Protezione di un agente della CIA ricercato dall'Italia. Perché la Svizzera non coopera con le polizie europee?
06.1065 · Interrogazione · 2006-06-09
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Nel gennaio 2006, Robert Seldon Lady, agente della CIA che aveva partecipato al rapimento di un imam egiziano a Milano, si sarebbe trovato in Svizzera, e più precisamente a Ginevra. Proprio quando si apprestavano ad arrestarlo, pare che i servizi d'intervento elvetici abbiano ricevuto un contrordine. L'agente della CIA, ricercato dai servizi di polizia europei, sarebbe così riuscito a fuggire. Come giustifica il Consiglio federale questa apparente mancanza di collaborazione con le polizie europee? Conta di collaborare con il consigliere agli Stati Dick Marty, presidente della Commissione affari legali e diritti umani dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, e relatore incaricato di indagare sull'esistenza di centri di detenzione gestiti dai servizi segreti statunitensi?
L'imam egiziano Osama Mostafa Hassan, alias Abu Omar, era sorvegliato dai servizi segreti italiani e dalla procura antiterrorismo di Milano. Scavalcando questi ultimi, i servizi della CIA hanno prelevato l'imam in pieno centro città, nel febbraio 2003, sotto la direzione del responsabile dell'ufficio CIA a Milano Robert Seldon Lady. Abu Omar sarebbe stato trasferito in Egitto, dove sarebbe stato vittima di torture. Questo rapimento costituisce una violazione della sovranità italiana e un duro colpo alla lotta contro il terrorismo condotta in Europa. Il regolare arresto di Abu Omar, che era imminente, e la sua traduzione davanti a un tribunale avrebbero certamente permesso di identificare i suoi complici. La procura di Milano ha fatto ricorso all'assistenza di Eurojust, affinché gli agenti della CIA implicati nel rapimento possano essere arrestati in tutti i Paesi dell'Unione europea. Robert Seldon Lady si sarebbe trovato in Svizzera, a Ginevra, nel gennaio 2006. Nonostante fosse sotto sorveglianza, non sarebbe stato né avvicinato, né arrestato. Se confermata, tale mancanza di cooperazione sarebbe sconcertante, se si considera che la Svizzera, nell'ambito degli accordi di Schengen, si è impegnata nei confronti degli Stati dell'Unione europea a rafforzare la collaborazione tra autorità di polizia e l'assistenza giudiziaria in materia penale. Questo caso è da mettere in relazione con il problema dei presunti centri di detenzione segreti della CIA in Europa, sui quali indaga il consigliere agli Stati Dick Marty. Sarebbe auspicabile che vi sia finalmente una vera cooperazione tra tutti i servizi della Confederazione e Dick Marty.
Stellungnahme des Bundesrates
Diversi mass media hanno riportato la notizia sulla presunta sorveglianza a Ginevra, che tuttavia è falsa. Questa sorveglianza non è mai stata effettuata e non vi è alcun indizio di un soggiorno a Ginevra di Robert Seldon Lady durante il periodo in questione. I mass media ne sono stati informati su richiesta dalle autorità competenti prima della pubblicazione degli articoli, ma li hanno pubblicati ugualmente facendo riferimento a presunte fonti anonime. Nel frattempo anche il consigliere agli Stati Dick Marty è stato informato che si tratta di una notizia falsa.
Il caso del rapimento dell'imam egiziano è oggetto di un'inchiesta del Ministero pubblico della Confederazione, il quale può decidere se diffondere le informazioni relative all'indagine condotta dal consigliere agli Stati Marty.
Il Consiglio federale è naturalmente disposto a cooperare con il Consiglio d'Europa, come sta già facendo.
Inoltre già oggi fra la Svizzera, i suoi Stati limitrofi e altri Stati europei esiste un'intensa cooperazione in materia di polizia che si basa su pertinenti accordi bilaterali. Questa cooperazione sarà rafforzata ulteriormente con l'associazione della Svizzera all'accordo di Schengen (probabilmente nel 2008).
Risposta del Consiglio federale.