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Piani sociali obbligatori per le persone colpite dalla crisi economica

08.3734 · Mozione · 2008-10-03

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre delle modifiche legislative affinché i piani sociali siano resi obbligatori.

Begründung

In Svizzera a differenza di altri Paesi non esiste l'obbligo legale di concludere dei piani sociali. Alla luce della recessione economica e del rischio d'importanti ristrutturazioni nei settori colpiti si pone dunque la necessità di intervenire per diminuire le conseguenze economiche, ma anche per cercare delle soluzioni alternative ai licenziamenti. Un obbligo legislativo permetterebbe di agire in questo settore non solo nell'ambito di procedure di negoziazione tra le parti sociali, ma di intervenire qualora i piani sociali proposti non fossero sufficienti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Un licenziamento intimato per motivi economici può porre il lavoratore colpito in una situazione finanziaria e personale difficile. Le preoccupazioni espresse in merito alla protezione dei lavoratori sono legittime, in particolare alla luce dell'attuale crisi finanziaria ed economica globale. Anche se in Svizzera non esiste un obbligo di concludere piani sociali, i lavoratori non sono inermi dinanzi alla minaccia di un licenziamento per motivi economici.

Da un lato, la Svizzera è dotata di un efficiente partenariato sociale, che affonda le sue basi negli articoli 28 capoverso 1 e 110 capoversi 1 e 2 della Costituzione federale (RS 101) ed è concretizzato più in dettaglio nel diritto collettivo del lavoro, come definito negli articoli 356 segg. del Codice delle obbligazioni (RS 220). Tale base consente di includere nei contratti collettivi di lavoro anche norme relative a piani sociali. Dall'altro lato, diverse disposizioni legali conferiscono ai lavoratori colpiti un diritto di partecipazione che permette loro di esercitare un'influenza. Vanno menzionate principalmente le disposizioni sui licenziamenti collettivi di cui agli articoli 335e segg. del Codice delle obbligazioni, secondo le quali un datore di lavoro deve consultare la rappresentanza dei lavoratori o i lavoratori medesimi prima di procedere a un licenziamento collettivo. I lavoratori possono formulare proposte sui mezzi atti ad evitare o ridurre i licenziamenti, nonché ad attenuarne le conseguenze (art. 335f cpv. 2 del Codice delle obbligazioni); a tal fine possono proporre un piano sociale. Anche se la legislazione vigente non lo obbliga a concludere un tale piano, il datore di lavoro deve comunicare il progetto di licenziamento collettivo al competente ufficio cantonale del lavoro. Quest'ultimo cerca di trovare soluzioni ai problemi posti dal licenziamento collettivo prospettato (art. 335g cpv. 3 del Codice delle obbligazioni). Un rapporto di lavoro disdetto nel quadro di un licenziamento collettivo cessa dunque al più presto 30 giorni dopo la notifica del progetto di licenziamento collettivo all'ufficio cantonale del lavoro (art. 335g cpv. 4 del Codice delle obbligazioni). La legge federale sull'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese (lRS 822.14) prevede altri particolari diritti di partecipazione dei lavoratori in caso di trasferimento di azienda conformemente agli articoli 333 e 333a del Codice delle obbligazioni.

Nel suo parere sulla mozione Rechsteiner 97.3095, "Regolamentazione del piano sociale nel diritto del lavoro", il Consiglio federale si è dichiarato disposto a proporre misure più estese volte a rafforzare la protezione dei lavoratori, qualora le normative vigenti dovessero rivelarsi troppo poco efficaci (si è espresso analogamente anche nel parere sulla mozione Gross 99.3633, Obbligo di prevedere un piano sociale in caso di licenziamenti collettivi, trasformata in postulato). Benché l'opinione del Consiglio federale in questo senso non sia cambiata, non sussistono, né a posteriori, né alla luce dell'attuale crisi finanziaria ed economica, elementi tangibili secondo cui sarebbero necessarie ulteriori misure. L'amministrazione federale non ha portato avanti i precedenti lavori preparatori tesi a disciplinare i piani sociali nel Codice delle obbligazioni, segnatamente perché un tale progetto non figurava nel programma di legislatura 2003-2007 e perché i due interventi summenzionati sono stati nel frattempo stralciati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.