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07.3477 · Mozione · 2007-06-21

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di obbligare la SSR a rendere i reportage (testo, suono e immagine) da lei prodotti per notiziari, magazine informativi, sport e cultura accessibili ai fornitori regionali per un secondo o terzo utilizzo privato.

Begründung

Grazie ai proventi del canone la SSR può produrre e offrire numerosi programmi, generando quotidianamente una miriade di contenuti. La popolazione può usufruire di questi reportage prodotti dalla SSR (suono, immagini e testi) grazie alla radio, alla televisione e a Internet. Tuttavia, terzi non possono usufruire di questo materiale o diffonderlo sui loro canali. Dato che la SSR finanzia i suoi contenuti mediante canoni obbligatori, questi contenuti devono essere accessibili anche a terzi. Un esempio è costituito dai reportage per i notiziari, i magazine informativi, lo sport e la cultura. A questo si aggiunge che gli archivi della SSR celano interessantissime storie che oggi rimangono spesso inutilizzate. L'accesso a questo contenuto finanziato mediante il canone non è interessante solo per le stazioni radiofoniche e televisive private ma, nell'ottica della tecnologia a banda larga, anche per i fornitori su Internet. La questione si pone pure se, con riguardo alla SSR, l'accesso avviene in modo differito. Queste prospettive dimostrano che le emittenti private innovative presenti nel paesaggio radiotelevisivo svizzero non elaborano le loro strategie future in base a una legge sulla radiotelevisione imprecisa e motivata da considerazioni politiche, ma piuttosto sul libero accesso ai contenuti finanziati dai canoni. Esse sono inoltre pienamente consapevoli dei problemi che potrebbero sorgere in materia di diritti d'autore e di tasse di licenza. Anche senza questi prodotti, i contenuti creati dalla SSR e finanziati con i canoni offrono una base solida per un vivace paesaggio mediatico svizzero.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 26 giugno 2002, il Consiglio federale si era già espresso in merito a un intervento parlamentare (mozione Weigelt 02.3140) sul libero accesso ai contenuti finanziati attraverso i canoni di ricezione. All'epoca aveva deciso di accogliere la mozione sotto forma di postulato, dato che era ancora pendente la revisione della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV). Durante i dibattiti in merito alla legge, la competente commissione del Consiglio nazionale ha respinto una richiesta di completamento dell'articolo 24 capoverso 4 LRTV che andava in questo senso. Attualmente un secondo o terzo utilizzo gratuito dei contenuti della SSR non è opportuno né per motivi istituzionali né di politica dei media.

Il versamento di quote dei proventi del canone alle emittenti radiofoniche e televisive private titolari di una concessione (art. 38 e segg. LRTV), dovrebbe permettere loro di produrre a livello regionale e locale contenuti di elevata qualità che si differenziano nettamente da quelli della SSR, costituendo un'alternativa editoriale. In questo modo, l'esigenza di diversità mediatica, sancita dalla Costituzione, può essere soddisfatta a livello contenutistico, offrendo inoltre un plusvalore ai consumatori che pagano il canone.

Permettere a emittenti private o a provider Internet di accedere gratuitamente ai contenuti prodotti dalla SSR, potrebbe avere conseguenze nefaste sulla diversità d'opinione e mediatica. Infatti, essi sarebbero incentivati, per risparmiare, a non effettuare ricerche e produrre programmi propri, ma a riprendere pedestremente i contenuti della SSR. Al posto dell'auspicata diversità mediatica, si verificherebbe un'uniformazione dei programmi tra i fornitori privati e la SSR da un lato e le varie offerte private dall'altro. Dato che le offerte della SSR devono garantire un servizio di base a livello nazionale e di regione linguistica e sono captabili ovunque via etere, via satellite, via cavo e/o Internet, un secondo o terzo utilizzo di queste trasmissioni porterebbe a una forte presenza della SSR nel paesaggio informativo, impedendo il realizzarsi del sistema duale voluto dal legislatore.

Oltre a queste riserve di carattere politico-mediatico, si presenterebbero diversi problemi sotto il profilo dei diritti d'autore. Anche se il canone radiotelevisivo è denaro pubblico, ciò non significa che i contenuti finanziati completamente o in parte attraverso questi fondi pubblici siano di proprietà della collettività o beni pubblici. La ripresa dei contenuti è inoltre problematica anche nell'ottica dei diritti d'autore, visto che alcune trasmissioni della SSR o singoli contributi sono destinati ad un'utilizzazione propria e non possono essere messi liberamente a disposizione di terzi.

Per i contenuti, in particolare le produzioni proprie, di cui la SSR possiede i diritti di sfruttamento, l'obbligo di consentire un secondo o terzo utilizzo dovrebbe poggiare su una chiara base giuridica. Data la mancanza di questo fondamento legale e tenuto conto della garanzia della proprietà, la SSR non può essere obbligata a cedere i suoi contenuti.

Inoltre, l'ultimo progetto di concessione permette alla SSR, entro i limiti legali, di rendere tutte le sue offerte accessibili ai consumatori su Internet. Questo porterà a un ulteriore utilizzo su vasta scala delle trasmissioni dell'emittente e permetterà anche ai fornitori regionali di servirsi di questi contenuti quale fonte per i loro propri resoconti. Molto probabilmente il Consiglio federale prenderà una decisione in merito al progetto di concessione durante il mese di novembre 2007.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.