di riforme. Con gli aiuti budgetari, lo Stato nei Paesi partner è stato messo in condizione di svolgere in modo più efficiente il ruolo ad esso attribuito di approntatore di beni pubblici ed è stato fornito un contributo diretto alla macrostabi- lità e alla stabilità finanziaria nei nostri Paesi partner. I pochi Paesi partner selezio- nati che ricevono aiuti budgetari dalla SECO (Burkina Faso, Ghana, Nicaragua, Mozambico e Tanzania), hanno saputo mantenere per l’intero periodo un contesto macroeconomico relativamente stabile e hanno registrato una crescita media di oltre il 6 per cento. Un dialogo condotto d’intesa con altri donatori sull’indirizzo strategi- co delle riforme ha permesso di aumentare la quota delle spese rilevanti per la lotta contro la povertà e di ridurre quelle non produttive (per esempio le spese militari).
Questo dialogo mirava tuttavia in primo luogo a un rafforzamento dei meccanismi istituzionalizzati per il resoconto interno (a destinazione dei Parlamenti, della società civile ecc.). I Paesi beneficiari dell’aiuto al bilancio hanno fatto delle misure per l’incremento dell’efficienza dell’amministrazione pubblica delle finanze e per il miglioramento delle entrate fiscali l’elemento centrale dei loro sforzi di riforma. La SECO ha sostenuto siffatti sforzi tramite un’assistenza tecnica mirata e concentrata su pochi settori. A titolo di riconoscimento della partecipazione attiva della Svizzera in seno ai gruppi di aiuto al bilancio, le è stata affidata la presidenza del gruppo donatore in quattro Paesi. Le opportunità dell’aiuto al bilancio sono state evidenziate nel quadro di un ampio bilancio intermedio del DAC/OCSE nel 2006. Esse non consistono solo nel rispetto delle priorità proprie del governo e dei processi budgeta- ri (il che rafforza l’«ownership») bensì anche nell’instaurare una migliore situazione di partenza per l’armonizzazione tra i donatori. In base a considerazioni relative alla sostenibilità e all’assenza di premesse centrali per l’aiuto al bilancio straordinario nei Paesi partner (vedi la Strategia della SECO per l’aiuto al bilancio), non è risul- tato opportuno perseguire l’aiuto al bilancio straordinario previsto nel precedente messaggio.
Ghana: migliori condizioni quadro per lo sviluppo del settore privato Nel 2007 il Ghana si è collocato per la seconda volta di seguito tra i dieci mi- gliori riformatori nel Doing Business Ranking della Banca mondiale rilevato su scala mondiale. Il Ghana ha migliorato la propria posizione dal 109° rango nell’anno d’esercizio 2006 all’87° rango nel 2007 e si colloca così al sesto posto nell’Africa subsahariana. Grazie alle riforme, per le quali si è impegnato il Go- verno con il sostegno dei partner dell’aiuto al bilancio, oggi il clima per le atti- vità economiche in Ghana è decisamente migliorato rispetto al passato. L’imprenditore Ebenezer Mireku, a capo della società ghanese Peobo Ltd, rias- sume così la situazione: «Grazie alle riforme per le quali si è impegnato il Go- verno con il sostegno dei partner dell’aiuto al bilancio, oggi il clima per le atti- vità economiche in Ghana è decisamente migliorato rispetto al passato. La differenza principale tra allora [1999] e oggi [2006] consiste nel fatto che oggi, in virtù della relativa prevedibilità del contesto politico ed economico, è possi- bile pianificare.» Cosa è cambiato dal collasso economico del 2000? Con il so- stegno di un programma di aiuto al bilancio promosso da più donatori, tra cui la Svizzera, il Governo ha stabilizzato il contesto macroeconomico e attuato incisi- ve riforme strutturali con effetti positivi sul clima degli affari. L’inflazione, che raggiungeva quasi il 60 per cento annuo, ora non è più a doppia cifra, la moneta ghanese si è rivalutata rispetto al dollaro US, il livello dei tassi è sceso grazie alla stabilizzazione fiscale, i mercati sono stati deregolamentati, il commercio liberalizzato e l’efficienza dei servizi pubblici è aumentata. Ogni anno, nell’ambito di un intenso dialogo politico, viene allestito di concerto tra il Go- verno e i partner dell’aiuto al bilancio un catalogo delle prestazioni che riassume le riforme chiave e contiene indicatori (tra cui anche indicatori che concernono direttamente il clima di fiducia delle imprese) in base ai quali viene misurato il progresso delle riforme e a cui è vincolato l’aiuto al bilancio.
I provvedimenti nell’ambito dello sdebitamento e della gestione del debito sono proseguiti nel corso del credito quadro con l’obiettivo di creare migliori condizioni di partenza per un’efficace lotta contro la povertà. Tra il 2003 e il 2007 sono stati versati nuovi contributi al Fondo dell’Iniziativa del FMI e della Banca mondiale per sgravare l’onere del servizio del debito dei Paesi poveri fortemente indebitati, l’Highly Indebted and Poor Countries Initiative (HIPC) Trust Fund. Inoltre, la SECO sostiene e accompagna attivamente nell’attuazione un’iniziativa lanciata nel 2005 a livello multilaterale, l’Iniziativa multilaterale di riduzione del debito (Multi- lateral Debt Relief Iniziative, MDRI), che punta anche a un collegamento diretto tra lo sdebitamento e la riduzione della povertà. Anche il programma bilaterale di sdebitamento promosso dalla Svizzera è stato proseguito con lo sdebitamento totale o parziale di altri Paesi (Sierra Leone, Repubblica democratica del Congo, Mada- gascar e Camerun). Gli ultimi fondi di contropartita bilaterali saranno prossimamen- te chiusi. La SECO ha continuato a partecipare a offerte di riscatto di debiti com- merciali non garantiti. Un’importante preoccupazione della Svizzera in questo settore rimane la dovuta attenzione per la sopportabilità dell’indebitamento e il sostegno a una gestione affidabile del debito. A tal fine, la SECO sostiene program- mi di formazione nella gestione del debito e per il miglioramento delle capacità analitiche.
Iniziative multilaterali per lo sdebitamento: Iniziativa per lo sdebitamento dei Paesi poveri fortemente indebitati (Heavily Indebted Poor Country Iniziative, HIPC) e Iniziativa multilaterale di riduzione del debito (Multilateral Debt Relief Iniziative, MDRI) Con il credito per lo sdebitamento stanziato nel 1991 dal Consiglio federale e dal Parlamento in occasione del settecentesimo anniversario della Confederazione, la Svizzera ha assunto un ruolo pioniere nello sdebitamento bilaterale. Questi sforzi sono sfociati nel 1996 nello sdebitamento coordinato a livello inter- nazionale nel quadro dell’iniziativa Heavily Indebted Poor Countries (HIPC). Lo scopo di tale iniziativa è di ridurre il servizio del debito a un livello economica- mente sopportabile e di assicurare parallelamente che i mezzi così liberati siano investiti in opportunità per gli strati più poveri della popolazione. Fino ad oggi
31 Paesi su complessivamente 41 Paesi con diritto di partecipazione hanno av-
viato il processo HIPC. I loro debiti sono stati ridotti del 60 per cento, da 89 miliardi a 35 miliardi di dollari US (valore del capitale fine 2005). La ridu- zione del servizio del debito è stata accompagnata da un nuovo orientamento della spesa pubblica: dal 2000 il servizio del debito dei 31 Paesi HIPC si è ridot- to del 3 per cento all’1.6 per cento del prodotto interno lordo, mentre le spese in settori prioritari sono aumentate del 2,6 per cento a 9.4 per cento nel 2007.
Nel luglio del 2005, in occasione del vertice G8 a Gleneagles, Regno Unito, è stata varata l’iniziativa Multilateral Debt Relief Initiative (MDRI). Nell’ottica del raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio è stato proposto di andare oltre l’attuale riduzione dei debiti e di condonare integralmente il debito ai Paesi che hanno superato con successo il processo HIPC. La Svizzera sostiene quest’iniziativa, che costituisce un ulteriore contributo al raggiungimento dei MDG.
2. Finanziamento delle infrastrutture
L’esercizio efficiente e l’approntamento durevole di infrastrutture economiche hanno assunto un crescente rilievo nel quadro della globalizzazione. In genere si tratta di un presupposto indispensabile per permettere condizioni di vita adeguate e l’esercizio di un’attività economica. Sono tuttora richieste tecnologie moderne e un trasferimento di conoscenze nei settori delle infrastrutture in cui la Svizzera dispone di particolari competenze. Per questi motivi la promozione dell’infrastruttura si è concentrata sull’approvvigionamento di acqua potabile, la depurazione delle acque reflue, lo smaltimento dei rifiuti, i trasporti pubblici e la salute. Poiché le possibilità di ricorso allo strumento del finanziamento misto sono limitate in seguito alla dimi- nuzione della domanda dei Paesi in sviluppo e delle limitazioni nel quadro del pacchetto di Helsinki dell’OCSE5, è stato istituito lo strumento di promozione dei partenariati pubblico-privato (Public Private Partnerships – PPP).
Vietnam – Ba Ria Wastewater Collection and Treatment Project In seguito alla crescente attività industriale e al costante aumento della popola- zione nella provincia Ba Ria – Vung Tau nel Vietnam meridionale, per lo svi- luppo economico e sociale futuro di questa regione è indispensabile un tratta- mento professionale delle acque di scarico. L’inquinamento delle acque com- porta notevoli rischi per la salute della popolazione e pregiudica in modo significativo l’agricoltura, la piscicoltura e il settore turistico. Il progetto prevede l’allacciamento delle economie domestiche alla canalizzazione, il risanamento e l’ampliamento dell’esistente canalizzazione mista e la costruzione di un impian- to di depurazione delle acque. Parallelamente, la società di gestione beneficia di un importante trasferimento delle conoscenze che le consentirà, al termine del progetto, di garantire una gestione complessiva sostenibile delle acque di scari- co. Una particolare attenzione è dedicata al trattamento delle acque reflue indu- striali. Il Vietnam partecipa ai costi nella misura di CHF 14,5 milioni, mentre la Svizzera contribuisce con un importo di CHF 10,5 milioni della seconda linea di finanziamento misto svizzero-vietnamita.
Lo strumento del finanziamento misto consente l’acquisto di beni svizzeri e delle relative prestazioni di servizio per progetti infrastrutturali. Il finanziamento misto, che si compone di un elemento di dono della Confederazione e di un credito com- merciale all’esportazione concesso da banche svizzere, consente ai Paesi in sviluppo di accedere a crediti concessionali a medio e lungo termine per il risanamento e l’ammodernamento dell’infrastruttura pubblica. La parte non rimborsabile del finan- ziamento varia a dipendenza del Paese e del settore tra il 47 e il 60 per cento. Per radicare ancor meglio lo strumento negli obiettivi di politica dello sviluppo e nelle riforme dei Paesi partner e per consolidare la sostenibilità dei progetti, nei nuovi progetti complessi le misure d’accompagnamento tecniche sono state rafforzate. Nell’ambito di diversi progetti sono state attuate vaste riforme istituzionali (segna-
5 Il pacchetto di Helsinki dell’OCSE limita l’utilizzo del finanziamento misto a progetti commercialmente non redditizi onde evitare distorsioni del mercato e il ricorso abusivo a crediti di sostegno alle esportazioni. Fanno eccezione unicamente piccoli progetti commercialmente redditizi per un importo fino a 2 milioni di Diritti speciali di prelievo (DSP).
tamente in Egitto) e, laddove necessario, le si è completate con misure di sostegno nell’ambito della politica settoriale. In considerazione del fatto che, in virtù delle loro specificità, i finanziamenti misti sono richiesti solo in pochi Paesi, si è giunti a un’ulteriore concentrazione dello strumento a pochi Paesi. Di conseguenza, le uscite sono diminuite a 10–15 milioni di franchi all’anno. Le linee di finanziamento misto nelle Filippine e in India sono state chiuse. In Colombia è stato felicemente concluso un ultimo progetto con la fornitura di strumenti di misurazione per l’Istituto nazio- nale di idrologia, meteorologia e dell’ambiente e in Guatemala è stata avviata la realizzazione dell’ultimo progetto in ambito catastale. Mentre anche in Cina la collaborazione nell’ambito dei finanziamenti misti si sta avviando al termine con la conclusione dei progetti ambientali nel settore delle acque luride e dei rifiuti, dopo la realizzazione di due progetti ferroviari in Tunisia è ancora disponibile un piccolo saldo per un ultimo progetto ambientale. Diversi nuovi progetti in ambito ambientale e sociale hanno potuto essere approvati nel quadro dei programmi di finanziamento misto tuttora in corso in Egitto, Giordania e Vietnam, e lanciati assieme a misure d’accompagnamento tecniche, istituzionali e politiche integrate. Parallelamente alla decrescente importanza dei finanziamenti misti, è aumentata la domanda di partenariati pubblico-privato, poiché il fabbisogno nel finanziamento di infrastrutture supera di gran lunga le possibilità del bilancio pubblico dei Paesi in sviluppo come del resto anche dei Paesi donatori, e le competenze economico- aziendali per un esercizio a copertura dei costi ed efficace dell’infrastruttura gene- ralmente sono insufficienti. Per colmare questa lacuna, è quindi necessaria mobilita- re risorse finanziarie private, sia come capitale proprio sia come capitale di credito. Inoltre, il coinvolgimento del settore privato facilita l’accesso a conoscenze specia- lizzate e a nuove tecnologie e consente l’introduzione di nuove forme organizzative e di nuovi metodi di gestione. Non da ultimo, il partenariato tra il settore privato e il settore pubblico fungono da innesco per urgenti riforme strutturali. I partenariati pubblico-privato non sono assimilabili a semplici privatizzazioni. Al
contrario, lo Stato mantiene il suo influsso e il controllo, conservando la proprietà degli impianti e definendo con chiarezza gli obblighi e il margine di manovra del privato nel quadro di un accordo di prestazione. I contributi ai partenariati pubblico-privato possono essere forniti in vari modi e possono comprendere componenti d’investimento non commerciali, tasse di gestio- ne, sussidi mirati ai poveri e assistenza tecnica. Negli scorsi anni sono stati svilup- pati i primi progetti nel settore idrico (Tanzania, Bolivia, Perù e Nicaragua) e un progetto di sostegno alle riforme nel settore dell’elettricità in Ghana. Oltre a ciò, la SECO ha partecipato alla multilaterale Public Private Infrastructure Facility (PPIAF) per il miglioramento delle condizioni quadro per lo sviluppo delle infrastrutture. In collaborazione con Swiss Re e la DSC, sono state inoltre elaborate e già sperimenta- te sui primi progetti linee direttive pratiche per la realizzazione di partenariati pub- blico-privato nel settore idrico. I versamenti per il sostegno dei partner pubblici nel settore PPP sono ammontati a circa 10 milioni di franchi. Le prime esperienze hanno dimostrato che coinvolgendo il settore privato vengono mobilitate risorse tecniche e finanziarie, con il conseguente contributo al miglioramento delle prestazioni d’infrastruttura. Il modello è però anche una forma di cooperazione assai complessa, che pone elevate esigenze alle condizioni quadro e agli attori coinvolti. L’attuazione di PPP può avere successo solo con una chiara attribuzione dei ruoli, una coopera- zione partenariale e il sostegno delle istanze politiche decisionali. La decisione per un PPP dev’essere quindi ben ponderata e risultante dalla precedente consultazione
dei gruppi d’interesse coinvolti. Se decide di concerto per una cooperazione con il settore privato, il governo può impostare il PPP in numerosi modi in funzione della migliore aderenza alle specifiche esigenze locali. I progetti richiedono un impegno a lungo termine e un ampio sostegno dei partner pubblici nella preparazione dei pro- getti e delle necessarie condizioni quadro. Si è inoltre constatato che un’estensione di questo modello a diverse modalità di partecipazione del settore privato e anche a progetti più piccoli e meno complessi può essere utile alla promozione di partenaria- ti pubblico-privato. Oltre al sostegno del lato pubblico, la SECO partecipa all’approntamento di mecca- nismi che facilitano la partecipazione del settore privato ai PPP. Tre strumenti finan- ziati dal quinto credito quadro sono stati proseguiti. La SECO ha collaborato alla creazione di una grande istituzione dedicata allo sviluppo di meccanismi di finan- ziamenti innovativi per progetti infrastrutturali, l’Infrastructure Development Finan- ce Corporation (IDFC), oggi riconosciuta come un attore indispensabile per lo sviluppo delle infrastrutture in India. Peraltro, la SECO partecipa a due fondi d’investimento in Africa, il cui portafoglio complessivo comprende una ventina di progetti per un volume totale d’investimenti di circa un miliardo di franchi, di origi- ne pubblica e privata. Gli effetti in termini di sviluppo sono positivi sia dal punto di vista dell’accesso ai servizi sia per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo dell’economia e delle capacità locali. La SECO ha partecipato altresì al Private Infrastructure Donor Group (PIDG), un consorzio di donatori che si è dato lo scopo di rimuovere gli ostacoli che frenano la partecipazione del settore privato ai progetti infrastrutturali. La partecipazione a questo gruppo è risultata molto positiva sia per lo scambio di conoscenze, l’armonizzazione degli approcci e lo sviluppo di istituzioni innovatrici sia per l’effetto leva sull’investimento privato.
3. Promozione degli scambi commerciali
L’estensione della globalizzazione mette sotto pressione i Paesi in sviluppo, ma dischiude loro anche nuovi potenziali in virtù della maggiore divisione internaziona- le del lavoro. La divisione del lavoro e il commercio che ne risulta costituiscono un importante motore dello sviluppo e possono fornire un decisivo contributo alla riduzione della povertà. La promozione del commercio della SECO sostiene median- te misure selettive un commercio che considera più attivamente le esigenze e le possibilità dei Paesi in sviluppo. A tal fine, la SECO articola le sue attività princi- palmente attorno alla tematica commercio/standard ambientali e sociali in base alle regole dell’OMC, agli aspetti rilevanti in materia di commercio delle convenzioni multilaterali sull’ambiente (biodiversità, clima ecc.) e alle fondamentali norme dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). La SECO collabora principal- mente con le agenzie specializzate delle Nazioni Unite (UNIDO, UNCTAD, ITC ecc.), le organizzazioni internazionali delle materie prime, i servizi specializzati in seno all’Amministrazione federale, le organizzazioni non governative, le imprese private, esperti e istituzioni di formazione. Per l’attuazione efficace dei compiti la SECO interviene ai tre livelli descritti nel seguito. Politica commerciale: le misure sono state incentrate sul sostegno dello sviluppo di professionalità locali in Paesi partner in vista dell’adesione all’OMC e sulla formu- lazione e l’attuazione di moderne politiche commerciali. In vista della Conferenza ministeriale dell’OMC a Cancun/Messico nel 2003, è stato possibile lanciare la cosiddetta iniziativa sul cotone che nel frattempo è sostenuta da diversi altri donatori (vedi riquadro). Il tema è assurto a uno dei punti principali per un esito positivo del
ciclo OMC di Doha. Questa iniziativa ha evidenziato come anche i Paesi in sviluppo più poveri possano farsi valere in seno a un dispositivo regolamentare internazionale e approfittarne. Allo stesso tempo, l’iniziativa ha contribuito a rafforzare la credibili- tà del dispositivo di cui potranno trarre profitto segnatamente gli Stati piccoli e indipendenti. Nel quadro del partenariato con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo svilup- po industriale (UNIDO), la SECO ha varato programmi per il rafforzamento degli standard di qualità e degli attestati di conformità in Tanzania, Mozambico, Ghana, Libano e Vietnam. Questi programmi offrono un sostegno alle autorità locali nell’applicazione degli standard di qualità richiesti dai mercati internazionali, nel miglioramento della metrologia e nell’introduzione di moderni metodi di prova. In tal modo i Paesi partner saranno in grado in futuro di eseguire da sé test riconosciuti a livello internazionale al fine di accertare se le esportazioni di prodotti agricoli o primari sono conformi alle norme internazionali di tutela della sicurezza dei consu- matori. I programmi si basano sulla constatazione che la sola liberalizzazione dei mercati non è sufficiente a implementare una crescita economica basata sulle espor- tazioni e atta a ridurre la povertà. La tutela della proprietà intellettuale e un efficace sistema di concorrenza sono fattori importanti per un migliore scambio di beni e servizi e la creazione di un contesto economico favorevole alle innovazioni. D’intesa con l’UNCTAD e con il sostegno della Commissione della concorrenza (Comco), la SECO ha attuato in Perù, Bolivia e in America centrale un programma per lo sviluppo di politiche in materia di concorrenza specifiche per Paese con le afferenti legislazioni nonché per il rafforzamento delle autorità garanti della concorrenza. In collaborazione con l’Istituto della proprietà intellettuale (IPI) è stato possibile trasferire anche al Ghana le esperienze positive per il rafforzamento della tutela della proprietà intellettuale raccolte in Vietnam. Promozione delle esportazioni: l’esistenza di istituzioni e politiche moderne per l’adempimento di standard internazionali di qualità e sostenibilità costituisce una condizione importante per una migliore integrazione delle imprese locali nelle
catene del valore aggiunto globali. Le PMI nei Paesi in sviluppo vanno inoltre abilitate al rispetto delle norme e degli standard internazionali, delle garanzie d’origine ecc. A tal fine, la SECO ha elaborato di concerto con il Centro per il commercio internazionale di Ginevra (ITC) pacchetti completi di prestazioni di servizio nel settore commerciale per le PMI nei Paesi in sviluppo la cui attuazione è affidata a fornitori di servizi locali come organizzazioni per la promozione delle esportazioni o camere di commercio. Il programma elaborato con il sostegno della SECO in Bolivia serve, in seguito alla circostanziata valutazione esterna da parte dell’ITC, da riferimento per gli altri programmi dell’ITC. Accesso ai mercati: i produttori nei Paesi in sviluppo spesso non dispongono di contatti diretti con potenziali acquirenti dei loro prodotti e servizi sui mercati sviz- zeri ed europei. Per questo motivo il programma «Swiss Import Promotion Program» (SIPPO) promuove siffatti contatti diretti, specialmente tramite il sostegno alla partecipazione a fiere di produttori e fornitori di servizi dei Paesi in sviluppo. Una valutazione del 2006 ha confermato la rilevanza di questo mandato. Oltre a ciò, le misure di sostegno all’importazione consistono in una parte tariffale e una parte non tariffale. Per poter concedere ai Paesi in sviluppo un accesso agevolato al mer-
cato, è stato riveduto il sistema svizzero di preferenze tariffali. Oltre a una legge di durata indeterminata sulle preferenze tariffali6 approvata all’unanimità dal Parla- mento, esso comprende altresì l’ordinanza sulle preferenze tariffali7 e la pertinente ordinanza sulle regole d’origine8. In seguito alla revisione dell’ordinanza sulle preferenze tariffali, dal 2007 i Paesi più poveri possono importare le loro merci in regime d’esenzione dal dazio e senza contingente. Con questo passo, la Svizzera si situa tra i primi Paesi ad aver integralmente attuato l’impegno dell’accesso ai merca- ti esente da dazio e libero da contingente per i Paesi più poveri assunto in occasione della Conferenza ministeriale dell’OMC a Hong Kong alla fine del 2005. L’ordi- nanza sulle regole d’origine è attualmente in revisione. Mediante la promozione dei marchi biologici e del commercio equo in base alla strategia dei marchi della Confederazione (cfr. CIRio 2000) è possibile qualificare e quindi commercializzare meglio un prodotto, nonché promuovere modi di produzio- ne e consumo sostenibili. Inoltre, il rispetto degli standard ambientali e sociali d’alto livello di questi marchi contribuisce a uno sviluppo sostenibile nei Paesi partner. Per questo motivo è stato istituito nel settore del commercio equo un coordinamento internazionale dei donatori per la promozione mirata del commercio equo come motore dello sviluppo. Orbene, siccome il commercio equo si è internazionalizzato e con quote di crescita di fino il 50 per cento dispone di un grande potenziale di ridu- zione della povertà, un’azione armonizzata e coordinata ai sensi della Dichiarazione di Parigi risulta oltremodo promettente. Materie prime: nel settore delle materie prime è stata preminente la promozione del commercio di beni agricoli prodotti in modo sostenibile. A complemento della promozione dell’accesso ai mercati di prodotti qualificati provenienti da Paesi in sviluppo (commercio equo, prodotti biologici, specialità) la SECO si è impegnata in misura crescente nella promozione della sostenibilità in mercati di massa. I partner principali della SECO erano da un lato gli attori direttamente coinvolti lungo le filiere internazionali del valore aggiunto (cfr. allegato 7), dall’altro le organizzazioni internazionali delle materie prime, segnatamente l’ITTO (legni tropicali), l’ICO
(caffè) e l’ICAC (cotone). In tutte queste organizzazioni ha avuto luogo negli scorsi anni un cambio di paradigma sostenuto dalla Svizzera, per cui sono maggiormente poste in primo piano questioni del commercio di beni di produzione sostenibile e sono stati maggiormente coinvolti nel lavoro attori non statali. Un nuovo approccio innovativo perseguito dalla SECO, uno dei primi donatori fin dal 2002, è l’elaborazione di criteri di sostenibilità con il coinvolgimento del settore privato, dei produttori dei Paesi in sviluppo e di organizzazioni non governative. I rappresentanti dei diversi gruppi d’interesse hanno elaborato attorno a tavole rotonde proposte comuni per un’impostazione più sostenibile della produzione e del com- mercio, che sia confacente alle esigenze dei consumatori e che tenga conto allo stesso tempo delle condizioni quadro nei Paesi in sviluppo. La SECO ha sostenuto diverse iniziative globali in tal senso, come per esempio l’elaborazione di un codice globale della sostenibilità nel settore del caffè, il Common Code for the Coffee Community (the 4C), o la tavola rotonda nel settore della soia (Round Table on Responsible Soy).
6 RS 632.91 7 RS 632.911 8 RS 946.39
Nel settore politicamente sensibile del legno tropicale la SECO promuove condi- zioni quadro atte a favorire il commercio di legno e altri prodotti forestali prodotti in modo sostenibile. In Svizzera la SECO si è impegnata per la promozione della sostenibilità nell’importazione di legno tropicale. Nell’estate del 2004 l’Asso- ciazione svizzera ramo porte (VST/ASRP) e le organizzazioni ambientaliste Green- peace Svizzera e WWF Svizzera hanno siglato sotto l’egida della SECO un accordo in base al quale i membri dell’ASRP si impegnano a non utilizzare legname tropi- cale prodotto illegalmente e, a medio termine, a trasformare solo legno prodotto in modo sostenibile. Questo nuovo orientamento della domanda introduce incentivi sul versante dell’offerta che portano a una gestione forestale responsabile nei Paesi d’origine. La considerazione di criteri di sostenibilità ambientale e sociale nonché gli accordi volontari, basati sulla cooperazione pubblico-privato, possono arginare più efficacemente lo sfruttamento predace di divieti. L’accordo ha carattere di mo- dello per l’industria del legno. In Svizzera esso ha dato la stura a ulteriori colloqui in vista dell’introduzione di standard volontari per l’approvvigionamento e l’impiego di legno a cui partecipano le associazioni ambientaliste, il commercio del legno, l’industria del legno e l’industria di trasformazione del legno. Nel settore del cotone sono stati rafforzati produttori nell’Africa occidentale affinché possano sfruttare le opportunità loro offerte dai mercati internazionali grazie a una produzione orientata in funzione della domanda. L’obiettivo di un programma rea- lizzato assieme a Helvetas in Burkina Faso e nel Mali è la promozione dell’esporta- zione di cotone biologico. La collaborazione con diversi anelli della catena di crea- zione del valore aggiunto (contadini, industria di trasformazione, commercianti, importatori) ha permesso di tessere affidabili relazioni di produzione e commercializ- zazione che hanno consentito al cotone bio di uscire dalla nicchia di mercato ed entrare nel mercato di massa. Lo sviluppo del mercato di vendita è promettente, tant’è vero che diverse imprese preminenti del commercio e grandi distributori si sono impegnati a rilevare per diversi anni l’intera produzione dei progetti in Burkina Faso
e Mali a condizioni del commercio equo. Mentre nella produzione convenzionale del cotone le donne sono pressoché escluse a causa della mancanza d’accesso ai crediti e della tossicità dei pesticidi impiegati, nel programma bio il 40 per cento delle aziende è gestito da donne. Pertanto, il programma non contribuisce soltanto allo sdebitamen- to e al miglioramento del reddito, ma rafforza anche il ruolo della donna nella struttu- ra familiare.
L’iniziativa sul cotone nell’OMC Nella primavera del 2003 la SECO, in collaborazione con IDEAS Centre a Gi- nevra, ha lanciato la cosiddetta iniziativa sul cotone per sostenere l’azione politi- ca condotta in seno all’OMC dagli Stati africani Benin, Burkina Faso, Mali e Ciad. I quattro Paesi sono stati scelti come partner in quanto il settore del cotone è centrale per la loro economia e per i ricavi dell’esportazione. Con il lancio e il sostegno dell’iniziativa del cotone in occasione del ciclo negoziale di Doha dell’OMC i quattro Paesi hanno potuto per la prima volta perseguire in modo professionale i propri interessi in seno a questo dispositivo, il che, nel maggio del 2003, ha portato alla prima istanza sul cotone (submission) presso l’OMC. In virtù del suo rapido successo politico, dall’estate del 2003 l’iniziativa è stata
estesa ad altri sei donatori (Danimarca, Germania, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Svezia).
Il progetto è fondato su tre pilastri: il sostegno delle delegazioni negoziali della C-4 presso l’OMC e nelle capitali (advocacy), il trattamento dell’informazione e la sensibilizzazione (networking incluso) nonché la formazione di praticanti a Ginevra (di volta in volta durante sei mesi presso IDEAS Centre).
Le rivendicazioni africane sono state presentate in base ai principi dell’OMC (libero commercio) e dell’importanza del cotone nella lotta contro la povertà in Africa. Grazie a questa iniziativa di successo, per la prima volta i Paesi piccoli e molto poveri hanno potuto indurre i grandi a discutere formalmente sull’impatto dei sussidi agricoli sull’economia dei Paesi africani, al punto che il «cotone» è assurto a uno degli indicatori chiave per misurare se il ciclo di Doha risulta o no compatibile con le esigenze dello sviluppo.
Commercio/ambiente/standard sociali: i mercati internazionali esigono, per i beni commerciali, oltre al rispetto degli standard tecnici di qualità, sempre più spesso anche il rispetto di criteri ambientali e sociali. La SECO, dopo aver fornito in col- laborazione con l’UNIDO un sostegno sostanziale alla realizzazione di centri locali per la promozione di tecnologie e processi di trasformazione rispettosi dell’ambiente (Cleaner Production Centre), nel 2002 ha iniziato a sviluppare a titolo complemen- tare e d’intesa con l’OIL a Ginevra, un programma per l’attuazione delle norme fondamentali del lavoro a livello d’impresa. Il successo del programma pilota in Vietnam ne ha permesso l’estensione all’India, al Sudafrica, al Perù, alla Bolivia e all’America centrale. Il cosiddetto Programma di miglioramento della produzione (Factory Improvement Program) costituisce nel frattempo il nucleo dei programmi d’assistenza tecnica dell’OIL e sarà ora allargato a criteri supplementari relativi alla responsabilità sociale dell’impresa (Corporate Social Responsibility). I lavori dei Cleaner Production Centre hanno permesso lo svolgimento di progetti pilota relativi al Meccanismo di Sviluppo Pulito (Clean Development Mechanism, CDM) nel settore industriale per l’attuazione del Protocollo di Kyoto della Conven- zione sul clima. Il commercio di prodotti e servizi in relazione alla biodiversità assicura, oltre alla preservazione di specie vegetali e animali minacciate di estinzione, l’uso sostenibile, rispettivamente l’accesso alle risorse genetiche e l’equa ripartizione degli utili pro- venienti dallo sfruttamento delle stesse (Access and Benefit Sharing). Lo sfruttamen- to sostenibile concerne prioritariamente i prodotti farmaceutici e agricoli locali (autoctoni). Qui emerge in modo esemplare la promozione lungo la filiera del valore con l’interrelazione di temi della politica commerciale (condizioni quadro adeguate), della promozione delle esportazioni (qualità dei prodotti) e dell’accesso ai mercati (partecipazione a fiere tramite SIPPO), in analogia ad atri esempi menzionati sopra.
4. Promozione degli investimenti
Il settore privato svolge un ruolo preponderante nell’introduzione di meccanismi di crescita durevole nei Paesi in sviluppo. Le imprese private, generalmente PMI, creano posti di lavoro, introducono nuove tecnologie e contribuiscono ad aumentare il gettito fiscale. La strategia della SECO nel settore dello sviluppo del settore priva-
to rimane attuale. Essa è stata accolta favorevolmente dall’Esame dei Paesi OCSE (2005) e confermata da una quota di successi dell’85 per cento delle valutazioni per le transazioni di questo periodo. I principali obiettivi fissati nell'ambito del sesto credito quadro sono stati raggiunti; in particolare, è stata effettuata una più netta distinzione tra investimenti e attività nel settore dell’assistenza tecnica e del raffor- zamento delle capacità. Con l’esternalizzazione del mandato d’investimento alla Sifem, l’approccio si è concentrato maggiormente sullo sviluppo del settore privato nell’ambito dello sviluppo di condizioni quadro, di una mentalità imprenditoriale e di un settore finanziario commerciale al servizio delle PMI. Nel giugno del 2005 la SECO ha lanciato la Società svizzera di finanziamento per lo sviluppo (Swiss Investment Fund for Emerging Markets, Sifem) e ha trasferito la gestione del suo portafoglio d’investimento al Sifem. Dopo due anni d’attività in stretta collaborazione con la SECO, il bilancio dell’esperienza corrisponde alle attese. Dal lancio del Sifem fino alla fine del 2006, sono stati proposti e approvati dalla SECO 16 nuovi investimenti, e la situazione del portafoglio è nel complesso buona. Tramite il Sifem, la SECO partecipa attualmente a 33 progetti di cui una maggioranza di fondi di capitale di rischio (private equity) che offrono opportunità di finanziamento a lungo termine a imprese (soprattutto PMI) senza accesso ai mercati finanziari. Tenuto conto dell’aumento di valore attualizzato di ciascun investimento, risulta una redditività media del portafoglio attorno al 5–10 per cento, il che è notevole. Inoltre, grazie alla redditività di determinati fondi, i rientri degli investimenti sono ammontati, nel periodo 2005–2006, a più di 40 milioni di franchi. Con questi riflussi è stato possibile finanziare progetti supplementari, talché il loro effetto moltiplicatore ha potuto pienamente esplicarsi. La gestione finanziaria dei fondi di prestiti e partecipazioni è stata attentamente seguita e verificata con succes- so nel 2006 dal Controllo delle finanze. Il Sifem dispone inoltre, sul modello di altre istituzioni europee di finanziamento dello sviluppo, di uno strumento per il controllo corrente dell’impatto sullo sviluppo dei progetti d’investimento. Infine, uno studio
d’impatto ha dimostrato che ciascun franco investito in una PMI genera 12 franchi nell’economia locale.
Sifem – Swiss Investment Fund for Emerging Markets Nel giugno 2005 la SECO ha trasferito la gestione del suo portafoglio d’investi- mento realizzato in funzione della cooperazione economica allo sviluppo al Si- fem AG (Swiss Investment Fund for Emerging Markets) sulla base di un detta- gliato contratto di prestazioni. Questo trasferimento è avvenuto, in corrispondenza alla visione sviluppata nell'ambito del sesto credito quadro, al fine di ottimizzare la gestione degli strumenti finanziari (prestiti e partecipazio- ni) utilizzati dalla SECO e di facilitare alle imprese nei Paesi partner l’accesso alle opportunità di finanziamento. L’esternalizzazione della gestione degli inve- stimenti mira soprattutto a rafforzare l’efficienza delle transazioni finanziate dalla SECO e a rispondere all’esigenza di professionalizzare questo tipo di stru- menti segnatamente per quanto concerne la gestione dei rischi. Nella sua veste attuale, il Sifem gestisce il portafoglio esistente, fornisce la pro- pria consulenza alla SECO in merito a tutti i nuovi investimenti e predispone, su mandato della SECO, mezzi di finanziamento a lungo termine per progetti di sviluppo del settore privato in Paesi in sviluppo e in transizione. Dopo più di due anni d’attività in stretta collaborazione con la SECO, il bilancio dell’esperienza
corrisponde appieno alle aspettative, sia a livello di funzionamento della società sia per quanto concerne lo sviluppo del portafoglio d’investimento. Nel frattem- po sono adempiute tutte le condizioni per portare a compimento nel 2008 l’istituzionalizzazione definitiva del Sifem mediante un’istanza formale al Con- siglio federale. Attualmente sono in corso gli ultimi preparativi e si stanno discu- tendo proposte concrete. Con il Sifem, la Svizzera può avvalersi di una visibilità verso l’interno e l’esterno coerente con la volontà di fare degli investimenti uno degli assi principali della strategia dell’aiuto economico allo sviluppo nei Paesi partner. Con un tale posizionamento la Svizzera può profilarsi nei confronti dei Paesi partner. Inoltre, esso consente di cooperare efficacemente con il settore privato svizzero contribuendo a mobilitare in Svizzera flussi di capitali privati per progetti di sviluppo. Un esempio concreto di questa collaborazione è il lan- cio di un nuovo contenitore che permette agli investitori privati di investire con la SECO in fondi di capitali di rischio nei Paesi in sviluppo. Dal punto di vista dello sviluppo il ruolo di investimenti tramite partecipazioni a fondi di capitali di rischio è di fondamentale importanza in considerazione dell’assenza di alternative per la concessione di finanziamenti a lungo termine in particolare per le PMI. Tale ruolo va tuttavia ben oltre il settore finanziario, dato che questi contenitori d’investimento promuovono tendenzialmente standard internazionali in materia di sistemi di gestione della contabilità, di trasparenza e della buona conduzione dell’impresa (Corporate Governance). Questi investi- menti svolgono pertanto un importante ruolo nell’estensione dei mercati finan- ziari locali in quanto contribuiscono a mettere sul mercato imprese finanziaria- mente sane e trasparenti che hanno a loro volta un forte effetto dimostrativo. Ciò significa che queste PMI non creano solo impieghi diretti ma anche indiretta- mente tramite le loro catene di fornitori e che sono in grado di migliorare la ri- munerazione dei loro dipendenti.
Oltre ai progetti d’investimento sono state proseguite le attività secondo i tre assi stabiliti nel precedente credito quadro. Con 67 nuovi progetti approvati nel periodo d’attuazione, il portafoglio è stato ampliato soprattutto nell’Africa subsahariana. Nell’ottica della creazione di un contesto favorevole al settore privato, la SECO ha perseguito il suo approccio di nicchia finalizzato alla semplificazione delle proce- dure e delle riforme legali e istituzionali concernenti le imprese come il diritto societario, le procedure di ammissione, il diritto contrattuale, i sistemi di garanzia, il diritto sui fallimenti, il regime della proprietà fondiaria, il diritto della proprietà e del lavoro. In tal senso, sono stati realizzati progetti mirati per la rimozione dei princi- pali ostacoli per le PMI in America centrale, Bolivia e Africa con partner come l’IFC, FIAS o FUNDES. Dal punto di vista del finanziamento delle imprese, la SECO vorrebbe incentivare intermediari finanziari ad estendere la loro base di clienti e a sviluppare prodotti corrispondenti alle esigenze delle PMI. A tal fine, la SECO offre a queste istituzioni finanziarie assistenza tecnica per aiutarle nello sviluppo di nuovi mercati, ad esempio nel settore del leasing, del mercato ipotecario e dei prestiti a PMI. Partecipa anche all’elaborazione di sofisticati prodotti finanziari come i meccanismi di cartolarizzazione («securitization») miranti alla copertura e alla ripartizione del rischio. La SECO concede anche garanzie atte a favorire le attività d’importazione, d’esportazione o gli investimenti classici. In particolare, la SECO si è concentrata su meccanismi innovativi di garanzia per progetti d’infrastruttura privati e linee di credito verdi in Perù, Colombia e Vietnam per
incoraggiare le imprese a investire in tecnologie rispettose dell’ambiente. Come terzo asse d’intervento, il sostegno alle PMI è stato l’obiettivo principale di molti progetti in particolare in Asia e in Africa. Si tratta anche di una dimensione integrale di progetti volti a consentire l’accesso delle PMI a finanziamenti. Il mandato di facilitazione degli investimenti esteri affidato all’Organizzazione svizzera per il promovimento degli investimenti (Swiss Organisation for Facilitating Investments, SOFI) e lo Start-up Fund della SECO sono proseguiti in modo soddi- sfacente. Istituito al fine di promuovere progetti d’investimento del settore privato mediante la partecipazione al rischio con PMI svizzere ed europee, lo Start-up Fund ha generato per ciascun franco investito dalla SECO quasi sei franchi d’investimento, il che è da valutare come un successo. Dal canto suo, il mandato di facilitazione degli investimenti ha generato 4,66 franchi per ciascun franco investito dalla SECO, il che corrisponde a circa 450 progetti d’investimento. Ciò nonostante, la SECO ha deciso di non rinnovare questo mandato che è terminato nel dicembre del 2007. In effetti, negli ultimi dieci anni le condizioni per gli investitori stranieri e Svizzeri sono cambiate. Rispetto al 1996, l’evoluzione delle tecnologie dell’informa- zione e l’accresciuta disponibilità di servizi di consulenza commerciali per le impre- se (un effetto della crescente globalizzazione degli affari) offrono oggigiorno un contesto nettamente più favorevole per gli investitori talché il bisogno di un mandato pubblico come quello della SOFI è nettamente scemato. Inoltre, in questo periodo, l’interesse degli investitori per i Paesi emergenti e/o in sviluppo è nettamente au- mentato. Da questo punto di vista, il mandato di promozione degli investimenti della SOFI così come era concepito in origine appare ampiamente adempiuto. Di conse- guenza, la società SOFI SA è stata sciolta il 31 dicembre 2007.
Innovativi strumenti finanziari a favore dell’ambiente – l’esempio delle linee di credito verdi Nel 2003 la SECO ha sviluppato, sulla base di un progetto pilota, un nuovo stru- mento volto a facilitare la concessione di crediti bancari a PMI colombiane deside- rose di investire in tecnologie rispettose dell’ambiente: le linee di credito verdi. Questo strumento si compone da un lato della partecipazione al rischio di banche commerciali interessate e, dall’altro, dal parziale rimborso dei prestiti per le PMI che raggiungono determinati obiettivi ambientali definiti al momento dell’ac- censione del credito. L’impatto ambientale dei progetti finanziati tramite queste «linee di credito verdi» è valutato dal Centro per la produzione sostenibile (Centro Nacional de Producción Más Limpia – CNPML) sostenuto dalla SECO, responsa- bile anche per la successiva assistenza all’attuazione dei progetti. Queste linee di credito sono state offerte tra il 2003 e il 2006 da due banche co- lombiane, Bancolombia e Banco de Bogotá, e sostenute da un fondo di garanzia istituito dalla SECO. Le due banche hanno approvato 43 progetti, di cui una trentina hanno adempiuto tutti gli obiettivi ambientali stabiliti alla concessione del credito. Un esempio concreto dell’efficacia di questo strumento è il caso dell’impresa America de Curtidos, una PMI colombiana attiva nel settore della conceria e che conta 250 dipendenti locali. Tramite la linea di credito verde faci- litata dalla SECO, l’impresa ha potuto acquistare nuove macchine e un impianto per il riciclaggio del cromo. Questi investimenti hanno permesso di ridurre le emissioni di sostanze nocive del 90 per cento, di operare miglioramenti nel set- tore del consumo di prodotti chimici e idrici nonché di migliorare le condizioni
di lavoro e la sicurezza sul lavoro per i dipendenti. Tutti questi progressi hanno contribuito, grazie a una migliore qualità dei prodotti conforme a standard am- bientali, a un migliore posizionamento dell’impresa sui mercati d’esportazione. Sulla base di molteplici esperienze come quella di America de Curtidos e dell’interesse delle banche per questo segmento di mercato, la SECO ha rinno- vato le linee di credito verdi e ha introdotto nel 2005 in Perù e nel 2007 in Viet- nam facilitazioni simili.
5. Cooperazione multilaterale
Gli strumenti di finanziamento multilaterali mirano principalmente alla lotta contro la povertà e allo sviluppo di norme e standard internazionali sostenendo una crescita economica sostenibile e adeguata nei Paesi in sviluppo. La loro forza risiede nella capacità di sostenere riforme destinate a favorire l’integrazione dei Paesi in sviluppo nell’economia mondiale, a mobilitare il settore privato e soprattutto a coordinare le attività di una larga cerchia di attori. Con la sua partecipazione al capitale di istitu- zioni multilaterali dello sviluppo e in quanto Stato membro, la Svizzera collabora al processo decisionale e fa sentire la sua voce. L’approccio indicato dalla Svizzera nel quadro del sesto credito quadro in relazione alla collaborazione in seno alle istituzioni multilaterali rimane nella sua sostanza attuale. I principali obiettivi relativi al dialogo istituzionale, al coordinamento degli aiuti, al cofinanziamento e alla ricostituzione dei fondi sono stati raggiunti. Dialogo istituzionale La Svizzera è molto attiva nel dialogo istituzionale nel quadro delle istituzioni multilaterali di finanziamento. Il nostro Paese partecipa all’orientamento strategico di queste istituzioni e lo influenza. Grazie agli sforzi dei suoi direttori esecutivi in seno alla Banca mondiale, al FMI e alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), la Svizzera ha sviluppato il dialogo istituzionale e rafforzato la propria influenza sul processo decisionale nelle istituzioni multilaterali di finanzia- mento. Parallelamente, la SECO ha utilizzato le proprie competenze operative in materia di sviluppo del settore privato, delle infrastrutture, del commercio e dell’aiuto macroeconomico per contribuire in modo sostanziale al dialogo istituzio- nale. Grazie a tali competenze, è stato possibile approfondire temi quali lo sdebita- mento, il cambiamento del clima e il buon governo, e affermare la Svizzera quale partner riconosciuto nelle istituzioni multilaterali di finanziamento. Per quanto concerne il cambiamento climatico, la SECO ha sostenuto attivamente l’impegno delle istituzioni multilaterali, organizzando tra l’altro nel 2007 e nel 2008 colloqui con i presidenti delle banche multilaterali di sviluppo sulla problematica del cam- biamento del clima nell’ambito del Forum Economico Mondiale di Davos. In mate-
ria di sdebitamento, la SECO ha sostenuto taluni Paesi poveri come il Ghana nella gestione del debito. Per quanto concerne la governance, la Svizzera si è fortemente impegnata nel quadro della crisi di governance interna che ha scosso la Banca mondiale nella primavera del 2007 e che ha portato alle dimissioni del suo presidente Paul Wolfowitz. Tramite la sua governatrice e il suo direttore esecutivo, la Svizzera ha partecipato attivamen- te alle discussioni in relazione all’affare Wolfowitz. Essa ha sottolineato la necessità che la Banca mondiale mantenga massimi standard nella buona gestione degli affari
interna e che adotti appropriate misure per mantenere la sua credibilità e la sua buona reputazione presso i suoi membri. Cofinanziamenti La SECO ha sviluppato i cofinanziamenti con le istituzioni multilaterali di sviluppo in tutti i sui settori d’intervento. I cofinanziamenti presentano molteplici vantaggi. Essi permettono la partecipazione finanziaria a programmi di ampia portata che non potrebbero essere sostenuti dalla sola SECO. Stimolano inoltre una migliore collabo- razione con i finanziatori e incoraggiano l’armonizzazione dell’aiuto presso i Paesi partner. Inoltre, tramite lo scambio con le istituzioni multilaterali di finanziamento, i cofinanziamenti consentono alla SECO di approfondire le proprie competenze e conoscenze specialistiche. D’altro canto, in determinati temi in cui è assai attiva, la SECO apporta le proprie competenze per proporre alle istituzioni nuovi orienta- menti. Ricostituzione dei fondi Negli anni 2004 e nel 2007 la Svizzera ha partecipato attivamente a due ricostituzio- ni dei fondi dell’Associazione internazionale per lo sviluppo (IDA 14 e 15) e del Fondo africano di sviluppo (FAD 10 e 11). In occasione di queste ricostituzioni, la Svizzera ha vigorosamente sostenuto alcuni temi necessari a una cooperazione efficiente allo sviluppo. La Svizzera ha proposto una ridefinizione dell’architettura globale dell’aiuto in base alla quale le singole istituzioni non cerchino più di coprire tutti i temi dello sviluppo ma si concentrino sui temi in cui vantano un vantaggio comparativo. La Svizzera ha sostenuto una gestione dell’allocazione dei mezzi basata sui risultati, fondandosi sull’idea che i Paesi poveri che creano buone condi- zioni quadro e forniscono risultati convincenti debbano essere sostenuti più attiva- mente dalle istituzioni. Inoltre ha incoraggiato le istituzioni multilaterali di finan- ziamento a introdurre gli strumenti necessari per misurare i risultati qualitativi e quantitativi delle loro attività. Per migliorare l’efficienza dell’aiuto globale, la Sviz- zera ha sostenuto programmi d’armonizzazione dell’aiuto tra le istituzioni multilate- rali e gli attori bilaterali dello sviluppo. Nel settore dei beni pubblici globali, essa ha incoraggiato attivamente la presa in considerazione dei problemi legati al cambia- mento del clima, il cui impatto sui Paesi poveri è disastroso. Per quanto concerne il
finanziamento dei diversi fondi, la Svizzera ha dovuto ridurre complessivamente il suo contributo finanziario, diminuendo la sua partecipazione al capitale del fondo IDA dal 2,43 per cento al 2,26 per cento per IDA 14 e dal 2,26 per cento al 2,1 per cento per IDA 15. Parimente, ha diminuito la sua partecipazione al capitale del fondo FAD dal 3 per cento al 2,57 per cento per FAD 10 e dal 2,57 per cento al 2,3 per cento per FAD 11.
6. Gestione dei processi/sistemi di gestione
Approccio integrale della gestione della qualità: al fine di assicurare un impiego efficiente ed efficace delle risorse dell’aiuto economico allo sviluppo, il campo di prestazioni Cooperazione e sviluppo economici della SECO ha ulteriormente conso- lidato il suo modello integrato di gestione della qualità basato sui tre pilastri proces- so di lavoro mirato, controllo dei risultati più severo e comunicazione pubblica efficace. Affinché l’intero campo di prestazioni possa fornire prestazioni d’alto livello, sono decisivi processi e sistemi di lavoro efficienti. A tal fine, il campo di prestazioni della SECO è stato uno dei primi servizi dell’Amministrazione federale a introdurre un
sistema di gestione della qualità basato sulla norma ISO 9001. Questo sistema ISO stabilisce i processi e i metodi di lavoro determinanti per un buon funzionamento, consente una chiara attribuzione dei compiti e delle competenze e permette di docu- mentare lo svolgimento del processo. I principali sviluppi di questi primi cinque anni consistono nei seguenti elementi: (i) la conferma nel 2003 e nel 2006 della certifica- zione del sistema da parte di un’organizzazione indipendente, (ii) la continuità dell’impiego e l’aggiornamento dei processi e delle procedure integrate nel sistema e (iii) l’introduzione di una politica di gestione del rischio integrata al fine di rafforzare i processi esistenti e di promuovere l’analisi sistematica e la limitazione di rischi. Per quanto attiene alla gestione finanziaria, il sistema SAP è stato consolidato con l’integrazione di nuove informazioni e l’armonizzazione con le nuove regole della contabilità pubblica. L’accento posto sul controllo dei risultati è stato confermato a livello internazionale segnatamente dalla Dichiarazione di Parigi, che riconosce in una gestione orientata ai risultati un pilastro dell’efficacia dell’aiuto. Il controllo dei risultati dev’essere parte integrante di tutte le fasi del ciclo del progetto e in particolare della prepara- zione, del controllo permanente (monitoraggio) e della chiusura di un progetto. Ciò permette di definire in modo chiaro i risultati auspicati del progetto e di misurare i progressi conseguiti nella realizzazione del progetto al fine di poter adottare le necessarie misure correttive e rendere conto al termine del progetto sui risultati conseguiti. Le cinque principali innovazioni degli ultimi anni comprendono (i) l’introduzione di un manuale di logframe (matrice d’intervento) che permette di completare il manuale sugli indicatori, (ii) l’introduzione di un perfezionamento specifico per ciascun settore d’intervento, che si basa sulla definizione di un logfra- me, (iii) l’introduzione di valutazioni finali per un sistema di reporting integrato orientato ai risultati. Infine, svolge un ruolo importante la funzione della valutazione in quanto assicura un controllo esterno e/o indipendente dei risultati. I principali sviluppi in materia di valutazione sono i seguenti: (i) la comunità dei finanziatori privilegia sempre più spesso valutazioni congiunte, come la valutazione DSC/OCSE
sull’aiuto al bilancio generale (ii) un riesame approfondito dei criteri di misurazione dell’impatto delle misure; a questo proposito la SECO si impegna in maniera selet- tiva, ad esempio tramite il finanziamento di un «tracer study» per misurare gli effetti della semplificazione delle procedure di registrazione sulle imprese, (iii) la conces- sione di mezzi supplementari a favore della funzione di valutazione, e (iv) la conti- nuazione dei processi consolidati quali il rilevamento del tasso di successo dei progetti sulla base di una verifica indipendente della valutazione e di un giudizio conclusivo da parte dell’incaricato della valutazione. La politica d’informazione a livello del campo di prestazioni mira ad informare il pubblico sulle attività della cooperazione economica allo sviluppo e allo stesso tempo a rispondere alle domande più precise di un pubblico specializzato. Durante il periodo considerato, le principali innovazioni sono state (i) la professionalizzazione della funzione di comunicazione al fine di assicurare un’informazione chiara e facilmente accessibile; ciò ha permesso segnatamente di realizzare un sito web esaustivo, di rafforzare i contatti con la stampa e di aumentare il contributo della SECO alle manifestazioni organizzate di concerto con la DSC, ad esempio la confe- renza annuale, (ii) l’estensione dell’offerta informativa tramite il sito web, gli stam- pati e i prodotti video, (iii) il miglioramento della visibilità dei programmi finanziati dalla cooperazione svizzera nei Paesi partner in collaborazione con gli Uffici di cooperazione e le Ambasciate. Questi tre assi hanno trovato pieno riscontro negli
eventi organizzati in Svizzera e all’estero come le Fair Trade Fairs o la conferenza organizzata con il CASIN sul microfinanziamento, in cui la Svizzera ha potuto profilarsi quale ospite di primo rango e promotore di iniziative lungimiranti, e la SECO ha potuto praticare scambi attivi con importanti partner nazionali.
Allegato 4 Pagamenti della SECO nel 2006 (sesto credito quadro) secondo Paesi e settori tematici e secondo ONG, istituzioni svizzere di formazione e istituzioni internazionali di finanziamento Pagamenti secondo Paesi e settori tematici Tabella 1
Paese Pagamenti % Settori tematici Presenza
Paesi prioritari Ghana 16 903 870 11,5 % Sostegno macroeconomico Rappresentanza (aiuto al bilancio), infra- nell’ambasciata struttura (energia) e (50 %) promozione del commer- cio (standard dei prodotti) Tanzania 12 055 789 8,2 % Sostegno macroeconomico Rappresentanza (aiuto al bilancio), infra- nell’ufficio di coordi- struttura (acqua) e promo- namento della DSC zione del commercio (80 %) (standard dei prodotti) Mozambico 11 577 140 7,9 % Sostegno macroeconomico Rappresentante locale (aiuto al bilancio), promo- nell’ufficio di coordi- zione del commercio namento della DSC (standard dei prodotti), promozione degli investi- menti (PMI) Burkina Faso 9 331 919 6,4 % Sostegno macroeconomico – (aiuto al bilancio), promo- zione degli investimenti (clima d’investimento), promozione del commer- cio (cotone) Vietnam 8 275 555.67 5,6 % Promozione degli investi- Rappresentante menti (finanziamento nell’ufficio di coordi- PMI), promozione del namento della DSC commercio (accesso OMC, standard dei pro- dotti), settore finanziario (formazione). Nicaragua 7 850 783 5,3 % Sostegno macroeconomico – (aiuto al bilancio), promo- zione del commercio (produzione biologica). Sudafrica 5 477 350 3,7 % Promozione degli investi- Annesso rappresen- menti (clima tante dell’ambasciata d’investimento, finanzia- mento PMI), promozione del commercio (standard dei prodotti). Marocco 5 222 676 3,6 % Promozione degli investi- – menti (finanziamento PMI), promozione del commercio/dell’ambiente (standard di produzione)
Paese Pagamenti % Settori tematici Presenza
Bolivia 1 823 846 1,2 % Promozione del commer- – cio (promozione delle esportazioni, produzione biologica) Perù 1 680 241 1,1 % Promozione del commer- Rappresentanza da cio (promozione delle parte dell’Ufficio di esportazioni, standard di coordinamento della produzione ambiente), DSC promozione degli investi- menti (clima d’investimento) Egitto 1 621 700 1,1 % Infrastruttura (sanità), Rappresentanza da promozione del commer- parte dell’ambasciata cio (agevolazioni all’esportazione). Indonesia 1 016 667 0,7 % Promozione degli investi- menti (aiuto alla ricostru- zione dopo lo tsunami). Costa Rica 926 227 0,6 % Promozione degli investi- menti e del commercio Cina 737 966 0,5 % Promozione del commer- Rappresentanza da cio / dell’ambiente parte dell’ambasciata (politica commerciale). El Salvador 599 870 0,4 % Promozione degli investimenti. India 474 093 0,3 % Promozione del Rappresentante locale commercio. nell’ufficio di coordi- namento della DSC Giordania 372 052 0,3 % Promozione degli investi- Rappresentanza da menti (standard di produ- parte dell’ambasciata zione in materia ambienta- le). Honduras 370 919 0,3 % Promozione degli investimenti America 265 000 0,2 % Promozione del commer- centrale cio (standard dei prodotti). Guatemala 201 066 0,1 % Promozione degli investi- Rappresentanza da menti (Business Climate). parte dell’ambasciata
Totale 86 784 737 59,1% Altri Paesi Libano 2 104 180 1,4 % Promozione del commer- cio (standard dei prodotti, produzione biologica) Colombia 1 702 662 1,2 % Promozione degli investi- menti (Green Credit Line e standard ecologici di produzione). Mali 750 000 0,5 % Promozione del commer- cio (materie prime, cotone). Cuba 650 000 0,4 % Infrastruttura (rifiuti)
Paese Pagamenti % Settori tematici Presenza
Laos 130 000 0,1 % Promozione del commer- cio e dell’ambiente (standard ambientali di produzione). Cambogia 130 000 0,1 % Promozione del commer- cio e dell’ambiente (standard ambientali di produzione). Brasile 62 045 0,0 % Promozione del commercio
Totale 5 528 887 3,8 %
Progetti 23 244 850 15,8 % Africa settentriona- regionali le/orientale: promozione degli investimenti (fondo regionale d’investimento, PMI); Africa subsahariana: finanziamento dell’infrastruttura (agevo- lazione PPP); Asia: finanziamento dell’infrastruttura (agevo- lazione PPP) Globale 26 807 313 18,3 % Promozione del commer- cio e dell’ambiente (legno tropicale, commercio delle emissioni, rifiuti elettronici), promozione del commercio (SIPPO, politica commerciale, Commodity Risk), promo- zione degli investimenti (SOFI, Start-up Fund) Costi ammini- 4 477 695 3,0 % Contenitori, formazione, strativi, prestazioni di consulenti identificazione, (identificazione, valuta- valutazione, zioni) ecc.
Totale 146 843 482 100,0 %
Pagamenti della SECO a ONG, istituzioni svizzere di formazione e Tabella 2 istituzioni internazionali di finanziamento nell’anno 2006
Pagamenti Settori tematici Paese
Mandati Contributi Totale
ONG e organizzazioni non-profit African Institute for 20 538 20 538 Promozione Regionale Corporate Citizenship, del commercio Johannesburg Alliance Sud, Berna 167 198 167 198 Sdebitamento Globale Arbeitskreis Tourismus & 88 200 88 200 Promozione Vietnam Entwicklung , Basilea del commercio bio.inspecta, Frick 53 896 53 896 Promozione Romania, del commercio Libano BPD, Building Partnership 100 296 100 296 Infrastruttura Globale for Development in Water and Sanitation, Londra cinfo, Bienne 23 751 23 751 Comunicazione Globale CUTS Centre for Inter- 75 175 75 175 Promozione Asia national Trade, Economics & del commercio sudorientale Environment (CITEE), Giaipur Development Finance Inter- 437 598 437 598 Sdebitamento Nicaragua national Ltd, Londra Fairtrade Labelling Organiza- 125 500 125 500 Promozione Globale tions International (FLO),D- del commercio Bonn Fundes Internacional para 1 227 636 1 227 636 Promozione San Salva- America, San Salvador, degli dor, Costa Costa Rica, Guatemala investimenti Rica, Guatemala HELVETAS, Schweizer 1 311 600 1 311 600 Promozione Mali, Gesellschaft für internationale del commercio Burkina Faso Zusammenarbeit, Zurigo IDEAS, Partnership for 946 047 946 047 Promozione Ghana, Development, Ginevra del commercio Vietnam, Libano, Mozambico, globale Intercooperation, Berna 1 572 320 1 572 320 Promozione Nicaragua, del commercio, Costa Rica/ materie prime globale ISCOM und Fair Wear 70 000 70 000 Promozione Globale Foundation, Berna del commercio Kinderschutz Schweiz, 58 614 58 614 Promozione Globale Berna del commercio Schweizerisches Rotes 696 921 696 921 Infrastruttura Egitto Kreuz, Berna STEP Stiftung für gerechte 46 000 46 000 Promozione Globale Bedingungen in Teppich- del commercio Herstellung und -Handel, Berna
Pagamenti Settori tematici Paese
Mandati Contributi Totale
Swisscontact, Zurigo 2 102 500 2 102 500 Promozione Sudafrica, degli Indonesia investimenti Swisspeace, Berna 38 827 38 827 Promozione Bolivia del commercio Transparency International 55 000 55 000 Promozione Svizzera Schweiz, Berna degli investimenti e del commercio
Totale 9 162 616 55 000 9 217 616
Università svizzere/istituti di ricerca Eidg. Materialprüfungs- & 2 666 977 2 666 977 Promozione Globale, Forschungsanstalt (EMPA), del commercio Brasile, San Gallo Colombia, Perù Fachhochschule Nord- 366 400 366 400 Promozione Giordania westschweiz, Brugg del commercio Forschungsinstitut für 1 008 273 1 008 273 Promozione Libano, India biologischen Landbau, Frick del commercio Institut für Banken und 142 724 142 724 Sdebitamento Globale Finanzen, Universität St. Gallen, San Gallo World Trade Institute (WTI), 450 000 450 000 Promozione Globale Universität Bern, Berna del commercio
Totale 4 634 374 0 4 634 374
Istituzioni internazionali di finanziamento Advisory Center on WTO 2 570 000 2 570 000 Promozione Globale Law (ACWL), Ginevra del commercio Bank for International 910 000 910 000 Promozione Globale Settlements (BIZ), Basilea del commercio Bureau International du 700 001 700 001 Promozione Sudafrica Travail (ILO), Ginevra del commercio International Trade Centre 3 666 848 3 666 848 Promozione Vietnam, (ITC), Ginevra del commercio Bolivia, e degli Asia sud- investimenti orientale, globale International Bank for 9 163 681 9 163 681 inanziamento Ghana, Reconstruction (IBRD), dell’infra- Sudafrica, Washington struttura, Vietnam, sdebitamento, globale materie prime
Pagamenti Settori tematici Paese
Mandati Contributi Totale
International Finance 6 393 629 6 393 629 Promozione Bolivia, Corporation (IFC), degli Nicaragua, Washington investimenti Honduras, Perù, Ghana, Burkina Faso, globale International Institute for 1 338 395 1 338 395 Promozione Globale, Sustainable Development del commercio Cina (IISD), Winnipeg International Tropical 3 900 000 3 900 000 Materie prime Globale Timber Organisation (ITTO), Yokohama Organisation for Economic 368 187 368 187 Promozione Africa, Co-Operation and degli Europa Development (OECD), investimenti sudorientale, Parigi globale The International Centre for 213 250 213 250 Promozione Nicaragua, Trade and Sustainable del commercio Honduras / Development (ICTSD), globale Châtelaine The World Conservation 350 000 350 000 Materie prime Ghana Union of Nature (IUCN), Gland United Nations Conference on 260 000 260 000 Promozione Globale Trade an Development degli (UNCTAD), Ginevra investimenti United Nations Industrial 9 031 766 9 031 766 Promozione Cuba, Development (UNIDO), del commercio Mozambico, Vienna Egitto, Vietnam, Laos, Cambogia, Tanzania, America del Sud, Libano, Ghana, Vietnam, Marocco
Totale 38 865 756 0 38 865 756 Promozione Africa del commercio
Totale 52 662 746 55 000 52 717 746
Spiegazioni: – Mandati: si tratta di mandati per l’esecuzione di programmi specifici scelti dalla SECO. – Contributi: contributi per l’esecuzione di programmi propri a queste organizzazioni o istituzioni. – Istituzioni internazionali di finanziamento: si tratta di contributi per l’esecuzione di programmi o progetti specifici, scelti dalla SECO. Sono inoltre compresi anche contributi a facilitazioni «Multi-Donor», che sono amministrate da queste istituzioni.
Allegato 5
Paesi prioritari 2008–2012
Bei der Anwendung der Auswahlkriterien (vgl. Kasten in Ziff. 2.2.1) sind namen- tlich die folgenden Gründe für die konkrete Länderauswahl entscheidend:
Bisherige/zukünftige Schwerpunktländer
Regione Messaggio 2002 Messaggio 2008 Motivi per la cooperazione o l’abbandono dei (CQ VII, 2008–2012) programmi bilaterali della SECO
Africa Burkina Faso abbandono Nessun netto vantaggio comparativo della SECO. Conduzione futura alla sola DSC. Ghana Ghana Polo di crescita regionale e centro in part.. nel settore finanze e logistica, evidenti progressi delle riforme, ruolo nel commercio internazionale delle materie prime (secondo maggior esportatore di cacao al mondo), finora ottime esperienze di collaborazione ed elevato interesse reciproco, pilastro principale delle relazioni di lunga data della Svizzera. Mozambico abbandono Nessun netto vantaggio comparativo della SECO. Conduzione futura alla sola DSC. Sudafrica Sudafrica Importanza regionale, povertà e grandi disparità di reddito interne, ruolo nel commercio internazionale delle materie prime, cooperazione economica di lunga data allo sviluppo e reciproca volontà di proseguire. Tanzania abbandono Nessun netto vantaggio comparativo della SECO. Conduzione futura alla sola DSC. Egitto Egitto Polo regionale di crescita, importanza per la stabilità regionale e ruolo nel Vicino Oriente, forte incremento demo- grafico/problematica della migrazione, potenziale per una maggiore cooperazione economica. Marocco terminato Dal 2005 non è più un Paese prioritario. Tunisia abbandono Programma coerente terminato. Coopera- zione precedente fortemente basata sullo strumento in abbandono dei crediti misti. Asia Cina terminato Dal 2006 non è più un Paese prioritario. India terminato Dal 2006 non è più un Paese prioritario. Indonesia Indonesia Centro economico del Sudest asiatico, sviluppo volatile, grandi disparità interne, necessità di stabilizzazione interna, necessità in diversi settori SECO come commercio, energia, PMI, ruolo in relazione alla problematica del clima, grande mercato interno con 220 milioni di abitanti.
Regione Messaggio 2002 Messaggio 2008 Motivi per la cooperazione o l’abbandono dei (CQ VII, 2008–2012) programmi bilaterali della SECO
Vietnam Vietnam Polo regionale di crescita con carattere di modello, finora collaborazione molto positiva, buone opportunità di mobilita- zione di risorse dell’economia privata. America Bolivia abbandono Nessun netto vantaggio comparativo della latina SECO. Conduzione futura alla sola DSC. Perù Perù Polo regionale di crescita importante per la stabilità regionale, sviluppo volatile, disponibilità a riforme strutturali, ottime esperienze con il programma fin qui attuato, elevata volontà di cooperazione. America abbandono Il Nicaragua, finora Paese prioritario,non centrale è un «lower middle income country». La SECO non definisce più nessuna regione «Paese prioritario». – Colombia Contributo alla stabilità regionale e interna, grande disponibilità alle riforme, disparità dei redditi all’interno, grande volontà di cooperazione. SECO già attivo spec. nel settore ambientale. Paese prioritario DFAE/DP IV. Vicino Giordania abbandono Programma coerente terminato.. Oriente Altrimenti nessuna attività della SECO nella regione.
Allegato 6 Monitoraggio e sistema di valutazione Obiettivi del primo campo d’attività Obiettivi degli strumenti
Risultati previsti in relazione a una crescita economica durevole e Il rafforzamento delle condizioni quadro economiche contribuisce: all’integrazione nell’economia mondiale: – alla stabilità macroeconomica – crescita economica sostenuta – a una fiscalità durevole, efficiente ed efficace – aumento degli scambi commerciali – alla stabilità e all’efficienza del settore finanziario – riduzione delle disparità – rafforzamento del buon governo La promozione degli investimenti contribuisce: – miglioramento delle condizioni ambientali – a un migliore radicamento e a una maggiore efficienza del settore finanziario – aumento del commercio con i Paesi in sviluppo – a un contesto favorevole alle attività economiche – allo sviluppo di una cultura imprenditoriale La promozione del commercio contribuisce: – a condizioni quadro favorevoli al commercio – alla competitività internazionale – al miglioramento dell’accesso ai mercati
Il finanziamento delle infrastrutture contribuisce: – a un’infrastruttura economica duratura – a un approvvigionamento di base affidabile (p. es. in campo energetico) – a condizioni quadro favorevoli allo sviluppo, all’utilizzazione e a una manuten- zione durevole delle infrastrutture.
Gli obiettivi stabiliti nei campi d’attività dipendono da diversi fattori esterni indipendenti dai provvedimenti della SECO. Occorre quindi distinguere tra i diversi livelli all’interno dei campi d’attività, degli Progetti/programmi finanziati con le risorse strumenti, dei programmi e dei progetti. Per un migliore rilevamento del contributo delle misure della SECO a una crescita economica del settimo credito quadro sostenibile e all’integrazione nell’economia mondiale, gli obiettivi degli strumenti sono integrati a livello di programmi e progetti in logframe e misurati mediante indicatori precisi.
Obiettivi del secondo campo d’attività
La SECO stabilisce, di concerto con altri partner, la politica delle istituzioni internazionali di finanziamento (la Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo) e delle organizzazioni economiche dell’ONU, affinché queste contribuiscano in modo efficace ed efficiente alla cooperazione e allo sviluppo inter- nazionali. – Le istituzioni multilaterali attribuiscono un’alta priorità ai temi centrali della globalizzazione economica (commercio, crescita sostenibile, esternalità inclusi) e considerano accanto ai benefici anche gli effetti negativi. – Il gruppo della Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo, come pure le agenzie economiche dell’ONU, rafforzano ulteriormente la loro azione orientata ai risultati. Si impegnano a meglio misurare l’efficacia del loro lavoro e a comunicarla al pubblico. – Le istituzioni si concentrano sui loro vantaggi comparativi e sui settori ad elevata efficacia e sviluppano una chiara divisione internazionale del lavoro che coniughi complementarità delle prestazioni di servizio e uno stretto coordinamento, segnatamente tra il gruppo della Banca mondiale, le banche regionali di sviluppo, le Organizzazioni speciali dell’ONU e i donatori bilaterali. – Le diverse istituzioni sviluppano costantemente i loro strumenti e li adattano alle esigenze dei singoli Paesi in sviluppo senza che vengano allentati gli standard di base minimi. – La Svizzera partecipa al finanziamento dei fondi di sviluppo in proporzione agli altri donatori e in funzione del vantaggio concreto che trae dalla globalizzazione economica. Ciò dovrebbe permettere di mantenere la posizione della Svizzera tra i donatori medi e rafforzare le sue possibilità d’influenza negli organi di direzione. – In qualità di istituzioni di sviluppo regionali o globali, le istituzioni multilaterali adempiono i più elevati requisiti per quanto concerne la propria gestione. Esse sono in particolare tenute a garantire un’adeguata partecipazione di tutti i Paesi negli organi decisionali e una procedura di elezione trasparente dei presidenti, nonché a combattere in modo sistematico la corruzione e di operare con trasparenza e onestà nei confronti del pubblico. – La SECO incoraggia i partenariati strategici con queste istituzioni al fine di massimizzare le sinergie con i propri strumenti e le proprie attività e partecipare in modo mirato al dialogo internazionale.
Contributo della Svizzera finanziato mediante le risorse del sesto credito quadro
Allegato 7 Filiera internazionale
Filiera internazionale
Marketing, design, imballaggi
Qualita tecnica, modi di produzione rispettosi dell’ambiente e delle norme sociali Informazione e servizi, gestione della qualità, standardizzazione, certificazione Sostegno Fiere, importatori della fileira
PMI Organizzazioni di PMI promozione delle Commercianti Importatori Fornitori Esportatori esportazioni e altri pre- Attori della fliera statari di serviizi
Quadro e condizioni generali, concorrenza internazionale
Politica commerciale Politica commerciale
Organizzazioni di standardizzazione, di normazione e di certificazione • Disposizioni sui diritti doganali all’importazione
Disposizioni non tariffali
Amministraz. delle dogane
OMC, accordi regionali e di libero scambio Influenza sulla filiera