Immigrazione dell'orso nella Bassa Engadina
05.3544 · Interpellanza · 2005-10-04
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
L'estate scorsa, l'arrivo di un orso nell'area del parco nazionale ha suscitato grande interesse. Numerosi giornalisti, ma anche curiosi, si sono recati nella regione per ammirare e fotografare l'"evento straordinario". Questa attrazione turistica ha destato in un primo tempo un notevole entusiasmo.
All'euforia iniziale ha fatto seguito il disincanto in quanto l'orso immigrato si è rivelato tutt'altro che pacifico provocando danni considerevoli agli animali da reddito. Finora le persone che si sono avvicinate all'animale non hanno avuto alcun problema. Ma la paura (giustificata o ingiustificata) cresce. Si evitano determinate aree escursionistiche, la popolazione indigena non esce più la sera, ai bambini è vietato andare a giocare nel bosco! Molti turisti disdicono le prenotazioni. Si tratta di limitazioni insostenibili a lungo termine!
Questa situazione insoddisfacente dipende anche dal fatto che finora non è stata elaborata alcuna strategia da adottare nei confronti degli orsi ma solo vaghe esortazioni a mantenere la calma. Dovrebbe invece essere chiarito in quali casi un orso debba essere accettato, o in seguito a quali comportamenti esso debba essere abbattuto o catturato al fine di garantire la protezione degli interessi pubblici. Inoltre, vanno definiti i provvedimenti generali di protezione per l'uomo e l'animale e disciplinato il finanziamento di detti provvedimenti.
In base a questo stato di cose poniamo al Consiglio federale, al quale spetta in merito la massima responsabilità, le seguenti domande:
1. La Confederazione condivide l'opinione che, per la protezione della popolazione, i predatori pericolosi non debbano essere lasciati liberi di circolare?
2. Il Consiglio federale è disposto a stabilire tempestivamente in quali casi i predatori pericolosi possano o debbano essere catturati o abbattuti?
3. Nel rispondere a queste domande, terrà presente in modo particolare il parere della popolazione regionale interessata?
4. È disposto ad elaborare subito una strategia per la soluzione di questo problema?
5. È disposto a dare la massima priorità, nell'ambito di questa strategia, alla sicurezza e alla libertà di movimento della popolazione?
6. È disposto ad assumersi le spese per tutte le misure di protezione, in particolare quelle per l'agricoltura?
7. È disposto a rispondere di tutti i danni che potrebbero essere causati dalla presenza dell'orso se questa venisse tollerata?
Stellungnahme des Bundesrates
L'orso arrivato l'estate scorsa nei Grigioni meridionali è protetto conformemente alla legge federale del 20 giugno 1986 sulla caccia e sulla protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCP). I cantoni, tuttavia, secondo l'articolo 12 capoverso 2 di questa legge, possono prendere misure contro singoli esemplari di animali protetti se questi ultimi causano danni rilevanti. La legislazione non specifica però che cosa si debba intendere per "danni rilevanti". Per facilitare ai cantoni l'esecuzione della LCP, l'UFAFP elabora, per determinate specie di animali con un potenziale di danno relativamente elevato, delle strategie contenenti principi riguardanti la protezione, l'abbattimento o la cattura, la prevenzione e l'accertamento dei danni come pure il risarcimento per le misure di prevenzione.
Il Consiglio federale condivide il parere dell'interpellante circa la necessità di realizzare quanto prima una simile strategia anche per l'orso. Una prima bozza esiste già ed è stata dibattuta nell'ambito del gruppo di lavoro "grandi predatori" insieme a rappresentanti dei cantoni e dei principali gruppi d'interesse. L'entrata in vigore della strategia definitiva è prevista per il prossimo anno, dopo la conclusione della consultazione presso i cantoni e le cerchie interessate.
Risposte alle singole domande:
1./5. Esseri umani e orsi possono coesistere in Svizzera a condizione che lo spazio vitale dell'orso sia chiaramente delimitato e che l'uomo rispetti determinate regole comportamentali. Nel nostro Paese non c'è invece posto per quegli orsi che hanno perso il naturale timore nei confronti degli esseri umani. Queste due riflessioni sono anche alla base della strategia summenzionata.
2. Un orso aggressivo deve essere abbattuto. L'UFAFP e l'Ufficio per la caccia e la pesca dei Grigioni concordano su questo punto e hanno anche definito di comune accordo in quali condizioni l'orso arrivato in Svizzera potrebbe rappresentare un rischio insostenibile. La legislazione vigente garantisce la piena facoltà di agire qualora si verificasse una simile situazione. L'intesa raggiunta dall'UFAFP e dal cantone Grigioni resta valida fino all'entrata in vigore della "Strategia Orso Svizzera".
3. Come ricordato all'inizio, i cantoni interessati partecipano all'elaborazione della "Strategia Orso Svizzera" e possono pertanto contribuire a determinarne il contenuto.
4. Sì (si veda l'introduzione).
6. La Confederazione può impegnarsi a favore della prevenzione dei danni nel quadro di progetti regionali. Un progetto di questo tipo, sussidiato dalla Confederazione, è già stato avviato quest'estate nella Valle Monastero e in Engadina.
7. La legislazione vigente prevede che i danni causati dagli orsi vengano risarciti per l'80 per cento dalla Confederazione e per il 20 per cento dai cantoni. Il Consiglio federale non vede alcun motivo per cambiare tale chiave di ripartizione.
Risposta del Consiglio federale.