09.3556 · Interpellanza · 2009-06-10
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
La preoccupazione di limitare la popolazione straniera nel nostro Paese spesso prevale sul rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo. È così che molti bambini nati al di fuori del matrimonio e che hanno ottenuto la nazionalità svizzera con il riconoscimento della filiazione paterna sono espulsi dal proprio Paese se la madre non riesce ad ottenere un titolo di soggiorno valido e sebbene il padre curi rapporti stretti con suo figlio. Lo stesso vale per gli adolescenti giunti in Svizzera da piccoli e perfettamente integrati, rinviati nei Paesi d'origine di cui conoscono poco o niente e sradicati dal loro ambiente in una fase della vita particolarmente difficile e importante per lo sviluppo dell'identità.
Quest'anno si celebrano i 20 anni della Convenzione del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo, ratificata dalla Svizzera nel 1997. In questo anniversario - e per sottolineare il suo impegno a favore dell'infanzia - il Consiglio federale è disposto ad impegnarsi affinché il rispetto dei diritti del fanciullo sia garantito al momento dell'applicazione della legge sull'asilo e della legge sugli stranieri?
Stellungnahme des Bundesrates
Il 24 febbraio 1997 la Svizzera ha aderito alla Convenzione del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (entrata in vigore: 26 marzo 1997). Il Comitato dei diritti del fanciullo (Committee on the Rights of the Child - CRC) vigila sull'applicazione della Convenzione e del suo protocollo facoltativo.
In merito all'allontanamento di minori svizzeri
In una recente decisione di principio del 27 marzo 2009 (2C_353/2008) il Tribunale federale ha stabilito che in futuro, in caso di allontanamento di minori svizzeri, occorrerà tenere maggiormente conto delle prescrizioni della Convenzione sui diritti del fanciullo e dei diritti conferiti dal diritto svizzero in materia di cittadinanza. Tutte le misure che riguardano i minori devono tenere in considerazione in primo luogo il bene del bambino; le richieste di entrata o partenza da uno Stato contraente, presentate da un bambino o dai suoi genitori in vista del ricongiungimento familiare, vanno trattate rapidamente, con umanità e benevolenza. Anche se di regola la Convenzione sui diritti del fanciullo non conferisce un diritto immediato al rilascio di un permesso per stranieri, occorre tuttavia tenere conto delle disposizioni pertinenti nel ponderare gli interessi di cui all'articolo 8 CEDU (risp. all'art. 13 Cost.).
Il Tribunale federale ha deciso che per obbligare un bambino svizzero a lasciare il Paese sono necessari, oltre alla ragionevolezza della partenza, motivi particolari, soprattutto relativi alla sicurezza e all'ordine pubblici. Il solo interesse pubblico a perseguire una politica d'immigrazione restrittiva non è sufficiente. Esso osserva che i minori svizzeri sono autorizzati a ritornare autonomamente in Svizzera fino al compimento della maggiore età; in seguito tale possibilità comporterebbe regolarmente difficoltà d'integrazione poco auspicabili.
L'Ufficio federale della migrazione (BFM) ha già adeguato le sue direttive sul ricongiungimento familiare, destinate alle autorità cantonali degli stranieri, sulla base della nuova giurisprudenza del Tribunale federale.
In merito all'allontanamento di giovani stranieri cresciuti in Svizzera
Il permesso per stranieri è revocato e il relativo allontanamento è disposto soltanto se sono adempiuti i presupposti legali. Le direttive dell'UFM stabiliscono che i criteri per revocare i permessi di giovani stranieri devono essere complessivamente più severi di quelli previsti per gli adulti, consentendo di tenere conto in maniera adeguata del loro sviluppo. Nel caso di giovani stranieri autori di reati, nell'ambito della verifica della proporzionalità occorre valutare con particolare attenzione, nel singolo caso, la durata del soggiorno in Svizzera, il grado d'integrazione e lo sviluppo finora compiuto, nonché il contesto familiare. Tuttavia, in caso di reati gravi (p. es. omicidi o reati sessuali gravi) la revoca del permesso va disposta sistematicamente anche per i giovani autori, se l'interesse pubblico all'allontanamento è preponderante. In questi casi di reati gravi si è in presenza di una mancata integrazione dei giovani stranieri; il rispetto dell'ordinamento giuridico costituisce, infatti, un elemento centrale di un'integrazione riuscita.
I principi e le garanzie previste nella Convenzione sui diritti del fanciullo sono applicati e attuati in modo coerente anche nell'ambito della migrazione.
Risposta del Consiglio federale.