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07.3164 · Interpellanza · 2007-03-22

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Numerosi settori sono ormai coinvolti nei preparativi dell'Euro 2008. Il piano di smaltimento dei rifiuti previsto a Basilea, dove si svolgeranno alcune partite dei campionati europei di calcio, ha avuto larga eco nei media. Il previsto impiego di stoviglie usa e getta composte da residui biodegradabili può costituire un segnale che va ben oltre l'organizzazione dell'Euro 2008. Per tale motivo pongo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. Come valuta il piano dei gestori dello stadio San Giacomo di Basilea che, nell'ambito dell'organizzazione di grandi eventi come l'Euro 2008, prevede di utilizzare stoviglie usa e getta composte da residui biodegradabili?

2. Come giudica il fatto che una parte delle materie prime utilizzate per fabbricare le stoviglie contenga organismi geneticamente modificati?

3. Che collocazione bisogna dare al ciclo di vita dei materiali utilizzati (ad es. le plastiche biodegradabili) nell'ambito del sistema previsto dalla legislazione relativa agli OGM se detti materiali sono stati prodotti con materie prime geneticamente modificate. Qual è la situazione se il prodotto finale è ormai privo di ogni sequenza genica e, in particolare, per quanto concerne l'obbligo di autorizzazione e di responsabilità civile secondo la legge sull'ingegneria genetica applicata a tutti i livelli interessati?

4. Il governo ritiene ragionevole l'impiego sempre più diffuso di materiali prodotti da residui biodegradabili in sostituzione delle plastiche convenzionali derivate da materie prime petrolchimiche? In caso di risposta affermativa, in quali settori? In caso di risposta negativa, per quali motivi?

Stellungnahme des Bundesrates

1. I gestori dello stadio San Giacomo di Basilea distribuiscono bevande e cibi con contenitori e stoviglie usa e getta fabbricati con materiali costituiti da residui biodegradabili, i quali, una volta utilizzati, vengono raccolti separatamente e riciclati in un impianto di compostaggio. In linea di principio, il compostaggio di materiali usati biodegradabili va considerato come un aspetto positivo, ma non bisogna sopravvalutare i vantaggi ecologici garantiti da tale metodo. Gli ecobilanci dimostrano che, dal punto di vista ecologico, il compostaggio non è migliore dello smaltimento in un impianto di incenerimento dei rifiuti urbani con recupero energetico. Inoltre, in ogni caso, i prodotti multiuso sono più ecologici di quelli usa e getta in quanto contribuiscono a prevenire i rifiuti. Il Consiglio federale accoglierebbe pertanto con favore l'adozione, da parte dei gestori dello stadio San Giacomo, di misure volte a prevenire e a ridurre i rifiuti già in vista dell'Euro 2008. Durante i mondiali di calcio del 2006, in Germania, gli organizzatori sono riusciti ad ottenere una considerevole riduzione dei rifiuti adottando misure adeguate come l'impiego di contenitori multiuso con pagamento di un deposito e la fornitura di cibi non imballati (come ad es. panini).

In base a queste esperienze positive, il servizio di coordinamento svizzero e quello austriaco stanno stilando apposite raccomandazioni in collaborazione con i responsabili dei luoghi di svolgimento delle manifestazioni e con la società organizzatrice (Euro 2008 SA).

2. I materiali composti da residui biodegradabili sono prodotti mediante la polimerizzazione di sostanze naturali ricavate attraverso processi biotecnologici (in genere acido lattico). Tali sostanze non contengono, in sé, né organismi vivi geneticamente modificati (OGM) né sequenze di geni. E anche quando detti materiali (oggi soprattutto buste di plastica o contenitori per bevande) sono ottenuti da varietà di piante geneticamente modificate, in base alle attuali conoscenze è possibile escludere una propagazione nell'ambiente del materiale genetico transgenico o un eventuale pericolo per la salute delle persone.

3. La legge sull'ingegneria genetica (LIG) disciplina l'utilizzazione di OGM. Per i prodotti ottenuti da OGM si applicano esclusivamente le disposizioni relative all'etichettatura e all'informazione (artt. 17 e 18 LIG) e non quelle, sempre contemplate da tale legge, concernenti l'obbligo di autorizzazione e la responsabilità civile. Rimane applicabile soltanto il diritto generale in materia di responsabilità civile.

Prescrizioni concrete relative all'etichettatura esistono sia in Svizzera che nell'Unione europea per i generi alimentari e i mangimi. Per gli oggetti d'uso come le stoviglie, invece, l'etichettatura non è obbligatoria.

4. La sostituzione delle plastiche convenzionali con materiali composti da residui biodegradabili è ragionevole soltanto se garantisce effettivi vantaggi ecologici, non richiede un maggior consumo di risorse come acqua ed energia rispetto alle plastiche convenzionali e non risulta più inquinante di queste ultime. La produzione di materiali composti da residui biodegradabili non deve in alcun modo entrare in concorrenza con la coltivazione di generi alimentari di base nei Paesi d'origine o accrescere il pericolo di incendi. In base alle conoscenze attuali, tali condizioni sono soddisfatte, ad esempio, quando si utilizzano come materie prime rifiuti derivanti dalla lavorazione di vegetali o altre parti di piante non commestibili.

Infine, non è garantito che la biodegradabilità dei materiali ne migliori l'ecobilancio. L'argomentazione secondo cui le plastiche composte da residui biodegradabili sono anche compostabili può addirittura indurre i consumatori a lasciare a terra tali imballaggi dopo l'uso, nell'errata convinzione che possano ovunque degradarsi dopo poco tempo.

Risposta del Consiglio federale.