10.1035 · Interrogazione · 2010-03-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Gli stipendi commisurati alle prestazioni impediscono il raggiungimento della parità salariale, nella misura in cui generalmente sfavoriscono le donne. Già nel 2006, il rapporto dell'Ufficio federale del personale sulla promozione delle pari opportunità dichiarava che le donne sono sistematicamente sfavorite nell'ambito delle valutazioni e per quanto concerne le componenti del salario commisurate alle prestazioni. Questa situazione è nuovamente attestata nel rapporto "Promozione delle pari opportunità fra donna e uomo nell'amministrazione federale dal 2004 al 2007" pubblicato il 1° luglio 2009 dall'Ufficio federale del personale. Le donne, e generalmente anche le classi di reddito inferiori, sono svantaggiate dalle componenti del salario commisurate alle prestazioni poiché sussiste una relazione diretta tra la posizione gerarchica e la concessione dei premi: più elevata la posizione, maggiori sono il premio e la probabilità di riceverlo. Siccome le donne lavorano spesso a tempo parziale e occupano raramente posizioni di quadri ricevono un numero di premi nettamente inferiore a quello degli uomini. In concomitanza con questi fatti occorre rilevare l'aumento delle disparità salariali tra uomo e donna intervenuto dopo l'introduzione della legge sulla parità dei sessi e recentemente reso noto.
Pongo quindi le seguenti domande al Consiglio federale:
1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui questi fatti e sviluppi rendono necessario un intervento della Confederazione nella sua veste di datore di lavoro?
2. Cosa intende fare il Consiglio federale per contrastare la tendenza negativa che vede le donne sfavorite dalle componenti del salario commisurate alle prestazioni? È eventualmente disposto a sopprimere tali componenti dal suo sistema salariale?
3. In quali unità amministrative è già stato eseguito il test logib?
4. Quali provvedimenti concreti ha adottato il governo oltre al test logib per attuare la parità salariale in seno all'amministrazione federale?
5. Il Consiglio federale è consapevole della responsabilità che gli spetta nella sua funzione di datore di lavoro ai fini dell'attuazione della parità salariale?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale attribuisce una grande importanza alla parità salariale tra donne e uomini a livello nazionale in generale e nell'amministrazione federale in particolare. Il principio del "salario uguale per un lavoro di uguale valore" è un punto essenziale della politica salariale della Confederazione. Per questa ragione il Dipartimento federale delle finanze, per l'amministrazione federale, si è impegnato ad intraprendere le misure necessarie in vista dell'adesione al Dialogo sulla parità salariale, lanciato dalla Confederazione stessa in collaborazione con le associazioni mantello dei datori di lavoro e dei lavoratori. Inoltre, nel 2009 l'Ufficio federale del personale (UFPER) ha pubblicato e distribuito a tutte le direzioni delle unità amministrative le istruzioni per l'uso di Logib, invitando a vegliare sul rispetto della parità salariale tra i collaboratori.
Grazie ai numerosi sforzi intrapresi a diversi livelli, la Confederazione conferma il suo impegno per una realizzazione effettiva della parità salariale tra donna e uomo.
2. Nell'amministrazione federale i premi sono un importante strumento di gestione per onorare prestazioni superiori alla media o un impegno particolare. Nel 2008, con il raggruppamento del premio per prestazioni e del premio di riconoscimento nel nuovo premio per prestazioni, il Consiglio federale si è pronunciato a favore di un sistema più semplice per onorare le prestazioni speciali. Il governo non intende rinunciarvi, perché eliminando tale premio verrebbe pure a mancare una componente determinante, ovvero la parte individuale e variabile dello stipendio.
Il Consiglio federale osserva annualmente il versamento dei premi per prestazione nel contesto del rapporto sulla gestione del personale. L'importo del premio per prestazione versato deve essere in rapporto al salario di base. A causa della classe di stipendio mediamente inferiore e del grado di occupazione minore delle donne nell'amministrazione federale, l'ammontare del premio per prestazione è di norma inferiore rispetto a quello degli uomini.
Il Consiglio federale ritiene importante creare condizioni che permettano di migliorare la conciliabilità tra vita professionale e privata. Grazie a queste misure sarà possibile raggiungere il valore di riferimento fissato dal Consiglio federale per il 2011 riguardante la rappresentanza delle donne, in particolare nelle funzioni dirigenziali. Con l'aumento della quota delle donne nelle classi di stipendio superiori anche l'assegnazione dei premi dovrebbe risultare più equilibrata.
Inoltre nell'ambito della valutazione del personale le unità amministrative hanno a disposizione degli strumenti di sensibilizzazione e di sostegno (ad es. la guida "L'esercitazione è una buona maestra" dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo).
3. Il controllo del rispetto della parità salariale tramite lo strumento Logib è già stato effettuato in seno al DFAE (compresa la DSC), dell'UFCOM (DATEC), dell'UFPER, dell'AFC e dell'UFCL (DFF) e di tutte le unità amministrative del DFGP, del DFE e del DFI (eccetto l'UST). Quest'anno lo strumento Logib sarà anche impiegato nella CaF, nei Servizi del Parlamento e in tutte le unità amministrative del DATEC. Inoltre, il DFF ha raccomandato a tutte le sue unità amministrative di applicare Logib.
4. Nel quadro del Dialogo sulla parità salariale, l'UFPER sta attualmente esaminando le modalità di un accordo particolare tra il DFF, per l'amministrazione federale, e le associazioni del personale allo scopo di accertare lo stato effettivo della parità salariale tra donna e uomo in seno al personale federale.
5. Lanciando e aderendo al Dialogo sulla parità salariale, la Confederazione contribuisce a vigilare sul rispetto della parità tra donna e uomo dando così il buon esempio.
Risposta del Consiglio federale.