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Diagnosi precoce del cancro al seno. Quando l'UFSP si deciderà a intervenire?

06.3545 · Interpellanza · 2006-10-05

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. È a conoscenza del fatto che la diagnosi precoce del cancro al seno è decisamente insufficiente nella Svizzera tedesca rispetto alla Svizzera francese e alla maggior parte dei Paesi dell'Unione europea (UE)?

2. È a conoscenza del fatto che con uno screening mammografico sistematico sarebbe possibile salvare la vita di almeno 120 donne all'anno?

3. A quanto ammontano i costi supplementari dovuti a mammografie prescritte caso per caso ma qualitativamente insoddisfacenti?

4. Perché l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che in altri campi si impegna per la promozione della salute e la prevenzione, rimane inattivo?

5. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per introdurre un sistema di diagnosi precoce del cancro al seno che tenga conto delle conoscenze mediche e delle esigenze economico-sanitarie?

Begründung

Quasi una donna su dieci nel corso della propria vita deve fare i conti con una diagnosi di cancro al seno. Nessun altro tipo di tumore causa la morte di così tante donne ogni anno: nel 2002 si sono registrati 1340 decessi. Ma oggi, se diagnosticata per tempo, questa malattia non è più mortale. Infatti, se il tumore viene scoperto ad uno stadio precoce e trattato in modo adeguato, la maggior parte delle pazienti possono sopravvivere e godere per molti anni di una buona qualità di vita.

Oggi è provato che la mortalità nelle donne tra i 50 e i 69 anni dovuta a questo tipo di tumore si riduce del 35 per cento se i soggetti si sottopongono a uno screening mammografico sistematico. Vi sono inoltre numerose evidenze del fatto che la diagnosi precoce e un adeguato trattamento della malattia contribuiscono per metà a questi risultati. Se in Svizzera si riuscisse a ridurre anche solo di un quarto la mortalità per cancro al seno, ogni anno sarebbe possibile salvare la vita di 120 donne.

Mentre la Svizzera, nel confronto internazionale, offre alle donne un ottimo accesso a trattamenti moderni, nel caso della diagnosi precoce la situazione è desolante. Solo alcuni cantoni di lingua francese offrono alle donne tra i 50 e i 69 anni la possibilità di sottoporsi a un esame mammografico di elevata qualità nell'ambito di un programma di screening. Nella Svizzera tedesca, invece, i ginecologi o i medici di famiglia prescrivono caso per caso mammografie di qualità insoddisfacente e costose. Esperienze a livello internazionale dimostrano chiaramente che un risultato ottimale può essere raggiunto solo nel quadro di uno screening sistematico che comprende alcune migliaia di mammografie all'anno. In base a Tarmed, inoltre, un esame individuale è molto più costoso di una mammografia qualitativamente migliore realizzata nell'ambito di un programma di screening. Purtroppo però, finora non è stata creata trasparenza sui costi supplementari che gravano sul settore sanitario.

Negli ultimi 15 anni, tutti i Paesi membri dell'UE prima dell'allargamento e qualcuno di quelli entrati da poco hanno introdotto uno screening nazionale o regionale per la diagnosi del cancro al seno. Una corrispondente risoluzione UE del 2003 (P5_TA(2003)0270), che chiede l'accesso alla diagnosi precoce e a un trattamento di qualità elevata per tutte le donne in Europa, dovrebbe essere applicata entro il 2008. In questo settore della prevenzione così importante per le donne, la Svizzera è chiaramente rimasta molto indietro. Negli anni passati, i cantoni di lingua tedesca non sono riusciti a proteggere la popolazione femminile da decessi dovuti al cancro al seno che avrebbero potuto essere evitati. Per questa ragione è incomprensibile che l'UFSP non si sia finora impegnato in quest'ambito, visto che si tratta di un settore della prevenzione in cui la situazione medica e le esperienze internazionali sono senza pari.

Stellungnahme des Bundesrates

Come previsto dall'articolo 12 lettera o dell'ordinanza sulle prestazioni (RS 832.112.31), l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) rimborsa alle donne d'età superiore ai 50 anni i costi delle mammografie di diagnosi precoce se effettuate nell'ambito di programmi di diagnosi precoce del cancro al seno rispondenti a criteri specifici di garanzia della qualità. L'obbligo di rimborso decade il 31 dicembre 2007 e sarà riconsiderato nel corso del medesimo anno. Inoltre, se vi sono casi di cancro al seno in famiglia, l'AOMS rimborsa pure le mammografie diagnostiche prescritte caso per caso anche se non effettuate in un programma di screening rispondente a criteri specifici di garanzia della qualità.

1. Il Consiglio federale è consapevole che oltre la metà delle donne svizzere d'età superiore ai 50 anni non ha la possibilità di sottoporsi a una mammografia sistematica di diagnosi precoce conforme ai criteri di qualità descritti alla risposta 2. Il motivo alla base di questa situazione è che alla fine degli anni 1990 è fallita l'introduzione di un programma a livello nazionale perché le condizioni logistiche divergevano assai da cantone a cantone e perché non è stato possibile mettere d'accordo gli assicuratori e i fornitori sulla tariffa per gli esami di screening e sulla quota di partecipazione ai costi del programma. Da allora i costi degli esami sono assunti dall'AOMS unicamente nei cantoni che hanno introdotto tali programmi (finora solo nella Svizzera romanda).

2. Lo screening del cancro al seno può probabilmente evitare un certo numero di decessi prematuri. D'altra parte vi è il rischio che in base all'esame mammografico a molte donne venga erroneamente diagnosticato un sospetto di cancro al seno. Per confutare tale sospetto si rendono necessari ulteriori accertamenti, inclusi prelievi operativi di tessuto. Le condizioni severe in materia di qualità poste per i programmi di screening (come la valutazione della mammografia da parte di almeno due radiologi o l'obbligo per i radiologi di seguire una formazione speciale) sono volti a contribuire a minimizzare il numero di accertamenti effettuati in seguito a sospetti infondati. Per questo motivo l'UE raccomanda espressamente di offrire mammografie del cancro al seno soltanto in programmi di cui è garantita la qualità. In Svizzera l'obbligo di rimborso da parte dell'AOMS è stato vincolato ad una clausola di verifica e limitato a dieci anni per permettere di fare il punto su vantaggi e rischi dei programmi effettuati secondo le condizioni svizzere. Questo termine decade alla fine del 2007. Attualmente la Lega svizzera contro il cancro sta raccogliendo i dati utili al riesame dell'obbligo di rimborso.

3. Non si conoscono esattamente i costi supplementari causati da mammografie di diagnosi precoce prescritte caso per caso senza garanzia di qualità per donne che non hanno casi di cancro in famiglia. La Lega svizzera contro il cancro analizzerà questo aspetto nel suo rapporto unitamente ai danni morali (interventi inutili e lo stato di ansia provocato da diagnosi errate).

4. Lo screening del cancro al seno è un esame tecnico complesso che deve essere integrato in un vero e proprio programma di sanità pubblica e che può essere introdotto soltanto se a livello cantonale sono soddisfatte le condizioni necessarie e se ci sono le strutture adeguate. Il margine di manovra dell'Ufficio federale della sanità pubblica è dunque molto limitato. Alla fine degli anni 1990, le autorità federali hanno tuttavia sfruttato tutte le possibilità offerte dalla legge sull'assicurazione malattie. Le mammografie eseguite nell'ambito di programmi sono rimborsate fino alla fine del 2007, anche se la loro efficacia, idoneità e economicità non sono ancora dimostrate in Svizzera. Al momento in cui fu chiaro che un programma nazionale non era realizzabile, è stato reso possibile il rimborso da parte dell'AOMS perlomeno nei cantoni che volevano lanciare programmi propri.

5. Se l'anno prossimo dal riesame dell'efficacia, dell'idoneità e dell'economicità, menzionata alla risposta 2, emergerà che sono soddisfatte le condizioni di applicazione svizzere, sarà possibile sul piano legale garantire anche dopo il 2007 il rimborso da parte dell'AOMS di esami effettuati nel quadro di programmi di screening con garanzia di qualità. In questo caso il Consiglio federale sarà disposto, alle condizioni quadro esistenti e nonostante che l'assistenza sanitaria sia di competenza dei cantoni, a impegnarsi attivamente affinché possa essere conseguito l'obiettivo di offrire alle donne la possibilità di sottoporsi a un programma di screening in tutti i cantoni.

Risposta del Consiglio federale.