01.3303 · Mozione · 2001-06-14
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Gli esercizi di tiro obbligatori sono un compito la cui esecuzione è affidata dalla Confederazione ai Cantoni. Per principio sono dunque i Cantoni e i Comuni che devono assumersene i costi. Questo parere è pure condiviso dal Tribunale federale, il quale, nella sua decisione del 27 settembre 2000 in merito agli impianti della protezione civile che necessitano di risanamenti, ha deciso in questo senso.
Nel caso degli impianti di tiro, sono rilevanti soprattutto due settori, che possono causare problemi ed essere all'origine di eventuali costi per il risanamento o per nuove costruzioni. Si tratta, da una parte, dell'inquinamento del suolo e, dall'altra, della protezione dal rumore.
Già la mozione Heim del 14 dicembre 2000 (CN 00.3702) chiedeva che la Confederazione partecipasse in forma adeguata ai costi di risanamento del suolo inquinato degli impianti di tiro. Il Consiglio federale ha ritenuto opportuno effettuare accertamenti approfonditi. I Comuni e i Cantoni sono stati in grado di arginare l'inquinamento del suolo grazie a opportune limitazioni. Ciononostante mancavano le possibilità tecniche per evitare completamente l'inquinamento del suolo e quindi un successivo risanamento. Il 23 marzo 2001 la mozione è stata trasformata in un postulato.
Pure la presente mozione chiede la partecipazione del DDPS ai costi di risanamento o di costruzione di impianti di tiro in virtù di limitazioni previste per la protezione dall'inquinamento fonico.
In occasione della costruzione di nuovi impianti è possibile evitare i problemi in materia di protezione dall'inquinamento fonico. Con la costruzione di parapalle artificiali può essere evitato completamente l'inquinamento del suolo e grazie a una scelta adeguata dell'ubicazione degli impianti di tiro si potrebbe sin dall'inizio fare in modo che essi siano situati in un luogo favorevole dal punto di vista della protezione dall'inquinamento fonico e non nelle vicinanze di luoghi abitati.
Nell'ambito dello sviluppo demografico e della conseguente necessità di ampliamento delle zone abitate, in molti luoghi si è probabilmente giunti a sovrapposizioni di interessi con gli impianti di tiro esistenti. Per la risoluzione di questi problemi i Cantoni e i Comuni hanno però a disposizione i mezzi della pianificazione del territorio. Con questi mezzi è possibile, per principio, pilotare lo sviluppo urbano in modo tale che non risultino conflitti con le immissioni foniche degli impianti di tiro e che sia garantita un'adeguata protezione dal rumore già a livello pianificatorio.
Laddove i Cantoni e i Comuni hanno deciso di non tener conto, nella pianificazione dello sviluppo urbano, degli impianti di tiro già esistenti, occorre considerare che essi abbiano accettato anche possibili conflitti con le esigenze della popolazione in materia di protezione dal rumore. I Cantoni e i Comuni dovevano essere consapevoli che in questo modo potevano diventare necessarie misure di risanamento i cui costi sarebbero stati a loro carico. Non è compito della Confederazione intervenire in conflitti relativi alla pianificazione del territorio.
La partecipazione della Confederazione al risanamento fonico degli impianti di tiro civili comporterebbe inoltre un'ineguaglianza giuridica. Il termine di 15 anni per il risanamento scade nella primavera del 2002. Numerosi Comuni hanno già intrapreso ingenti sforzi per concludere il risanamento entro questo termine. Un sostegno finanziario elargito solo negli ultimi sei mesi prima dello scadere del termine ricompenserebbe quei Comuni che hanno trascurato il risanamento e che sono dunque in ritardo.
Inoltre va osservato che con Esercito XXI il numero delle persone obbligate al tiro sarà considerevolmente inferiore a quello attuale. Gli oneri e i costi riconducibili agli esercizi di tiro obbligatori saranno dunque nettamente inferiori.
Infine occorre considerare che i problemi sollevati possono essere risolti in parte anche con misure d'esercizio che costano poco o niente.
Il Consiglio federale è dunque del parere che, nell'ambito dei risanamenti o delle nuove costruzioni che si rendono necessari, le soluzioni regionali costituiscano un mezzo adeguato.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.