Lexipedia

00.3655 · Mozione · 2000-12-11

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a studiare e a prendere le misure necessarie per riconoscere, valorizzare e valutare le conoscenze e le esperienze (culturali, comportamentali ed esistenziali) acquisite in tutte le forme di lavoro non retribuito (attività famigliare, attività onoraria e volontariato) al momento di un'assunzione presso l'amministrazione federale.

Begründung

Il 5 dicembre 2000 è stato inaugurato l'anno internazionale dei volontari 2001.

L'International Year of Volunteers-Forum organizzerà manifestazioni in tutta la Svizzera per sensibilizzare la popolazione sull'importanza del volontariato in tutte le sue forme, per approfondire le relazioni fra lavoro retribuito e non retribuito, per riflettere sulla collaborazione tra persone che esercitano una professione in ambito sociale e i volontari, per conoscersi e festeggiare insieme.

Le cifre che il dottore Carlo Malaguerra dell'Ufficio federale di statistica (UFS) ha mostrato in occasione della cerimonia di apertura dell'anno dei volontari, sono molto interessanti: il 41 percento degli abitanti partecipa a forme di lavoro volontario; il 23 percento partecipa al volontariato non organizzato; il 26 percento si impegna in forme di volontariato organizzato. Gli uomini sono piuttosto attivi nelle organizzazioni sportive, culturali e politiche, mentre le donne fanno del volontariato informale: il 50 percento delle casalinghe presta servizi di mutua assistenza presso altre famiglie. Tutto questo lavoro vale 19,4 miliardi di franchi (5 percento del PIL).

A questo bisogna aggiungere il lavoro in seno alla famiglia, che è anch'esso una forma di lavoro non retribuito, ma non sempre volontario: è attribuito tradizionalmente "ex officio" alle donne.

Secondo uno studio dell'UFS (cfr. "Du travail non payé, mais pas sans valeur", Neuchâtel, luglio 1999) il tempo consacrato ai lavori domestici e famigliari è tutt'altro che trascurabile: in media le donne vi dedicano 31 ore a settimana e gli uomini 16. Le donne con figli più piccoli di 15 anni sono quelle che sopportano il carico più pesante, con una media di 52 ore a settimana. Se facessimo eseguire questi compiti da persone salariate, l'insieme del lavoro non remunerato costerebbe 215 miliardi di franchi l'anno, ciò che rappresenta il 58 percento del prodotto interno lordo.

Si può osservare che il lavoro volontario corrisponde quasi al 10 percento del volume del lavoro non retribuito e, di conseguenza, si può ben dire che la maggioranza del lavoro non retribuito è fornito dalle donne.

Oltre a ciò, non bisogna infine dimenticare che un numero sempre maggiore di donne esercita una professione, anche se ha figli.

Tutte queste attività non remunerate, ma socialmente molto importanti, sono indispensabili per la nostra società: si potrebbe quasi affermare che sono la "conditio sine qua non" per la sopravvivenza stessa della nostra società.

Ma dov'è allora il problema? Esso risiede nella constatazione che è anche a causa di questa ripartizione ineguale delle attività tra uomini e donne che queste, pur lavorando molto, hanno molto meno risorse finanziarie. In effetti, a causa del lavoro famigliare e sociale hanno meno possibilità sul mercato del lavoro, esercitano più spesso un'attività a tempo parziale e sono discriminate sul posto di lavoro, nella carriera e nella retribuzione.

Per superare questi problemi bisogna continuare con convinzione, da una parte, a eliminare le discriminazioni dirette e indirette (vedi la legge federale sulla parità dei sessi), e dall'altra, a realizzare a tutti i livelli una politica attiva che preveda misure positive che concretizzino le pari opportunità tra donne e uomini e che correggano così la sottorappresentanza strutturale delle donne in molti ambiti della nostra società. Sono misure che hanno lo scopo di ripartire più equamente tra i sessi le opportunità nella vita e nel lavoro.

In questo importante compito la Confederazione ha una responsabilità speciale: come datore di lavoro può dimostrare che esiste la possibilità di studiare e mettere in pratica misure specifiche con lo scopo di migliorare le possibilità delle donne sul mercato del lavoro. Una misura molto importante è rappresentata dallo studio e dall'istituzione di un sistema di riconoscimento, di valorizzazione e di valutazione delle qualifiche acquisite nelle attività non retribuite svolte nella famiglia, nella società, nelle chiese e nelle istituzioni. Queste attività potrebbero finalmente godere dello stesso riconoscimento attribuito al lavoro remunerato. Le conoscenze e le esperienze dovrebbero essere valutate come qualifiche chiave.

In occasione dell'anno internazionale dei volontari la Confederazione ha così la possibilità di dare un segno importante dell'apprezzamento del lavoro dei volontari (uomini e donne); inoltre, dimostrerebbe concretamente il suo apprezzamento particolare per l'immenso lavoro delle donne - lavoro domestico, di cura, di assistenza, nell'ambito famigliare e del vicinato; custodia di bambini di terzi; volontariato sociale; presenza e partecipazione nelle organizzazioni femminili, sociali nonché nei partiti - e la sua disponibilità a riconoscerlo in occasione di un'assunzione presso l'amministrazione federale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole del grande valore deI lavoro di volontariato prestato in Svizzera da donne e uomini. Conosce le relative statistiche e cifre e sostiene le misure volte al riconoscimento e alla valorizzazione dello stesso.

Il datore di lavoro Confederazione s'impegna attivamente contro ogni genere di discriminazione, anche contro le penalizzazioni legate al sesso. Per promuovere le pari opportunità tra uomo e donna a livello aziendale esistono in seno all'amministrazione federale già diversi strumenti, che si prefiggono il riconoscimento di esperienze di vita extraprofessionale.

Già nelle sue "Istruzioni concernenti il miglioramento della rappresentanza e della situazione professionale della donna nell'amministrazione generale della Confederazione", emanate nel 1991, il Consiglio federale ha formulato il chiaro obiettivo che nel giudizio dell'equivalenza delle qualifiche nel caso di nomine e promozioni devono essere determinanti pure le attività extraprofessionali, quali ad esempio i compiti di assistenza e la collaborazione in seno a istituzioni sociali.

Questo obiettivo è stato ulteriormente concretizzato, dato che dal 1996 conformemente alle disposizioni di promozione (Condizioni di nomina e di promozione applicabili agli uffici dell'amministrazione generale della Confederazione) nel caso di nomina o promozione di collaboratori si può tenere conto dell'esperienza di vita. Come esperienza di vita le disposizioni di nomina e di promozione citano, esplicitamente, le attività familiari, di educazione e di assistenza nonché le attività sociali.

Dall'inizio degli anni novanta l'amministrazione federale ha partecipato al progetto FHAB, che ha come contenuto il potenziale di qualificazione dell'attività familiare e domestica e la sua importanza per la professione. Lo strumento che ne risulta "ISQ-FHA, criteri di valutazione per l'intervista sul rilevamento delle qualifiche chiave" contribuisce a censire in maniera mirata le qualifiche provenienti dai settori extraprofessionali, come l'attività familiare e domestica, e a farli confluire nella scelta del personale nonché nelle decisioni sulla fissazione degli stipendi e sulle promozioni. Questo strumento è stato presentato nel 1998 nell'ambito di un esperimento pilota condotto dall'Ufficio federale del personale in seno all'amministrazione federale. In questa occasione si è rivelato che i servizi del personale degli uffici federali in gran parte hanno già elaborato, soprattutto per la selezione del personale, metodi propri che corrispondono ai contenuti dello strumento ISQ-FHA e ai bisogni concreti di ogni ufficio federale. Dal 1998 il PF di Zurigo applica sistematicamente questo strumento per la selezione del personale, l'Ufficio federale di statistica lo applica dal 1999. Si progetta di mettere a disposizione di tutti i responsabili del personale e dei quadri negli uffici federali una versione elettronica dello strumento a titolo di complemento degli strumenti d'inchiesta finora impiegati.

Da anni la Confederazione cerca di motivare le donne all'inserimento rispettivamente al reinserimento nell'attività lucrativa. Grazie alla sua ampia offerta di orari di lavoro flessibili e al suo sostegno per l'affidamento dei figli a persone al di fuori della famiglia, la Confederazione si rivela comparativamente un buon datore di lavoro. Nell'ambito dell'aumento del numero di donne nei quadri si esamina un ulteriore sviluppo dei modelli di lavoro e dei modelli di durata del lavoro, segnatamente pure del telelavoro. In questo modo, si spera di potere arricchire ulteriormente il potenziale dei collaboratori dell'amministrazione federale con l'esperienza di vita delle donne.

Conformemente alla legge federale sul personale le pari opportunità tra uomo e donna e la parità dei sessi rientrano tra gli obiettivi espliciti della politica del personale. Nell'ambito della realizzazione di questi obiettivi attraverso i dipartimenti e la Cancelleria federale, il Consiglio federale si dichiara disposto ad esaminare se esistono altre possibilità di modo che la tematica illustrata dall'autore della mozione possa essere inclusa negli obiettivi e possa eventualmente trasformarsi in strumenti concreti.

Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.