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08.480 · Iniziativa parlamentare · 2008-10-03

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento l'iniziativa parlamentare seguente:

Sono elaborate disposizioni legislative:

1. che decretino una moratoria di cinque anni sull'importazione di agrocarburanti o di materie prime necessarie alla loro produzione. Sono considerati agrocarburanti i carburanti quali l'etanolo ricavato da canna da zucchero, barbabietole da zucchero, mais, frumento, legno di pioppo, eucalipto ecc. e il diesel ricavato da colza, soia, olio di palma, jatropa ecc.

2. La moratoria non si applica né ai carburanti ricavati da biogas, da rifiuti alimentari, agricoli o forestali, né agli oli esausti o ai carburanti liquidi ricavati dalla produzione decentralizzata per l'uso locale.

Begründung

L'articolo 11 del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (Patto ONU 1) sancisce il diritto all'alimentazione e la libertà dalla fame. L'impiego di generi alimentari e superfici agricole per la produzione di carburanti costituisce una violazione diretta di questo diritto fondamentale. Studi dell'OCSE e della Banca mondiale di recente pubblicazione provano che gli agrocarburanti ricavati dalla coltivazione di vegetali su scala industriale sono surrogati del petrolio ecologicamente ed economicamente inefficienti e contribuiscono in modo determinante all'aumento del prezzo dei generi alimentari.

Il diritto all'alimentazione è minacciato

Le sovvenzioni dirette e indirette a favore della coltivazione di materie prime per la produzione di carburanti e le quote obbligatorie di agrocarburanti mettono in pericolo l'accesso ai generi alimentari da parte degli strati più poveri della popolazione. La destinazione di materie prime del settore agricolo alla produzione di carburanti minaccia l'attuazione del diritto all'alimentazione a livello mondiale. La coltivazione di piante a fini energetici concorre con la produzione di generi alimentari nello sfruttamento di risorse quali terra e acqua e soppianta progressivamente la produzione di cibo da parte del settore agricolo. In base a stime dell'International Food Policy Research Institute e della Banca mondiale, gli agrocarburanti sono responsabili nella misura del 30 per cento dell'aumento del prezzo dei generi alimentari. Nell'estate del 2008 è stato pubblicato uno studio di Donald Mitchell, economista della Banca mondiale, secondo cui la produzione di agrocarburanti sarebbe responsabile dell'aumento del prezzo del cibo nella misura addirittura del 75 per cento.

Il boom degli agrocarburanti si traduce in gravi violazioni dei diritti umani

In molti Stati lo sfruttamento dei campi da parte dei grossi gruppi agrari ed energetici priva i contadini e la popolazione delle loro terre coltivabili, mettendo seriamente a repentaglio le loro fonti di sostentamento e il loro tessuto sociale. Per vincere le resistenze che incontrano, i grandi gruppi agroenergetici non esitano a ricorrere agli omicidi. Nelle piantagioni per la produzione di agrocarburanti regnano condizioni salariali e lavorative inammissibili e i diritti sindacali sono ignorati. L'urgente domanda di carburante porta allo sfruttamento di molti lavoratori, li riduce alla condizione di schiavi e rovina le loro vite e la loro salute. Con il rifiuto del Dipartimento federale dell'economia di emanare, nell'ambito dell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali, disposizioni più dettagliate sui criteri sociali da rispettare per un'esenzione fiscale degli agrocarburanti, la legislazione svizzera ignora le summenzionate gravi violazioni dei diritti umani.

Pericoli per il clima e la biodiversità

La coltivazione si basa su monoculture, piante geneticamente modificate e grossi quantitativi di concimi artificiali e pesticidi. Per produrre agrocarburanti viene emessa più CO2 di quanta ne può essere risparmiata utilizzando gli agrocarburanti invece dei carburanti fossili. Le piantagioni per produrre agrocarburanti hanno già soppiantato milioni di ettari di foresta vergine, savana e zone umide caratterizzate da un'importante diversità biologica. La coltivazione industriale per la produzione di agrocarburanti inquina le falde acquifere e sterilizza i terreni arativi.

La dipendenza dai combustibili fossili permane

Gli agrocarburanti mischiati ai combustibili fossili non permettono di ridurre il consumo di questi ultimi e di ridurre quindi la dipendenza dal petrolio. Miscelando i due tipi di carburante riusciremo unicamente a protrarre la nostra dipendenza dall'attuale modello energetico, basato su materie prime fossili.

La moratoria sugli agrocarburanti è urgente

Le critiche sollevate e le esperienze prevalentemente negative acquisite nei Paesi produttori dimostrano che una moratoria di cinque anni sull'uso di agrocarburanti è urgentemente necessaria. La Svizzera dovrebbe sostenere gli sforzi profusi a livello mondiale tesi a interrompere l'uso degli agrocarburanti, così da poter chiarire questioni di principio legate allo sviluppo, al clima, all'energia, all'agricoltura e all'ambiente. La moratoria consentirebbe di avviare un ampio dibattito pubblico e permetterebbe ai ricercatori e agli scienziati di approfondire le loro conoscenze.

Gli obiettivi principali della moratoria sugli agrocarburanti sono:

- obiettivi di politica dello sviluppo: migliorare la sicurezza alimentare a livello mondiale;

- obiettivi di politica climatica: ridurre i gas a effetto serra senza generare conflitti sociali o ecologici;

- obiettivi di politica energetica: promuovere la transizione verso fonti energetiche ecologiche e sociali;

- obiettivi di politica agraria: rivalutare l'agricoltura tradizionale e l'approvvigionamento locale;

- obiettivi di politica ambientale: gestione sostenibile del suolo, dell'acqua e della biodiversità.

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