09.4137 · Interpellanza · 2009-12-09
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il 1° ottobre 2009, in seguito alla decisione unilaterale della Segreteria di Stato per l'educazione e la ricerca (SER) di tagliare il finanziamento dei corsi preparatori agli studi universitari in Svizzera e il parere concorde espresso dalla Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS), la Conferenza universitaria svizzera (CUS) ha deciso a sua volta di sopprimere questa offerta organizzata e finanziata, nel quadro dei loro compiti comuni, dalla Confederazione e dai cantoni universitari di BE, BS, FR, GE, NE, SG, VD e ZH. La SER ha già notificato per scritto la sua intenzione di recedere dalla convenzione finanziaria alla prossima data di scadenza.
Desidero sapere:
- Quali sono le ragioni di questa decisione?
- Quali sono le conseguenze per il bilancio della SER e quali le conseguenze per quanto riguarda l'ammissione alle scuole universitarie svizzere degli studenti stranieri direttamente toccati dalla misura?
- La Confederazione non è più interessata, in termini di politica estera, ad accordare a giovani provenienti da Paesi in via sviluppo o da Paesi emergenti la possibilità di accedere al nostro sistema educativo?
- Nel caso in cui il finanziamento da parte della SER non fosse più possibile, è ipotizzabile trasferire questa spesa nel bilancio della Direzione dello sviluppo e della cooperazione?
La Fondazione per i corsi preparatori agli studi universitari in Svizzera è stata costituita dalla Confederazione, dagli otto cantoni universitari di BE, BS, FR, GE, NE, SG, VD e ZH e dallo Stato del cantone di Friburgo. Offre corsi di preparazione all'esame di ammissione alle scuole universitarie a studenti con un attestato di maturità estero non riconosciuto o che necessitano di un corso intensivo di lingua (francese e tedesco). La fondazione è stata costituita nel 1988 e ha sede a Friburgo, tuttavia i corsi sono offerti già dal 1962.
I candidati che devono sostenere un esame di ammissione appartengono principalmente ai gruppi seguenti (ultimi 15 anni): svizzeri all'estero (15 per cento), studenti provenienti da regioni in crisi (15 per cento) e studenti provenienti da Paesi emergenti (50 per cento).
Le tasse d'iscrizione coprono attualmente il 40 per cento dei costi dei corsi; la Confederazione e i cantoni universitari membri della fondazione si suddividono, in base a una convenzione finanziaria, i costi restanti nella misura rispettivamente del 70 e del 30 per cento. Il contributo federale è iscritto nel bilancio della Commissione federale delle borse per studenti stranieri subordinata alla SER.
Come esposto in precedenza, la SER ha deciso di interrompere il finanziamento e una maggioranza della CRUS si è allineata a questa decisione nella riunione del 1° ottobre scorso. Nel contempo è stato deciso di mantenere gli esami di ammissione alle scuole universitarie. La CRUS deve ora elaborare un piano organizzativo e finanziario.
Per la cessazione delle attività della fondazione deve essere elaborato un progetto e un piano finanziario che contempli anche un piano sociale per i collaboratori e definisca la destinazione futura degli edifici. In questo contesto va sottolineato che la Confederazione si era espressa, in una lettera del 20 settembre 2004, a favore della costruzione del nuovo istituto e si era impegnata ad assumersi i costi di affitto durante i successivi dieci anni. L'impegno assunto dalla Confederazione e dagli altri partner della fondazione scade nel 2017!
Ora, mentre questo piano è ancora in corso di elaborazione, la Confederazione, per il tramite della SER, propone addirittura di cessare i corsi alla fine del corrente anno scolastico, vale a dire nel giugno 2010. Se questa decisione sarà confermata, i contratti di lavoro dei 35 collaboratori dovranno essere disdetti entro la fine di febbraio.
Anche se la CRUS ha riconosciuto la necessità di organizzare esami centrali di ammissione per i titolari di un diploma estero non riconosciuto, non è ammissibile che si voglia procedere così rapidamente alla soppressione dei corsi preparatori, poiché questo modo di agire ostacola il progetto di riorganizzazione dell'offerta condotto sotto la direzione delle università interessate e di nuovi partner, quali le scuole universitarie professionali.
La decisione di sopprimere i corsi preparatori mette inoltre in discussione la responsabilità e l'interesse della Confederazione nell'allestire un'offerta destinata principalmente a studenti provenienti da Paesi emergenti o in crisi, che consenta loro di accedere alle nostre università per seguire una formazione superiore e in seguito, nella maggioranza dei casi, di far beneficiare il loro Paese di provenienza, una volta rientrati, del sapere acquisito.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Per rispondere a domande ricorrenti sul senso e l'utilità dei corsi preparatori centrali all'esame di ammissione alle scuole universitarie svizzere finanziati dalla Confederazione e dai cantoni universitari, il 17 aprile 2008 la Conferenza universitaria svizzera (CUS) ha conferito un relativo mandato a un gruppo di lavoro. Compito di quest'ultimo era, tra l'altro, stabilire se fosse necessario mantenere i corsi preparatori centrali agli studi universitari in Svizzera e i corsi centrali di lingua. Il gruppo di lavoro, composto di rappresentanti della CUS, della Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS), della Conferenza dei rettori delle scuole universitarie professionali svizzere, della Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione, della Segreteria di Stato per l'educazione e la ricerca e della Fondazione per i corsi preparatori agli studi universitari in Svizzera hanno consegnato il loro rapporto alla CUS il 21 aprile 2009. La CUS ha in seguito chiesto alla CRUS, in quanto rappresentante dei principali "fruitori" dei corsi preparatori agli studi universitari in Svizzera, di formulare un parere sul rapporto del gruppo di lavoro e delle raccomandazioni. La CRUS si è espressa in favore del mantenimento degli esami centrali di ammissione, ma contro un'offerta centralizzata di corsi preparatori. Secondo le considerazioni della CRUS, gli studenti stranieri vengono principalmente in Svizzera per proseguire i loro studi al livello master e dottorato. Questi studenti non hanno bisogno di sottoporsi a un esame di ammissione. Inoltre i rettori sono dell'avviso che i corsi di lingua debbano essere offerti direttamente dalle università d'immatricolazione per consentire una migliore integrazione degli studenti stranieri nel loro futuro luogo di studio. Infine, corsi di lingua finanziati dalla collettività costituiscono una concorrenza sleale nei confronti dei privati che propongono un'offerta analoga. Basandosi sul rapporto del gruppo di lavoro, sulle raccomandazioni della CRUS e sul parere del consiglio della fondazione per i corsi preparatori agli studi universitari in Svizzera, la CUS si è espressa, durante la sua riunione plenaria del 1° ottobre 2009, in favore del mantenimento degli esami centrali di ammissione e contro i corsi preparatori all'esame di ammissione.
Il finanziamento da parte della Confederazione dei corsi preparatori agli esami di ammissione alle università svizzere si giustifica soltanto se i principali "fruitori", vale a dire le università svizzere, reputano utili tali corsi. Dato che questo non è più il caso, il Consiglio federale non ritiene più prioritario finanziare un'istituzione quale la Fondazione per i corsi preparatori agli studi universitari in Svizzera. Il 3 dicembre 2009 tutti gli enti responsabili della fondazione hanno deciso di comune accordo di porre fine alla convenzione finanziaria nel gennaio 2012, impegnandosi tuttavia a rispettare gli impegni assunti per quanto concerne l'affitto dell'edificio fino al 2017.
2. Il sussidio federale alla fondazione ammonta a 1,6 a 1,8 milioni di franchi all'anno ed è prelevato dal credito della Commissione federale delle borse per studenti stranieri (CFBS) che conferisce borse di studio e di ricerca a studenti e giovani ricercatori provenienti da 74 Paesi. Benché dagli anni 1980 nessun borsista della CFBS abbia più seguito i corsi della fondazione, quest'ultima beneficia di sussidi corrispondenti al 20 per cento circa del credito della CFBS. In tal modo si riduce considerevolmente l'importo che la CFBS ha a disposizione per conferire borse a studenti stranieri che desiderano frequentare una scuola universitaria svizzera.
3. Le università svizzere chiedono agli studenti che desiderano essere ammessi agli studi universitari del livello bachelor un attestato di maturità federale o un diploma estero equivalente. Sono le università stesse a decidere quali diplomi intendono riconoscere, vale a dire quali sono gli studenti titolari di un attestato di formazione parzialmente riconosciuto che devono sottoporsi agli esami centrali di ammissione organizzati dalla commissione d'esame della CRUS. I candidati possono presentarsi all'esame in quanto privatisti o prepararsi all'esame seguendo i corsi offerti dalla fondazione o da un'altra istituzione. La fondazione non detiene un "monopolio" per quanto concerne la preparazione agli esami di ammissione. La CRUS e la CUS si sono espresse a favore del mantenimento degli esami centrali di ammissione, per cui gli studenti che lo desiderano possono continuare a presentarsi a questi esami e avere così accesso agli studi di livello bachelor in Svizzera.
4. Il Consiglio federale è tuttora interessato a dare a studenti provenienti da Paesi emergenti o in via di sviluppo la possibilità di accedere al sistema universitario svizzero. Dagli anni 1960, la Confederazione conferisce, tramite la CFBS, borse a giovani studenti di Paesi in via di sviluppo. Nel 2009, sono state concesse 313 borse, di cui il 60 per cento a giovani provenienti da Paesi in via di sviluppo o emergenti. Per gli studenti provenienti da Paesi in via di sviluppo o emergenti le possibilità di accedere agli studi universitari in Svizzera sono pertanto buone.
5. L'educazione e lo sviluppo di capacità professionali figurano tra le priorità tematiche della cooperazione allo sviluppo svizzera. Nell'intento di rafforzare le strutture dei Paesi partner, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione DSC sostiene programmi di formazione realizzati dai Paesi partner stessi e destinati ai responsabili locali. Il rafforzamento istituzionale delle organizzazioni partner è essenziale per lo sviluppo duraturo di un Paese. Per questa ragione, come pure per ragioni di focalizzazione strategica, la DSC continuerà a mantenere questa priorità e non prevede di sostenere la Fondazione per i corsi preparatori agli studi universitari in Svizzera. È stato inoltre deciso, nel quadro della riorganizzazione della DSC, che i sussidi di quest'ultima devono essere destinati in primo luogo ai Paesi partner. Le istituzioni svizzere possono beneficiare di un sostegno soltanto se è dimostrato che hanno un legame con le attività operative della DSC all'estero, per esempio l'impiego di conoscenze specifiche. Nel quadro della riorganizzazione della DSC è stata soppressa la Sezione corsi e sussidi e le attività in questo ambito sono state fortemente ridimensionate.
Risposta del Consiglio federale.