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01.3579 · Postulato · 2001-10-04

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale continua ad essere molto preoccupato per la situazione in Cecenia in particolare per la sorte della popolazione civile esposta alle ostilità. La Svizzera è intervenuta a più riprese per invitare le parti in conflitto a cessare le ostilità e a rispettare il diritto internazionale. Dalla ripresa del conflitto nel 1999, la Svizzera si è impegnata a favorire una soluzione pacifica del conflitto e ad alleviare le sofferenze dei civili.

La Svizzera considera che le operazioni in atto sul territorio ceceno non corrispondano unicamente a "operazioni anti-terrorismo", ma abbiano le caratteristiche di un conflitto armato non internazionale così come definito dal Protocollo aggiuntivo II alle Convenzioni di Ginevra. La Federazione russa, parte a questo Protocollo, è tenuta a rispettarne le disposizioni nonché a rispettare quelle previste nell'articolo 3 comune a queste Convenzioni.

In quanto Stato parte, le Svizzera si è impegnata "a rispettare e a far rispettare" questi strumenti. Il Consiglio federale è intervenuto per la via diplomatica ordinaria allo scopo di ricordare alle parti in conflitto i loro obblighi conformemente al diritto internazionale umanitario e ai diritti dell'uomo. La Svizzera è anche intervenuta a più riprese nei gremii multilaterali, segnatamente presso il Consiglio d'Europa, l'OSCE e la Commissione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, allo scopo in particolare di esortare le parti a rispettare il diritto internazionale umanitario e i requisiti internazionali in materia di diritti dell'uomo. Il nostro Paese ha insistito affinché i responsabili delle violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo in Cecenia siano perseguiti, giudicati e condannati. In particolare è intervenuto per chiedere che tutte le parti in conflitto garantiscano la sicurezza delle organizzazioni umanitarie. Ha pure chiesto l'accesso al Nord del Caucaso per i principali meccanismi di indagine dei diritti dell'uomo dell'ONU.

Per alleviare le sofferenze delle vittime del conflitto, la Svizzera agisce sia sul piano bilaterale (per il tramite delle attività della Divisione aiuto umanitario e del Corpo svizzero di aiuto umanitario) sia su quello multilaterale (sostegno finanziario all'azione delle organizzazioni umanitarie internazionali). L'aiuto umanitario della Svizzera alle vittime del conflitto in Cecenia concerne in particolare i profughi (15 milioni di franchi dall'ottobre 1999). D'altro canto, collabora strettamente con due organizzazioni di cui è membro, il Consiglio d'Europa (di cui sostiene finanziariamente le attività in Cecenia) e l'OSCE (di cui ha appoggiato il ritorno in questa stessa Repubblica nel giugno 2001).

Il ruolo della Svizzera in quanto Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra e dei loro Protocolli aggiuntivi si iscrive nel quadro delle attribuzioni del Depositario sancite dal diritto internazionale. I suoi compiti consistono essenzialmente nell'assumere un ruolo di tipo notarile informando ed eventualmente consultando gli Stati parte.

Queste Convenzioni non disciplinano espressamente le modalità di una conferenza di Stati parte alle Convenzioni di Ginevra. L'unica base giuridica sarebbe l'articolo 1 comune a questi strumenti ("rispettare e far rispettare la presente Convenzione in ogni circostanza"). In quanto Stato depositario, la Svizzera è tenuta a seguire i pareri degli Stati parte. Un'eventuale consultazione relativa a una conferenza di Stati parte dipende quindi da richieste formulate da parte loro, in particolare dagli Stati più direttamente coinvolti. Per il momento nessuna domanda in tal senso è stata trasmessa al Depositario e, in quanto Stato parte, la Svizzera da sola difficilmente potrebbe assumere una tale iniziativa.

Occorre ricordare che la Svizzera ha consultato gli Stati parte in merito a una conferenza sull'applicazione della quarta Convenzione di Ginevra in relazione con la situazione umanitaria nei territori palestinesi occupati (consultazione e conferenza il 15 luglio 1999 e nuove consultazioni a partire dal novembre 2000) soltanto sulla base di richieste esplicite provenienti dagli Stati parte, formalizzate in alcune risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

L'articolo 7 del Protocollo aggiuntivo I prevede la possibilità di convocare su richiesta di uno o più Stati parte e con l'approvazione della maggioranza di questi ultimi, un incontro di Stati parte in vista di esaminare i problemi generali concernenti l'applicazione delle Convenzioni e del Protocollo. Nella fattispecie non esistono le condizioni per l'applicazione di questa disposizione. Il conflitto in Cecenia ha le caratteristiche del conflitto armato non internazionale e non rientra pertanto nel campo di applicazione del Protocollo aggiuntivo I. Inoltre il Protocollo aggiuntivo II, applicabile al caso presente, non permette allo Stato depositario di convocare una riunione secondo gli stessi criteri dell'articolo 7 del Protocollo aggiuntivo I.

Di conseguenza, in quanto Stato depositario, le Svizzera non potrebbe convocare di propria iniziativa una conferenza di Stati parte per il rispetto delle Convenzioni di Ginevra in Cecenia. In quanto Stato parte, la Svizzera adempie già ora attivamente le proprie responsabilità di "rispettare e far rispettare" (articolo 1 comune) le Convenzioni di Ginevra. Continua a seguire con la più grande attenzione gli sviluppi della situazione umanitaria in questa regione e a incoraggiare una soluzione pacifica del conflitto. L'azione intrapresa dalla Svizzera, sia sul piano bilaterale sia su quello multilaterale, allo scopo di assicurare il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti dell'uomo persegue gli obiettivi del postulato. Il Consiglio federale non ritiene opportuno intraprendere in questo momento i passi auspicati dall'autore del postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.