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01.3580 · Mozione · 2001-10-04

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'accesso ai medicamenti per i Paesi in sviluppo (PSV) e, in particolare, per quelli tra loro che sono meno avanzati (PMA) è una questione di estrema importanza che, come già indicato nella risposta all'interrogazione della signora Menétrey-Savary del 28 settembre 2001 (Interrogazione 01.5142 Menétrey-Savary: Accordo sulla protezione della proprietà intellettuale. Posizione della Svizzera), sta molto a cuore al Consiglio federale. Alcuni PSV, in particolare quelli meno avanzati, sono fortemente colpiti da pandemie come l'HIV/AIDS, la malaria o la tubercolosi, nei cui confronti non si può rimanere indifferenti. Per questa ragione la Svizzera si è sempre adoperata in favore di una facilitazione dell'accesso ai medicamenti per i PSV, segnatamente per i PMA , in caso di pandemia. Ciò è avvenuto anche in occasione delle Assemblee mondiali della salute (vale a dire l'assemblea generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che si tiene una volta l'anno a Ginevra) o durante l'Assemblea generale speciale dell'ONU sull'HIV/AIDS (UNGASS AIDS) svoltasi a New York nel giugno 2001, come pure di recente in occasione della 4Conferenza ministeriale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) a Doha/Qatar, e nel corso dei negoziati preliminari che hanno portato all'adozione, a Doha, di una Dichiarazione sull'Accordo TRIPS e la salute pubblica. Questa Dichiarazione è stata accolta favorevolmente sia dai PSV che dai Paesi industrializzati e ha soddisfatto anche le organizzazioni non governative svizzere presenti a Doha.

La Svizzera ha sempre difeso la posizione secondo cui la facilitazione dell'accesso ai medicamenti nei Paesi in sviluppo va messa in atto nel rispetto degli accordi internazionali e, in particolare, dell'Accordo TRIPS. Essa ha altresì sempre sostenuto che gli Stati membri dell'OMC devono poter fare uso di tutta la flessibilità concessa dall'Accordo TRIPS in questo ambito. Tuttavia uno smantellamento di questo accordo non sarebbe nell'interesse di nessuno Stato membro dell'OMC. In effetti, anche se un accesso agevolato ai medicamenti nei Paesi in sviluppo è necessario, esso non è però realizzabile senza una protezione efficace della proprietà intellettuale e dei brevetti in particolare. Senza tale protezione vengono meno gli incentivi alla ricerca di nuovi medicamenti o vaccini, d'importanza fondamentale per arginare le pandemie con le quali alcuni PSV si devono segnatamente confrontare. Occorre tenere presente che nonostante l'esistenza di medicamenti per combattere gli effetti dell'HIV, nessuno di essi è in grado di portare alla guarigione, così come non esiste ancora nessun vaccino contro questo virus. Una protezione efficace della proprietà intellettuale è pertanto più che mai necessaria al fine di promuovere la ricerca in questo campo.

La Dichiarazione sull'Accordo TRIPS e la salute pubblica di Doha ha creato un equilibrio tra il bisogno di facilitare l'accesso ai medicamenti nei PSV e la necessità di proteggere la proprietà intellettuale per garantire la ricerca e lo sviluppo di prodotti farmaceutici. Rammentando l'importanza della proprietà intellettuale per lo sviluppo di nuovi medicamenti, e confermando l'obbligo degli stati membri dell'OMC di rispettare l'Accordo TRIPS, questa dichiarazione sottolinea la flessibilità che caratterizza tale accordo. La flessibilità riconosciuta dai membri dell'OMC risponde in gran parte alle aspettative dell'autrice della mozione. In effetti la Dichiarazione prevede in modo particolare quanto segue:

In primo luogo nell'articolo 4 della Dichiarazione i ministri affermano: "Riconosciamo che l'Accordo TRIPS non impedisce e non dovrebbe impedire ai Membri di adottare delle misure per proteggere la salute pubblica. Di conseguenza, pur ribadendo la nostra aderenza all'Accordo TRIPS, affermiamo che tale accordo può e dovrebbe essere interpretato e messo in atto in modo da rafforzare il diritto dei Membri dell'OMC di proteggere la salute pubblica e, in particolare, di promuovere l'accesso di tutti ai medicamenti."

Inoltre l'articolo 5 lettera a della Dichiarazione prevede che le disposizioni dell'Accordo TRIPS vengano lette alla luce dell'oggetto e dello scopo dell'accordo così come sono formulati in particolare nei suoi obiettivi e principi.

Ogni stato membro ha il diritto di concedere delle licenze obbligatorie ed è libero di stabilire le ragioni per le quali tali licenze vengono concesse (articolo 5 lettera b della dichiarazione). Ogni Stato membro può inoltre definire ciò che costituisce una situazione di urgenza nazionale o altre circostanze di estrema urgenza. Crisi come quelle causate dall'HIV/AIDS, dalla tubercolosi, dalla malaria e da altre epidemie possono costituire casi del genere (articolo 5 lettera c della Dichiarazione). In tal caso, uno Stato membro può rilasciare una licenza obbligatoria senza dover cercare di ottenere l'autorizzazione dal titolare del brevetto.

La dichiarazione riconosce che gli Stati membri possono scegliere il sistema di estinzione dei diritti di proprietà intellettuale che intendono applicare, senza che debbano temere procedure di composizione delle controversie nei loro confronti a causa del sistema che hanno messo in atto (articolo 5 lettera d della Dichiarazione). Non è necessario sopprimere l'articolo 31 f dell'Accordo TRIPS, in quanto non concerne le importazioni parallele nel senso tecnico del termine, ma si prefigge di evitare che le licenze obbligatorie vengano distolte dal loro scopo principale e siano utilizzate per fini commerciali.

È comunque vero che i Paesi che non sono in grado di produrre medicamenti generici potrebbero difficilmente approfittare della possibilità di rilasciare delle licenze obbligatorie a partire dalla fine del periodo transitorio, momento in cui i prodotti farmaceutici dovranno poter essere brevettati in tutti i PSV (1° gennaio 2005, PMA esclusi). È per questo motivo che il Consiglio dei TRIPS ha ricevuto il mandato di trovare una soluzione a questo problema entro la fine del 2002 (articolo 6 della Dichiarazione). La Svizzera parteciperà attivamente all'elaborazione di una soluzione soddisfacente per tutti tenendo conto dei bisogni dei PSV e soprattutto dei PMA, senza tuttavia mettere in discussione l'Accordo TRIPS.

La dichiarazione ribadisce l'impegno dei paesi industrializzati a fornire incentivi a imprese e istituzioni al fine di promuovere il trasferimento di tecnologie ai PMA, conformemente all'articolo 66.2 dell'Accordo TRIPS. Il Consiglio federale ritiene che la minaccia di ricorrere alle licenze obbligatorie non costituisca comunque un incentivo del genere: al contrario, una protezione della proprietà individuale che offra la massima sicurezza giuridica è una condizione indispensabile per il trasferimento di tecnologie.

Da ultimo, nel processo che ha portato all'adozione della Dichiarazione sull'Accordo TRIPS e la salute pubblica, la Svizzera è stata tra i primi Stati a sostenere in favore dei PMA l'estensione del periodo di transizione contemplato nell'Accordo TRIPS. Dalla Dichiarazione risulta che i PMA sono dispensati dall'obbligo di prevedere una protezione dei brevetti per i prodotti farmaceutici e di proteggere fino al 2016 le informazioni non divulgate. Questa estensione del periodo di transizione per i PMA potrà anche essere rinnovata.

La Dichiarazione di Doha ha mostrato in che misura l'Accordo TRIPS può contribuire a risolvere il problema dell'accesso ai medicamenti. Ora occorre affrontare urgentemente altri problemi: in particolare la prevenzione, la formazione, la realizzazione di infrastrutture mediche, il miglioramento dei sistemi di distribuzione dei medicamenti, il rispetto dei diritti dell'uomo, nonché l'aumento dei budget accordati alla salute e la riduzione delle tasse all'importazione per i medicamenti. Inoltre l'accesso ai medicamenti presuppone una riduzione delle spese di distribuzione tra i PSV e la soppressione dei dazi doganali. Il ciclo negoziale di Doha ha fornito un'occasione per progredire anche in questa direzione.

Sulla base di queste considerazioni riguardo alla Dichiarazione sull'Accordo TRIPS e la salute pubblica, il Consiglio federale ritiene che le richieste dell'autrice della mozione in merito alla protezione della proprietà intellettuale e all'accesso ai medicamenti abbiano avuto una risposta soddisfacente.

La mozione chiede anche al Consiglio federale di proporre l'introduzione di una clausola che permetta di lottare contro la "pirateria biologica" nel quadro dell'Accordo TRIPS. Con il termine "pirateria biologica" vengono definiti da una parte l'ottenimento senza autorizzazione di risorse genetiche o di conoscenze tradizionali e, dall'altra, la loro protezione tramite diritti di proprietà intellettuale senza la partecipazione degli individui o delle comunità dei territori da cui esse provengono. La "pirateria biologica" non ha alcun rapporto diretto con l'accesso ai medicamenti. Essa viene spesso considerata come un aspetto della problematica del cosiddetto "access and benefit sharing", che tratta l'accesso alle risorse genetiche e alle conoscenze tradizionali, nonché la ripartizione dei benefici (commerciali) derivanti dal loro sfruttamento. Questa problematica è l'oggetto del postulato Sommaruga (01.3596; Risorse biologiche del Sud. Diritto di partecipazione), che chiede al Consiglio federale di vagliare, nell'ambito dell'attuale riforma della legge sui brevetti, le modalità con cui è possibile garantire il rispetto delle disposizioni della Convenzione sulla diversità biologica (CBD, RS 0.451.43). Il Consiglio federale si è già dichiarato disposto ad accettare il postulato Sommaruga. Si può pertanto far riferimento alla risposta del Consiglio federale a questo postulato.

Il Consiglio federale riconosce l'importanza di trovare un incentivo alla ricerca e allo sviluppo di medicamenti necessari ai Paesi del Sud. Non occorre tuttavia introdurre una clausola che obbligherebbe i detentori di brevetti a versare una tassa sui diritti incassati per creare un fondo a questo scopo, in quanto è poco probabile che una tale misura costituisca uno stimolo efficace. Se è vero che per quanto riguarda certe malattie sarebbero necessarie maggiori ricerche, è però anche vero che sono in atto numerosi progetti di ricerca, sia pubblici che privati: la Confederazione ha sostenuto il "Global Forum for Health Research" e il "Council on Health Research for Development" sin dalla loro fondazione e prevede di intensificare questo aiuto nel prossimo futuro. Queste organizzazioni hanno il preciso scopo di promuovere la ricerca nel campo della salute nei PSV e di sviluppare medicamenti contro le malattie legate alla povertà (per esempio la malaria, la tubercolosi, ecc.). Inoltre nel 2001 la Svizzera ha raddoppiato i contributi all'ONUAIDS con l'intenzione di aumentare ulteriormente il suo sostegno alla lotta contro l'AIDS nel 2002. Inoltre, la Confederazione sostiene l'Istituto Tropicale di Basilea e un centro di ricerca in Tanzania nella ricerca contro la malaria, nonché un istituto internazionale di ricerca contro il colera in Bangladesh. Infine, anche l'industria privata effettua delle ricerche in quest'ambito, come nel caso di un'impresa svizzera che ha realizzato a Singapore un centro di ricerca contro la tubercolosi e la dengue.

L'autrice della mozione chiede da ultimo l'attuazione di un processo di concertazione tra le ONG e gli uffici interessati: un tale processo esiste già. Anzitutto il seco organizza regolarmente sedute informative sulle attività dell'OMC, alle quali partecipano numerose ONG, nonché gli uffici dell'amministrazione federale toccati dal problema. Inoltre questi ultimi si riuniscono regolarmente, in modo formale o meno, allo scopo di scambiarsi le informazioni concernenti gli sviluppi in atto nelle loro sfere di competenza. Infine, le prese di posizione da parte dei differenti uffici federali, specialmente il seco, la DSC, l'IPI e l'UFSP, vengono sempre coordinate prima delle conferenze internazionali importanti.

Da quanto precede emerge che il senso generale nonché la maggior parte delle richieste formulate nella mozione sono già soddisfatti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.