03.1010 · Interrogazione ordinaria · 2003-03-12
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Nelle sue risposte del 20 settembre 2002 all'interrogazione ordinaria Schiesser (02.1058) nonché alle interpellanze Vaudroz René (02.3273), Seiler (02.3286) e Guisan (02.3291), il Consiglio federale si è già espresso in dettaglio sulla problematica della disattivazione dei trasmettitori televisivi e sulla riduzione provvisoria dello scambio linguistico.
Nel frattempo sono stati avviati i preparativi per l'introduzione della televisione digitale terrestre in Svizzera (Digitral Video Broadcasting -- terrestrial; DVB-T). In questo contesto la SRG SSR idée suisse detiene un ruolo essenziale. Infatti, in quanto emittente del servizio pubblico, dispone delle risorse necessarie in materia di esercizio e di gestione per poter assumere una funzione trainante nell'introduzione della nuova tecnologia.
Domanda 1:
Già lo scorso autunno, il Dipartimento federale dell'Ambiente, dei Trasporti, dell'Energia e delle Comunicazioni (DATEC) aveva chiesto alla SSR di accelerare la realizzazione delle varie tappe di sviluppo della tecnologia DVB-T. Per il DATEC, l'essenziale è ristabilire il più rapidamente possibile lo scambio linguistico, vale a dire la diffusione terrestre in ogni regione linguistica dei programmi SSR delle altre regioni.
Il 25 febbraio 2003, la SSR ha sottoposto al Consiglio federale una richiesta ufficiale di modifica della concessione SSR al fine di introdurre la televisione digitale terrestre (DVB-T). Essa parte dal principio che una prima rete digitale terrestre possa essere allestita in Ticino nell'estate 2003 e che, nel corso del 2004, sarà integrata alla rete digitale anche la Svizzera romanda. Una prima rete di trasmettitori per la diffusione digitale a livello nazionale dovrebbe essere realizzata entro il 2008/2009.
I Cantoni e tutti gli ambienti interessati hanno avuto occasione di esprimersi su questa nuova tecnologia TV, nonché sulla rete prevista in Svizzera. Il Consiglio federale si pronuncerà presumibilmente nell'estate del 2003 sulla richiesta della SSR, dunque sullo scadenzario relativo all'introduzione e sull'elaborazione delle priorità regionali per la DVB-T.
Tuttavia in Svizzera sono già in servizio due reti DVB-T: una rete privata di ridiffusione in Vallese, che permette di ricevere 37 programmi televisivi e 31 programmi radiofonici, e una rete di prova della SSR in Engadina che diffonde 4 programmi TV.
Domanda 2:
Oltre l'80% delle economie domestiche svizzere dispone di un allacciamento alla via cavo. Le regioni più densamente popolate sono evidentemente meglio cablate di quanto lo siano per esempio le regioni alpine o prealpine. Si calcola che in Svizzera siano 150'000 - 180'000 (5-6 percento) le economie domestiche che captano i loro programmi televisivi esclusivamente tramite un'antenna collocata in casa o sul tetto e che attualmente ricevono soltanto i due programmi SSR della loro regione linguistica.
In un primo tempo la SSR intende costruire la nuova rete di trasmettitori per la televisione digitale DVT-B soprattutto nelle regioni poco cablate; oltre al Ticino e a gran parte della Svizzera romanda, si tratta principalmente della Broye, dell'Ajoie, della Svizzera orientale, del Cantone Glarona, di alcune regioni della Svizzera centrale, nonché dei Cantoni Grigioni e Vallese.
Domanda 3:
Il Consiglio federale si pronuncerà nel corso dell'estate sulla richiesta inoltrata dalla SSR e dunque sullo scadenzario della costruzione della rete e sulle priorità regionali. In questa sede si terrà chiaramente conto delle necessità dei telespettatori che non sono allacciati alla via cavo e devono rinunciare ai programmi SSR delle altre regioni linguistiche. Il progetto della SSR rispetta questi interessi. Un'altra variante in discussione si prefigge di diffondere entro breve tempo i programmi televisivi al maggior numero possibile di economie domestiche a partire da trasmettitori situati in quota, allo scopo di stimolare il mercato di questa nuova tecnologia.
Risposta del Consiglio federale.