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08.3438 · Mozione · 2008-06-13

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legislazione federale in modo tale da vietare, nel commercio, l'uso di buste di plastica non riutilizzabili e non riciclate come si fa già in numerosi Paesi, tra i quali anche alcuni emergenti.

Begründung

La Cina ha appena proibito l'uso di queste buste di plastica. D'ora in poi, i cinesi dovranno usare delle borse di stoffa. Altri Paesi, come il Kenia e il Ruanda, hanno già vietato il loro utilizzo. L'Australia lo proibirà dalla fine del 2008. Durante una riunione sull'ambiente svoltasi in occasione dell'attuale G8, il Giappone, la Cina e la Corea del Sud hanno invitato gli altri Paesi del mondo a dare la priorità alla riduzione della produzione dei rifiuti e a quella della fabbricazione e dell'uso delle buste di plastica.

La Svizzera ha il dovere di porsi come esempio nella politica delle tre R (ridurre, riutilizzare e riciclare). Fino ad oggi, la nostra politica in materia di rifiuti è stata esemplare, ma dobbiamo cominciare a intervenire anche sulle confezioni e, in particolare, sulle buste di plastica. Infatti, la durata media di utilizzo di una busta di plastica è di 25 minuti. La sua fabbricazione richiede petrolio e un'elevata quantità di energia. Inoltre, quando viene incenerita, sprigiona diossina. Le buste che finiscono nella natura o nei nostri laghi, invece, si decompongono solo dopo molti secoli.

Da diversi anni, la Francia ha proibito che queste buste vengano messe a disposizione alle casse dei negozi. I primi sondaggi mostrano che il 68 per cento dei consumatori utilizzano in modo sistematico una busta riutilizzabile, che ogni busta è effettivamente usata tra le 16 e le 24 volte e che solo il 21 per cento di esse vengono gettate tra i rifiuti dopo un solo utilizzo. Infine, più del 90 per cento dei consumatori si dichiarano soddisfatti di questo sistema.

È quindi urgente che anche la Svizzera faccia dei piccoli passi a favore dell'ambiente e di un maggiore rispetto delle materie prime.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In Svizzera, circa 3000 tonnellate di buste di plastica sono utilizzate annualmente per trasportare o per confezionare gli alimenti. Le buste destinate al trasporto sono vendute dai grossisti a un prezzo di circa 30 centesimi. Inoltre, delle buste più piccole e meno resistenti sono disponibili gratuitamente. La mozione chiede che sia vietato l'uso di buste di plastica non riutilizzabili o non recuperabili (riciclabili). Le buste di plastica vendute in Svizzera sono quasi esclusivamente di polietilene (PE), una materia plastica prodotta a partire dal petrolio, e sono in linea di massima tutte riciclabili. Oggi praticamente tutte queste buste di plastica possono essere utilizzate più volte. Sono i consumatori a decidere se riusarle o gettarle. Di conseguenza, il divieto, così come richiesto nella presente mozione, non avrebbe un grande effetto.

L'autore della mozione giustifica la richiesta di un divieto in Svizzera, tra le altre cose, sulla base delle norme in vigore in altri Paesi. Queste ultime sono state emanate principalmente per due motivi: per ridurre l'inquinamento paesaggistico o per prevenire la perdita di una risorsa energetica. Nei Paesi che non dispongono di un sistema di smaltimento efficiente, i rifiuti vengono spesso abbandonati ai margini delle strade o gettati nei corsi d'acqua. Le buste di plastica inquinano intere regioni e finiscono anche nelle acque. La perdita di risorse ha una certa importanza, in primo luogo, laddove i rifiuti urbani sono depositati direttamente nelle discariche. Nel caso delle materie plastiche, il loro considerevole contenuto energetico va così perduto.

Entrambi questi motivi non sono validi nel caso della Svizzera, dove il servizio pubblico di smaltimento dei rifiuti funziona in modo efficiente ed è di alto livello tecnico. Lo smaltimento selvaggio dei rifiuti costituisce un'eccezione. In tutti gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, l'energia sprigionata dalla combustione dei rifiuti viene usata per la produzione di energia elettrica e di calore. Allo stesso tempo, i gas derivanti dalla combustione dei rifiuti vengono filtrati efficacemente in modo tale da ridurre le emissioni. In Svizzera non vi è quindi alcuna ragione ecologica che giustifichi una misura così drastica come un divieto. Inoltre, in una situazione come quella del nostro Paese, il bilancio ecologico delle buste di carta, proposte come alternativa a quelle di plastica, è generalmente peggiore.

Le circa 3000 tonnellate di buste di plastica rappresentano appena lo 0,5 per cento delle 850 000 tonnellate di materie plastiche utilizzate annualmente in Svizzera. L'impiego di buste per la spesa solide e durevoli e il riutilizzo delle buste di plastica hanno permesso di risparmiare diverse tonnellate di materie plastiche. Tale risparmio deve essere tuttavia comparato con quello che può essere raggiunto con un aumento dell'efficienza nel caso di altri prodotti petroliferi, come l'olio da riscaldamento. Migliorando l'isolamento degli edifici e utilizzando le energie rinnovabili si potrebbero risparmiare diverse centinaia di migliaia dei circa 4 milioni di tonnellate d'olio da riscaldamento impiegate annualmente per il riscaldamento dei locali. Anche per questo, sembra sproporzionato vietare le buste di plastica.

Il potenziale di ottimizzazione dell'impiego di buste di plastica esiste laddove le buste sono disponibili gratuitamente alle casse e sono per questo spesso usate sconsideratamente. In questo caso, la vendita di buste per la spesa resistenti e durevoli e la riduzione del numero delle buste di plastica gratuite permette di sensibilizzare i consumatori. L'Ufficio federale dell'ambiente, nell'ambito degli incontri regolari con il settore del commercio al dettaglio agirà in modo da sfruttare al massimo queste possibilità ed elaborerà, in caso di necessità, le relative proposte di regolamentazione. Un divieto sarebbe tuttavia sproporzionato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.